melanoma cutaneo

Melanoma cutaneo: quali sono i sintomi, quanto è diffuso e come si cura


Il melanoma cutaneo è un tumore della pelle che può svilupparsi a partire dai melanociti, spesso in seguito a un’esposizione eccessiva ai raggi UV. Riconoscere precocemente i segnali sospetti — come cambiamenti nei nei o la comparsa di nuove lesioni — è fondamentale per intervenire tempestivamente. La diagnosi si basa sulla visita dermatologica e sulla dermatoscopia, mentre il trattamento varia in base allo stadio della malattia e può includere chirurgia, immunoterapia e terapie mirate. Protezione solare, controlli periodici e auto-osservazione dei nei restano gli strumenti più efficaci di prevenzione.

Con la bella stagione, la pelle torna a essere maggiormente esposta ai raggi UV e la prevenzione del melanoma cutaneo diventa ancora più importante. Il melanoma è una forma di tumore della pelle in crescita negli ultimi anni, ma una diagnosi precoce può fare la differenza e aumentare significativamente le possibilità di cura. Proteggersi dal sole con attenzione, monitorare i nei e sottoporsi a controlli dermatologici periodici sono strategie fondamentali per ridurre il rischio.

Approfondiamo allora che cos’è il melanoma cutaneo, quali sono i sintomi da non sottovalutare, come avviene la diagnosi e quali terapie sono oggi disponibili, senza dimenticare il ruolo centrale della prevenzione.

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Melanoma cutaneo: che cos’è e quanto è diffuso?

Il melanoma cutaneo è un tumore della pelle che rappresenta circa il 5% di tutte le neoplasie cutanee, ma è anche quello più aggressivo per la sua capacità di diffondersi rapidamente. A essere interessati dalla trasformazione maligna sono i melanociti, cellule che si trovano nell’epidermide, ovvero nello “strato” esterno della pelle. In condizioni normali, questi producono la melanina, che protegge dai raggi UV, e possono originare nei. La degenerazione delle cellule può richiedere anni: il tumore può dipendere da alterazioni comparse addirittura in età pediatrica.

Secondo i dati dell’AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) ogni anno in Italia vengono diagnosticati 7.300 nuovi casi tra gli uomini e 6.700 tra le donne, con un’età media compresa tra i 45 e i 50 anni. Negli ultimi decenni si è assistito a un duplice trend: da un lato l’abbassamento dell’età in cui viene individuato il melanoma cutaneo e dall’altro l’aumento dell’incidenza.

Quanti tipi di melanoma esistono?

Esistono 4 tipologie di melanoma cutaneo:

  1. melanoma a diffusione superficiale. Si tratta della forma più comune e rappresenta circa il 70% di tutti i melanomi: nelle donne, si manifesta più frequentemente sulle gambe, mentre negli uomini sul tronco
  2. lentigo maligna. Diffuso nelle persone anziane, di solito si presenta in zone del corpo cronicamente esposte al sole, come la pelle del viso
  3. melanoma lentigginoso acrale. È una forma di melanoma che si sviluppa sotto le unghie, sulle piante dei piedi o sui palmi delle mani. Avendo un aspetto simile a quello di una ferita o di un livido, può passare inosservato ed essere diagnosticato con meno tempestività
  4. melanoma nodulare. È la tipologia più aggressiva e rappresenta circa il 10-15% di tutti i casi di melanoma: si evolve rapidamente e sin dalle prime fasi può estendersi in profondità nei tessuti.

In tutti e quattro i casi, il tumore può generarsi sia sulla cute integra sia a partire da un neo, congenito oppure acquisito.

Chi è più predisposto al melanoma? Fattori di rischio

I ricercatori hanno individuato alcuni elementi che possono rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo di questa neoplasia. In primo luogo si è osservato come esso sia spesso connesso all’esposizione ai raggi UVA e UVB, che può avvenire attraverso i raggi solari, ma anche con l’uso delle lampade abbronzanti: a tal proposito, l’AIRC ricorda che, essendo fonti di raggi ultravioletti, lettini e lampade andrebbero utilizzati con cautela e moderazione. Alcuni recenti studi, inoltre, suggeriscono come questo rischio possa essere esteso anche ad alcuni macchinari utilizzati per solidificare lo smalto semipermanente che “colpiscono” con i raggi tutta la mano e non soltanto le unghie.

Esistono, poi, altri fattori di rischio come:

  • insufficienza del sistema immunitario
  • malattie ereditarie che modificano la capacità dell’organismo di reagire alle radiazioni
  • presenza di molti nei
  • familiarità con la patologia
  • occhi, capelli e pelle chiara.

Quali sono i sintomi del melanoma cutaneo?

Il principale segnale dello sviluppo di un melanoma è la nascita di un nuovo neo o il cambiamento d’aspetto di un neo esistente. Per riconoscere più facilmente eventuali segnali sospetti, gli specialisti fanno riferimento alla regola dell’A.B.C.D.E., un sistema di osservazione che aiuta a individuare le caratteristiche dei nei potenzialmente associate alla presenza di un melanoma:

  • A: asimmetria nella forma, poiché i melanomi sono tendenzialmente di forma irregolare
  • B: bordi irregolari e indistinti
  • C: colore variabile all’interno del neo stesso
  • D: dimensioni in aumento, sia in larghezza sia in spessore
  • E: evoluzione del neo che cambia aspetto.

Anche fattori come il sanguinamento, il prurito di un neo, la presenza di un nodulo o di un arrossamento intorno al neo rappresentano dei segnali di allarme.

Melanoma cutaneo: sintomi e segni

Conoscere i sintomi del melanoma cutaneo è fondamentale per una diagnosi tempestiva.

Melanoma: diagnosi

I sintomi che indicano la possibile presenza di un melanoma cutaneo possono essere osservati da un dermatologo, ma anche autonomamente, attraverso l’autosservazione dei nei: questa, in molti casi, consente di individuare delle lesioni sospette e di rivolgersi al medico.

Importante per la diagnosi precoce è l’epiluminescenza, o dermatoscopia, un esame non invasivo che avviene attraverso strumenti ottici che permettono di distinguere la struttura interna di una formazione cutanea sospetta. Se il dermatologo individua un neo sospetto, per una diagnosi certa di melanoma è necessaria la biopsia, con cui viene prelevato e analizzato un campione di tessuto. In caso di melanoma, la biopsia dà informazioni sul grado di proliferazione delle cellule, sul livello di crescita del tumore in profondità e sulla presenza di ulcerazioni. Sulla base dei dati emersi, si stabiliscono quindi i successivi interventi da effettuare.

Quali sono le cure per il melanoma cutaneo?

La scelta del trattamento da adottare dipende da una serie di fattori, tra cui le caratteristiche del melanoma e il suo stadio di progressione.

Chirugia

La prima soluzione per i melanomi cutanei è ricorrere alla chirurgia: quasi tutti i melanomi vengono rimossi in questo modo e spesso l’intervento chirurgico è in grado di curare il tumore in modo definitivo in fase iniziale. Il tipo di intervento varia in base allo stato del melanoma: in genere, l’operazione consiste nell’asportazione del neo con il tessuto malato e una parte di quello sano circostante. L’obiettivo, infatti, è asportare tutte le cellule malate eliminandole dall’organismo. Talvolta è necessario intervenire chirurgicamente per la rimozione anche di quelli che vengono chiamati “linfonodi sentinella”, cioè di quelli che per primi riceverebbero linfa dalle cellule malate e che, quindi, diffonderebbero la malattia nel corpo. La chirurgia, inoltre, può essere adottata per eliminare eventuali metastasi.

Visita dermatologica per la prevenzione del melanoma

La visita dermatologica annuale è importante per la prevenzione e la diagnosi precoce del melanoma.

Chemioterapia, immunoterapia, terapia a bersaglio molecolare

Per gli stadi più avanzati del melanoma cutaneo può essere proposta la chemioterapia; tuttavia esistono sempre più esperienze positive e incoraggianti legate all’impiego dell’immunoterapia. Attualmente, il primo passaggio dopo la diagnosi di melanoma metastatico è la ricerca della presenza di una mutazione genetica a carico del gene BRaf mutato.

I pazienti che non presentano la mutazione vengono trattati con l’immunoterapia. Come riferisce il professor Antonio Maestri, oncologo direttore di OUC Oncologia, USL di Imola, “ci si è accorti che la combinazione tra due farmaci immunomodulanti differenti, Nivolumab e Ipilimumab, ha una maggiore efficacia nel trattamento del melanoma”. La prospettiva è, dunque, quella di approfondire le combinazioni tra questi farmaci per ottenere risultati sempre più soddisfacenti.

Per le persone in cui viene rilevata la mutazione genetica non viene proposto il trattamento immunoterapico, ma quello a bersaglio molecolare. “Anche in questo caso si tratta di un trattamento di combinazione perché si associano farmaci che sono classificati come Mek inibitori. Di fatto, la mutazione del gene BRaf fa sì che la cellula tumorale sia riconoscibile da questi farmaci e venga colpita in maniera specifica. Per questo parliamo di terapia a bersaglio molecolare. Il farmaco arriva direttamente alla cellula che presenta il difetto, e quindi la malattia, e non nelle altre sane.”

Perfusione isolata, elettrochemioterapia, radioterapia

Tra le altre opzioni di trattamento ci sono le cosiddette terapie “loco-regionali”, di cui fanno parte la perfusione isolata dell’arto e l’elettrochemioterapia, e che consistono nella somministrazione dei farmaci in zone del corpo isolate dal resto dell’organismo (gli arti per esempio), e la radioterapia, solitamente usata in presenza di metastasi.

La prevenzione resta lo strumento più efficace contro il melanoma cutaneo. Proteggere la pelle dall’esposizione eccessiva ai raggi UV, evitare scottature e lampade abbronzanti, controllare periodicamente i nei e sottoporsi a visite dermatologiche regolari sono abitudini fondamentali per individuare eventuali anomalie in fase precoce e intervenire tempestivamente. In questo percorso di prevenzione, poter accedere con facilità a controlli specialistici e accertamenti diagnostici può essere decisivo. Per questo, può essere utile scegliere uno dei piani offerti dalle soluzioni UniSalute Per Te consentono di prenotare rapidamente visite ed esami dedicati, a tariffe agevolate.

 

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Le domande più frequenti dei pazienti

Quali sono i sintomi del melanoma cutaneo?

I principali sintomi includono la comparsa di un nuovo neo o il cambiamento di aspetto di un neo esistente. Utilizzare l’acronimo A.B.C.D.E. può aiutare a identificare i segni di allarme: Asimmetria, Bordi irregolari, Colore variabile, Dimensioni in aumento, Evoluzione del neo. Altri segnali possono includere sanguinamento, prurito o arrossamento intorno al neo.

Quali sono i fattori di rischio per lo sviluppo del melanoma cutaneo?

I principali fattori di rischio includono l’esposizione ai raggi UVA e UVB, l’uso di lampade abbronzanti, l’insufficienza del sistema immunitario, alcune malattie ereditarie, la presenza di molti nei e la familiarità con la patologia. Le persone con occhi, capelli e pelle chiara sono a maggior rischio.

Come si diagnostica il melanoma cutaneo?

La diagnosi avviene principalmente attraverso l’osservazione dei sintomi da parte di un dermatologo e l’utilizzo di strumenti come l’epiluminescenza (dermatoscopia). Per confermare la diagnosi, è necessaria una biopsia del tessuto sospetto.

Quali sono le terapie disponibili per il melanoma cutaneo?

Le terapie includono la chirurgia, che è il trattamento più comune, la chemioterapia, l’immunoterapia e la terapia a bersaglio molecolare per i casi con specifiche mutazioni genetiche. La scelta del trattamento dipende dallo stadio e dalle caratteristiche del melanoma.

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Commenti sul post

    2 commenti

    • Articolo interessante in quanto soggetta a controlli medici avendo tanti nei. Peccato che Unisalute non presta garanzie per questo tipo di esame chiamato epiluminescenza, se non con eventuale integrazione. A mio parere molto discutibile, in quanto dovrebbe essere inserito come un esame per la prevenzione della salute generale, insieme a tutti gli altri.