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prevenzione over 65

Ecco perché la prevenzione è importante anche dopo i 65 anni

La prevenzione non ha età e rappresenta un tassello fondamentale per la salute, sia quando si è giovani sia con l’avanzare del tempo. In particolare, dopo i 65 anni, mantenere uno stile di vita sano – in primo luogo facendo attività fisica, seguendo una corretta alimentazione e smettendo di fumare – è un fattore fondamentale per contribuire al proprio benessere e vivere la Terza Età nel migliore dei modi, sfruttando tutte le possibilità che questa fase della vita sa regalare.

Oltre ai comportamenti citati, la prevenzione comprende anche il monitoraggio delle proprie condizioni fisiche con esami periodici che permettono di scoprire e di trattare tempestivamente eventuali problematiche, incluse patologie legate alla vista, all’udito e alla masticazione, disturbi che, se non curati, possono portare ulteriori complicazioni nell’anziano. Cerchiamo allora di capire perché l’attività preventiva è essenziale anche dopo i 65 anni e quali sono le abitudini che bisognerebbe seguire per mantenersi in salute.

Prevenzione: perché è un’alleata preziosa anche dopo i 65 anni

La prevenzione rappresenta un fattore cardine dopo i 65 anni di età e comprende una serie di comportamenti che, insieme, permettono di mantenersi sani più a lungo in una fase della vita in cui c’è un rischio maggiore di incorrere in patologie croniche.

coppia di anziani

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La prevenzione è imprescindibile sia per chi sta bene sia per chi presenta malattie e fragilità. Nel primo caso l’obiettivo sarà soprattutto evitare lo sviluppo di disturbi; per alcune problematiche, infatti, esistono mezzi preventivi efficaci. Nei confronti di chi presenta delle patologie croniche, invece, l’obiettivo sarà soprattutto quello di evitare l’aggravarsi della condizione e l’insorgere di possibili complicanze.

Tematiche di rilevante importanza, sottolineate anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha proclamato il periodo 2020-2030 come il “Decennio dell’invecchiamento in buona salute”, ritenendo prioritario, a fronte di una popolazione mondiale che sta invecchiando sempre di più, mettere in campo azioni che migliorino la vita delle persone anziane, delle loro famiglie e delle comunità in cui vivono.

Ora che sappiamo perché la prevenzione è preziosa anche dopo i 65 anni, vediamo quali sono i principali comportamenti da adottare.

Prevenire dopo i 65 anni: a quali abitudini prestare attenzione

La prevenzione dopo i 65 anni consiste soprattutto nell’adottare uno stile di vita corretto, quindi fare un regolare movimento (compatibilmente con le proprie condizioni fisiche), seguire una sana alimentazione, smettere di fumare e limitare il consumo di alcol.

Tra le buone pratiche da seguire, inoltre, rientrano gli esami e le visite periodiche, gli interventi per evitare le cadute e il contrasto dell’isolamento sociale.

Vediamo più da vicino ognuno di questi aspetti.

Mantenersi in salute con una regolare attività fisica

Il movimento, purtroppo, tende a ridursi con l’avanzare dell’età ed è più basso tra le donne rispetto agli uomini, stando ai dati del sistema di sorveglianza Passi d’Argento. Inoltre,  è perlopiù rappresentato da compiti domestici, come la cura dell’orto e della casa, mentre in percentuale minore da attività di svago, passeggiate ed esercizi ginnici.

Svolgere una regolare attività fisica, anche dopo i 65 anni, è invece importantissimo perché riduce il rischio di sviluppare patologie come, ad esempio:

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Il movimento è uno strumento di prevenzione a tutti gli effetti, che aiuta a incrementare la stabilità e l’equilibrio, a migliorare lo stato di salute e il sistema muscolo-scheletrico, a controllare il peso corporeo e a diminuire il pericolo di depressione nell’anziano.

Nell’esercizio fisico sono incluse anche attività svolte nel tempo libero o nella quotidianità come le faccende domestiche, il giardinaggio e il ballo (sono tanti i benefici di un corso di danza per anziani), oltre che camminare, andare in bicicletta, praticare uno sport e svolgere esercizi strutturati. Tra gli sport più indicati per la Terza Età ci sono:

Sottolineiamo, ovviamente, che il livello di esercizio da svolgere cambia a seconda delle condizioni fisiche e di salute della persona, per cui la tipologia e l’intensità va sempre concordata con il proprio medico.

Seguire una sana alimentazione

Secondo le linee guida italiane, un’alimentazione sana per gli anziani consiste in una dieta varia, ricca di legumi, frutta e verdura fresche. Gli esperti consigliano anche di ridurre l’apporto di sale, grassi animali, formaggi e alcol – di cui parleremo meglio tra poco – ma anche di evitare il più possibile i cibi precotti e i piatti freddi.

La frutta e la verdura, in particolare, forniscono una serie di nutrienti preziosi per l’organismo come vitamine e sali minerali, oltre che essere fonte di carboidrati complessi e di sostanze antiossidanti. In più proteggono da malattie di tipo tumorale, respiratorio e cardiovascolare, mentre un ridotto consumo è associato a un aumento del rischio di patologie croniche.

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Anche per gli anziani è consigliata la quantità di 5 porzioni di frutta e verdura giornaliere, con l’indicazione di preferire alimenti facilmente masticabili, digeribili e appetibili per invogliarne l’assunzione. Oltre all’alimentazione (che è uno strumento prezioso anche per rallentare l’invecchiamento), non va poi sottovalutato l’apporto di liquidi per evitare le conseguenze legate alla disidratazione negli anziani.

Chiaramente, anche in questo caso, sarà sempre il medico a indicare il regime nutrizionale più corretto in base alle condizioni di salute della persona. Per qualsiasi dubbio o domanda, quindi, è sempre bene rivolgersi a lui.

L’importanza di evitare fumo e di limitare l’alcol

Che il fumo di tabacco sia un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cronico degenerative, in particolare di tipo respiratorio e cardiovascolare, è cosa ormai nota. Smettere di fumare è importante anche dopo i 65 anni, soprattutto perché i danni legati al fumo incrementano con l’invecchiamento. Secondo i dati di Passi d’Argento, sempre riferiti al periodo 2017-2020, la maggior parte degli over 65enni (il 63%) non fuma o ha smesso di fumare da più di un anno (il 27%), ma una persona su dieci è ancora fumatrice.

Bisogna inoltre fare attenzione all’alcol, perché con l’avanzare dell’età, anche in quantità modeste, può causare dei problemi. In seguito ai cambiamenti fisiologici e metabolici che coinvolgono l’organismo, infatti, l’anziano risulta più sensibile a questa sostanza, senza contare il fatto che il funzionamento di fegato e reni tende a diminuire in questa fase della vita, che l’alcol può favorire le cadute e che può interferire con i farmaci abitualmente assunti.

Come riporta l’Istituto Superiore di Sanità, il consumo consigliato al giorno per gli over 65enni è pari a 12 grammi di etanolo che equivalgono circa a un bicchiere di vino, una lattina di birra o un bicchierino di liquore.

Sottoporsi a esami e visite periodiche

In questa fascia d’età è bene anche sottoporsi a visite periodiche dal medico di base il quale potrà prescrivere, a seconda delle condizioni di salute del paziente, eventuali approfondimenti da eseguire. Sarà sempre lui a suggerire la frequenza con cui svolgere determinati esami come analisi del sangue, analisi delle urine e misurazione della pressione arteriosa, ad esempio. Ricordiamo che tra i controlli medici da svolgere dopo i 60 anni rientrano anche quelli specifici per gli uomini, ad esempio visite di prevenzione per il tumore alla prostata, e per le donne, con controlli legati, soprattutto, al rischio di tumore al seno e di tumore al collo dell’utero.

Visita cardiologica anziani

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Gli anziani dovrebbero inoltre effettuare le seguenti vaccinazioni:

  • richiamo contro difterite, tetano e pertosse;
  • antipneumococcico (lo pneumococco è il primo responsabile della polmonite);
  • Herpes Zoster (fuoco di Sant’Antonio);
  • antinfluenzale;
  • se occorre, il vaccino contro morbillo, parotite, rosolia, e contro la varicella.

A questo elenco oggi va aggiunto anche il vaccino contro il Covid-19.

Intervenire sui disturbi di udito, vista e masticazione

I problemi della vista possono diminuire l’autonomia della persona e la sua partecipazione alla vita sociale, nonché portare a un maggior rischio di cadere e farsi male. Per questo gli esperti sottolineano l’importanza di puntare sulla prevenzione, la diagnosi e il trattamento precoce delle patologie oculari. Allo stesso modo, è fondamentale intervenire tempestivamente sulla riduzione dell’udito in età avanzata, in quanto può causare l’esclusione dalla comunicazione, un declino cognitivo precoce e un maggior rischio di cadute accidentali.

C’è poi la questione della salute orale, che è strettamente legata all’alimentazione. I problemi della masticazione, infatti, possono determinare conseguenze negative sul piano della nutrizione e andrebbero risolti. Questo perché, a causa della difficoltà a masticare, la persona potrebbe non riuscire ad assumere tutti i nutrienti di cui ha bisogno. Tuttavia, come spiegano gli esperti, l’accesso alle cure odontoiatriche da parte dell’anziano è spesso ostacolato da una serie di fattori come, ad esempio, la scarsa mobilità del soggetto, i costi delle cure dentali, un atteggiamento inadeguato verso la salute dei denti.

diagnosi glaucoma

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L’importanza di prevenire infortuni e cadute

Abbiamo citato spesso il rischio di cadere e alcuni fattori che possono esporre l’anziano a questo pericolo. Le cadute rappresentano un problema notevole, sia sul piano fisico, dato che possono comportare fratture e conseguenze molto gravi, anche fatali, sia sul benessere psicologico della persona che, in seguito all’incidente, potrebbe avere costantemente paura di cadere.

Gran parte di questi episodi sono causati da un insieme di fattori come, ad esempio, debolezza muscolare, problemi visivi, uso di scarpe non adeguate, condizioni di scarsa sicurezza tra le mura domestiche (un pavimento bagnato, tappeti non fissati, una ridotta luminosità, ecc.). Sarà il medico, dopo un’attenta valutazione del paziente, a suggerire quali interventi intraprendere per ridurre il rischio, ad esempio far sì che la casa sia più sicura, prescrivere al paziente esercizi per migliorare la forza e l’equilibrio, rivalutare delle terapie farmacologiche, per fare degli esempi.

Contrastare l’isolamento

In ultimo, ma non meno importante, per un’efficace prevenzione dopo i 65 anni è necessario combattere l’isolamento a cui, in età avanzata, spesso si tende ad andare incontro e che, secondo i dati di Passi d’Argento, riguarda 2 over 65enni su 10.

Oltre a influire negativamente sul benessere psicologico dell’anziano, portando a problematiche come disturbi del sonno e depressione, la solitudine rappresenta un fattore di rischio di mortalità, così come lo sono gli stili di vita scorretti. Per questa ragione è fondamentale contrastarla attraverso interventi preventivi e correttivi.

Come abbiamo visto, sono numerose le azioni che è importante mettere in atto dopo i 65 anni per favorire un invecchiamento in salute, tra cui la prevenzione delle cadute. Tuttavia, se nonostante le accortezze adottate dovessero capitare degli infortuni domestici, può essere utile un’assicurazione come Assistenza domiciliare over 65 di UniSalute. Grazie a questa polizza, infatti, è possibile ricevere gratuitamente, direttamente a casa propria, assistenza medica, riabilitativa e infermieristica dopo un incidente o un grande intervento.

E voi conoscevate l’importanza della prevenzione anche dopo i 65 anni?

 

Fonti

epicentro.iss.it
salute.gov.it
msdmanuals.com
who.int

Mara D'Angeli
Riminese, lavora nel campo della comunicazione e della scrittura. Per il blog InSalute, si occupa di approfondimenti legati a benessere, prevenzione e salute dei bambini.

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