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Prevenzione donna

Prevenzione al femminile: quali controlli contro i tumori nella donna?

Secondo l’ultimo rapporto presentato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e dall’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum), nel 2018 il tumore alla mammella è stato il più frequente in Italia, con 52.800 nuovi casi. Si tratta della prima causa di morte oncologica per le donne. Tuttavia, la mortalità per tumore in Italia è complessivamente in calo e questo grazie a una maggior attenzione alla prevenzione, anche per quanto riguarda il tumore al collo dell’utero.

La diagnosi precoce infatti, in particolare nella donna, permette di individuare eventuali carcinomi in fase iniziale, diminuendo i tempi di cura e gli effetti collaterali delle terapie e allungando significativamente l’aspettativa di vita: nel nostro Paese, infatti, il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi, tuttavia permangono preoccupanti differenze regionali che evidenziano discriminazioni nell’accesso a cure di qualità per i cittadini del Sud Italia.

Nel panorama della prevenzione oncologica il Ministero della Salute ha individuato tre programmi organizzati di screening: colorettale, mammografico e cervicale, tra i quali gli ultimi due riguardano specificatamente la prevenzione per la donna. Abbiamo voluto approfondire questa tematica, scoprendo in cosa consistono gli esami diagnostici consigliati e a quale età è bene farli, senza dimenticare che la prevenzione comincia dai nostri comportamenti quotidiani.

Stile di vita e prevenzione per la donna

I fattori di rischio di moltissime patologie e disturbi, come l’infarto della donna, di cui abbiamo parlato recentemente, possono essere sensibilmente ridotti attraverso una sana alimentazione, attività fisica e esami periodici. In particolare, il vivere sano è fondamentale nella prevenzione primaria dei tumori femminili, che comprende tutti i fattori che riguardano le nostre abitudini quotidiane.

Prevenzione salute

Prevenzione dei tumori femminili: le buone pratiche

Prevenzione dei tumori femminili: le buone pratiche
Corretti stili di vita riducono considerevolmente il rischio di sviluppare tumori (si parla di 1 tumore su 3). Le regole da adottare riguardano

  1. Alimentazione.Il riferimento è la dieta mediterranea, basata su cereali integrali, pochi zuccheri, tanta frutta e verdura di stagione, ricordandosi di bere molta acqua, non eccedere con la quantità di cibo, con il sale e con le calorie. Anche a tumore conclamato il cibo gioca un ruolo fondamentale: in particolare, nell’alimentazione per le donne con tumore al seno, è consigliato il consumo quotidiano di cibi ricchi di fibre, evitando, invece, alimenti industriali e inserendo nella dieta un moderato consumo di soia.
  2. Esercizio fisico.Come ricorda il sito del Ministero della Salute: “influenzando positivamente alcuni ormoni, l’attività fisica diminuisce il rischio di tumore dell’utero e della mammella (nella post menopausa) e, migliorando l’efficienza dell’apparato digerente, protegge dal tumore del colon”. Il consiglio è di svolgere almeno 30 minuti di attività fisica cinque giorni alla settimana, scegliendo in base alle proprie preferenze e al livello di allenamento, ma integrando sia l’esercizio anaerobico, che quello aerobico e di tonificazione. Un altro consiglio è quello di non improvvisare, per non rischiare di farsi male e di svolgere errori nell’allenamento che causerebbero stress, nemico della salute.
  3. Sane abitudini.Il fumo è completamente da eliminare, in quanto tra i principali responsabili di molti tumori (tra cui polmoni, bocca e vescica), mentre con l’alcool ci vuole moderazione. Infine è bene fare attenzione anche all’esposizione solare, ricordandosi di non esagerare e di usare le opportune protezioni, per evitare soprattutto i tumori a carico della pelle.
  4. Screening periodici. Sottoporsi agli esami per la prevenzione dei tumori è fondamentale per tutte le donne a tutte le età.

Ma quali sono le varie tipologie di test femminili e quando sono raccomandati?

Prevenzione senologica

Prevenzione senologica

Un certo numero di tumori del seno dipende dalla mutazione di alcuni geni presenti nel DNA che si trasmettono per via familiare. Si tratta di circa 60 geni, ma attualmente se ne conoscono solo due: BRCA1 e BRCA2, legati al maggior rischio di sviluppare tumori del seno e anche dell’ovaio. La presenza di questi geni, infatti, è stata riscontrata nel 7% delle donne ammalate di tumore al seno. Per una corretta prevenzione senologica, oggi viene in aiuto il counseling oncogenetico. Capiamo meglio di cosa si tratta con l’aiuto del Prof. Alberto Luini – Direttore Divisione Senologia e Co-direttore Programma Senologia dell’Istituto Europeo di Oncologia – il quale ci spiega che: “Chi crede di essere a rischio può rivolgersi a un centro di eccellenza dove è possibile eseguire una valutazione genetica dell’ambito familiare e, su questa base, decidere se effettuare il test che consiste in esami del sangue”. Qualora venga riscontrata la mutazione genetica è possibile effettuare un’osservanza diagnostica intensiva, ovvero controlli a scadenza più ravvicinata rispetto alle raccomandazioni generali. In alternativa, in alcuni casi molto limitati, prosegue il professore, “è possibile ricorrere a una mastectomia bilaterale profilattica, cioè preventiva, che va decisa tra paziente e genetista, anche in seguito ad un colloquio psicologico”. La valutazione genetica non è l’unica possibilità nella prevenzione per la donna. Vediamo nel dettaglio quali sono gli esami di diagnosi precoce per lo screening mammografico e cervicale.

Esami per la prevenzione dei tumori femminili

Diagnosi precoce nella prevenzione del tumore al seno

Screening tumorali

Nella prevenzione senologica lo scopo è quello di scoprire una lesione tumorale mammaria in fase iniziale, quando è molto piccola, permettendo un intervento tempestivo che porta alla guarigione in più del 97% dei casi.

Gli esami di diagnosi precoce per il tumore al seno sono:

  • ecografia mammaria – utilizza gli ultrasuoni ed è consigliata, al posto della mammografia, nelle donne più giovani (fino 40 anni)
  • mammografia – è un esame radiologico della mammella che serve ad identificare precocemente i noduli, anche quando sono ancora impercettibili al tatto. Il consiglio per ogni donna è di ripetere la mammografia ogni anno tra i 45 e i 49 anni, e ogni due dai 50 ai 74 anni
  • risonanza magnetica – si tratta di un esame complementare agli altri, molto potente, che viene eseguito tramite contrasto. Per la sua elevata sensibilità non è adatto a tutte le pazienti, ma viene usato soprattutto in donne con protesi, con alto rischio genetico o con neoplasie già diagnosticate
  • citologia – solo in alcuni casi specifici, valutati dal medico, la diagnosi precoce può prevedere il ricorso a un esame citologico che consiste nell’osservazione al microscopio ottico di cellule prelevate o esfoliate. Si tratta di un esame non invasivo e non doloroso che permette di identificare la natura della lesione, pur non individuando l’eventuale presenza di metastasi (neoplasia infiltrante).

Naturalmente, ad ogni età e fase della vita della donna sono consigliati alcuni esami diagnostici piuttosto che altri. In generale, dopo i 30 anni andrebbe fatta un’ecografia annuale e una visita senologica, mentre dopo i 40 anni è bene aggiungere la mammografia, la cui cadenza successiva verrà consigliata dal radiologo (annuale o biennale). Le donne sopra i 50 anni devono effettuare la mammografia ogni anno.

Il ruolo fondamentale della prevenzione dei tumori femminili riguarda anche lo screening cervicale.

Diagnosi precoce nella prevenzione del tumore della cervice uterina

Tumore alla cervice

 

Per la prevenzione della donna uno degli esami più importanti è il pap-test. Si tratta del test di screening per il tumore del collo dell’utero e consiste nel prelievo di alcune cellule, tramite una spatola o uno spazzolino, all’interno del canale cervicale. Questo esame diagnostico, oltre ad individuare la presenza di funghi o batteri, permette di rilevare precocemente cellule anomale che potrebbero trasformarsi in carcinomi.

Il tumore del collo dell’utero è strettamente legato al Papilloma Virus, che si trasmette per via sessuale, per questo lo screening è raccomandato alle donne dall’inizio dell’attività sessuale fino ai 65 anni, con cadenza triennale. Per fortuna l’evoluzione del virus in tumore del collo dell’utero non è una regola: le tipologie più pericolose sono il tipo HPV 16, responsabile di circa il 50% dei casi di tumore alla cervice uterina, e l’HPV 18, al quale va imputato circa il 20% dei casi di tumore da Papilloma.

Come abbiamo visto, attraverso alcune buone pratiche si possono ottenere efficaci risultati nella prevenzione per la donna e migliorare significativamente l’aspettativa e la qualità di vita. Il tema è delicato e importante, per questo ci i rivolgiamo proprio alle donne, invitandole a fare i controlli periodici.

Per sapere quali sono gli appuntamenti indispensabili e i test raccomandati ad ogni età, potete seguire le linee guida indicate sul sito dell’Airc, senza dimenticare che le donne che hanno aderito al piano Protezione Famiglia hanno diritto ad una copertura su alcuni accertamenti diagnostici, come la mammografia.

Elena Rizzo Nervo
Bolognese, lavora nel mondo della comunicazione occupandosi di alimentazione, agricoltura biologica e ambiente. É redattrice per "Il Giornale del Cibo" per il quale scrive su tematiche inerenti la nutrizione e i corretti stili di vita

3 Commenti

  1. EMMA ha detto:

    dovrei fare la mammografia , ma non sto ricevendo nessun invito da parte della prevenzione SERENA.

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Buongiorno Serena, ci scusiamo per il ritardo. Purtroppo, a causa di un piccolo problema tecnico, non riuscivamo a visualizzare le notifiche dei commenti da approvare. Come avrai letto nell’articolo, a ricevere l’invito ad effettuare gli screening gratuiti è chi appartiene ad una fascia anagrafica considerata a rischio. Se non rientri tra queste, nel mese di ottobre hai comunque la possibilità di usufruire della campagna di prevenzione “Nastro Rosa”, portata avanti dalla Lega Nazionale per la Lotta contro i Tumori, che prevede la possibilità di effettuare delle visite senologiche gratuite negli ambulatori LILT.
      Seppure in ritardo, speriamo di esserti stati utili. Buona serata e (speriamo) a presto.

  2. Ina ha detto:

    gentili sigg.,

    Non saprei come iniziare. Mi fa paura solo il pensiero. Ho qualcuno in famiglia di eta’ giovane con 1 tumore all’ipofisi da molto tempo (prima ne aveva anche un cancro alle ovaie sparito in 6 mesi). Lo so da poco tempo e i suoi medici consigliano a tutti in famiglia di fare la prevenzione specifica.
    E’ possibile avere un invito con tutti i dettagli e con un elenco delle strutture migliori? grazie per la considerazione

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