La prevenzione dei tumori nella donna gioca un ruolo decisivo: aderire ai programmi di screening, effettuare controlli periodici e adottare uno stile di vita sano permette di individuare precocemente molte neoplasie e ridurre in modo significativo il rischio di svilupparle. Gli esami più utili includono la mammografia per il tumore alla mammella, il Pap test per il tumore all’utero, la colonscopia per il cancro al colon-retto, la TC a bassa dose di radiazioni per il tumore ai polmoni e, in casi selezionati, esami di controllo per ovaio e tiroide. Anche fattori come un’alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, l’eliminazione del fumo e la riduzione dell’alcol contribuiscono a mantenere basso il rischio oncologico.
I tumori, come quello al seno, all’utero o all’ovaio, rappresentano la seconda causa di morte per le donne in Italia, preceduta solo dalle malattie cardiovascolari. Ecco perché la prevenzione è fondamentale per garantire una buona salute e una migliore qualità di vita.
Prevenire significa agire su più fronti: adottare abitudini sane, aderire ai programmi di screening e sottoporsi agli esami consigliati in base all’età e al proprio profilo di rischio.
Ma quali sono i tumori più comuni che colpiscono le donne e quali controlli permettono di ricevere una diagnosi precoce? In questo articolo approfondiamo tutto ciò che è importante sapere sulla prevenzione dei tumori nella donna, con indicazioni pratiche sugli esami da includere nel proprio calendario di salute.
Quali sono i tumori più diffusi nelle donne?
Secondo il report I numeri del cancro in Italia 2024 stilato da AIRTUM (Associazione italiana registri tumori), AIOM (Associazione italiana di oncologia medica), e PASSI (Progressi nelle aziende sanitarie per la salute in Italia, a cura dell’ISS), le neoplasie più diffuse tra le donne in Italia sono in ordine di incidenza:
- tumore al seno: 30,3% del totale, con circa 53.065 nuove diagnosi
- tumore al colon-retto: 12,1%, con circa 21.233 nuovi casi
- cancro al polmone: 7,4%, con 12.940 nuove diagnosi
- tumore all’utero: 4,9%, con 8.652 casi.
Altri tipi di neoplasia che possono interessare il corpo femminile sono il tumore alla tiroide, all’ovaio e allo stomaco, come anche i melanomi e i linfomi.
Quali esami fare per prevenire i tumori femminili?
Sebbene le neoplasie femminili siano una delle principali cause di morbilità e mortalità nelle donne, grazie ai progressi nella medicina e alla maggior consapevolezza sull’importanza della prevenzione, oggi è possibile diagnosticare e trattare molti di questi tumori in modo efficace. Esistono infatti diversi test e procedure di screening che le donne possono svolgere per individuare precocemente le malattie cancerose e limitarne lo sviluppo e le complicanze.
Tumore al seno
Il metodo principale di screening per il tumore al seno è la mammografia, un esame radiologico che utilizza una fonte di raggi X per produrre immagini del tessuto mammario. Le linee guida attuali raccomandano che le donne inizino a fare la mammografia a partire dai 50 anni, con frequenza biennale fino ai 69 anni. Tuttavia, le pazienti con un rischio elevato potrebbero dover iniziare prima o sottoporsi a esami più frequenti.
In alcune regioni d’Italia, vengono testati programmi di screening per il cancro al seno che coinvolgono un gruppo più ampio di donne, in particolare quelle tra i 45 e i 49 anni, che vengono invitate a fare la mammografia ogni anno, e quelle fino ai 74 anni che vengono sottoposte al test ogni due anni. Secondo l’AIRC, includere le donne tra i 40 e i 49 anni nella mammografia potrebbe portare a un’ulteriore riduzione della mortalità per il cancro al seno, anche se in modo meno significativo rispetto alla fascia d’età tra i 50 e i 69 anni.
È consigliabile comunque che l’esame clinico del seno – la visita senologica – da parte di un medico specialista venga eseguito annualmente a partire dai 25 anni.
Tumore al colon-retto
Per quanto riguarda il tumore al colon-retto, il test diagnostico più importante è la colonscopia, che consente di visualizzare l’interno di questi organi e di identificare eventuali lesioni precancerose o tumori. L’età a cui eseguire la colonscopia dipende dal rischio individuale e dalle linee guida nazionali, ma in genere viene consigliata a partire dai 50 anni, o prima per le pazienti con una storia familiare di tumore del colon-retto.
Tumore al polmone
Per la neoplasia polmonare, la procedura di screening più indicata è la tomografia computerizzata (TC) del torace con bassa dose di radiazioni, che serve per individuare lesioni polmonari anche di piccole dimensioni. Questo esame viene raccomandato soprattutto alle persone fumatrici o ex fumatrici di età compresa tra i 55 e i 75 anni, che abbiano fumato almeno un pacchetto di sigarette al giorno per almeno 30 anni o due pacchetti al giorno per almeno 15 anni.

MStudioImages/gettyimages.it
Tumore all’utero
La prevenzione del tumore all’utero parte dalla citologia cervicale o Pap test, che consiste nella raccolta di cellule del collo dell’utero per individuare eventuali alterazioni o anomalie che possano indicare la presenza di un tumore. In generale, è raccomandabile che questo test venga eseguito a partire dai 25-30 anni di età, con l’indicazione di ripeterlo a cadenza regolare.
Una delle cause più diffuse del tumore al collo dell’utero è l’HPV, o papillomavirus umano, un virus che si trasmette prevalentemente per via sessuale. La maggior parte delle infezioni da HPV sono asintomatiche e si risolvono in modo spontaneo nel giro di uno o due anni. Tuttavia, in alcune donne il papillomavirus può persistere e causare danni alle cellule del collo dell’utero, portando a una displasia cervicale e, se questa non viene trattata, al cancro. Oltre agli esami di screening, la vaccinazione contro l’HPV è un’importante misura di prevenzione contro il tumore al collo dell’utero.
Tumore alla tiroide
Per la diagnosi precoce del tumore alla tiroide, purtroppo, non esiste un programma di screening specifico di massa, ma si possono effettuare esami ecografici o diagnostici sulle persone a rischio o che presentano noduli tiroidei sospetti. Le pazienti a rischio includono quelle con una storia familiare di tumore alla tiroide, che hanno subito una esposizione alla radiazione ionizzante in età infantile o adolescenziale, o con patologie tiroidee pregresse, come il gozzo multinodulare o l’adenoma tiroideo.
Tumore all’ovaio
Nella prevenzione del tumore all’ovaio, l’esame diagnostico maggiormente utilizzato è la misurazione del dosaggio del CA-125, una proteina tumorale presente nel sangue. Tuttavia, la presenza di questa proteina non è specifica del tumore ovarico e può manifestarsi anche in altre patologie, come le malattie infiammatorie pelviche o i fibromi uterini.
Per questo motivo, il dosaggio del CA-125 non è considerato un test diagnostico definitivo, ma piuttosto un esame di screening che può aiutare a individuare eventuali sospetti di tumore ovarico, soprattutto in donne ad alto rischio. In caso di risultati anomali, sarà comunque necessario eseguire ulteriori approfondimenti, come l’ecografia transvaginale, la risonanza magnetica o la tomografia computerizzata, e prelevare un campione di tessuto (biopsia) per ottenere una diagnosi definitiva.
Prevenzione tumori nella donna: stile di vita
Secondo il Codice Europeo contro il cancro promosso dall’IARC e dall’OMS, corretti stili di vita riducono considerevolmente il rischio di sviluppare tumori:
- Esercizio fisico. Poiché influenza alcuni ormoni, riduce il rischio di tumore dell’utero e della mammella (nella post menopausa) e, migliorando l’efficienza dell’apparato digerente, protegge dal tumore del colon. Sono raccomandati almeno 30 minuti di attività fisica cinque giorni alla settimana, integrando sia l’esercizio anaerobico sia quello aerobico e di tonificazione.
- Alimentazione. La causa di circa 3 tumori su 10 può essere rintracciata in un’alimentazione scorretta. Il regime alimentare da preferire è la dieta mediterranea, basata su cereali integrali, pochi zuccheri, frutta e verdura di stagione. È altrettanto importante bere molta acqua, non eccedere con la quantità di cibo, il sale e le calorie. Il cibo gioca un ruolo fondamentale anche dopo la diagnosi di tumore: alle donne con tumore al seno è consigliata un’alimentazione ricca di fibre e povera di alimenti industriali e soia.
- Sane abitudini. Il fumo va eliminato, perché tra i principali responsabili di tumori a polmoni, bocca e vescica, mentre l’alcool va limitato. Sebbene non esista una quantità di alcol davvero sicura, le direttive dell’OMS invitano a ridurre il consumo a una porzione standard – circa 10 grammi di alcol puro, che si trovano in una lattina di birra da 330 ml, in un bicchiere di vino da 150 ml o in un bicchiere di alcolici da 40 ml – al giorno per le donne e due porzioni per gli uomini. Infine è bene esporsi al sole usando le opportune protezioni, per evitare i tumori della pelle.
Seguendo queste buone pratiche si possono ottenere efficaci risultati nella prevenzione dei tumori femminili e migliorare l’aspettativa e la qualità di vita.
Prenditi cura della tua salute con i moduli base UniSalute Per Te

Inside Creative House/gettyimages.it
Le domande più frequenti dei pazienti
Quali sono i tumori più diffusi nelle donne?
I più frequenti sono il tumore al seno, al colon-retto, al polmone e all’utero. Insieme rappresentano circa il 60,5% delle diagnosi oncologiche femminili in Italia. Altre patologie rilevanti includono il tumore della tiroide, all’ovaio, i melanomi e i linfomi.
A che età bisogna iniziare gli screening?
Dipende dal tipo di tumore: mammografia dai 50 anni (ogni 2 anni), con variazioni regionali e maggiore frequenza per donne a rischio; Pap test/HPV test dai 25-30 anni; colonscopia dai 50 anni o prima se c’è familiarità; TC polmonare a bassa dose dai 55 agli 75 anni per fumatrici o ex fumatrici ad alto rischio.
Il tumore ovarico può essere prevenuto con esami di screening?
Non esiste uno screening di massa affidabile. Il dosaggio del CA-125 e l’ecografia transvaginale possono essere utilizzati nelle donne a rischio elevato, ma richiedono sempre ulteriori approfondimenti in caso di valori alterati.
Quali stili di vita possono ridurre il rischio di tumori?
Le evidenze scientifiche confermano che praticare attività fisica regolare, seguire una dieta equilibrata, evitare il fumo, limitare gli alcolici e proteggersi dal sole riduce in modo significativo il rischio di sviluppare diversi tipi di cancro.
Articolo scritto con la collaborazione di Elena Rizzo Nervo


3 commenti
dovrei fare la mammografia , ma non sto ricevendo nessun invito da parte della prevenzione SERENA.
Buongiorno Serena, ci scusiamo per il ritardo. Purtroppo, a causa di un piccolo problema tecnico, non riuscivamo a visualizzare le notifiche dei commenti da approvare. Come avrai letto nell’articolo, a ricevere l’invito ad effettuare gli screening gratuiti è chi appartiene ad una fascia anagrafica considerata a rischio. Se non rientri tra queste, nel mese di ottobre hai comunque la possibilità di usufruire della campagna di prevenzione “Nastro Rosa”, portata avanti dalla Lega Nazionale per la Lotta contro i Tumori, che prevede la possibilità di effettuare delle visite senologiche gratuite negli ambulatori LILT.
Seppure in ritardo, speriamo di esserti stati utili. Buona serata e (speriamo) a presto.
gentili sigg.,
Non saprei come iniziare. Mi fa paura solo il pensiero. Ho qualcuno in famiglia di eta’ giovane con 1 tumore all’ipofisi da molto tempo (prima ne aveva anche un cancro alle ovaie sparito in 6 mesi). Lo so da poco tempo e i suoi medici consigliano a tutti in famiglia di fare la prevenzione specifica.
E’ possibile avere un invito con tutti i dettagli e con un elenco delle strutture migliori? grazie per la considerazione