Mammografia: come si svolge e a chi è consigliata


La mammografia è un esame radiologico che analizza i tessuti della ghiandola mammaria per individuare noduli o lesioni in fase precoce. In Italia lo screening gratuito è garantito dal SSN alle donne tra i 50 e i 69 anni con cadenza biennale, ma in molte regioni si sta estendendo anche ad altre fasce d’età. Nelle donne under 40, a causa della maggiore densità del tessuto mammari, l’esame di riferimento è l’ecografia mammaria. Chi ha le protesi può comunque sottoporsi alla mammografia. Il profilo di sicurezza è elevato.

Ogni anno in Italia vengono diagnosticati oltre 50.000 nuovi casi di cancro al seno, la forma tumorale più diffusa tra la popolazione femminile. Nonostante questi numeri, oggi le prospettive sono sempre più incoraggianti grazie ai progressi delle terapie e, soprattutto, ai programmi di screening che permettono di individuare eventuali alterazioni in fase precoce, quando le possibilità di cura sono maggiori.

In questo contesto, la mammografia rappresenta uno degli esami di riferimento per la prevenzione della neoplasia mammaria. Un’indagine radiologica rapida e mirata, in grado di evidenziare noduli o anomalie negli stadi iniziali.

Ma come si svolge, quando farla e a chi è consigliata? Scopriamo tutto quello che c’è da sapere.

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Che cos’è la mammografia? Come si svolge?

La mammografia è un esame radiologico del seno che permette di analizzare forma, struttura e tessuti della ghiandola mammaria. Il suo obiettivo è individuare eventuali noduli o lesioni sospette anche in fase molto precoce, quando ancora non provocano sintomi.

Dal punto di vista pratico, l’esame viene eseguito tramite il mammografo, un’apparecchiatura che utilizza basse dosi di raggi X per ottenere immagini dettagliate della mammella. La paziente esegue l’esame in posizione eretta: ciascun seno viene appoggiato su un supporto e compresso tra due piastre per pochi secondi, così da acquisire immagini nitide e accurate in due o più proiezioni.

Quanto dura la mammografia? È dolorosa?

La mammografia è un’indagine rapida, che dura in media 5-10 minuti.

La compressione del seno può provocare una sensazione di fastidio o dolore, che scompare tuttavia al termine dell’esame. L’intensità del disagio può variare da persona a persona in base alla sensibilità individuale. Per rendere la procedura più confortevole, può essere opportuno eseguire l’esame nella prima fase del ciclo mestruale, quando il seno tende a essere meno sensibile.

prevenzione tumore seno

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Da quale età si esegue?

In Italia, lo screening mammografico gratuito previsto dal Servizio Sanitario Nazionale è garantito in tutte le Regioni alle donne tra i 50 e i 69 anni, generalmente con cadenza biennale. In molte Regioni i programmi di prevenzione si stanno progressivamente estendendo anche alle fasce 45-49 anni (ogni anno) e 70-74 anni (ogni due anni).

Al di sotto dei 40 anni, invece, la mammografia non rappresenta l’esame di prima scelta. Nelle donne più giovani, infatti, la maggiore densità del tessuto mammario può rendere meno immediata la lettura delle immagini radiologiche. In questi casi lo specialista può indicare un’ecografia mammaria,

Poiché modalità di accesso, fasce d’età coinvolte e tempi di convocazione possono cambiare da Regione a Regione, è sempre utile consultare la propria ASL di riferimento o confrontarsi con il medico curante per chiarire a partire da quando fare l’esame.

Trattandosi di un esame incluso nel programma di screening nazionale, l’appuntamento per la mammografia viene comunicato direttamente dall’ASL di competenza. Nel caso in cui non si riceva la comunicazione, si può contattare direttamente l’azienda sanitaria per prenotare il proprio esame che, per le aventi diritto, è sempre gratuito. In alternativa, ci si può rivolgere al proprio medico che indicherà a chi rivolgersi, con che tempistiche e a quali condizioni.

È possibile fare la mammografia in gravidanza? E con le protesi?

In gravidanza la mammografia è generalmente sconsigliata come misura precauzionale, anche se non si tratta di un divieto assoluto. In caso di necessità clinica, è il medico a valutare la situazione individuale e a indicare il percorso più appropriato.

Chi ha le protesi mammarie, invece, può sottoporsi all’esame senza particolari problemi. Resta comunque, infatti, una componente ghiandolare da monitorare che, però, talvolta può essere molto ridotta rispetto al volume della protesi. Di conseguenza, è possibile che alcune aree della mammella non siano perfettamente visibili. Per questa ragione, nella maggior parte dei casi, viene abbinata ad un’ecografia mammaria e, in alcuni casi specifici e valutati dal medico, può essere necessaria anche una risonanza magnetica.

esame mammografia

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Ci sono controindicazioni?

Tra le ragioni che rendono la mammografia un esame così prezioso nell’ottica di una efficace prevenzione del tumore al seno, c’è anche l’assenza quasi totale di controindicazioni.

Dal punto di vista dei rischi a medio e lungo termine, l’unica preoccupazione potrebbe essere quella relativa all’esposizione a una quantità, ridotta, di raggi X. Le tempistiche con cui è proposto l’esame, tuttavia, sono tali per cui questo rischio viene ridotto al minimo. Il beneficio che deriva dalla diagnosi precoce del tumore al seno in termini di salute, qualità e aspettativa di vita, supera i possibili problemi causati dall’esposizione ai raggi X.

Un dibattito ancora molto acceso all’interno della comunità scientifica riguarda il fatto che lo screening mammografico comporti un rischio di sovradiagnosi. Si teme, cioè, che vengano individuate e trattate anche lesioni non cancerose, che verrebbero eliminate autonomamente dall’organismo. D’altro canto, non esiste attualmente alcuno strumento in grado di capire se i noduli o le lesioni rilevate evolvano o meno in neoplasia. Di conseguenza, si ritiene che il rischio di sovradiagnosi sia inferiore ai benefici che la diffusione di questo screening ha già portato.

Come si è visto, la mammografia è un esame prezioso, ma la prevenzione non si esaurisce con un appuntamento periodico. Stile di vita corretto e monitoraggio fanno la differenza nel lungo periodo. In quest’ottica, le soluzioni UniSalute Per Te possono rappresentare un valido supporto, garantendo accesso rapido e a tariffe agevolate a visite ed esami.

 

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diagnosi mammografia

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Le domande più frequenti dei pazienti

Come ci si prepara alla mammografia?

Non è richiesta alcuna preparazione particolare. È però consigliabile evitare di applicare deodoranti, creme o polveri nell’area ascellare e sul seno il giorno dell’esame, poiché alcune sostanze possono alterare la leggibilità delle immagini.

Qual è la differenza tra mammografia ed ecografia mammaria?

La mammografia è l’unico strumento validato per lo screening oncologico. L’ecografia viene utilizzata come approfondimento – ad esempio per analizzare noduli già evidenziati – oppure come esame di primo livello nelle donne più giovani, dove la maggiore densità del tessuto mammario può rendere meno agevole la lettura delle immagini radiologiche.

Si può fare la mammografia in gravidanza?

In generale l’esame è sconsigliato in gravidanza, ma in caso di necessità clinica può essere eseguito applicando le opportune accortezze per ridurre le radiazioni.

Quanto tempo ci vogliono per avere i risultati?

I tempi di risposta variano a seconda della struttura e della modalità di accesso. Nell’ambito dello screening del SSN, l’esito viene generalmente comunicato entro 2-3 settimane dall’esame.

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