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    • Storie di SaluteLa rubrica “Storie di Salute” nasce per dar voce agli assicurati UniSalute, che raccontano in prima persona, attraverso una video intervista, la loro esperienza di utilizzo delle coperture sanitarie, condividendo situazioni reali e stati d’animo. Quale esigenza avevano e in che modo è stata risolta? Di quali servizi della polizza hanno usufruito e con quali vantaggi? E soprattutto, come si sono trovati adottando questa soluzione? Ognuno di loro ha una storia diversa, preziosa per tutti: per noi di UniSalute, perché ci permette di rimanere vicini a tutti i nostri clienti e di imparare, cogliendo sempre nuove opportunità; e anche per tutti coloro che si vivono situazioni simili, perché i racconti altrui possono essere di aiuto e fornire consigli e spunti utili per tutelare e proteggere la propria salute.
    • Il Medico RispondeCome si manifesta la psoriasi e come si può curare? In che modo affrontare il delicato periodo della menopausa? Sono solo alcuni esempi di temi trattati nelle videointerviste raccolte nella rubrica “Il Medico Risponde”, che nascono anche dalle domande degli utenti sulla pagina Facebook di UniSalute. Medici specialisti che operano nei Centri sanitari convenzionati con UniSalute affrontano diversi argomenti rispondendo anche ai dubbi e alle curiosità degli utenti attraverso video interviste dedicate a temi specifici, che si trasformano poi in articoli e approfondimenti sul blog InSalute. Una rubrica che si mette in ascolto degli utenti e che racconta anche la grande professionalità e la competenza dei medici e delle strutture convenzionate con noi.
    • Animali DomesticiGli animali domestici sono in grado di regalare un affetto incommensurabile a chiunque gli stia intorno, e in cambio, necessitano soltanto di rispetto e piccole accortezze. In questa sezione troverete tutto quello che c’è da sapere sugli animali domestici. Consigli e guide pratiche su come prendersi cura del loro benessere e della loro salute. La giusta alimentazione per cani e gatti, come comportarsi nei momenti delicati, come la gestazione del cane o del gatto, le assicurazioni a loro dedicate, i vaccini, le pratiche burocratiche e i consigli utili… per godersi in tutta serenità la compagnia del proprio animale domestico.
    • A Tavola in SaluteLe nostre abitudini alimentari influenzano salute e stili di vita e, in alcuni casi, sono responsabili di disturbi come ipertensione, colite, ma anche sovrappeso e obesità. Ecco perché è importante sapere come alimentarsi nel modo corretto. Stagionalità degli alimenti, correlazione tra cibo e salute, ruolo della dieta mediterranea: queste sono alcune delle tematiche che troverete, insieme a focus dedicati alle proprietà e ai benefici degli alimenti e consigli utili per una dieta equilibrata. Non mancheranno infine approfondimenti sull’alimentazione più adatta per determinate patologie. Cosa mangiare se si soffre di colite? Quale frutta possono consumare i diabetici? Come disintossicarsi dopo le feste? In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta della cucina naturale, elemento imprescindibile per una vita sana.
      • Le Ricette della SaluteLa prima regola per raggiungere e mantenere il benessere psicofisico è mangiare in maniera sana ed equilibrata. Una buona dieta, infatti, regala enormi benefici al nostro sistema immunitario e ci aiuta a prevenire disturbi dell’organismo e malattie croniche. In questa sezione troverete una selezione di ricette sane e gustose, che vi aiuterà a salvaguardare la vostra salute senza rinunciare ai piaceri della buona tavola! Oltre a spiegarvi dettagliatamente tutte le fasi per la preparazione dei piatti, con le nostre Ricette della Salute vi insegneremo a conoscere le proprietà benefiche e i valori nutrizionali dei prodotti che la natura ci mette a disposizione.
      • Mangiare in SaluteUn team di nutrizionisti, dietisti e gastroenterologi per parlare delle diete più adatte a chi soffre di malattie e disturbi diffusi, come quelli legati alla sindrome metabolica. Cosa significa mangiare in salute? Quali alimenti evitare se si soffre di reflusso-gastroesofageo? Qual è la migliore alimentazione dopo un infarto? In questa rubrica troverete tutto ciò che riguarda il rapporto tra cibo e salute, compresi tanti consigli di alimentazione per depurare l’organismo, prevenire le malattie e mangiare in modo bilanciato, beneficiando di tutte le proprietà degli alimenti.
    • BenessereCosa vuol dire scegliere di avere uno stile di vita sano? Vi siete mai chiesti se il vostro è uno stile di vita sana? Forse avete bisogno di migliorare qualcosa, ma come fare a valutare? In questa rubrica troverete consigli e indicazioni utili che vi guideranno nella valutazione del vostro stile di vita e vi daranno i giusti input per prendere in considerazione nuovi equilibri. Vivere meglio è un diritto ma allo stesso tempo è anche un dovere che abbiamo nei confronti della nostra stessa vita. Un’alimentazione sbagliata, una vita troppo sedentaria e poco regolamentata…, questi ed altri comportamenti che contrastano uno stile di vita funzionale dove ci porteranno?
    • Focus CoronavirusNel giro di poche settimane, l’emergenza da COVID-19, ossia la malattia causata dalla diffusione del nuovo Conavirus SARS-CoV-2, si è evoluta: l’iniziale epidemia ha dato luogo, nel mese di marzo, ad una pandemia, sollevando nuovi dubbi, paure e incertezze. Fin dall’inizio, grazie al supporto di medici ed esperti, il nostro blog si è occupato da vicino della situazione con una serie di articoli interamente dedicati, cercando di rispondere alle domande dei nostri lettori.  Ad esempio, come funziona esattamente il test del tampone? Oppure, come si può prevenire il contagio? O ancora, come gestire il panico e spiegare il coronavirus ai bambini? Sono solo alcuni degli articoli che troverete in questa rubrica, che nasce proprio per offrire le giuste informazioni sulle buone norme di prevenzione e i consigli utili per affrontare questo difficile periodo di isolamento, restando in salute e mantenendo il proprio benessere psicologico.
    • Focus OncologiaLa ricerca in campo medico avanza con continui ed enormi progressi: in questa sezione vi terremo aggiornati su ultimi studi, scoperte scientifiche in campo oncologico e nuove terapie. Non mancheranno approfondimenti sui diversi tipi di tumore, di cui analizzeremo caratteristiche, cause, sintomi e possibilità di cura, con il contributo di medici e ricercatori. Diagnosi e terapia, quindi, ma anche analisi dei fattori di rischio e consigli per i pazienti oncologici con l’obiettivo di aiutarli ad affrontare i mutamenti fisici e psicologici che la malattia comporta, con suggerimenti pratici per tanti aspetti della vita quotidiana.
    • Mamme e BambiniUna guida utile, ricca di consigli e approfondimenti su tutto ciò che riguarda il meraviglioso mondo delle mamme e dei loro piccoli. Quali importanti regole bisogna seguire durante un momento tanto delicato come la gravidanza? Quali sono gli esami, i rischi e le questioni mediche da non sottovalutare? Come prendersi cura della salute dei bambini? Queste, sono solo alcune delle domande alle quali risponderanno gli articoli che troverete all’interno di questa rubrica. Dal periodo della maternità, passando per l’educazione alimentare dei bambini, il loro rapporto con gli animali, fino ad arrivare alle regole della sicurezza domestica.
    • Mente In SaluteMantenere la mente InSalute è importante tanto quanto prendersi cura del proprio corpo, per cui occorre ascoltare i segnali di disagio, capire cosa non ci fa stare bene e risolvere con l’aiuto di professionisti. I ritmi della società moderna, uno periodo di stress al lavoro, un evento traumatico, ma anche i piccoli cambiamenti della vita, come il rientro dalle ferie o i cambi di stagione, possono generare ansia, paura e preoccupazione, destabilizzando il nostro benessere psicologico. In questa sezione troverete consigli e spunti di riflessione per affrontare i momenti di difficoltà più comuni, come lo stress da lavoro, ma anche le indicazioni degli esperti per orientarsi verso le terapie più adatte in caso di traumi emotivi e psicologici.
    • Prevenzione, diagnosi e terapiaCome avvengono prevenzione, diagnosi e terapia delle più diffuse malattie e quali sono gli esami diagnostici più importanti?Qual è la miglior riabilitazione in seguito alla rottura del femore o del menisco? Come combattere i sintomi del reflusso gastrico? Queste e simili domande troveranno risposte nella sezione del nostro blog dedicata a Prevenzione, Diagnosi e Terapia. Si tratta di uno spazio pensato per offrire informazioni e consigli pratici per affrontare al meglio i disturbi stagionali, per conoscere le migliori terapie e le nuove sfide in campo scientifico. Perché prevenzione e salute passano anche attraverso le giuste informazioni, la conoscenza dei sintomi e dei principali fattori di rischio e la diffusione dei dati presenti nella letteratura medica.
      • Donna In SaluteDonne in salute. Femminile e plurale. Perché l’universo femminile è variegato e la salute deve essere un diritto per tutte. A partire dalla prevenzione oncologica femminile, all’interno della quale il Ministero della Salute ha individuato due programmi organizzati di screening: mammografico e cervicale. Ma in cosa consistono gli esami diagnostici consigliati, a quale età è bene farli e quali abitudini ci aiutano ad allontanare il rischio di tumori femminili? Quali alimenti dovrebbe assumere chi sta seguendo una terapia anticancro? Per approfondire questi delicati argomenti ci siamo rivolti al food mentor Marco Bianchi, divulgatore scientifico per la Fondazione Umberto Veronesi e autore di libri sulla sana alimentazione e i corretti stili di vita. Insieme a lui, parleremo di prevenzione e cura dei tumori femminili, con particolare attenzione all’aspetto nutrizionale.
      • Uomo In SaluteDalle stime dell’Osservatorio Sanità di UniSalute emerge che gli uomini tendono a trascurare di più la salute rispetto alle donne, sottoponendosi a controlli medici solo nel caso in cui si manifesti un problema. Tanto nelle donne quanto negli uomini, la prevenzione è la miglior alleata per ridurre il rischio di sviluppare patologie e incorrere in gravi complicazioni. La rubrica Uomo In Salute nasce proprio con l’obiettivo di informare sulle principali problematiche che, per fattori biologici, potrebbero essere contratte dagli uomini nel corso della vita. In questo spazio, potrai trovare quindi consigli pratici per prenderti cura del tuo benessere ogni giorno.
      • Denti In SalutePoche cose sono più belle di un sorriso bianco, luminoso e sano. Per questo è fondamentale prendersi cura dei propri denti giorno dopo giorno, prestando particolare attenzione all’igiene orale e alla prevenzione di disturbi, dai più comuni ai più gravi.  In questa sezione troverete approfondimenti sulle diverse tipologie di condizioni e infiammazioni che possono colpire i nostri denti, dalle carie alle gengiviti, e sui rispettivi trattamenti e interventi odontoiatrici. Non mancheranno, infine, indicazioni e consigli sulle pratiche da portare avanti quotidianamente – ad esempio, come effettuare una corretta pulizia dei denti – perché la prima regola per una bocca sana è una buona prevenzione.
      • Salute del cuoreIl cuore è il muscolo più importante del nostro corpo ed è al centro del sistema cardiocircolatorio, ma può compromettersi, temporaneamente o a lungo termine. Le malattie cardiovascolari, come infarti o ictus, costituiscono ancora oggi uno dei più importanti problemi di salute pubblica in Italia e una delle prime cause di invalidità e mortalità. Sottoporsi a controlli ed esami periodici e adottare buone abitudini quotidiane, come mangiare sano e fare attività fisica, possono aiutarci a prevenire disturbi e patologie, più o meno gravi. In questa sezione, quindi, troverete indicazioni per una corretta prevenzione cardiovascolare, informazioni sugli esami di check-up cardiologico, in base all’età, al sesso e ai fattori di rischio, e ovviamente un approfondimento ad hoc sui disturbi, sui loro sintomi e su come prevenirli. Perché prendersi cura del proprio cuore e mantenere uno stile di vita sano dovrebbe essere un obiettivo di ciascuno.
      • Esami e visitePrevenire è meglio che curare. Decidere quindi di sottoporsi a esami periodici specifici è un’abitudine virtuosa, che consente di monitorare il proprio stato di salute ed evitare o identificare per tempo disturbi e patologie, anche gravi.  Questa sezione raccoglie gli approfondimenti dedicati ai controlli diagnostici più importanti per una buona prevenzione. Come funziona la risonanza magnetica? A cosa serve l’elettrocardiogramma da sforzo? Come leggere i referti delle analisi del sangue? Sono solo alcuni degli argomenti che affronteremo nella rubrica “Esami e visite”.
    • SportUna sezione dedicata allo sport e al benessere del corpo. In questa rubrica troverete gli approfondimenti, le curiosità e i consigli che vi saranno utili e vi accompagneranno nelle vostre pratiche sportive quotidiane nella maniera più corretta. Quando si esegue uno sforzo fisico e si chiede al proprio corpo di svolgere un esercizio è necessario tenere in considerazione i suoi limiti e le sue necessità. Ascoltare e conoscere il proprio corpo è fondamentale per affrontare qualunque sport. Come prepararsi per una maratona, cosa mangiare prima di fare sport, come gestire una tendinite… Questi sono solo alcuni degli articoli che troverete in questa rubrica, che nasce proprio per indicarvi la strada giusta e guidarvi mentre fate del bene al vostro corpo.
    • Terza etàLa terza età è un periodo molto delicato, e chi lo attraversa necessita di particolari attenzioni e cure. In questa sezione troverete tanti consigli utili su come vivere serenamente questa naturale fase della vita. Numerosi studi dimostrano che disturbi come l’insonnia o l’eccessiva sonnolenza durante il giorno, sono più frequenti  non appena si varca la soglia della vecchiaia, come gestire questi disagi. Quali sono i controlli medici da effettuare più frequentemente, quali le patologie a cui si può andare in contro durante la senilità, come affrontare determinate malattie, qual è l’adeguata alimentazione o il giusto stile di vita che dovrebbe seguire un anziano?
    • WelfareLa cultura del welfare aziendale è sempre più diffusa tra le imprese italiane: asili nido aziendali, maggiore flessibilità degli orari di lavoro e servizi per la salute, come polizze sanitarie e pacchetti di flexible benefit, sono alcuni dei benefici che le aziende, sempre più spesso, mettono a disposizione dei loro dipendenti. In questa sezione, approfondiremo dunque i vantaggi, tanto per le aziende quanto per chi vi lavora, di questo crescente interesse nei confronti del benessere individuale dei lavoratori. Un interesse che, inevitabilmente, si traduce in un miglioramento del loro stile di vita, ma anche di  una maggiore motivazione e produttività.
      • Case HistoryIl welfare aziendale non è più un lusso accessorio: sono molte le aziende italiane che l’hanno compreso, e non soltanto grandi realtà o multinazionali. Negli ultimi anni infatti tantissime piccole e medie imprese hanno attuato iniziative di supporto per il benessere dei propri dipendenti, consapevoli dei reali vantaggi per entrambi. In questa sezione troverete raccontati gli esempi “virtuosi” e d’eccellenza che, attuando politiche ad hoc a favore dei propri collaboratori, dalla creazione di un asilo nido aziendale a quella di specifiche polizze sanitarie, hanno risposto ai loro concreti bisogni, migliorando notevolmente lo stato di serenità e produttività.
      • InformazioniIl benessere di chi lavora e dell’azienda sono strettamente interconnessi: per una maggiore efficienza e produttività, è fondamentale che il dipendente sia soddisfatto e sereno, soprattutto considerando il lavoro occupa gran parte del nostro tempo. In questa rubrica abbiamo deciso di raccogliere tutte le informazioni – sia per le aziende sia per i dipendenti – sulle agevolazioni e sui servizi welfare più richiesti e sui relativi vantaggi. Benefit come buoni pasto o rimborsi spese, piani sanitari creati ad hoc o a forme di assistenza domiciliare, miglioreranno lo stile di vita del collaboratore che, sentendosi più supportato e tutelato, troverà una maggiore motivazione sul luogo di lavoro.
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    • Storie di SaluteLa rubrica “Storie di Salute” nasce per dar voce agli assicurati UniSalute, che raccontano in prima persona, attraverso una video intervista, la loro esperienza di utilizzo delle coperture sanitarie, condividendo situazioni reali e stati d’animo. Quale esigenza avevano e in che modo è stata risolta? Di quali servizi della polizza hanno usufruito e con quali vantaggi? E soprattutto, come si sono trovati adottando questa soluzione? Ognuno di loro ha una storia diversa, preziosa per tutti: per noi di UniSalute, perché ci permette di rimanere vicini a tutti i nostri clienti e di imparare, cogliendo sempre nuove opportunità; e anche per tutti coloro che si vivono situazioni simili, perché i racconti altrui possono essere di aiuto e fornire consigli e spunti utili per tutelare e proteggere la propria salute.
    • Il Medico RispondeCome si manifesta la psoriasi e come si può curare? In che modo affrontare il delicato periodo della menopausa? Sono solo alcuni esempi di temi trattati nelle videointerviste raccolte nella rubrica “Il Medico Risponde”, che nascono anche dalle domande degli utenti sulla pagina Facebook di UniSalute. Medici specialisti che operano nei Centri sanitari convenzionati con UniSalute affrontano diversi argomenti rispondendo anche ai dubbi e alle curiosità degli utenti attraverso video interviste dedicate a temi specifici, che si trasformano poi in articoli e approfondimenti sul blog InSalute. Una rubrica che si mette in ascolto degli utenti e che racconta anche la grande professionalità e la competenza dei medici e delle strutture convenzionate con noi.
    • Animali DomesticiGli animali domestici sono in grado di regalare un affetto incommensurabile a chiunque gli stia intorno, e in cambio, necessitano soltanto di rispetto e piccole accortezze. In questa sezione troverete tutto quello che c’è da sapere sugli animali domestici. Consigli e guide pratiche su come prendersi cura del loro benessere e della loro salute. La giusta alimentazione per cani e gatti, come comportarsi nei momenti delicati, come la gestazione del cane o del gatto, le assicurazioni a loro dedicate, i vaccini, le pratiche burocratiche e i consigli utili… per godersi in tutta serenità la compagnia del proprio animale domestico.
    • A Tavola in SaluteLe nostre abitudini alimentari influenzano salute e stili di vita e, in alcuni casi, sono responsabili di disturbi come ipertensione, colite, ma anche sovrappeso e obesità. Ecco perché è importante sapere come alimentarsi nel modo corretto. Stagionalità degli alimenti, correlazione tra cibo e salute, ruolo della dieta mediterranea: queste sono alcune delle tematiche che troverete, insieme a focus dedicati alle proprietà e ai benefici degli alimenti e consigli utili per una dieta equilibrata. Non mancheranno infine approfondimenti sull’alimentazione più adatta per determinate patologie. Cosa mangiare se si soffre di colite? Quale frutta possono consumare i diabetici? Come disintossicarsi dopo le feste? In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta della cucina naturale, elemento imprescindibile per una vita sana.
      • Le Ricette della SaluteLa prima regola per raggiungere e mantenere il benessere psicofisico è mangiare in maniera sana ed equilibrata. Una buona dieta, infatti, regala enormi benefici al nostro sistema immunitario e ci aiuta a prevenire disturbi dell’organismo e malattie croniche. In questa sezione troverete una selezione di ricette sane e gustose, che vi aiuterà a salvaguardare la vostra salute senza rinunciare ai piaceri della buona tavola! Oltre a spiegarvi dettagliatamente tutte le fasi per la preparazione dei piatti, con le nostre Ricette della Salute vi insegneremo a conoscere le proprietà benefiche e i valori nutrizionali dei prodotti che la natura ci mette a disposizione.
      • Mangiare in SaluteUn team di nutrizionisti, dietisti e gastroenterologi per parlare delle diete più adatte a chi soffre di malattie e disturbi diffusi, come quelli legati alla sindrome metabolica. Cosa significa mangiare in salute? Quali alimenti evitare se si soffre di reflusso-gastroesofageo? Qual è la migliore alimentazione dopo un infarto? In questa rubrica troverete tutto ciò che riguarda il rapporto tra cibo e salute, compresi tanti consigli di alimentazione per depurare l’organismo, prevenire le malattie e mangiare in modo bilanciato, beneficiando di tutte le proprietà degli alimenti.
    • BenessereCosa vuol dire scegliere di avere uno stile di vita sano? Vi siete mai chiesti se il vostro è uno stile di vita sana? Forse avete bisogno di migliorare qualcosa, ma come fare a valutare? In questa rubrica troverete consigli e indicazioni utili che vi guideranno nella valutazione del vostro stile di vita e vi daranno i giusti input per prendere in considerazione nuovi equilibri. Vivere meglio è un diritto ma allo stesso tempo è anche un dovere che abbiamo nei confronti della nostra stessa vita. Un’alimentazione sbagliata, una vita troppo sedentaria e poco regolamentata…, questi ed altri comportamenti che contrastano uno stile di vita funzionale dove ci porteranno?
    • Focus CoronavirusNel giro di poche settimane, l’emergenza da COVID-19, ossia la malattia causata dalla diffusione del nuovo Conavirus SARS-CoV-2, si è evoluta: l’iniziale epidemia ha dato luogo, nel mese di marzo, ad una pandemia, sollevando nuovi dubbi, paure e incertezze. Fin dall’inizio, grazie al supporto di medici ed esperti, il nostro blog si è occupato da vicino della situazione con una serie di articoli interamente dedicati, cercando di rispondere alle domande dei nostri lettori.  Ad esempio, come funziona esattamente il test del tampone? Oppure, come si può prevenire il contagio? O ancora, come gestire il panico e spiegare il coronavirus ai bambini? Sono solo alcuni degli articoli che troverete in questa rubrica, che nasce proprio per offrire le giuste informazioni sulle buone norme di prevenzione e i consigli utili per affrontare questo difficile periodo di isolamento, restando in salute e mantenendo il proprio benessere psicologico.
    • Focus OncologiaLa ricerca in campo medico avanza con continui ed enormi progressi: in questa sezione vi terremo aggiornati su ultimi studi, scoperte scientifiche in campo oncologico e nuove terapie. Non mancheranno approfondimenti sui diversi tipi di tumore, di cui analizzeremo caratteristiche, cause, sintomi e possibilità di cura, con il contributo di medici e ricercatori. Diagnosi e terapia, quindi, ma anche analisi dei fattori di rischio e consigli per i pazienti oncologici con l’obiettivo di aiutarli ad affrontare i mutamenti fisici e psicologici che la malattia comporta, con suggerimenti pratici per tanti aspetti della vita quotidiana.
    • Mamme e BambiniUna guida utile, ricca di consigli e approfondimenti su tutto ciò che riguarda il meraviglioso mondo delle mamme e dei loro piccoli. Quali importanti regole bisogna seguire durante un momento tanto delicato come la gravidanza? Quali sono gli esami, i rischi e le questioni mediche da non sottovalutare? Come prendersi cura della salute dei bambini? Queste, sono solo alcune delle domande alle quali risponderanno gli articoli che troverete all’interno di questa rubrica. Dal periodo della maternità, passando per l’educazione alimentare dei bambini, il loro rapporto con gli animali, fino ad arrivare alle regole della sicurezza domestica.
    • Mente In SaluteMantenere la mente InSalute è importante tanto quanto prendersi cura del proprio corpo, per cui occorre ascoltare i segnali di disagio, capire cosa non ci fa stare bene e risolvere con l’aiuto di professionisti. I ritmi della società moderna, uno periodo di stress al lavoro, un evento traumatico, ma anche i piccoli cambiamenti della vita, come il rientro dalle ferie o i cambi di stagione, possono generare ansia, paura e preoccupazione, destabilizzando il nostro benessere psicologico. In questa sezione troverete consigli e spunti di riflessione per affrontare i momenti di difficoltà più comuni, come lo stress da lavoro, ma anche le indicazioni degli esperti per orientarsi verso le terapie più adatte in caso di traumi emotivi e psicologici.
    • Prevenzione, diagnosi e terapiaCome avvengono prevenzione, diagnosi e terapia delle più diffuse malattie e quali sono gli esami diagnostici più importanti?Qual è la miglior riabilitazione in seguito alla rottura del femore o del menisco? Come combattere i sintomi del reflusso gastrico? Queste e simili domande troveranno risposte nella sezione del nostro blog dedicata a Prevenzione, Diagnosi e Terapia. Si tratta di uno spazio pensato per offrire informazioni e consigli pratici per affrontare al meglio i disturbi stagionali, per conoscere le migliori terapie e le nuove sfide in campo scientifico. Perché prevenzione e salute passano anche attraverso le giuste informazioni, la conoscenza dei sintomi e dei principali fattori di rischio e la diffusione dei dati presenti nella letteratura medica.
      • Donna In SaluteDonne in salute. Femminile e plurale. Perché l’universo femminile è variegato e la salute deve essere un diritto per tutte. A partire dalla prevenzione oncologica femminile, all’interno della quale il Ministero della Salute ha individuato due programmi organizzati di screening: mammografico e cervicale. Ma in cosa consistono gli esami diagnostici consigliati, a quale età è bene farli e quali abitudini ci aiutano ad allontanare il rischio di tumori femminili? Quali alimenti dovrebbe assumere chi sta seguendo una terapia anticancro? Per approfondire questi delicati argomenti ci siamo rivolti al food mentor Marco Bianchi, divulgatore scientifico per la Fondazione Umberto Veronesi e autore di libri sulla sana alimentazione e i corretti stili di vita. Insieme a lui, parleremo di prevenzione e cura dei tumori femminili, con particolare attenzione all’aspetto nutrizionale.
      • Uomo In SaluteDalle stime dell’Osservatorio Sanità di UniSalute emerge che gli uomini tendono a trascurare di più la salute rispetto alle donne, sottoponendosi a controlli medici solo nel caso in cui si manifesti un problema. Tanto nelle donne quanto negli uomini, la prevenzione è la miglior alleata per ridurre il rischio di sviluppare patologie e incorrere in gravi complicazioni. La rubrica Uomo In Salute nasce proprio con l’obiettivo di informare sulle principali problematiche che, per fattori biologici, potrebbero essere contratte dagli uomini nel corso della vita. In questo spazio, potrai trovare quindi consigli pratici per prenderti cura del tuo benessere ogni giorno.
      • Denti In SalutePoche cose sono più belle di un sorriso bianco, luminoso e sano. Per questo è fondamentale prendersi cura dei propri denti giorno dopo giorno, prestando particolare attenzione all’igiene orale e alla prevenzione di disturbi, dai più comuni ai più gravi.  In questa sezione troverete approfondimenti sulle diverse tipologie di condizioni e infiammazioni che possono colpire i nostri denti, dalle carie alle gengiviti, e sui rispettivi trattamenti e interventi odontoiatrici. Non mancheranno, infine, indicazioni e consigli sulle pratiche da portare avanti quotidianamente – ad esempio, come effettuare una corretta pulizia dei denti – perché la prima regola per una bocca sana è una buona prevenzione.
      • Salute del cuoreIl cuore è il muscolo più importante del nostro corpo ed è al centro del sistema cardiocircolatorio, ma può compromettersi, temporaneamente o a lungo termine. Le malattie cardiovascolari, come infarti o ictus, costituiscono ancora oggi uno dei più importanti problemi di salute pubblica in Italia e una delle prime cause di invalidità e mortalità. Sottoporsi a controlli ed esami periodici e adottare buone abitudini quotidiane, come mangiare sano e fare attività fisica, possono aiutarci a prevenire disturbi e patologie, più o meno gravi. In questa sezione, quindi, troverete indicazioni per una corretta prevenzione cardiovascolare, informazioni sugli esami di check-up cardiologico, in base all’età, al sesso e ai fattori di rischio, e ovviamente un approfondimento ad hoc sui disturbi, sui loro sintomi e su come prevenirli. Perché prendersi cura del proprio cuore e mantenere uno stile di vita sano dovrebbe essere un obiettivo di ciascuno.
      • Esami e visitePrevenire è meglio che curare. Decidere quindi di sottoporsi a esami periodici specifici è un’abitudine virtuosa, che consente di monitorare il proprio stato di salute ed evitare o identificare per tempo disturbi e patologie, anche gravi.  Questa sezione raccoglie gli approfondimenti dedicati ai controlli diagnostici più importanti per una buona prevenzione. Come funziona la risonanza magnetica? A cosa serve l’elettrocardiogramma da sforzo? Come leggere i referti delle analisi del sangue? Sono solo alcuni degli argomenti che affronteremo nella rubrica “Esami e visite”.
    • SportUna sezione dedicata allo sport e al benessere del corpo. In questa rubrica troverete gli approfondimenti, le curiosità e i consigli che vi saranno utili e vi accompagneranno nelle vostre pratiche sportive quotidiane nella maniera più corretta. Quando si esegue uno sforzo fisico e si chiede al proprio corpo di svolgere un esercizio è necessario tenere in considerazione i suoi limiti e le sue necessità. Ascoltare e conoscere il proprio corpo è fondamentale per affrontare qualunque sport. Come prepararsi per una maratona, cosa mangiare prima di fare sport, come gestire una tendinite… Questi sono solo alcuni degli articoli che troverete in questa rubrica, che nasce proprio per indicarvi la strada giusta e guidarvi mentre fate del bene al vostro corpo.
    • Terza etàLa terza età è un periodo molto delicato, e chi lo attraversa necessita di particolari attenzioni e cure. In questa sezione troverete tanti consigli utili su come vivere serenamente questa naturale fase della vita. Numerosi studi dimostrano che disturbi come l’insonnia o l’eccessiva sonnolenza durante il giorno, sono più frequenti  non appena si varca la soglia della vecchiaia, come gestire questi disagi. Quali sono i controlli medici da effettuare più frequentemente, quali le patologie a cui si può andare in contro durante la senilità, come affrontare determinate malattie, qual è l’adeguata alimentazione o il giusto stile di vita che dovrebbe seguire un anziano?
    • WelfareLa cultura del welfare aziendale è sempre più diffusa tra le imprese italiane: asili nido aziendali, maggiore flessibilità degli orari di lavoro e servizi per la salute, come polizze sanitarie e pacchetti di flexible benefit, sono alcuni dei benefici che le aziende, sempre più spesso, mettono a disposizione dei loro dipendenti. In questa sezione, approfondiremo dunque i vantaggi, tanto per le aziende quanto per chi vi lavora, di questo crescente interesse nei confronti del benessere individuale dei lavoratori. Un interesse che, inevitabilmente, si traduce in un miglioramento del loro stile di vita, ma anche di  una maggiore motivazione e produttività.
      • Case HistoryIl welfare aziendale non è più un lusso accessorio: sono molte le aziende italiane che l’hanno compreso, e non soltanto grandi realtà o multinazionali. Negli ultimi anni infatti tantissime piccole e medie imprese hanno attuato iniziative di supporto per il benessere dei propri dipendenti, consapevoli dei reali vantaggi per entrambi. In questa sezione troverete raccontati gli esempi “virtuosi” e d’eccellenza che, attuando politiche ad hoc a favore dei propri collaboratori, dalla creazione di un asilo nido aziendale a quella di specifiche polizze sanitarie, hanno risposto ai loro concreti bisogni, migliorando notevolmente lo stato di serenità e produttività.
      • InformazioniIl benessere di chi lavora e dell’azienda sono strettamente interconnessi: per una maggiore efficienza e produttività, è fondamentale che il dipendente sia soddisfatto e sereno, soprattutto considerando il lavoro occupa gran parte del nostro tempo. In questa rubrica abbiamo deciso di raccogliere tutte le informazioni – sia per le aziende sia per i dipendenti – sulle agevolazioni e sui servizi welfare più richiesti e sui relativi vantaggi. Benefit come buoni pasto o rimborsi spese, piani sanitari creati ad hoc o a forme di assistenza domiciliare, miglioreranno lo stile di vita del collaboratore che, sentendosi più supportato e tutelato, troverà una maggiore motivazione sul luogo di lavoro.
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La mammografia è un esame radiologico che analizza i tessuti della ghiandola mammaria per individuare noduli o lesioni in fase precoce. In Italia lo screening gratuito è garantito dal SSN alle donne tra i 50 e i 69 anni con cadenza biennale, ma in molte regioni si sta estendendo anche ad altre fasce d'età. Nelle donne under 40, a causa della maggiore densità del tessuto mammari, l'esame di riferimento è l'ecografia mammaria. Chi ha le protesi può comunque sottoporsi alla mammografia. Il profilo di sicurezza è elevato. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati oltre 50.000 nuovi casi di cancro al seno, la forma tumorale più diffusa tra la popolazione femminile. Nonostante questi numeri, oggi le prospettive sono sempre più incoraggianti grazie ai progressi delle terapie e, soprattutto, ai programmi di screening che permettono di individuare eventuali alterazioni in fase precoce, quando le possibilità di cura sono maggiori. In questo contesto, la mammografia rappresenta uno degli esami di riferimento per la prevenzione della neoplasia mammaria. Un’indagine radiologica rapida e mirata, in grado di evidenziare noduli o anomalie negli stadi iniziali. Ma come si svolge, quando farla e a chi è consigliata? Scopriamo tutto quello che c’è da sapere. [caption id="attachment_122706" align="aligncenter" width="1000"]Mai più rimandarsi Scopri la polizza Base - Prevenzione e check-up[/caption]

Che cos'è la mammografia? Come si svolge?

La mammografia è un esame radiologico del seno che permette di analizzare forma, struttura e tessuti della ghiandola mammaria. Il suo obiettivo è individuare eventuali noduli o lesioni sospette anche in fase molto precoce, quando ancora non provocano sintomi. Dal punto di vista pratico, l’esame viene eseguito tramite il mammografo, un’apparecchiatura che utilizza basse dosi di raggi X per ottenere immagini dettagliate della mammella. La paziente esegue l’esame in posizione eretta: ciascun seno viene appoggiato su un supporto e compresso tra due piastre per pochi secondi, così da acquisire immagini nitide e accurate in due o più proiezioni.

Quanto dura la mammografia? È dolorosa?

La mammografia è un’indagine rapida, che dura in media 5-10 minuti. La compressione del seno può provocare una sensazione di fastidio o dolore, che scompare tuttavia al termine dell’esame. L’intensità del disagio può variare da persona a persona in base alla sensibilità individuale. Per rendere la procedura più confortevole, può essere opportuno eseguire l'esame nella prima fase del ciclo mestruale, quando il seno tende a essere meno sensibile. [caption id="attachment_6188" align="aligncenter" width="600"]prevenzione tumore seno Photographee.eu/shutterstock.com[/caption]

Da quale età si esegue?

In Italia, lo screening mammografico gratuito previsto dal Servizio Sanitario Nazionale è garantito in tutte le Regioni alle donne tra i 50 e i 69 anni, generalmente con cadenza biennale. In molte Regioni i programmi di prevenzione si stanno progressivamente estendendo anche alle fasce 45-49 anni (ogni anno) e 70-74 anni (ogni due anni).

Al di sotto dei 40 anni, invece, la mammografia non rappresenta l’esame di prima scelta. Nelle donne più giovani, infatti, la maggiore densità del tessuto mammario può rendere meno immediata la lettura delle immagini radiologiche. In questi casi lo specialista può indicare un’ecografia mammaria,

Poiché modalità di accesso, fasce d’età coinvolte e tempi di convocazione possono cambiare da Regione a Regione, è sempre utile consultare la propria ASL di riferimento o confrontarsi con il medico curante per chiarire a partire da quando fare l'esame.

Trattandosi di un esame incluso nel programma di screening nazionale, l’appuntamento per la mammografia viene comunicato direttamente dall’ASL di competenza. Nel caso in cui non si riceva la comunicazione, si può contattare direttamente l’azienda sanitaria per prenotare il proprio esame che, per le aventi diritto, è sempre gratuito. In alternativa, ci si può rivolgere al proprio medico che indicherà a chi rivolgersi, con che tempistiche e a quali condizioni.

È possibile fare la mammografia in gravidanza? E con le protesi?

In gravidanza la mammografia è generalmente sconsigliata come misura precauzionale, anche se non si tratta di un divieto assoluto. In caso di necessità clinica, è il medico a valutare la situazione individuale e a indicare il percorso più appropriato.

Chi ha le protesi mammarie, invece, può sottoporsi all'esame senza particolari problemi. Resta comunque, infatti, una componente ghiandolare da monitorare che, però, talvolta può essere molto ridotta rispetto al volume della protesi. Di conseguenza, è possibile che alcune aree della mammella non siano perfettamente visibili. Per questa ragione, nella maggior parte dei casi, viene abbinata ad un’ecografia mammaria e, in alcuni casi specifici e valutati dal medico, può essere necessaria anche una risonanza magnetica.

[caption id="attachment_6187" align="aligncenter" width="600"]esame mammografia Gorodenkoff/shutterstock.com[/caption]

Ci sono controindicazioni?

Tra le ragioni che rendono la mammografia un esame così prezioso nell’ottica di una efficace prevenzione del tumore al seno, c’è anche l’assenza quasi totale di controindicazioni. Dal punto di vista dei rischi a medio e lungo termine, l’unica preoccupazione potrebbe essere quella relativa all’esposizione a una quantità, ridotta, di raggi X. Le tempistiche con cui è proposto l'esame, tuttavia, sono tali per cui questo rischio viene ridotto al minimo. Il beneficio che deriva dalla diagnosi precoce del tumore al seno in termini di salute, qualità e aspettativa di vita, supera i possibili problemi causati dall’esposizione ai raggi X. Un dibattito ancora molto acceso all’interno della comunità scientifica riguarda il fatto che lo screening mammografico comporti un rischio di sovradiagnosi. Si teme, cioè, che vengano individuate e trattate anche lesioni non cancerose, che verrebbero eliminate autonomamente dall’organismo. D’altro canto, non esiste attualmente alcuno strumento in grado di capire se i noduli o le lesioni rilevate evolvano o meno in neoplasia. Di conseguenza, si ritiene che il rischio di sovradiagnosi sia inferiore ai benefici che la diffusione di questo screening ha già portato. Come si è visto, la mammografia è un esame prezioso, ma la prevenzione non si esaurisce con un appuntamento periodico. Stile di vita corretto e monitoraggio fanno la differenza nel lungo periodo. In quest'ottica, le soluzioni UniSalute Per Te possono rappresentare un valido supporto, garantendo accesso rapido e a tariffe agevolate a visite ed esami.   Prenditi cura della tua salute con i moduli base UniSalute Per Te [caption id="attachment_6184" align="aligncenter" width="600"]diagnosi mammografia create jobs 51/shutterstock.com[/caption]

Le domande più frequenti dei pazienti

Come ci si prepara alla mammografia?

Non è richiesta alcuna preparazione particolare. È però consigliabile evitare di applicare deodoranti, creme o polveri nell'area ascellare e sul seno il giorno dell'esame, poiché alcune sostanze possono alterare la leggibilità delle immagini.

Qual è la differenza tra mammografia ed ecografia mammaria?

La mammografia è l'unico strumento validato per lo screening oncologico. L'ecografia viene utilizzata come approfondimento – ad esempio per analizzare noduli già evidenziati – oppure come esame di primo livello nelle donne più giovani, dove la maggiore densità del tessuto mammario può rendere meno agevole la lettura delle immagini radiologiche.

Si può fare la mammografia in gravidanza?

In generale l'esame è sconsigliato in gravidanza, ma in caso di necessità clinica può essere eseguito applicando le opportune accortezze per ridurre le radiazioni.

Quanto tempo ci vogliono per avere i risultati?

I tempi di risposta variano a seconda della struttura e della modalità di accesso. Nell'ambito dello screening del SSN, l'esito viene generalmente comunicato entro 2-3 settimane dall'esame.

" target="_blank" rel="nofollow">Gli esami ormonali sono analisi del sangue che permettono di valutare il corretto funzionamento del sistema endocrino e delle ghiandole che regolano metabolismo, crescita, sviluppo sessuale e fertilità. Possono essere prescritti in presenza di sintomi sospetti, in caso di familiarità per disfunzioni endocrine o per monitorare disturbi diagnosticati. Tra i principali esami rientrano FSH, LH, estradiolo, progesterone, AMH, testosterone, prolattina, ormoni tiroidei (TSH, FT3, FT4) e cortisolo. Una diagnosi precoce consente di individuare eventuali squilibri ormonali e di avviare tempestivamente un percorso di cura e monitoraggio mirato. Variazioni di peso, ciclo mestruale irregolare, disturbi della sfera sessuale e della fertilità possono nascondere una disfunzione endocrina che è importante diagnosticare con specifici controlli: gli esami ormonali. Scopriamo quali sono e quando eseguirli, passando in rassegna i sintomi che possono essere la spia di uno squilibrio ormonale. [caption id="attachment_122706" align="aligncenter" width="1000"]Mai più rimandarsi Scopri la polizza Base - Prevenzione e check-up[/caption]

Esami ormonali: cosa sono e a cosa servono

Gli esami ormonali sono analisi del sangue mirate al dosaggio degli ormoni, sostanze prodotte dalle ghiandole endocrine (ipotalamo, ipofisi, tiroide, paratiroidi, surreni, gonadi, pancreas), che vengono rilasciate nel sangue e intervengono in moltissime funzioni dell'organismo, come il metabolismo e la riproduzione. Un eccesso o un deficit di una o più di queste molecole produce uno squilibrio ormonale che può avere effetti più o meno gravi su diversi processi, compromettendo il benessere generale. Gli squilibri ormonali possono essere acuti – in questo caso sono temporanei e tendono a risolversi autonomamente – oppure cronici, guaribili solo eliminando la causa che li ha scatenati. All'origine di questi disturbi possono esserci diversi fattori, che dipendono dalla ghiandola coinvolta e possono includere:
  • malattie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto
  • infezioni
  • traumi
  • terapie farmacologiche
  • carenze o eccessi alimentari.

Quando si fanno gli esami del sangue ormonali?

Il dosaggio degli ormoni può essere prescritto per indagare sintomi che fanno sospettare un'alterazione dell'equilibrio endocrino, in caso di familiarità per disfunzioni endocrine oppure per monitorare disturbi già diagnosticati.
La valutazione del quadro ormonale, completa o parziale, è indicata, per esempio, quando si sospetta un problema di infertilità, per valutare il corretto sviluppo dei caratteri sessuali secondari e degli organi riproduttivi in bambini e adolescenti o ancora per individuare problematiche a carico della tiroide, delle ovaie o dei testicoli.
Ecco i principali sintomi che possono rendere necessario un approfondimento:
  • variazioni di peso non attribuibili ad altre cause
  • disturbi muscolo-scheletrici, come debolezza, dolore, rigidità, gonfiore, fratture
  • cambiamenti della frequenza cardiaca
  • sudorazione eccessiva
  • alterazioni dell'umore
  • disturbi intestinali
  • pelle e capelli fragili e secchi
  • mestruazioni abbondanti e dolorose
  • calo della libido e disfunzione erettile
  • nelle donne, acne e comparsa di peli in aree tipicamente maschili
  • negli uomini, sviluppo anomalo del seno o sviluppo incompleto dei caratteri sessuali secondari (per esempio, ridotta crescita dei genitali o scarso irrobustimento della muscolatura)
  • infertilità
  • insonnia
  • mal di testa
  • disturbi della vista, in particolare del campo visivo.
[caption id="attachment_120708" align="aligncenter" width="600"] diego_cervo/gettyimages.it[/caption]

Che esami fare per capire se si hanno problemi ormonali?

Esiste un'ampia varietà di esami ormonali, a volta diversi per uomo e donna, che si eseguono per controllare la funzionalità del sistema endocrino e degli altri apparati che ne sono influenzati. Vediamo in dettaglio quali sono i principali esami ormonali, a cosa servono e in quali situazioni sono indicati.

FSH (ormone follicolo stimolante)

L'ormone follicolo stimolante (FSH) è prodotto dall'ipofisi, una piccola ghiandola situata alla base del cervello, e associato allo sviluppo degli ovuli nelle donne e alla produzione degli spermatozoi negli uomini. Il suo dosaggio è utile per determinare la riserva ovarica femminile, ovvero il numero di ovociti, o cellule uovo, potenzialmente fecondabili presenti nelle ovaie, quindi è un importante indicatore di fertilità. Il test deve essere eseguito tra il 3° e il 5° giorno dall'inizio delle mestruazioni. Nell'uomo, questo esame è consigliato soprattutto per confermare o escludere alterazioni della spermatogenesi, ovvero del processo di formazione degli spermatozoi, che possono portare a condizioni come oligozoospermia (bassa concentrazione di spermatozoi) e azoospermia (totale assenza di spermatozoi) e ostacolare il concepimento. Oltre che nella diagnosi e nel trattamento dell'infertilità, sia nell'uomo che nella donna il dosaggio dell'FSH è utile per individuare disturbi dello sviluppo sessuale, come condizioni di pubertà precoce e di ipogonadismo (inadeguata secrezione di ormoni sessuali).

LH (ormone luteinizzante)

Anche l'ormone luteinizzante (LH) è cruciale per la capacità riproduttiva. Nell'uomo agisce sui testicoli stimolando la produzione di testosterone, la cui presenza in concentrazioni ottimali è essenziale per la maturazione degli spermatozoi. Nella donna, invece, entra in gioco nelle ovaie per favorire lo sviluppo follicolare e l'ovulazione insieme all'ormone follicolo stimolante. Il dosaggio dell'ormone LH è dunque un esame essenziale all'interno del check up ormonale per la valutazione della fertilità femminile e maschile, oltre ad essere utile in presenza di irregolarità del ciclo mestruale come l'amenorrea (ovvero l'assenza di mestruazioni). Nella donna deve essere effettuato all'inizio della fase follicolare. [caption id="attachment_120709" align="aligncenter" width="600"] PeopleImages/gettyimages.it[/caption]

Estradiolo

L'estradiolo, anche detto 17 beta estradiolo, è uno dei principali estrogeni biologicamente attivi prodotti dalle ovaie, di cui consente il corretto funzionamento. È l'ormone deputato alla regolazione del ciclo mestruale, alla maturazione degli organi sessuali e alla comparsa dei caratteri sessuali secondari. Insieme a quello dell'FSH, il dosaggio dell'estradiolo è uno degli esami prescritti per la valutazione della riserva ovarica femminile e deve essere eseguito nelle stessa fase del ciclo, cioè tra il 3° e il 5° giorno dall'inizio delle mestruazioni.

Progesterone

Il progesterone, ormone sessuale femminile, entra in gioco nella regolazione del ciclo mestruale e svolge un ruolo fondamentale nel preparare gli organi riproduttivi alla gravidanza e nel favorire le condizioni necessarie per lo sviluppo dell'embrione nell'utero. È particolarmente importante per l'impianto della blastocisti, ovvero per l'attecchimento dell'embrione alla parete uterina, che avviene circa 6 giorni dopo la fecondazione, oltre che per il mantenimento della gravidanza. Il suo dosaggio, che rientra nel pacchetto di esami per la valutazione della fertilità, dovrebbe essere effettuato nella fase luteale, intorno al 20°-21° giorno del ciclo, dopo l'ovulazione.

AMH (ormone antimulleriano)

Nella donna il dosaggio dell’ormone antimulleriano (AMH), prodotto dalle ovaie, serve a valutare la riserva funzionale ovarica e la potenziale fertilità, oltre a essere impiegato per il monitoraggio della sindrome dell'ovaio policistico (PCOS). Può essere eseguito in qualsiasi giorno del ciclo mestruale. Negli uomini, si può fare ricorso a questo test in età pediatrica in presenza di anomalie dello sviluppo dell'apparato genitale, come il criptorchidismo (assenza di uno o di entrambi i testicoli a livello dello scroto), e per valutare la corretta funzionalità dei testicoli negli adolescenti.

DHEA (deidroepiandrosterone)

Il deidroepiandrosterone (DHEA) è un ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali e, in misura inferiore, dalle ovaie e dai testicoli, per lo più sotto forma di DHEAS o DHEA solfato. È il precursore degli ormoni sessuali sia maschili che femminili (testosterone, estrogeni), cioè è necessario per la loro formazione. Il suo dosaggio può essere indicato sia nel contesto di esami di controllo della fertilità, sia per altre problematiche: è utile, per esempio, nell'ambito di una valutazione ormonale generale in caso di sindrome dell'ovaio policistico, può essere prescritto per verificare il corretto funzionamento delle ghiandole surrenali e per individuarne eventuali patologie, anche tumorali, ed è un importante indicatore per la diagnosi di disturbi dello sviluppo sessuale, come una pubertà precoce nei ragazzi e un iperandrogenismo, ovvero l'eccessiva produzione di ormoni sessuali maschili, nelle ragazze.

Testosterone

Il testosterone, ormone steroideo prodotto dai testicoli, è il più importante degli ormoni androgeni, necessario per lo sviluppo dei caratteri sessuali maschili e per la corretta spermatogenesi. Il suo dosaggio nell'uomo è quindi utile nell'ambito dei controlli per la fertilità e in presenza di disturbi come disfunzione erettile e pubertà precoce o ritardata. [caption id="attachment_120710" align="aligncenter" width="600"] pixelfit/gettyimages.it[/caption]

Prolattina

La prolattina ha il principale compito di assicurare la lattazione, cioè di mantenere la produzione di latte nella donna dopo il parto, ma entra in gioco anche nella regolazione del ciclo mestruale: una secrezione insufficiente di questo ormone, per esempio, può causarne un'alterazione o, addirittura, la scomparsa. Nell'uomo, la prolattina ha la funzione di inibire il testosterone: un suo eccesso può provocare calo della libido, disfunzioni erettili e ginecomastia (ingrossamento del tessuto mammario). L'esame della prolattina è dunque importante sia in presenza di problematiche legate alla fertilità che per verificare il corretto sviluppo e la buona funzionalità degli apparati riproduttivo e sessuale, maschile e femminile.

Ormoni tiroidei

Il dosaggio degli ormoni tiroidei è importante per la valutazione della funzionalità di questa ghiandola endocrina, posta alla base del collo, cruciale per molte funzioni dell'organismo, come il metabolismo, l'accrescimento corporeo, lo sviluppo del sistema nervoso e riproduttivo. Gli esami di controllo della tiroide prevedono la misurazione dei valori del TSH (tireotropina o ormone tireostimolante), anche detto ormone ipofisario perché prodotto dall'ipofisi, e di altri due ormoni, FT3 (triiodotironina libera) e FT4 (tiroxina), la cui secrezione è regolata dal TSH. Questi valori permettono di diagnosticare eventuali alterazioni della ghiandola, come l'ipertiroidismo e l'ipotiroidismo; sono inoltre utili per il monitoraggio di queste condizioni e nel contesto di una valutazione ormonale generale in presenza di infertilità.

Cortisolo

ll cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole corticosurrenali. È conosciuto anche come “ormone dello stress” perché la sua secrezione aumenta in risposta a vari eventi stressanti, come un trauma, uno sbalzo di temperatura o una malattia che debilita il sistema immunitario. Il dosaggio del cortisolo è utile per la diagnosi di patologie che determinano un'iperproduzione di questo ormone, come la malattia di Cushing, o una sua ridotta secrezione, come la malattia di Addison. Può anche essere indicato in presenza di disturbi come debolezza muscolare, stanchezza, acne, irregolarità mestruali, infezioni ricorrenti, che possono essere riconducibili a un eccesso di questo ormone.

Cosa non fare prima delle analisi ormonali?

Per eseguire gli esami ormonali non servono particolari accorgimenti: è consigliabile mantenere le consuete abitudini alimentari e non è necessario essere a digiuno. L’assunzione di farmaci, soprattutto di tipo ormonale, può influire sull'accuratezza della valutazione dei test, quindi è importante chiedere al medico se e come modificare o sospendere la terapia prima del prelievo. Come accennato, inoltre, alcuni esami ormonali femminili per la fertilità devono essere effettuati in determinati giorni o fasi del ciclo mestruale, quindi è bene verificare con il proprio ginecologo le tempistiche corrette per eseguirli. Come si è visto, una disfunzione endocrina può avere un impatto severo sulla salute: per questo motivo è fondamentale non sottovalutare i campanelli d'allarme e segnalarli al medico, che valuterà se prescrivere esami del sangue mirati e una visita specialistica. Considerata l'importanza della diagnosi precoce negli squilibri ormonali, poter contare su servizi integrativi come le soluzioni UniSalute Per Te può facilitare l’accesso a controlli ed esami grazie a formule vantaggiose.   Scopri ora come le soluzioni UniSalute Per Te possono aiutarti a prenderti cura della tua salute [caption id="attachment_120711" align="aligncenter" width="600"] Nastasic/gettyimages.it[/caption]

Le domande più frequenti dei pazienti

Quando è necessario fare gli esami ormonali?

Gli esami ormonali vengono prescritti quando sono presenti sintomi che fanno sospettare uno squilibrio endocrino, come ciclo irregolare, infertilità, variazioni di peso non spiegabili, disturbi sessuali o alterazioni dell’umore. Possono essere indicati anche in caso di familiarità per patologie endocrine o per monitorare condizioni già diagnosticate.

In quale momento del ciclo mestruale si fanno gli esami ormonali femminili?

FSH ed estradiolo devono essere effettuati tra il 3° e il 5° giorno dall’inizio delle mestruazioni, l'LH all'inizio della fase follicolare, il progesterone nella fase luteale, intorno al 20°-21° giorno del ciclo. Altri, come l’AMH, possono essere eseguiti in qualsiasi momento del ciclo. Le tempistiche vanno sempre concordate con il ginecologo.

Quali sono i principali esami per valutare la fertilità?

Nel percorso di valutazione della fertilità possono essere prescritti FSH, LH, estradiolo, progesterone, AMH e prolattina nella donna, mentre nell’uomo risultano utili FSH, LH e testosterone. Gli accertamenti da fare vengono stabiliti dal medico in base al quadro clinico.

Gli esami ormonali richiedono il digiuno?

Nella maggior parte dei casi non è necessario presentarsi a digiuno, salvo diversa indicazione medica. È importante, però, informare il medico dell’eventuale assunzione di farmaci, in particolare terapie ormonali, che potrebbero influenzare i risultati.

" target="_blank" rel="nofollow">La frattura del bacino negli anziani è un evento che può compromettere mobilità, autonomia e qualità di vita. L’immobilità prolungata può portare a perdita di massa muscolare, dolore cronico, piaghe da decubito e complicanze come la trombosi venosa. Anche il benessere psicologico può risentirne, con aumento di ansia, isolamento e riduzione della sicurezza nei movimenti. La riabilitazione ha un ruolo centrale e richiede un approccio multidisciplinare: fisioterapia, terapia occupazionale, gestione del dolore e supporto emotivo. Una buona guarigione passa anche da un’alimentazione ricca di calcio e vitamina D, dalla prevenzione delle cadute e da un ambiente domestico sicuro. Per salvaguardare la salute delle ossa in età avanzata è determinante la prevenzione tramite controlli regolari, attività fisica mirata e, quando indicato, terapie per l’osteoporosi. Con l'avanzare dell'età, alcuni rischi per la salute diventano più rilevanti, tra cui la possibilità di fratture, come quella al bacino. Questo tipo di infortunio, sebbene non esclusivo degli anziani, tende ad avere un impatto maggiore su di loro, influenzando aspetti come la mobilità e, di conseguenza, la qualità di vita. Nei prossimi paragrafi scopriremo quali conseguenze ha una frattura al bacino sugli anziani e l'importanza di una gestione attenta e di un processo di riabilitazione adeguato, per aiutare a mantenere il più possibile la loro indipendenza e benessere. [caption id="attachment_123352" align="aligncenter" width="1000"]Mai più farti in quattro perché sei sola a prenderti cura di loro Scopri la polizza My Support[/caption]

Frattura del bacino negli anziani: cause e fattori di rischio

La frattura del bacino negli anziani è spesso la conseguenza dell’invecchiamento fisiologico dell’apparato scheletrico e di una serie di condizioni che aumentano la vulnerabilità dell’osso e il rischio di caduta.

Con l’avanzare dell’età, infatti, la densità e la resistenza delle ossa tendono a diminuire. Questo avviene a causa dell’osteoporosi, una condizione che rende le ossa più fragili e quindi più suscettibili a fratture, anche a seguito di traumi di lieve entità. Gli anziani, in particolare, sono esposti a un maggiore rischio di osteoporosi a causa di fattori quali la diminuzione dei livelli di calcio e di altri minerali nelle ossa, nonché di cambiamenti ormonali che possono influenzare la salute ossea.

Accanto ai fattori biologici, esistono anche elementi ambientali e funzionali che aumentano il rischio di frattura del bacino:

  • cadute accidentali, spesso dovute a perdita di equilibrio, scarsa coordinazione o ostacoli presenti in casa
  • deficit visivi o uditivi, che possono compromettere la capacità di percepire correttamente lo spazio circostante
  • ridotta forza muscolare, che rende più difficoltoso mantenere stabilità e controllo nei movimenti
  • uso di alcuni farmaci, come sedativi o antipertensivi, che possono causare capogiri o ipotensione
  • patologie neurologiche, che aumentano il rischio di instabilità
  • sedentarietà, che accelerano la perdita di massa ossea e muscolare.

In molti casi, quindi, la frattura del bacino non deriva da un trauma particolarmente violento, ma da una combinazione di fragilità ossea e compromissione dell’equilibrio.

Cosa succede se un anziano si rompe il bacino?

Quando un anziano subisce una frattura del bacino, il percorso di cura dipende innanzitutto dal tipo di lesione e dal grado di stabilità dell’anello pelvico. In base a questi elementi, possono essere adottati due approcci terapeutici diversi:

  • in caso di fratture stabili, meno gravi perché non alterano significativamente la continuità della struttura ossea, si opta per una terapia conservativa, che include riposo, gestione del dolore, utilizzo di ausili per la deambulazione e fisioterapia
  • in caso di fratture instabili, più complesse, è spesso necessario un intervento chirurgico, che nella maggior parte dei casi prevede l’osteosintesi con viti, placche o chiodi per riallineare e fissare le ossa fratturate, seguita da fisioterapia.
In generale, la frattura del bacino negli anziani è un infortunio che può avere effetti significativi e duraturi sul benessere e sulla capacità di condurre una vita indipendente. Dal punto di vista fisico, il periodo prolungato di immobilizzazione e riposo (circa 30 giorni) può avere conseguenze come la perdita di massa muscolare, il deterioramento della forza fisica e, in alcuni casi, rischi aggiuntivi come trombosi venosa profonda o lesioni da pressione (piaghe da decubito). Dal punto di vista psicologico, gravi lesioni pelviche possono influire sullo stato emotivo dell'individuo. Il dolore e la limitazione della mobilità possono suscitare sentimenti di frustrazione, dipendenza dagli altri e isolamento sociale. Inoltre, il timore di ulteriori cadute può ridurre la fiducia nell'ambiente circostante, limitando ulteriormente la libertà di movimento. donna anziana con caregiver 

Frattura al bacino nell'anziano: riabilitazione 

La riabilitazione da una frattura del bacino negli anziani è essenziale per ripristinare la mobilità, ma anche per prevenire possibili complicazioni a lungo termine e mantenere una buona qualità di vita. Per essere adeguato, un percorso di recupero deve abbracciare una prospettiva omnicomprensiva, che soddisfi tanto le esigenze fisiche quanto quelle emotive e sociali. 
Il percorso riabilitativo, pertanto, deve essere personalizzato e coinvolgere un team multidisciplinare di specialisti. I punti di intervento includono:
  • fisioterapia: comprende esercizi per rafforzare i muscoli indeboliti dall'immobilità, migliorare l'equilibrio e la coordinazione al fine di prevenire future cadute, e aiutare il paziente a riacquistare la capacità di camminare. Questo processo varia in intensità e durata a seconda della gravità dell'infortunio e delle condizioni di salute preesistenti del paziente
  • gestione del dolore: per gestire il dolore cronico e migliorare la qualità di vita del paziente possono essere impiegati farmaci antidolorifici, fisioterapia, terapia con calore o freddo, stimolazione elettrica e metodi di rilassamento come la meditazione o la terapia cognitivo-comportamentale
  • terapia occupazionale: aiuta il paziente a riorganizzare le attività quotidiane per recuperare autonomia e a imparare tecniche di movimento sicure, utili a prevenire ulteriori lesioni
  • adattamento dell'ambiente domestico con l’obiettivo di renderlo più funzionale, come la rimozione di tappeti scivolosi, l'installazione di barre di sostegno nei bagni, e un'illuminazione adeguata
  • nutrizione adeguata: il consumo di alimenti ricchi di calcio e di vitamina D è essenziale per il mantenimento della salute delle ossa. Eventuali integratori alimentari possono essere consigliati per garantire un apporto sufficiente
  • supporto psicologico: la gestione delle lesioni pelviche è emotivamente impegnativa. Usufruire di un sostegno psicologico, sia attraverso la consulenza professionale sia tramite il supporto di gruppi, aiuta a gestire frustrazione, ansia o depressione che possono accompagnare il processo di recupero.

Anziani e salute delle ossa: prevenzione

La prevenzione delle fratture in età avanzata richiede un approccio olistico che includa:
  • dieta equilibrata, ricca di calcio e vitamina D
  • attività fisica regolare per mantenere la forza muscolare e l'equilibrio
  • dove necessario, trattamenti farmacologici.
Il ruolo della prevenzione è fondamentale, poiché le fratture in età avanzata, come quella al bacino ma anche, per esempio, quella al femore, possono avere conseguenze serie, limitando non solo la mobilità ma anche l'indipendenza e la qualità di vita degli anziani. Un altro aspetto centrale è la consapevolezza del rischio di cadute, che rappresentano una delle principali cause di fratture al bacino in questa fascia di età. Misure preventive come l'assicurarsi che la casa sia priva di ostacoli, l'uso di dispositivi di assistenza alla deambulazione quando necessario, e una valutazione regolare della vista e dell'udito contribuiscono a ridurre questa eventualità.  Altrettanto importante è garantire che le persone anziane abbiano accesso a un supporto sanitario adeguato. In questo contesto, un aiuto prezioso può arrivare da soluzioni come My Support di UniSalute, pensato per offrire alle famiglie un sostegno completo nell'assistenza a persone anziane o con disabilità. Sono inclusi nel piano: assistenza domiciliare in caso di ricovero del caregiver, teleconsulto medico attivo 24/24 e 7/7, visite specialistiche a tariffe agevolate, trasporto della persona assistita per eseguire visite e terapie, e un servizio di consulto psicologico online.   Scopri ora come la soluzione My Support può aiutarti a prenderti cura dei tuoi cari uomo e donna anziani abbracciati

Le domande più frequenti dei pazienti

La frattura del bacino può causare complicanze?

Oltre al dolore e alla perdita di autonomia, l’immobilità può favorire complicanze come trombosi e lesioni da pressione. Una presa in carico immediata e un buon percorso riabilitativo riducono questi rischi.

È sempre necessario un intervento chirurgico?

Non sempre. Alcune fratture pelviche, se stabili, possono essere trattate con riposo e fisioterapia. Quelle più complesse possono invece richiedere interventi come l’osteosintesi.

Dopo una frattura del bacino si può tornare a camminare?

Nella maggior parte dei casi sì, soprattutto se la riabilitazione è iniziata tempestivamente. La fisioterapia aiuta a recuperare forza, equilibrio e sicurezza nei movimenti, riducendo il rischio di nuove cadute.

È possibile prevenire completamente una frattura del bacino?

Non sempre, ma si può ridurre significativamente il rischio. Una buona prevenzione passa da screening dell’osteoporosi, attività fisica regolare, alimentazione ricca di calcio e vitamina D, controllo delle terapie farmacologiche e ottimizzazione della sicurezza domestica.

" target="_blank" rel="nofollow">La prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali soprattutto quando si tratta di tumori, e quelli tipicamente maschili non fanno eccezione. Molte delle neoplasie che colpiscono gli uomini possono essere trattate con successo se rilevate in una fase iniziale, e ciò rende gli esami di screening e i controlli regolari strumenti essenziali nella lotta contro queste malattie. Tuttavia, la consapevolezza e l'informazione in merito sono spesso carenti, e molti uomini tendono, più delle controparti di sesso femminile, a trascurare la propria salute o a rimandare gli esami preventivi. Nei prossimi paragrafi scopriremo quali sono i tumori più diffusi tra i pazienti maschi, e parleremo degli esami e controlli da effettuare per una diagnosi precoce. 

Quali sono i tumori più diffusi tra gli uomini?

Secondo i dati riportati dall'Istituto Superiore di Sanità relativi al 2022, in Italia sono stati stimati 390.700 nuovi casi di tumore, escludendo i tumori della cute diversi dal melanoma. In particolare, gli uomini hanno registrato 205.000 nuovi casi, rispetto ai 194.700 casi diagnosticati nel 2020.  Tra gli uomini, i tumori più frequentemente diagnosticati sono quelli della prostata, con 40.500 casi, seguiti dal tumore del polmone (29.300 casi), colon-retto (26.000 casi), vescica (23.300 casi) e stomaco (8.800 casi).

Perché il cancro sembra colpire di più gli uomini? 

Nel 2021, secondo i dati dell'AIRC, si è registrato un numero significativamente più elevato di casi gravi tra gli uomini rispetto alle donne, con un divario di quasi 20.000 casi in più. Una delle ragioni potrebbe risiedere nella diversa prognosi tra i tumori più comuni nei due sessi: il tumore della mammella tende ad avere una prognosi più favorevole rispetto a quello del polmone. Inoltre, gli uomini sono storicamente stati più esposti a fattori di rischio ambientali, come il fumo o i raggi ultravioletti. Anche le abitudini alimentari e il consumo di alcol giocano un ruolo: gli uomini tendono a consumare meno frutta e verdura e a bere più spesso alcolici rispetto alle donne. Tuttavia, non si tratta solo di comportamenti e abitudini. Alcune differenze biologiche potrebbero influenzare l'incidenza del cancro tra i sessi. Ad esempio, il sistema immunitario delle donne è generalmente più attivo rispetto a quello degli uomini. Inoltre, la ricerca ha suggerito che la presenza di due cromosomi X nelle donne potrebbe offrire una certa protezione contro i tumori, a differenza degli uomini che hanno un solo cromosoma X. Infine, alcuni studi indicano che le donne sono più inclini degli uomini a seguire programmi di screening e a prestare maggiore attenzione alla propria salute, in parte grazie alle numerose campagne di sensibilizzazione rivolte a loro. Ecco perché è di vitale importanza aiutare anche gli uomini a capire come e quando fare prevenzione. [caption id="attachment_120621" align="aligncenter" width="600"] Paperkites/gettyimages.it[/caption]

Diagnosi e prevenzione del tumore alla prostata 

Nel panorama dei tumori maschili, la diagnosi del tumore della prostata ha visto un incremento, soprattutto grazie all'introduzione dell'esame del PSA (antigene prostatico specifico). Ma attenzione: un valore alterato del PSA non è automaticamente sinonimo di tumore. Può dipendere da altre condizioni, come un'iperplasia benigna o un'infezione. Di fronte a un PSA elevato, tuttavia, è cruciale procedere con una valutazione specialistica, come la biopsia prostatica – esame chiave per confermare la presenza di cellule tumorali – o una risonanza magnetica multiparametrica.  Sebbene non esista un vero e proprio modo di prevenire le neoplasie, e quindi neanche quella alla prostata, alcune abitudini possono fare la differenza. Consumare più frutta, verdura e cereali integrali, e limitare carne rossa e cibi grassi è un buon inizio, per esempio. L'attività fisica, anche una semplice camminata quotidiana, e mantenere un peso sano sono altrettanto importanti. E non dimentichiamo le visite urologiche annuali, soprattutto se in famiglia ci sono stati casi di tumore alla prostata o se si avvertono sintomi urinari, come difficoltà e dolore alla minzione. 

Diagnosi e prevenzione del tumore al polmone 

La diagnosi precoce del tumore al polmone è cruciale per un trattamento efficace. In presenza di sintomi sospetti, come tosse persistente o presenza di sangue nel catarro, è fondamentale consultare il proprio medico. Gli esami diagnostici per questo tipo di neoplasia includono, solitamente, una radiografia al torace, la tomografia computerizzata (TC) e la PET. Tuttavia, per una diagnosi definitiva e inequivocabile, è spesso necessaria una biopsia, che prevede il prelievo e l'analisi al microscopio di un frammento di tessuto sospetto. La broncoscopia, che permette di visualizzare l'interno dei bronchi, può essere utilizzata sia per diagnosticare che per prelevare campioni di tessuto senza intervento chirurgico. Per quanto riguarda la prevenzione, il metodo più efficace per ridurre il rischio di sviluppare il tumore al polmone è evitare di fumare: un vizio che, purtroppo, storicamente e culturalmente riguarda più gli uomini che le donne. Anche l'esposizione al fumo passivo aumenta il rischio, quindi è importante evitare ambienti affollati da fumatori. 

Diagnosi e prevenzione dei tumori colon-rettali 

Grazie alle campagne di screening, oggi è possibile diagnosticare questa patologia in una fase iniziale, soprattutto nei Paesi ad alto reddito. La colonscopia è uno degli esami principali per la diagnosi, permettendo non solo di osservare direttamente l'interno del colon e del retto, ma anche di prelevare campioni di tessuto per analisi istologiche. Altri esami strumentali, come l'ecografia, la tomografia computerizzata (TC) e la risonanza magnetica, sono utilizzati per valutare l'estensione del tumore e la presenza di eventuali metastasi. La prevenzione di questo tumore si basa sull’intervenire sui fattori di rischio modificabili. Seguire una dieta equilibrata, ricca di fibre e povera di grassi e proteine animali, è un primo passo. Mantenersi attivi, evitare sovrappeso e obesità, non fumare e adottare uno stile di vita sano sono scelte altrettanto cruciali. In Italia, esiste un programma di screening nazionale per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto, offrendo esami gratuiti come la ricerca del sangue occulto nelle feci e, in caso di risultati positivi, la colonscopia. [caption id="attachment_120623" align="aligncenter" width="600"] golero/gettyimages.it[/caption]

Diagnosi e prevenzione del tumore alla vescica

Il tumore alla vescica è una delle patologie oncologiche più diffuse, in particolare tra gli uomini. Rappresenta circa il 3% di tutti i tumori e, nell'ambito dell'urologia, è superato solo dal tumore della prostata. È particolarmente frequente tra gli individui di età compresa tra 60 e 70 anni, manifestandosi tre volte di più negli uomini rispetto alle donne. In termini di diagnosi, quando si sospetta la presenza di un tumore alla vescica, le procedure principali sono esami di alta diagnostica come l'ecografia e la cistoscopia. Quest'ultima permette una visione diretta dell'interno della vescica e il prelievo di campioni di tessuto sospetti. La citologia urinaria, ovvero la ricerca di cellule tumorali nelle urine, è un altro esame fondamentale. Altri strumenti, come la TC, la PET e la scintigrafia ossea, sono utilizzati per valutare l'estensione del tumore e la possibile presenza di metastasi. Anche in questo caso, l’adozione di uno stile di vita sano e, soprattutto, smettere di fumare sono le misure preventive più efficaci, data la forte correlazione tra questa cattiva abitudine e le neoplasie alla vescica. Non esistono attualmente programmi di screening specifici, ma è importante prestare attenzione ai sintomi e consultare il medico in caso di dubbi.

Diagnosi e prevenzione del tumore allo stomaco     

Questa neoplasia, nota anche come adenocarcinoma gastrico, colpisce prevalentemente il rivestimento interno dello stomaco. In Italia questo tumore mostra una notevole incidenza, con 8.400 nuovi casi diagnosticati tra gli uomini ogni anno, rispetto ai 6.100 nelle donne. Questa maggiore prevalenza nel sesso maschile può essere attribuita a vari fattori, tra cui l'infezione da Helicobacter pylori e l'esposizione a determinati rischi dietetici e ambientali, come il fumo.  La diagnosi si basa principalmente sulla gastroscopia, un esame che permette di osservare direttamente l'interno dello stomaco e, se necessario, di prelevare campioni di tessuto per analisi. Una volta confermata la presenza del tumore, ulteriori esami come la TC e l'ecoendoscopia sono fondamentali per determinare l'estensione della malattia.  Per quanto riguarda la prevenzione, portare in tavola una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura e povera invece di carni rosse, soprattutto se affumicate o alla griglia, è essenziale. Altrettanto importante è smettere di fumare. Inoltre, trattare tempestivamente eventuali infezioni da Helicobacter pylori aiuta a ridurre significativamente il rischio. Investire in un’assicurazione sanitaria dedicata alla salute maschile rappresenta un impegno verso la propria salute e il futuro. Ecco perché UniSalute ha introdotto il piano UniSalute Uomo. La polizza permette di usufruire di un’indennità giornaliera da ricovero per intervento chirurgico e offre sconti e tariffe agevolate presso le strutture sanitarie convenzionate. Inoltre copre un pacchetto di visite di prevenzione a scelta in base alle tue esigenze. Scopri tutte le garanzie.   Fonti: everydayhealth.com webmd.com healthline.com iss.it airc.it
Immagine in evidenza di AaronAmat/gettyimages.it" target="_blank" rel="nofollow">Il benessere orale inizia a tavola. Sì, c’è un legame intrinseco tra la dieta e la salute dei denti. Un’alimentazione equilibrata, infatti, non solo favorisce una buona salute fisica, ma gioca anche un ruolo cruciale nella prevenzione di problemi dentali come carie, gengiviti e parodontiti. Nei prossimi paragrafi esploreremo nel dettaglio come ciò che mangiamo influisce sulla salute orale. 

Il ruolo dell’alimentazione nel benessere dei nostri denti

La dieta è un fattore chiave nella prevenzione di molte malattie orali. Un’alimentazione ricca di nutrienti come calcio, fosforo e vitamine  contribuisce significativamente alla salute dei denti e delle gengive. Inoltre, la scelta degli alimenti e delle bevande che consumiamo ha un impatto diretto sul pH della bocca, influenzando così la crescita batterica e la formazione di tartaro. Alcuni alimenti, come frutta e verdura ad alto contenuto di fibra, riescono addirittura ad agire come "detergenti naturali" per i denti, riducendo la placca e stimolando la produzione di saliva, che è fondamentale per neutralizzare gli acidi.

Il ruolo dei carboidrati e degli zuccheri 

Gli zuccheri e i carboidrati sono spesso i principali colpevoli di problemi dentali come la carie. Quando consumiamo alimenti ricchi di queste sostanze, i batteri presenti nella bocca li trasformano in acidi. Questi iniziano ad attaccare lo smalto dei denti, dando inizio al processo di decadimento. Si tratta, però, di un processo che non avviene nello stesso modo per gli zuccheri rispetto ai carboidrati: mentre i primi, soprattutto in forma di saccarosio o fruttosio, sono rapidamente metabolizzati dai batteri, creando un ambiente acido, carboidrati complessi come l'amido richiedono più tempo per essere scomposti e quindi hanno un impatto minore immediato. Tuttavia, anche questi possono essere problematici se rimangono sui denti per periodi prolungati. Inoltre, cibi solitamente molto ricchi di zuccheri e carboidrati contengono anche altri componenti che possono aggravare i problemi dentali: molti snack dolci, per esempio, sono anche molto appiccicosi, il che significa che aderiscono ai denti, fornendo un terreno fertile per i batteri.

Alimenti e bevande acidi 

Tuttavia, non sono solo gli zuccheri a rappresentare una minaccia per la salute dei denti. Alimenti e bevande acide come agrumi, pomodori e bevande gassate concorrono a erodere lo smalto dentale, rendendo i denti più suscettibili a carie e sensibilità. È importante quindi consumare questi alimenti in modo equilibrato e, possibilmente, come parte di un pasto più grande, che aiuta a neutralizzare gli effetti acidi. Inoltre, è consigliabile evitare di sorseggiare bevande acide durante tutto il giorno, poiché ciò esporrebbe i denti a un attacco acido continuo.

Spuntini e frequenza dei pasti 

La frequenza con cui mangiamo ha un impatto significativo sulla salute dei nostri denti. Spuntini frequenti, soprattutto se a base di zuccheri raffinati o acidi, mantengono un ambiente acido nella bocca, favorendo la crescita di batteri e la formazione di carie. È importante quindi limitare gli snack tra i pasti e, se necessario, optare per opzioni più salutari come frutta, verdura o yogurt. La saliva, come abbiamo anticipato, svolge un ruolo cruciale nel lavare via i residui di cibo e neutralizzare gli acidi, quindi dare tempo alla bocca di "riposare" tra un pasto e l'altro è senza dubbio benefico. [caption id="attachment_120475" align="aligncenter" width="600"] pixelfit/gettyimages.it[/caption]

Alimenti protettivi 

Esistono alimenti che possono effettivamente contribuire a proteggere e rinforzare i denti. Cibi come formaggi, latte e yogurt sono ricchi di calcio e fosforo, elementi che aiutano a remineralizzare lo smalto dentale. Anche frutta e verdura ad alto contenuto d'acqua, come mele e cetrioli, aiutano a pulire i denti e le gengive. Il tè verde e il tè nero contengono polifenoli che aiutano a inibire la crescita di batteri nocivi nella bocca. Integrare questi alimenti nella dieta può fornire un ulteriore strato di protezione contro problemi dentali.

Altre strategie preventive 

Oltre a fare scelte alimentari intelligenti, ci sono altre strategie da adottare per mantenere una buona salute orale. Ad esempio, bere acqua fluorurata può aiutare a prevenire le carie. È anche consigliabile masticare gomme senza zucchero dopo i pasti, per stimolare la produzione di saliva. Infine, ovviamente è fondamentale mantenere una buona routine di igiene orale: spazzolare i denti almeno due volte al giorno con un dentifricio al fluoro è essenziale per rimuovere la placca e i residui di cibo. È altrettanto importante utilizzare il filo interdentale quotidianamente per pulire gli spazi tra i denti, dove lo spazzolino da solo non può arrivare. Per un ulteriore livello di protezione, si può considerare l'uso di un collutorio antibatterico, che aiuta a ridurre i batteri e a combattere l'alitosi.  È anche consigliabile sostituire lo spazzolino ogni tre mesi o quando le setole iniziano a mostrare segni di usura. Infine, non dimenticate le visite regolari dal dentista per controlli e pulizie professionali.  Se i costi delle cure odontoiatriche vi preoccupano, potreste considerare una polizza sanitaria odontoiatrica come UniSalute Dentista. Questa polizza offre coperture per interventi chirurgici odontoiatrici e per le cure in caso di incidente stradale. Inoltre, offre una visita di controllo e igiene orale gratuita una volta all'anno, oltre a sconti su altre prestazioni odontoiatriche.   Fonti:  dentalhealth.org ada.org webmd.com mouthhealthy.org
Immagine in evidenza di Pheelings Media/gettyimages.it" target="_blank" rel="nofollow">Dopo la diagnosi di una malattia può capitare di avere dubbi sulla valutazione del medico e sulle terapie proposte: è una reazione naturale, dettata non dalla sfiducia verso il professionista quanto dalla preoccupazione per le proprie condizioni di salute e dal timore di non ricevere le cure più adeguate. In questi casi chiedere un secondo parere medico, ovvero un'opinione a un altro specialista, può essere utile per ricevere una conferma, oppure un suggerimento diverso, sulla diagnosi e sui trattamenti. In questo articolo spiegheremo in cosa consiste questa prassi e quando può essere di aiuto, sia per il paziente che per i medici. Illustreremo, poi, come procedere e daremo indicazioni e consigli per sfruttare al meglio questa opportunità.

Secondo parere medico: di cosa si tratta e quando è utile per il paziente

Il secondo parere medico è una valutazione supplementare sulle condizioni di salute di un paziente che può essere richiesta a un medico diverso da quello che sta seguendo il suo caso. Si tratta di un diritto del malato e ha l'obiettivo di conoscere il punto di vista di un altro professionista sulla diagnosi formulata o sul percorso terapeutico proposto per prendere decisioni più consapevoli sulla propria salute. Questa soluzione è comune soprattutto dopo la diagnosi di una patologia complessa, come un tumore, che può mettere a rischio la vita del paziente o rendere necessarie cure invasive o un intervento chirurgico molto delicato: in queste situazioni può essere di aiuto sottoporre a un nuovo giudizio la diagnosi ricevuta o l'indicazione terapeutica fornita dal primo specialista per orientare meglio le proprie scelte. È possibile decidere di richiedere un secondo parere in caso di dubbi sulla valutazione del primo medico ma anche, semplicemente, per conoscere l'opinione di professionisti più esperti in una determinata disciplina o patologia. Il nuovo consulto potrà fornire rassicurazioni sulla diagnosi oppure formularne una alternativa, confermare l’appropriatezza del trattamento proposto o suggerire delle cure diverse. In tutti i casi, questa prassi permette al paziente di far esaminare la sua situazione da un nuovo specialista e di esplorare ulteriori possibilità diagnostiche e terapeutiche, che lo guideranno nelle sue decisioni e lo aiuteranno ad affrontare la malattia con la tranquillità di ricevere l’assistenza migliore. 

Secondo parere, un'opportunità anche per i medici

Chiedere il parere di un collega rappresenta un supporto molto importante anche per i medici, che attraverso il confronto con un professionista o con un'équipe specializzati nel trattamento di una determinata patologia hanno maggiori probabilità di fare diagnosi più accurate e, quindi, di suggerire cure più appropriate, fornendo al malato un'assistenza sanitaria più mirata e potenzialmente più efficace. Come ricorda a titolo di esempio la Fondazione AIRC, uno studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica “JAMA Open” ha evidenziato che la diagnosi di melanoma cutaneo risulta più precisa e attendibile dopo un secondo parere, soprattutto se richiesto a un patologo specializzato in dermatologia e oncologia. [caption id="attachment_119621" align="aligncenter" width="600"] Geber86/gettyimages.it[/caption] Anche un medico, quindi, può decidere di chiedere un’opinione a un altro medico se è incerto sulla diagnosi o sull'approccio terapeutico da adottare con un paziente. Confrontarsi con colleghi che hanno una maggiore specializzazione in un determinato ambito o un'esperienza più consolidata nel trattamento di specifiche patologie è un'opportunità per diagnosticare in modo più accurato una malattia e impostare il percorso terapeutico più efficace. Per questo motivo, può essere lo stesso professionista a chiedere il supporto di un altro specialista o a suggerire al paziente di consultarlo per avere una sua opinione. Come sottolinea AIRC, ci sono situazioni in cui il quadro clinico può risultare di non facile interpretazione, quindi il dialogo con un altro medico può aiutare ad analizzarlo meglio e a individuare le opzioni diagnostiche e terapeutiche più corrette. A conferma della disponibilità dei medici a fare ricorso al secondo parere, l'AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) ha stilato il Decalogo della seconda opinione in oncologia. Si tratta di un documento in dieci punti che ribadisce l'importanza, per un professionista, di suggerire questa soluzione in caso di dubbi diagnostici o terapeutici, illustrandone le motivazioni al paziente. Il Decalogo contiene anche un invito a sostenere e rispettare la decisione del malato di avvalersi di questa possibilità, segnalando, su sua richiesta, gli specialisti in grado di offrire il supporto più adeguato.

Come chiedere un secondo parere medico: raccomandazioni e consigli 

Il paziente che desidera interpellare un altro medico può rivolgersi a specialisti che operano nel centro che lo ha in cura oppure a una figura esterna, nel settore pubblico o in quello privato. La scelta del medico da consultare per una second opinion dovrebbe ricadere su un professionista con una comprovata esperienza nella patologia che è stata diagnosticata. È utile chiedere consiglio al proprio medico di fiducia o al primo specialista consultato, che potrà indirizzare il malato verso il collega con il profilo più adatto ad analizzare il suo caso. È essenziale che il paziente si senta libero di esprimere con sincerità la propria intenzione di conoscere il punto di vista di un altro professionista, senza timore di tradire o fare un torto al primo: manifestare apertamente i propri dubbi e le proprie perplessità è uno dei principi chiave della comunicazione medico-paziente.  [caption id="attachment_119622" align="aligncenter" width="600"] Drazen Zigic/gettyimages.it[/caption] Allo stesso modo, è importante che il medico non viva come un affronto questa decisione ma, piuttosto, sia aperto all'ascolto del paziente e lo accompagni in questo percorso, fornendo al secondo specialista tutte le informazioni per valutare il caso clinico, accogliendo di buon grado il suo parere e discutendolo, poi, con il malato, per aiutarlo a fare scelte più consapevoli e appropriate. È anche importante, raccomanda la Fondazione AIRC, evitare passaggi da uno specialista all'altro: oltre a creare confusione nel paziente, infatti, potrebbero causare ritardi nelle cure, che non sempre è opportuno rimandare. Anche per questo motivo, la decisione deve essere ben soppesata, sempre con l'aiuto del medico di riferimento, tenendo conto dei tempi di attesa, dei costi e della necessità di spostarsi in un nuovo centro per sottoporre il proprio caso a un altro specialista. Molti istituti consentono ai pazienti di richiedere un secondo parere on line, trasmettendo via email la propria documentazione sanitaria e ricevendo, sempre via email, il referto con la second opinion dello specialista scelto: questa soluzione permette di ottenere una seconda valutazione in modo più rapido rispetto a una visita tradizionale in presenza, per cui le liste di attesa possono essere molto lunghe. Si tratta di un'opportunità vantaggiosa anche perché evita di doversi recare personalmente nella struttura in cui il medico opera. Attraverso i servizi di telemedicina, anche due specialisti hanno la possibilità di confrontarsi tra loro a distanza, in videoconferenza, utilizzando il teleconsulto: si tratta di una consulenza tra medici che può prevedere anche la partecipazione del paziente e che li aiuta a scegliere la migliore opzione diagnostica e terapeutica e a condividere con il malato il percorso da adottare.   Come abbiamo visto, il secondo parere medico è uno strumento molto utile, soprattutto in presenza di patologie gravi appena diagnosticate. La polizza UniSalute 360 può rappresentare un valido alleato per richiederlo perché offre una copertura completa per tutta la famiglia e dà la possibilità di usufruire di visite specialistiche e accertamenti di alta diagnostica con cui monitorare il proprio stato di salute. Mette inoltre a disposizione del paziente una centrale operativa 24 ore su 24 per consulti medici telefonici, oltre a prevedere fino a tre pacchetti specifici (oncologia, grandi interventi e gravi malattie, odontoiatria) da aggiungere alla garanzia base per soddisfare tutte le esigenze di diagnosi, cura e prevenzione: in quelli dedicati alle patologie oncologiche e a grandi interventi e gravi malattie è inclusa la possibilità di richiedere una second opionion anche all’estero, per chi desidera una consulenza internazionale. Questa soluzione offre quindi un supporto importante a chi ha la necessità di consultare un secondo specialista per avere conferma sulla diagnosi ricevuta e sulle cure più appropriate.  FONTI: https://www.airc.it https://www.fondazioneveronesi.it https://www.ieo.it/ https://www.ospedalebambinogesu.it  
Immagine in evidenza di jacoblund/gettyimages.it" target="_blank" rel="nofollow">Condurre una vita sana e attiva e controllare regolarmente il proprio stato di salute sono i due pilastri sui quali poggia il benessere, non solo da giovani. Se è vero infatti che ormai è molto frequente arrivare alla terza età in ottima salute e completamente autosufficienti, è altrettanto vero che gli incidenti domestici colpiscono più facilmente le persone con più di 65 anni, alle quali può capitare anche di dover trascorrere un periodo in una struttura ospedaliera, oppure necessitare di assistenza domiciliare a seguito di un intervento chirurgico.

Gli infortuni domestici dopo i 65 anni

Secondo il report Istat aggiornato al 2022, il 67% degli incidenti domestici avviene a persone con più di 65 anni. A volte si tratta di banali cadute, che avvengono durante le normali attività di pulizia della casa o anche semplicemente spostandosi da una stanza all’altra, ma possono avere gravi conseguenze, come ad esempio la frattura del femore, molto frequente tra gli anziani e in alcuni casi anche rischioso. Il recupero a seguito di questo incidente infatti non è scontato: alcuni anziani, purtroppo, non riescono a tornare del tutto autosufficienti. Oltre alle conseguenze fisiche, del resto, bisogna sempre ricordare che un incidente ha anche un impatto psicologico: a seguito di un evento simile, l’anziano potrebbe non avere più fiducia nelle proprie capacità e temere di incorrere in un’altra caduta.

La sicurezza dell’ambiente domestico per prevenire gli infortuni

Per ridurre il più possibile il rischio di infortuni dopo i 65 anni, è buona norma tenersi in forma e continuare a praticare attività fisica, a seconda delle proprie capacità e senza sforzi eccessivi. Ma per prevenire gli infortuni tra le mura domestiche, come abbiamo già spiegato in un articolo del nostro blog, bisogna anche lavorare sull’ambiente e renderlo adatto alle esigenze specifiche di chi lo abita. Quali sono, allora, le caratteristiche di un’abitazione “sicura”? Vediamole insieme.
  • Posizionare gli oggetti d’uso quotidiano a un’altezza che non richieda uno sforzo per prelevarli. Niente è più pericoloso che dover salire su una scala o, peggio, su una sedia!
  • Rimuovere tappeti e cavi elettrici che possono intralciare i movimenti, così come ogni altro potenziale ostacolo, specialmente se poco visibile.
  • Sistemare eventuali mattonelle sconnesse nel pavimento.
  • Laddove fosse necessario utilizzare le scale, dotarle di un corrimano stabile, che possa costituire un sostegno sicuro e affidabile.
  • Illuminare adeguatamente ogni ambiente della casa.
  • Prestare particolare attenzione al bagno, che deve essere abbastanza grande e comodo da permettere movimenti sicuri. Installare maniglie per la doccia o la vasca da bagno, e in prossimità degli altri sanitari. Utilizzare tappeti antiscivolo nella vasca o nel piatto doccia.
[caption id="attachment_119393" align="aligncenter" width="600"] eclipse_images/gettyimages.it[/caption]

Anziani e incidenti domestici: quali soluzioni in caso di infortunio?

Purtroppo, anche prendendo tutte le precauzioni del caso, il rischio di incidenti domestici non può essere completamente eliminato e non si possono scongiurare del tutto i pericoli. In questi casi, spesso l’infortunato deve trascorrere un periodo in ospedale, oppure ha bisogno di assistenza a domicilio. Senza contare che, a volte, le cure mediche necessarie sono non soltanto lunghe, ma anche dispendiose. Queste situazioni possono mettere a dura prova l’anziano, che vede venir meno, anche se momentaneamente, la propria autosufficienza, e costituiscono una preoccupazione anche per la famiglia, soprattutto quando non vive nelle vicinanze dei propri cari. Organizzare a distanza l’assistenza domiciliare, garantire le cure adeguate a nonni o genitori e ammortizzare le spese non è semplice. Una soluzione può essere un’assicurazione sanitaria, che mette a disposizione un sistema di consulenza e organizzazione, oltre che personale sanitario specializzato, in grado di occuparsi delle cure e della riabilitazione, così da favorire il recupero in tempi rapidi.

Tutti i vantaggi di una polizza assicurativa

Affidarsi a una polizza sanitaria significa avere la garanzia di un network convenzionato, professionale e all’avanguardia nella tecnologia sanitaria. In generale è possibile, attraverso una consulenza telefonica, individuare il tipo di personale più idoneo a seconda delle necessità. Polizze come UniSalute Over 65 coprono:
  • le prestazioni di ospedalizzazione domiciliare, assistenza medica, riabilitativa, infermieristica e farmacologica, messe a disposizione dalle strutture convenzionate UniSalute, per un periodo di 120 giorni successivo alla data di dimissioni dall’ospedale, in seguito ad un ricovero da infortunio o per un grande intervento chirurgico.
  • la consulenza e l’organizzazione delle prestazioni per l’attuazione del programma medico/riabilitativo, secondo le prescrizioni dei sanitari che hanno effettuato le dimissioni.
[caption id="attachment_119394" align="aligncenter" width="600"] PeopleImages/gettyimages.it[/caption] La polizza dà diritto anche a degli sconti su tutte le prestazioni erogate da personale medico e paramedico convenzionato in caso di esaurimento del massimale, e sulle spese relative a servizi di ospedalizzazione domiciliare in seguito a ricoveri per malattia diverso da grandi interventi chirurgici. Grazie ai servizi costruiti su misura per le necessità dei singoli e delle famiglie, scegliere una polizza UniSalute è il modo migliore per prendersi cura della propria salute e di quella dei propri cari, con la serenità e la sicurezza di poter contare su un team preparato e professionale. Avete mai pensato di scegliere un piano come Over 65?
Immagine in evidenza di: FG Trade/gettyimages.it" target="_blank" rel="nofollow">Cercare di contrastare le malattie prima che insorgano è uno dei pilastri della salute e del benessere personale, e questo vale sia per le donne che per gli uomini. Tuttavia, la prevenzione maschile viene spesso trascurata, soprattutto quando si parla di tumori e altre patologie che colpiscono specificamente gli uomini. Secondo i dati forniti da AIRC, nel 2022 i nuovi casi di cancro nella popolazione maschile sono stati più di 200.000. Le stime dell’Osservatorio Nazionale Screening, tuttavia, ci dicono che gli uomini aderiscono in numero minore ai programmi di prevenzione rispetto alle donne. In questo articolo forniremo tutti i consigli e le informazioni utili agli uomini per mantenere una buona salute e prevenire le malattie tipicamente maschili, a ogni età e fase di vita.

La prevenzione maschile, non solo oncologica: i controlli da fare a ogni età

In assenza di sintomi significativi, come abbiamo visto, gli uomini tendono a non sottoporsi a esami e controlli periodici. Tuttavia, la prevenzione è la migliore arma contro molte patologie e l’attenzione costante al proprio stato di salute può prevenire gravi complicazioni.  Non solo: le visite da fare variano in base all'età e alle caratteristiche individuali, pertanto è necessario seguire le raccomandazioni del medico di base per tutelare il proprio benessere generale. Vediamo quindi quali sono i controlli che, in ogni fase della vita, è bene eseguire almeno una volta l’anno.

Controlli ed esami per tutte le età: le basi della prevenzione maschile

Per mantenere una buona salute generale, è importante sottoporsi regolarmente a esami di controllo indipendentemente dall'età. Tra gli esami più comuni troviamo: 
  • le analisi del sangue, che di solito vengono consigliate una volta l'anno e possono essere richieste dal medico di base sin dall'infanzia; 
  • l’autopalpazione dei testicoli: è importante monitorare il corretto sviluppo dei genitali, e impararla sin da adolescenti, per individuare tempestivamente l’eventuale presenza di masse. Questa buona pratica dovrebbe essere seguita almeno fino ai 40-50 anni;
  • l'igiene dentale e le visite odontoiatriche – già dai 4-6 anni, per controllare la formazione e la caduta dei denti decidui – sono essenziali per monitorare la salute dei denti a tutte le età, per prevenire la formazione di carie e tartaro;
  • la visita oculistica è importante, specialmente se si soffre di miopia, astigmatismo, o si inizia a soffrire di presbiopia con l’avanzare dell’età. In genere, si consiglia di sottoporsi alla prima visita già in età scolare, intorno ai 6 anni; 
  • il controllo endocrinologico: pur trattandosi di patologie che in percentuale colpiscono maggiormente le donne (come ad esempio l’ipotiroidismo), è importante tenere sotto controllo periodicamente i valori della tiroide tramite specifiche analisi del sangue, soprattutto se in famiglia ci sono stati problemi di questo tipo.
Dopo aver passato brevemente in rassegna tutti gli esami specifici previsti dalle buone norme della prevenzione a ogni età, andiamo a capire meglio quali sono i controlli da fare per le malattie che colpiscono il genere maschile, in ogni fase della vita.  [caption id="attachment_119189" align="aligncenter" width="600"] Giselleflissak/gettyimages.it[/caption]

La prevenzione maschile in giovane età

È buona norma che bambini e adolescenti si rechino almeno una volta l’anno dal pediatra, che potrà valutare la progressione della crescita, sia a livello muscolo-scheletrico che a livello di peso forma e pressione arteriosa.  Intorno ai 18 anni, poi, è bene effettuare la prima visita andrologica, per escludere malattie come il varicocele. Allo stesso modo, è indispensabile che i ragazzi si sottopongano ai controlli per prevenire l’HPV: contrariamente a quanto si pensa, infatti, questa patologia può colpire sia uomini che donne, e se non individuata in tempo può portare alla formazione di tumori al pene o al cavo orale. Anche per gli uomini, dunque, è fortemente consigliato il vaccino contro il papilloma virus prima dell’inizio dell’attività sessuale.

La prevenzione delle patologie prima dei 40 anni 

È in questa fascia d’età che gli uomini dovrebbero iniziare a monitorare la salute del cuore, sia tramite esami dedicati che attraverso uno stile di vita sano, che comprende dieta bilanciata e attività fisica. Tra le visite e i controlli da fare, oltre al controllo regolare della pressione arteriosa (che non dovrebbe mai superare la massima di 140 mmHg e la minima di 85 mmHg) ci sono ECG (anche sotto sforzo), ecocardiogramma ed ecocolordoppler, importanti per monitorare la salute generale del sistema cardiovascolare, specialmente nei casi con familiarità. Tra i fattori da monitorare, oltre alla predisposizione genetica, il fumo, l’assunzione di alcol e il peso corporeo. Sebbene sia raro incorrere in problematiche di questo tipo prima dei 40 anni, una visita di controllo è comunque consigliata per escludere eventuali patologie nelle prime fasi del loro sviluppo. [caption id="attachment_119190" align="aligncenter" width="600"] Galina Zhigalova/gettyimages.it[/caption]

Prevenzione maschile fino ai 60 anni, gli esami e i controlli da fare

Con l’avanzare dell’età è bene intensificare i controlli cardiovascolari di cui abbiamo appena parlato, dal momento che è molto più probabile incorrere in problematiche che coinvolgono il cuore. A questi, soprattutto dopo i 50 anni, vanno aggiunti anche il doppler dei tronchi sovraortici e l’ecocolordoppler delle carotidi (Doppler TSA).  Questi ultimi, in particolare, sono utili per valutare lo stato di salute delle arterie carotidi e individuare eventuali stenosi pericolose. Questi esami consentono di studiare il flusso sanguigno e, in caso di spessore aumentato della parete arteriosa, indicano un rischio maggiore di attacchi ischemici cerebrali transitori (TIA). I TIA non dovrebbero essere trascurati, poiché possono rappresentare il campanello d'allarme di un ictus cerebrale, una grave condizione che può portare a disabilità permanenti o addirittura alla morte. Pertanto, effettuare regolarmente esami di controllo come il doppler TSA può contribuire a individuare e prevenire queste patologie, migliorando la qualità della vita e la salute generale.  Intorno ai 50 anni aumenta anche il rischio di sviluppare il tumore del colon retto. Per questo motivo è importante sottoporsi ai programmi di screening regionale, che ogni due anni prevedono un esame delle feci alla ricerca di sangue occulto oppure una colonscopia, la cui frequenza verrà indicata dallo specialista a seconda dell’eventuale presenza di polipi. In questa fase della vita è indispensabile tenere sotto controllo anche la salute della prostata, sia con il dosaggio del PSA (Antigene Prostatico Specifico) che con una visita urologica specifica. Questo tipo di controlli periodici, che dovrebbero essere effettuati con una frequenza biennale, sono fondamentali per la prevenzione di patologie come il tumore alla prostata, poiché aiutano a individuare eventuali anomalie o cambiamenti precoci,  aumentando le possibilità di successo nel trattamento e nella cura della malattia.  Da includere nelle analisi del sangue annuali a cui è bene sottoporsi in ogni fase della vita è anche la misurazione della glicemia. Soprattutto dai 50 anni in poi, infatti, monitorare i livelli di glucosio nel sangue aiuta a individuare e diagnosticare tempestivamente il diabete. [caption id="attachment_119192" align="aligncenter" width="600"] Pekic/gettyimages.it[/caption] Specialmente le persone che hanno una pelle molto chiara o hanno familiarità con i tumori dermatologici, dovrebbero procedere all’autoesame della cute alla ricerca di nei, lesioni o macchie della pelle.  

Prevenire le malattie maschili dopo i 65, a cosa fare attenzione

Per un uomo, fare prevenzione dopo i 65 anni significa prestare particolare attenzione alle patologie croniche come malattie cardiovascolari, neurologiche degenerative e al rischio di tumori. In questa fase della vita, infatti, la prevenzione diventa ancora più importante per mantenere uno stile di vita sano, che preveda una corretta alimentazione, attività fisica regolare e controlli medici periodici. In caso di valori anomali dell'antigene prostatico specifico (PSA) in questa fase della vita, il medico potrebbe raccomandare ulteriori esami diagnostici. Tuttavia, è importante sottolineare che l'esame del PSA da solo potrebbe non essere sufficiente per individuare in tempo il tumore, specialmente con l’avanzare degli anni – motivo per cui si consiglia di tenere monitorato questo valore ben prima dei 65 anni. Inoltre, anche per gli uomini anziani la vista può rappresentare un problema, con l’insorgere di patologie come cataratta, glaucoma o maculopatia degenerativa senile. Pertanto, è consigliabile sottoporsi a controlli oculistici regolari, specialmente se ci sono antecedenti familiari di queste patologie.   In generale, come abbiamo visto, fare prevenzione a qualsiasi età significa prendersi cura del proprio corpo e della propria salute, con la giusta attenzione verso uno stile di vita sano e regolari controlli medici. Questi accorgimenti possono aiutare a prevenire o individuare precocemente eventuali patologie e migliorare la qualità della vita in ogni fase, e sottoscrivere una polizza come UniSalute Uomo può essere una soluzione in tal senso. Oltre a sconti e tariffe agevolate presso le strutture convenzionate, è possibile effettuare gratuitamente esami del sangue e delle urine, e un pacchetto annuale di visite dedicate.
Immagine in evidenza di fizkes/gettyimages.it" target="_blank" rel="nofollow">I tumori della pelle sono malattie cutanee che, se individuate e trattate in tempo, hanno una elevata percentuale di guarigione. Diagnosticarli tempestivamente, quindi, è fondamentale per proteggersi. In questo articolo approfondiremo quali sono i principali tumori cutanei, come riconoscerli e perché la diagnosi precoce è essenziale per difendersi. Spiegheremo, inoltre, quali controlli fare da soli a casa per monitorare lo stato di salute della propria pelle. Infine, illustreremo quali visite specialistiche possono essere utili e quando eseguirle per scoprire subito un tumore cutaneo attraverso l'osservazione della cute e l'esame dei nei.

I principali tumori della pelle: quali sono e come riconoscerli

I tumori non melanoma, in particolare il carcinoma basocellulare (anche noto come basalioma, o epitelioma basocellulare) e il carcinoma spinocellulare (o a cellule squamose), sono i più comuni. Meno diffuso, ma molto più aggressivo, è il melanoma cutaneo, che rappresenta circa il 5% di tutti i casi di cancro alla pelle. Conosciamo più da vicino queste tre tipologie di tumore.

I tumori non melanoma

Si tratta di tumori ad evoluzione lenta, che raramente provocano metastasi e che hanno una prognosi di solito favorevole. Non devono, comunque, essere sottovalutati o trascurati: possono, infatti, causare complicanze anche gravi e spesso sono indice di una esposizione scorretta della pelle ai raggi UV, che può aumentare il rischio di sviluppare nuovi tumori in futuro.
  • Il carcinoma basocellulare si manifesta soprattutto nelle aree del corpo esposte al sole o alle radiazioni delle lampade abbronzanti, come il viso. Si presenta come un piccolo nodulo o una chiazza rosa chiaro con crosta, che non guarisce nonostante le cure oppure tende a ripresentarsi nello stesso punto.
  • Il carcinoma spinocellulare, invece, ha l'aspetto di una lesione eritematosa che può dare origine a ulcere. Può comparire in qualsiasi zona del corpo, anche se colpisce più comunemente quelle molto esposte ai raggi ultravioletti.

Il melanoma, il tumore della pelle più pericoloso

Il melanoma cutaneo ha l'aspetto di un neo, dalla forma asimmetrica e dai bordi irregolari, di colore scuro e di circa 5 mm di diametro. Come per gli altri tumori della pelle, l'eccesso di raggi UV rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di questa neoplasia. Nel 30% dei casi, il melanoma deriva dall'evoluzione maligna di un neo preesistente, nel restante 70%, invece, si manifesta in un punto della pelle in cui non era presente alcun neo. Si tratta di un tumore che, se diagnosticato ai primi stadi, può essere facilmente curato, ma che se non viene individuato tempestivamente ha un rischio elevato di evolvere in metastasi, è più difficile da trattare e può avere una prognosi sfavorevole. Come ricorda il report “I numeri del cancro in Italia 2022” di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e AIRTum (Associazione Italiana Registri Tumori), il melanoma è uno dei principali tumori che insorgono in giovane età e in Italia rappresenta il terzo tumore più frequente al di sotto dei 50 anni, sia negli uomini che nelle donne. La sua incidenza è in aumento, quindi, come per gli altri tumori della pelle, individuarlo tempestivamente e trattarlo con terapie mirate è fondamentale. [caption id="attachment_116198" align="aligncenter" width="600"] Deagreez/gettyimages.it[/caption]

L'importanza della diagnosi precoce dei tumori cutanei

Per la diagnosi precoce dei tumori della pelle, in Italia non è previsto un programma di screening periodici. È però importante tenere sotto controllo la propria pelle, sia attraverso l'autoispezione, che si può eseguire autonomamente a casa, sia attraverso visite dermatologiche e esami specialistici. La prevenzione, infatti, è l'arma più potente per individuare precocemente un tumore e intervenire subito per evitare che possa espandersi ad altri organi, aumentando così le possibilità di sopravvivenza e guarigione.  Sottoporsi a controlli periodici è particolarmente importante per le persone che presentano fattori di rischio che le espongono a un pericolo maggiore, per esempio:
  • pelle molto chiara, che tende a scottarsi facilmente al sole o che ha subito molte scottature durante l’infanzia o l’adolescenza;
  • molti nei o nei dall'aspetto atipico o di grandi dimensioni (come un nevo gigante, cioè di diametro superiore ai 20 cm);
  • casi di tumore della pelle in famiglia;
  • pregressa diagnosi di tumore della pelle. 
Approfondiamo quali sono i principali strumenti che abbiamo a disposizione per la diagnosi precoce dei tumori della pelle e quando è opportuno consultare un medico.

Tumore della pelle: i segnali a cui prestare attenzione

Quali sono i possibili campanelli d'allarme di un tumore cutaneo? Ad attirare la nostra attenzione dovrebbe essere qualunque anomalia della pelle che persista nel tempo, come piccoli rigonfiamenti, noduli o ulcere, soprattutto nelle zone esposte al sole, che potrebbe essere la spia di un carcinoma. Per riconoscere il melanoma, invece, i dermatologi consigliano di seguire la regola dell'ABCDE, cioè di prestare particolare attenzione a nei o macchie sulla pelle con queste caratteristiche:
  • asimmetria;
  • bordo irregolare;
  • colore molto scuro o variabile da una zona all'altra;
  • diametro maggiore rispetto ai comuni nei (6 mm circa);
  • evoluzione, ovvero tendenza della lesione a cambiare forma, colore, estensione.
Inoltre, se un neo risulta arrossato, provoca prurito, subisce delle variazioni o comincia a sanguinare senza una causa apparente, è importante avvisare il proprio medico, che valuterà se indirizzare il paziente da uno specialista. [caption id="attachment_116199" align="aligncenter" width="600"] Zinkevych/gettyimages.it[/caption]

La visita dermatologica per il controllo della pelle

La visita dermatologica può essere effettuata come controllo preventivo in assenza di segnali sospetti, ma spesso viene richiesta in caso di manifestazioni cutanee come nei, macchie, vesciche che richiedono un monitoraggio costante o un approfondimento diagnostico. È utile per valutare lo stato generale della cute e per individuare tempestivamente nuove lesioni o modifiche dei nei già presenti, che potrebbero essere il segnale di un tumore o aumentare il rischio di svilupparne uno.

Gli esami specialistici per la diagnosi dei tumori della pelle

Per osservare la cute, sia a occhio nudo che con l'ausilio di apparecchiature, il dermatologo ha a disposizione numerosi strumenti diagnostici. Approfondiamo i principali.

La mappatura dei nei

Uno degli esami di routine più importanti per la prevenzione dei tumori cutanei è la mappatura dei nei. Questo controllo permette di registrare, attraverso un'ispezione accurata e periodica, gli eventuali cambiamenti di forma, colore o dimensione che possono essere la spia di un tumore oppure il segno premonitore di una futura degenerazione in melanoma. Questo esame, consigliabile a chi presenta nei sulla superficie della pelle, dovrebbe essere eseguito almeno una volta nella vita per tracciare una prima fotografia dello stato di salute della pelle. A seconda del tipo di lesioni osservate e, quindi, del profilo di rischio del paziente, il dermatologo potrà raccomandare di ripetere il controllo dopo 6-12 mesi, oppure, se non riscontra criticità o pericoli, programmare un nuovo esame a distanza di 2-3 anni. Come abbiamo illustrato nell'articolo dedicato alla mappatura dei nei, questo controllo può avvalersi di diversi strumenti:
  • un esame visivo della superficie cutanea e dei nei presenti;
  • la dermatoscopia, o microscopia in epiluminescenza, che grazie a una speciale lente di ingrandimento permette al dermatologo di osservare in modo approfondito i nei e di identificare, così, un melanoma o un neo atipico non visibili a occhio nudo;
  • la videodermatoscopia digitale, che attraverso una telecamera ad alta definizione collegata al computer consente di acquisire e archiviare le immagini della pelle con l'obiettivo di monitorare l'evoluzione dei nei nel tempo attraverso controlli periodici.
[caption id="attachment_116200" align="aligncenter" width="600"] Wavebreakmedia/gettyimages.it[/caption]

La biopsia per le lesioni sospette della pelle

Se, durante la visita dermatologica, lo specialista individua lesioni da valutare in modo più approfondito, può decidere di eseguire una biopsia cutanea. Si tratta del prelievo di un campione di tessuto da sottoporre a un esame istologico, cioè a un'analisi di laboratorio per stabilire se le cellule siano o meno tumorali. Nel caso in cui il dermatologo sospetti che una lesione sia la spia di un tumore, può asportarla per intero con una biopsia escissionale, se è di piccole dimensioni. Per lesioni più estese, invece, può ricorrere a una biopsia incisionale, cioè ad una biopsia parziale che consiste nel prelevare solo una piccola parte di tessuto per valutare se sia o meno necessario un secondo intervento di asportazione totale.

Autoispezione della pelle a casa: come eseguirla e con quale frequenza

La prevenzione passa anche da un attento esame personale della pelle. Come ricorda la LILT (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori) nell'opuscolo “Se hai cara la pelle”, tutte le persone dovrebbero eseguire periodicamente a casa un’ispezione che permette di cogliere gli eventuali segnali sospetti. Per farlo è necessario passare in rassegna tutta la superficie cutanea, inclusi il cuoio capelluto, gli spazi tra le dita e le piante dei piedi. La Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro sottolinea che, idealmente, l'autoispezione dovrebbe essere eseguita una volta al mese dalle persone che hanno fattori di rischio. Per chi ha già avuto un tumore cutaneo o ha una pelle con molti nei, o con nei dall'aspetto inconsueto, il consiglio è di farsi indicare dal dermatologo le modalità migliori per monitorare in modo efficace lo stato di salute della propria pelle, per esempio i segnali a cui prestare attenzione sulla base dei fattori di rischio personali e della tipologia di tumore pregresso. Come abbiamo visto, la diagnosi precoce può fare la differenza tra un tumore facilmente curabile e uno che, invece, richiede terapie aggressive e non sempre ha come esito la guarigione. Per questo motivo, sottoporsi a visite di controllo periodiche è importantissimo per individuare e trattare subito ogni anomalia cutanea con l'aiuto di uno specialista. Per prendersi cura della salute della propria pelle può essere utile una polizza sanitaria integrativa che offra un sostegno concreto alla prevenzione, come UniSalute Donna, che permette di accedere a strutture sanitarie convenzionate e di effettuare visite e check up mirati a seconda delle proprie esigenze.  
Immagine in evidenza di MarijaRadovic/gettyimages.it" target="_blank" rel="nofollow">Gli esami periodici sono un fattore di grande importanza in ogni fase della vita. Attraverso visite e indagini diagnostiche, infatti, possiamo indagare le nostre condizioni di salute e individuare precocemente una patologia, anche attraverso i campanelli d’allarme che ne precedono la comparsa. La prevenzione, però, non è la stessa per tutti: ne parliamo in questo articolo in cui approfondiamo quali sono i controlli consigliati a seconda dell’età, e cosa comprende un check up completo fino a 35, 50, 60 anni e oltre.

La prevenzione per bambini e adolescenti

Lo screening neonatale si effettua nei primissimi giorni di vita del bambino e serve a escludere una serie di fattori di rischio per malattie congenite. La diagnosi precoce, infatti, permette di individuare il trattamento più efficace e ridurre l’impatto che queste patologie possono avere sulla qualità della vita futura.  Durante l’infanzia e la prima adolescenza, è il pediatra a seguire il bambino e a monitorarne lo stato di salute, attraverso visite periodiche e la prescrizione di eventuali analisi o esami diagnostici: controlla in primis la statura, il peso e la pressione arteriosa, ma deve anche escludere ernie inguinali e, nei maschi, la presenza di masse nei testicoli. Inoltre può dare indicazioni su come prevenire patologie a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, come per esempio la scoliosi.

Visita oculistica e dentistica

La prima visita oculistica si effettua intorno ai 3 anni e si ripete intorno ai 6 anni. Salvo diverse indicazioni del pediatra, è consigliabile fare un controllo con cadenza annuale.  Il dentista, invece, andrebbe consultato già a partire dai 4 anni: i controlli ortodontici, infatti, accertano che la dentizione da latte e quella permanente non abbiano problemi.  [widget id="text-12"]

Visita ginecologica e andrologica

In genere, le ragazze effettuano la prima visita ginecologica intorno ai 14-15 anni. Per i ragazzi, invece, è consigliato un controllo andrologico prima dei 18 anni, con l’obiettivo di escludere malformazioni e patologie che interessano l’apparato uro-genitale. Gli adolescenti attivi sessualmente, inoltre, dovrebbero sottoporsi agli screening per le malattie a trasmissione sessuale.

Esami del sangue

Secondo le indicazioni del medico di base, può essere utile inoltre controllare periodicamente i livelli di glucosio e di colesterolo nel sangue.

Check up completo per giovani adulti: quali sono i controlli consigliati?

Vediamo ora quali sono i controlli che andrebbero effettuati nella fascia dai 20-21 anni ai 35:
  • le analisi del sangue e delle urine, a cadenza annuale (uno screening completo comprende l’emocromo, la glicemia, i livelli di colesterolo e trigliceridi, i valori di riferimento per le funzionalità di reni e fegato).
  • La visita oculistica è consigliata ogni 5 anni, oppure 1-2 per chi soffre di patologie o usa lenti correttive.
  • La visita dentistica e una seduta di igiene dentale si possono effettuare ogni 6 mesi;
  • A partire dai 30 anni è inoltre consigliato anche l’HPV Test, che rileva i tipi di Papillomavirus umano (HPV) ritenuti rischiosi, poiché possono causare lo sviluppo di neoplasie (nella donna, il tumore del collo dell’utero). 

Controlli consigliati per le donne 

Le donne tra i 20 e i 30 anni, oltre alla routine già descritta, dovrebbero inoltre effettuare:
  • una visita ginecologica almeno una volta all’anno;
  • un’ecografia pelvica, sempre con cadenza annuale;
  • nello stesso lasso di tempo, una visita senologica con ecografia.
Dopo i 30 anni è inoltre opportuno controllare la tiroide, tramite gli esami del sangue e una eventuale ecografia, e monitorare la pressione sanguigna.

Controlli consigliati per gli uomini

La visita andrologica è un importante strumento di prevenzione: soprattutto se non è mai stata effettuata in adolescenza, è bene fare un controllo tra i 20 e i 30 anni.

Il check up completo dopo i 40 anni

Nella fascia di età tra i 40 e i 60 anni, uomini e donne dovrebbero effettuare un check up completo ogni due anni, per monitorare le condizioni generali di tutto l’organismo. In particolare, i controlli comprendono: 
  • le analisi del sangue e delle urine;
  • la misurazione della pressione sanguigna ed eventuali altri approfondimenti diagnostici come ECG a riposo o ecocardiocolordoppler, nel caso i valori superino i 140 mmHg per la massima (sistolica) e gli 85 mmHg per la minima (diastolica);
  • una visita cardiologica con ECG sotto sforzo; 
  • una visita specialistica ginecologica o andrologica, rispettivamente, per la donna e per l’uomo;
  • una visita oculistica;
  • una visita dermatologica con la mappatura dei nei.
Tra i controlli da fare a 40 anni, c’è anche l'esame radiografico del torace, consigliato soprattutto a chi fuma molto. Lo screening per la ricerca del sangue occulto nelle feci e/o una colonscopia, che di solito sono raccomandati dopo i 50 anni, si possono anticipare in caso di familiarità con il tumore del colon-retto.  [caption id="attachment_115900" align="aligncenter" width="600"] filadendron/gettyimages.it[/caption]

La prevenzione delle malattie cardiovascolari

Dopo i 45 anni di età, sia per gli uomini che per le donne è consigliato sottoporsi a uno screening cardiologico, anche quando non ci sono patologie pregresse, cardiache e non. La periodicità varia a seconda delle condizioni di salute. Tra gli esami prescritti troviamo:
  • angiografia
  • ecocolordoppler
  • scintigrafia
  • coronarografia
  • TAC cardiaca.

Il check up completo dopo i 60 anni

Con l’avanzare dell’età, non bisogna perdere l’abitudine di effettuare screening periodici, grazie ai quali è possibile individuare precocemente la presenza di patologie. I controlli più importanti dopo i 60 anni includono: 
  • gli esami del sangue e delle urine
  • la misurazione della pressione sanguigna
  • la mineralometria ossea computerizzata (MOC), consigliata perché permette di valutare la quantità di calcio presente nelle ossa. Con l’avanzare  dell’età, infatti, aumenta, il rischio di demineralizzazione ossea, principale causa dell’osteoporosi;
  • una visita cardiologica, un esame imprescindibile per i soggetti cardiopatici o con protesi valvolari e pacemaker;
  • l’esame della vista, che consente di verificare la presenza di eventuali disturbi o patologie tra cui glaucoma, cataratta, degenerazione maculare senile;
  • il controllo dell’udito.

Controlli consigliati per le donne 

Oltre a questi, per le donne che hanno superato i 60 anni le regole della prevenzione prescrivono un’attenzione particolare, dal momento che c’è il rischio legato all’insorgenza di tumori al seno o al collo dell’utero. Gli esami consigliati sono quindi una visita ginecologica con PAP test, un’ecografia transvaginale, un’ecografia mammaria e una mammografia. Quest’ultima, secondo il Ministero della Salute, è consigliata già a partire dai 40 anni

Controlli consigliati per gli uomini

Dopo i 60 anni, gli uomini sono maggiormente esposti all’insorgenza di patologie cardiovascolari, diabete e problemi all’apparato muscolo-scheletrico, ma anche al rischio di tumori come quello ai testicoli e quello alla prostata. È per questo che si consiglia un controllo urologico, che consente di individuare con tempestività anche altre malattie come la calcolosi urinaria.   La prevenzione è la nostra alleata per una vita lunga, sana e serena. A tutte le età, possiamo prenderci cura di noi stessi attraverso le buone pratiche, come una dieta equilibrata e l’attività sportiva costante, ma anche ricordando di effettuare dei controlli periodici. Un check up completo, effettuato secondo le indicazioni del medico e le tempistiche adeguate, consente di individuare in maniera precoce eventuali campanelli d’allarme per disturbi e patologie. Scegliendo una soluzione come la polizza UniSalute Spese Mediche Sanicard, potrete sottoporvi a visite specialistiche ed esami a una tariffa scontata e otterrete un rimborso per le spese mediche relative a ricoveri, interventi chirurgici e accertamenti diagnostici. Conoscevate i vantaggi di questa copertura?" target="_blank" rel="nofollow">dottoressa Daniela Bianco di Fondazione Ambrosetti, tra il 1978 e il 2016 l’aspettativa di vita degli italiani è cresciuta di ben 10 anni, tuttavia non tutti vengono vissuti in buona salute. Un dato confermato anche dalla ricerca di Italia Longeva che sottolinea come ci siamo ben 3 milioni di persone over 65, in Italia, affette da disabilità severe, spesso determinate da malattie croniche, che richiedono cure continuative. Tuttavia per solo 370.000 di esse l’assistenza domiciliare è realtà. È il professsor Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva, a spiegare cosa succede a queste persone non seguite direttamente dal personale qualificato e specializzato: “Si trovano ad intasare i pronto soccorsi, nella migliore delle ipotesi, oppure rimessi alle cure ‘fai da te’ di familiari e badanti, quando non abbandonati all’oblio di chi non ha le risorse per farsi assistere”. anziani assistenza domicilio

L’assistenza è disomogenea tra le varie parti d’Italia

Emergono anche sensibili differenze geografiche a proposito di che tipo di servizi, per quante ore alla settimana e con che partecipazione degli enti privati. Per esempio, soltanto le ASL di Catania e Salerno erogano tutte e 31 le attività ad alto valore clinico-assistenziale che si possono svolgere presso il domicilio del paziente. Ampia è la variazione anche in termini di ore dedicate, annualmente, ad ogni paziente: a Torino, per esempio, sono 9, a Potenza ben 40. Mentre altri squilibri emergono analizzando i dati a proposito della compartecipazione di aziende all’assistenza domiciliare: l’apporto di enti privati raggiunge il 97% a Milano, mentre sfiora lo 0% a Reggio Emilia oppure a Bolzano. Nel complesso è nuovamente il presidente di Italia Longeva a tirare le fila di quanto raccolto. La criticità primaria è che l’Italia non ha ancora elaborato una risposta univoca, concreta ed efficace per occuparsi di una popolazione che invecchia e che ha, e avrà, delle esigenze sempre più specifiche in termini di salute. Il ruolo degli ospedali è, naturalmente, importante, ma non si tratta di strutture che possono autonomamente prendersi carico delle esigenze di cura delle persone con più di 65 anni. È proprio su questo aspetto che si inserisce l’intervento di Fiammetta Fabris che sottolinea come la sanità integrativa possa offrire uno spunto e un supporto concreto nell’ottica dell’elaborazione di una strategia di long term care a lungo termine che sia efficace e sostenibile. assistenza anziani

Il ruolo della sanità integrativa

L’AD di UniSalute presenta i risultati di un primo progetto che vede la sinergia tra pubblico e privato sul territorio dell’ATS Brianza. In questo caso, infatti, ben 200 pazienti sono stati dotati di un kit di tele-monitoraggio che consente una immediata connessione con il medico curante. Si tratta soltanto di una delle soluzioni che UniSalute fornisce attraverso il marchio SiSalute, per poter contribuire alla tutela della salute delle persone anziane. In generale, UniSalute propone un vero e proprio modello per la Long Term Care che si compone di quattro passaggi successivi:
  1. somma mensile a disposizione e servizi sanitari;
  2. valutazione multidimensionale e pai;
  3. organizzazione e controllo della rete dei fornitori;
  4. presa in carico globale del paziente.
Si tratta di un modello già applicato dall’azienda che, come evidenzia Fiammetta Fabris durante l’incontro, pone già le basi per un’evoluzione della proposta e dell’offerta, sempre per rispondere alle concrete esigenze dei clienti. È il caso, per esempio, di Monitor Salute, un servizio che consente di tenere sotto controllo a distanza, grazie alla tecnologia, le condizioni di vita del paziente che soffre di alcune patologie croniche: diabete, ipertensione e BCPO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva). In caso di necessità e urgenza, è possibile attivare automaticamente l’intervento di un’equipe di specialisti, in caso contrario tutti i parametri vengono monitorati anche a distanza. assistenza anziani disabili

Un contributo concreto anche dal welfare

L’AD di UniSalute, infine, sottolinea quali sono gli ulteriori contributi concreti che il mondo assicurativo, ma anche quello del welfare aziendale, può mettere a disposizione nel campo dell’assistenza domiciliare soprattutto per gli anziani. “Il contributo è duplice - spiega in un’intervista - In primo luogo vi è quello, diretto dell’offerta di strumenti di protezione sociale complementari o supplementari, capaci di ridurre le pressioni sul sistema pubblico. In secondo luogo, il settore assicurativo può svolgere una funzione cruciale promuovendo la copertura per la long-term care (LTC), dentro le aziende a livello collettivo. Attraverso il ruolo di aggregatori delle coperture offerte, le imprese di assicurazione possono redistribuire i rischi nell’ambito della collettività, fare economie di scala e fungere da gruppo d’acquisto, scontando prezzi convenienti su alcune prestazioni assicurate, come le spese mediche, grazie ai benefici del convenzionamento.” Già oggi la contrattazione collettiva e l’adozione di politiche di welfare aziendale sono significative in questo senso: tra i servizi più richiesti, in Italia, e proposti quindi sempre più spesso dai datori di lavoro ci sono proprio forme di assistenza domiciliare non soltanto per sé, ma anche per i propri cari. “I Fondi - aggiunge ancora Fabris - hanno cominciato a prevedere una protezione ad hoc per i casi di non autosufficienza, per tutti i lavoratori iscritti, che prevede l’erogazione di prestazioni sanitarie, un piano assistenziale individualizzato e una somma mensile garantita. Il vantaggio è quello di poter godere di una somma di denaro, usufruire di tariffe scontate da parte dei fornitori e quindi di avere a disposizione una quantità di servizi maggiore.” Il limite, emerso anche durante l’incontro organizzato da Italia Longeva, è che queste proposte cessano di essere valide non appena il soggetto termina la carriera lavorativa, oppure per i lavoratori indipendenti. “Diventa essenziale - conclude l’AD di UniSalute - pensare ad un modello di tutela LTC per il post-lavoro.”   Vi siete già dovuti occupare di prendervi cura di un familiare con l’esigenza di cure domiciliari?" target="_blank" rel="nofollow">long term care
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