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Papilloma Virus

Papilloma Virus: perché conviene vaccinarsi?

Secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, oltre il 75% delle donne sessualmente attive almeno una volta nel corso della sua vita entra in contatto con l’HPV, (Papilloma Human Virus), un’infezione sessualmente trasmissibile diffusa soprattutto tra le under 25 che colpisce, seppur in misura minore, anche gli uomini.

Si tratta di un virus che si manifesta spesso in modo del tutto asintomatico, dunque chi lo contrae non sempre ne è a conoscenza, aumentando, senza volerlo, il rischio di trasmissione ad altri soggetti. Le conseguenze del contagio sono spesso blande: nella maggior parte dei casi, infatti, il sistema immunitario è in grado di debellarlo in maniera autonoma. È possibile, tuttavia, che l’infezione progredisca, dando origine a patologie sia benigne che maligne.

papilloma trasmissione

Essere informati sulle modalità di trasmissione, le conseguenze e le precauzioni da mettere in pratica per evitare di contrarre l’HPV è quindi particolarmente importante, e serve a tutelare sia la propria salute che per quella del proprio partner, fisso o occasionale che sia.
Vediamo dunque come si trasmette, come si cura e come si può prevenire la comparsa del Papilloma Virus.

Come si contrae il Papilloma Virus

La trasmissione avviene prevalentemente per via sessuale, anche attraverso contatti genitali non penetrativi, mediante la cute e le mucose, pertanto l’uso del preservativo non è ci dà la certezza di essere al riparo dal virus. Di certo le contraccezioni riducono il rischio di contrarlo, ma lasciano esposta al pericolo di infezioni la parte non coperta dal profilattico.

Con quali sintomi si presenta?

Come dicevamo, l’HPV è presente spesso in maniera del tutto asintomatica. Altre volte però, può dare origine alla formazione di condilomi genitali (ovvero verruche) sia negli uomini che nelle donne. Responsabili di queste presenze indesiderate, nel 90% dei casi, sono in particolare due genotipi del virus: l’HPV 6 e 11.

L’HPV può portare alla formazione di tumori?

Tumore alla cervice

 

Purtroppo sì, anche se, fortunatamente, non è una regola. Va detto infatti che, tra i 120 genotipi di papilloma esistenti in natura solo alcuni sono considerati ad alto rischio oncogeno, e che il sistema immunitario di ogni soggetto reagisce in maniera differente al virus.

Per essere più precisi, i “ceppi” che più frequentemente portano alla formazione di neoplasie sono il tipo HPV 16, responsabile di circa il 50% dei casi di tumore alla cervice uterina, e l’HPV 18, al quale va imputato circa il 20% dei casi di tumore da Papilloma. Solo il 30% dei restanti genotipi si “evolve” in patologie di questo tipo, che colpiscono principalmente la cervice uterina, l’ano, l’orofaringe, il pene, la vulva e la vagina.

L’HPV negli uomini: cosa sapere

Se in un primo tempo si ipotizzava che l’HPV colpisse solo le donne, da recenti studi apprendiamo che anche gli uomini contraggono e trasmettono il virus, e che sono ugualmente esposti alle patologie ad esso correlate. L’incidenza tumorale è tuttavia minore a quella registrata nelle donne: tra i circa 33 mila casi di cancro dovuto ad HPV 16 che si registrano ogni anno, 18 mila sono ricollegabili a soggetti di sesso femminile, contro i 16 mila di sesso maschile.

Diagnosi e cura dell’HPV

Non esiste una vera e propria cura per il Papilloma Virus, pertanto la prevenzione è l’unica arma efficace contro il virus. Come abbiamo già detto, l’uso della contraccezione durante i rapporti sessuali è una buona norma da osservare che però, in questi casi, può rivelarsi purtroppo insufficiente. Effettuare periodicamente i controlli e gli esami che ci consentono di riconoscerne la presenza, primo fra tutti il pap-test, consente di prevenire il tumore alla cervice perché permette la sua diagnosi in fase non ancora avanzata.

Pap test

Oltre al pap-test, qualora il soggetto risultasse positivo al virus, sarà necessario ricorrere ad esami diagnostici più approfonditi, quali:

  • La colposcopia, che consente di visualizzare meglio eventuali anomalie cellulari sulla superficie della cervice, mediante l’utilizzo di un colposcopio,
  • Il test DNA HPV, ovvero l’analisi di un campione di cellule, che serve ad individuare il materiale genetico di HPV, per capire se si è in presenza di uno dei ceppi che, più spesso degli altri, portano alla formazione di tumori (come l’HPV 16 o l’HPV 18).

L’esame diagnostico che gli uomini possono effettuare é invece la peniscopia, che in modo non invasivo serve a valutare in maniera approfondita la presenza di anomalie cellulari sulla superficie del pene.

Prevenire il papilloma virus con il vaccino

Uno screening periodico come il pap-test può essere quindi un utile alleato nella prevenzione del tumore alla cervice uterina, va detto però che non esistono strumenti analoghi per diagnosticare, in fase precoce, altre forme tumorali connesse a questo virus.

Stando così le cose, la vaccinazione è l’unico strumento davvero efficace per prevenire la sua comparsa: il vaccino agisce infatti anche a difesa di altre formazioni maligne, quali il tumore della vulva, alla vagina e quello anale.

Altro vantaggio della vaccinazione può essere quello di scongiurare la comparsa di condilomi genitali: esiste infatti la possibilità di effettuare un vaccino quadrivalente, efficace cioè anche contro l’HPV 6 e 11, maggiori responsabili di questo tipo di formazioni.
Per quanto riguarda la sua efficacia, i recenti studi clinici dimostrano che la protezione è molto elevata: in particolar modo è pari al 90-100% nei soggetti che non hanno ancora avuto alcun contatto con il virus.

A chi è consigliato il vaccino?

Vaccino Papilloma

Può essere somministrato a tutti, maschi e femmine, ed è possibile già a partire dai 9 anni: per quanto possa apparire prematuro, è a questa età che si ottiene la massima efficacia dal vaccino, che svolgerà una potente azione protettiva negli anni a venire.

Come leggiamo sul sito ufficiale del Ministero della Salute, in Italia è stata avviata una campagna di vaccinazione gratuita per le ragazze di 12 anni, in tutte le regioni. Puglia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Sicilia, Molise, Calabria, Trento ed alcune ASL in Sardegna hanno inoltre esteso la copertura anche ad altre fasce d’età e ai coetanei di sesso maschile.

Per quanto riguarda invece la vaccinazione in età adulta, una campagna di prevenzione è attualmente in corso per chi è in possesso di una polizza sanitaria UniSalute: accedendo all’area riservata, fino alla fine di luglio, è infatti possibile scaricare un vaucher che permette agli assicurati di vaccinarsi a condizioni vantaggiose, presso le strutture convenzionate.
Quale migliore accortezza, prima di partire per le vacanze?

Silvia Trigilio
Originaria del siracusano vive a Bologna, dove lavora come Capo Redattore del magazine online “Il Giornale del Cibo”, per il quale si occupa della redazione di articoli su tematiche inerenti all'Alimentazione, Benessere e Stile di vita sano.

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