Animale domestico: cane Benessere Mamma e bambino Osservatorio Unisalute Ragazza si allaccia le scarpe da corsa Coppia Terza Età Welfare Aziendale Unisalute

Trombosi: quali sono i sintomi che devono metterci in allerta?

La trombosi è una malattia cardiovascolare provocata dalla presenza di un grumo di sangue, detto trombo, che ostruisce una vena o un’arteria, limitando o impedendo del tutto il flusso sanguigno. In Italia interessa una persona su cento, e gli over 60 hanno dieci volte più probabilità di esserne colpiti (dati ALT – Associazione per la lotta alla trombosi).

Le cause della formazione di un trombo sono diverse, e le conseguenze possono essere molto gravi. Oltre ad affrontare questi aspetti, nell’articolo faremo chiarezza sulla trombosi e i sintomi con i quali si manifesta, e cercheremo poi di comprendere al meglio come si può curare e prevenire.

Le diverse tipologie di trombosi: arteriosa e venosa

La trombosi è una patologia dovuta a un’alterazione della coagulazione sanguigna e può colpire sia le arterie che le vene. All’origine di questa patologia c’è sempre un trombo, un grumo di cellule ematiche coagulate (piastrine, globuli bianchi e globuli rossi) che si forma all’interno del vaso sanguigno.

La trombosi arteriosa  la più pericolosa delle due tipologie e può avere conseguenze molto gravi anche in breve tempo.  È spesso causata dall’aterosclerosi, una malattia che colpisce le arterie, nelle quali si formano delle ostruzioni chiamate ateromi: se l’ateroma si rompe, può dare inizio alla formazione di un trombo arterioso, che genera poi la trombosi.

La trombosi venosa può essere superficiale o profonda, a seconda del tipo di vena che colpisce: tra le cause principali ci sono traumi e interventi chirurgici, periodi di immobilità prolungata, ustioni, tumori e terapia con estrogeni. Può inoltre presentarsi come complicazione della gravidanza e del parto. Questo tipo di trombosi va monitorata con molta attenzione, soprattutto quando è profonda, perché implica che il trombo possa viaggiare nel canale venoso, diventando un edema o un embolo che raggiunge gli organi vitali.

trombosi venosa

vasara/shutterstock.com

Trombosi: i sintomi più frequenti

Proprio per la pericolosità delle sue conseguenze, è importante sapere quali sono i sintomi della trombosi. In generale, i segnali da tenere sotto controllo sono la presenza di vene ingrossate visibili sotto la pelle, con eruzioni cutanee in corrispondenza, la sensazione di pesantezza e intorpidimento di un arto o di una parte di esso, e un anomalo ingrossamento dell’arto.

Tuttavia, le diverse tipologie di trombosi hanno dei sintomi tipici, che le rendono più o meno facilmente individuabili. Vediamo quali sono.

Trombosi venosa superficiale: sintomi e trattamento

La trombosi venosa superficiale è il tipo di trombosi meno grave, perché il coagulo ha poche probabilità di rompersi causando un embolo. I sintomi di questo tipo di trombosi sono piuttosto evidenti, e rendono la patologia facile da individuare: le vene superficiali sono infatti quelle poste immediatamente sotto la cute e, quando si ingrossano a causa di un trombo, si verifica una reazione infiammatoria acuta, a causa della quale la cute si gonfia e si arrossa, con evidenti ispessimenti in corrispondenza del punto colpito dal grumo. La diagnosi di questa patologia avviene allo sguardo, senza necessità di ulteriori esami.

trombosi

Noppadon Seesuwan/shutterstock.com

Trombosi venosa profonda (TVP): quali sono i sintomi

Questa seconda tipologia di trombosi colpisce le vene profonde, generalmente nelle gambe, ma si riscontrano anche casi nella parte superiore del corpo. Ha manifestazioni meno evidenti della trombosi superficiale, motivo per cui bisogna stare maggiormente attenti. I sintomi di cui tenere conto sono:

  • ingrossamento dell’arto interessato;
  • sensazione di pesantezza costante dell’arto colpito;
  • dolore persistente localizzato, ma non molto intenso, simile a un crampo;
  • più raramente, arrossamento della pelle in corrispondenza del gonfiore, che può anche diventare più scura.

Se il paziente colpito da trombosi avverte affaticamento, senso di trafittura pungente al petto, alterazione del respiro, tosse secca con presenza di sangue, deve recarsi tempestivamente in pronto soccorso. Questi, infatti, potrebbero essere sintomi di embolia polmonare, una complicanza che purtroppo colpisce circa l’80% dei pazienti che soffrono di trombosi e si verifica quando un embolo raggiunge i polmoni, “pompato” dalle vene che riportano il sangue al cuore. Un altro sintomo da monitorare è la presenza di edemi dolorosi, che potrebbe indicare ischemia agli arti inferiori, ovvero la carenza di flusso sanguigno localizzata.

Trombosi arteriosa: i sintomi

I sintomi della trombosi arteriosa sono in realtà quelli della sua più frequente complicanza, l’ischemia. Questa condizione si verifica quando, a causa per esempio di un coagulo di sangue all’interno di un’arteria, alcuni organi non ricevono più l’apporto di sangue e di nutrimento.

In caso di attacco ischemico, il paziente avverte:

  • forte dolore localizzato nel punto in cui si verifica l’ischemia. Principalmente può trattarsi di un arto, del torace, di un occhio o della parete addominale.
  • Qualora l’ischemia si verifichi nel cervello, la condizione a cui si va incontro è l’ictus cerebrale. I sintomi da monitorare sono la perdita della sensibilità e indebolimento di metà corpo (braccio, gamba, volto, o anche tutti insieme) e talvolta incapacità di parlare.

Tendenzialmente, la trombosi arteriosa viene trattata in urgenza ed è quindi fondamentale prestare soccorso alla persona colpita nel minor tempo possibile.Prevenzione e cura della trombosi

Il trattamento della trombosi è importante soprattutto per prevenire le complicazioni, che sono il vero problema di questa patologia. In genere,  sotto controllo medico è consigliata l’assunzione di farmaci, in particolare anticoagulanti e antitrombotici. Se necessario, inoltre, lo specialista valuterà l’asportazione del trombo tramite l’aspirazione,  con una procedura chirurgica poco invasiva, o l’inserimento del  cosiddetto filtro per coaguli, che evita agli emboli di raggiungere i polmoni.

calze anti trombotiche

Tibanna79/shutterstock.com

È poi importante prevenire la trombosi dopo interventi chirurgici che provocano immobilità e, nel caso di situazioni a rischio e di soggetti predisposti, durante i viaggi lunghi con l’utilizzo di calze antitrombo, un particolare tipo di calza contenitiva che permette al sangue di circolare al meglio.

Chi soffre di trombosi trae inoltre beneficio dall’attività fisica: il movimento non aumenta il rischio di rottura di trombi o formazione di emboli, ed è quindi assolutamente consigliato. Come per tutte le malattie cardiovascolari, sottoporsi a periodici controlli può aiutare a prevenire anche le complicazioni legate alla trombosi. Alcuni esami specifici, in strutture convenzionate specializzate, per esempio, sono compresi nei pacchetti delle polizze sanitarie integrative come Protezione Famiglia di UniSalute.

 

Avete mai valutato questa opzione?

 

Fonti

Trombosi.org – Associazione per la lotta alla trombosi
Fondazioneveronesi.it
Siset.org – Società Italiana per lo Studio dell’Emostasi e della Trombosi
Fcsa.it – Federazione Centri per la diagnosi della Trombosi e la Sorveglianza delle terapie Antitrombotiche

 

Silvia Bernardi
Bolognese, si occupa di comunicazione e scrittura, curando temi inerenti alla salute, al welfare e all'innovazione sociale.

1 Commento

  1. giuseppe cattelan ha detto:

    Bello l’articolo mi è piaciuto molto. grazie per quello che state facendo

COMMENTA