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presbiacusia

Sordità negli anziani: le cause, la diagnosi, le terapie, gli apparecchi e i consigli per i familiari

La perdita dell’udito è una patologia che spesso si verifica in tarda età, e che interessa molte persone. Anche conosciuta come sordità negli anziani, la presbiacusia, non permette una buona comunicazione e contribuisce ad isolare chi ne è affetto, creando talvolta difficoltà psicosociali, depressione e ansia.

Andare incontro a problemi dell’udito in questa fase della vita, quindi, non è un evento raro ma certamente affrontabile e, nella stragrande maggioranza dei casi, risolvibile e attenuabile.

Presbiacusia: le cause della sordità in età avanzata

La sordità negli anziani può essere legata tanto a fattori ambientali quanto alla ereditarietà, ma spesso è causata da specifiche condizioni, come la presenza di malattie autoimmuni, di malattie dell’orecchio trascurate o non curate in tempo, da un’esposizione eccessiva al rumore o dall’assunzione di farmaci ototossici.

Ma non è tutto. Alla base di questo problema, in molti casi troviamo anche:

  • invecchiamento precoce che agisce soprattutto sulla coclea
  • riduzione della vascolarizzazione nella zona cocleare
  • diabete
  • ipertensione
  • squilibri ormonali

La presbiacusia impedisce di percepire distintamente i suoni alle frequenze acute e medie, ecco perché chi ne soffre ha difficoltà a comprendere parole in ambienti rumorosi.

apparecchio acustico

La classificazione della perdita dell’udito

La perdita dell’udito può essere classificata in cinque tipologie diverse:

  • neurosensoriale: il tipo più comune dovuto alla perdita di sensibilità dell’orecchio interno ed include la presbiacusia, la perdita dell’udito dovuta all’esposizione ai forti rumori e la perdita dell’udito dovuta all’uso di farmaci ototossici.
  • di conduzione: è dovuta a un blocco fisico del suono a causa della presenza di cerume, ad una perforazione della membrana timpanica o ad un’otite.
  • mista: include sia la perdita di udito neurosensoriale che la perdita da conduzione.
  • centrale: si verifica quando i centri più alti del cervello non percepiscono il rumore e si manifesta in situazioni in cui vi sono ridotte capacità di comprensione del linguaggio come dopo un ictus o in caso di demenza.
  • retrococleare: è causata da una lesione tra cervello e coclea.

Sintomi della presbiacusia

In generale la perdita dell’udito può riguardare il volume e le frequenze di suono ma anche l’abilità a distinguere i diversi suoni e può interessare un orecchio o tutti e due.

Chi soffre di presbiacusia solitamente percepisce, nella fase iniziale, un costante tinnito, un disturbo definito come fischio, fruscio o ronzio costante nelle orecchie: esso infatti spesso accompagna la perdita dell’udito vera e propria e mostra anche difficoltà a comprendere il linguaggio quotidiano.

I dispositivi di aumento dell’udito rappresentano di fatto un valido aiuto per la gestione di questo disturbo, migliorando la vita di chi soffre di perdita d’udito. I modelli di nuova generazione sono piccolissimi e si mimetizzano perfettamente passando inosservati.

visita audiologo

Diagnosi della presbiacusia

Il controllo dell’udito è raccomandato per tutte le persone anziane, che spesso non sono coscienti di soffrire di presbiacusia: la conseguenza inevitabile è che i sintomi vengono trascurati, con il rischio che la malattia degeneri.

Molti over 65, infatti, con il passare del tempo tendono ad isolarsi, pertanto sono spesso inconsapevoli della loro eventuale sordità. Inoltre, molti di loro nascondono volontariamente il disturbo per imbarazzo.

Cosa fare in caso di perdita dell’udito

Chi soffre di presbiacusia incipiente o avverte una perdita parziale dell’udito, quindi, non deve provare nessun imbarazzo: meglio invece recarsi dal proprio medico curante, che con ogni probabilità ci indirizzerà prima da un otorinolaringoiatra e poi, se necessario, da un audiologo.

Quest’ultimo procederà ad effettuare un’anamnesi ed un esame otoscopico, e ci chiederà di sottoporci a test semplici e non invasivi per accertare la presenza della patologia.

orecchio sordità

Test di accertamento della perdita dell’udito

In caso di perdita d’udito vi sono dei test generalmente utilizzati per verificare il corretto funzionamento dell’organo uditivo sono veloci e indolore. Quello del diapason, ad esempio, confronta la via di trasmissione del suono attraverso il canale uditivo, la membrana timpanica e gli ossicini con la conduzione ossea.

Il test di Rinne

Valuta l’udito per la conduzione ossea.

L’audiologo posiziona il diapason contro il processo mastoideo del soggetto (processo posto nella zona mastoidea dell’osso temporale), fa vibrare lo strumento ed interroga il paziente, chiedendo quando non è più in grado di sentire il suono prodotto.

Pochi secondi dopo, lo specialista pone il diapason ad un paio di centimetri dal canale uditivo, per chiedere nuovamente al paziente di riferire se è in grado di sentire il suono.

Per valutare la situazione bisogna considerare che la conduzione del suono per via aerea è superiore alla conduzione per via ossea, quindi: se il soggetto non è in grado di sentire il diapason quando viene riposizionato vicino all’orecchio, significa che la sua conduzione per via ossea è superiore alla conduzione per via aerea e questo indica l’esistenza di una reale perdita dell’udito in atto.

Il test di Weber

Rileva la perdita di udito di tipo trasmissivo e dell’orecchio interno.

Per effettuare questo test, lo specialista posiziona il diapason sulla fronte del soggetto, equidistante dalle due orecchie, fa vibrare e chiede al paziente di descrivere il suono. Se viene percepito da entrambe le orecchie non vi è anomalia, altrimenti (se il suono viene percepito  da un solo lato), il paziente presenta un disturbo di sordità.

Per effettuare questi test è fondamentale rivolgersi ad uno specialista ed evitare diagnosi fai da te.

Trattamento della presbiacusia: le terapie

sordità

Sebbene i medici di base possano diagnosticare i primi problemi di udito, possedendo di norma un rapporto costante con i pazienti, soprattutto anziani, la maggior parte dei pazienti con sordità accertata o problemi legati alla percezione dei suoni viene seguita da audiologi.

Gli audiologi:

  • forniscono raccomandazioni riguardo alla perdita dell’udito;
  • adattano protesi acustiche;
  • aiutano a gestire il tinnito, raccomandando anche i metodi migliori per evitare i problemi legati all’esposizione al rumore;
  • possono provvedere a servizi di riabilitazione.

Il consiglio è sempre quello di fare riferimento al proprio medico curante che sarà in grado di indicare lo specialista più adatto in base alle esigenze e al caso specifico.

Apparecchi acustici: il trattamento primario per la perdita dell’udito

Ci sono molti tipi di apparecchi acustici e i pazienti possono scegliere il modello che preferiscono, anche in base al comfort e all’aspetto estetico, da non sottovalutare.

Più della metà delle persone possiede due apparecchi acustici anche se il disturbo riguarda un solo orecchio, questo permette al cervello di creare sinergia tra i suoni provenienti da entrambe le orecchie, migliorando la ricezione dei suoni in situazioni caotiche.

Gli apparecchi acustici si suddividono in base al tipo di tecnologia che sta alla base del loro funzionamento:

  • Tecnologia analogica: il tipo più comune e meno costoso, rende il suono più forte, ma fornisce la quantità minima di suono trasmissibile. Viene quindi preferita dai pazienti che hanno bisogno di amplificazione basica al minore prezzo possibile.
  • Programmabili in modo digitale. Si tratta di apparecchi ibridi che permettono all’audiologo di controllarne le caratteristiche con grande accuratezza. Il suono viene così trasportato attraverso una tecnologia analogica.
  • Tecnologia 100% digitale. Sono i più costosi ed avanzati, si adattano all’interno del condotto uditivo e possono stimolare il linguaggio all’elaborazione di più di 100 milioni di calcoli al secondo, usando feedback e riduzione del rumore.

Questo crea un livello di ascolto confortevole per qualsiasi tipo di suono in qualunque condizione.

tipologie apparecchi acustici

Esistono però moltissime tipologie diverse di apparecchi, ognuno adatto a particolari e specifiche condizioni, eccone alcuni:

eccone alcuni:

  • apparecchi acustici retroauricolari;
  • intrauricolari e nel canale;
  • incorporati agli occhiali o da portare sui vestiti;
  • di conduzione ossea ed impianti cocleari;
  • dispositivi di ascolto sussidiari.

Riabilitazione uditiva

La maggior parte degli anziani che perdono l’udito, lo fa in maniera graduale e non è quindi pronta alla reintroduzione dei suoni tramite l’uso degli apparecchi acustici.

In moltissimi casi, i suoni di nuovo udibili vengono percepiti addirittura come una distrazione.

La riabilitazione uditiva permette di integrare di nuovo i suoni che erano stati persi nella quotidianità. Questo tipo di percorso consiste in genere in una serie di incontri, durante i quali un gruppo di persone migliora la comunicazione ricevendo istruzioni e suggerimenti da chi conduce la riabilitazione. Di solito, un logopedista associato ad un otorinolaringoiatra propone esercizi e prove di parola ed ascolto ai partecipanti. Con tempo e pazienza, chi sceglie questo genere di percorso impara a riconoscere i suoni, le espressioni facciali ed infine i gesti ad essi associati.

La sordità negli anziani e le relazioni con i familiari

sordità anziani relazioni

Quando si soffre di problemi uditivi è sempre bene tener presente che un discorso ben espresso semplifica le relazioni tanto in famiglia quanto con amici e conoscenti: comunicare in maniera chiara, dando e ricevendo informazioni grazie al linguaggio coadiuvato dai gesti può essere di aiuto.

Un sistema di brevi segni, che può essere appreso tramite specifici corsi di supporto e riabilitazione generalmente suggeriti da medici ed audiologi, è ciò che viene utilizzato per distinguere più facilmente i suoni in caso di parziale o totale sordità.

Con la pratica, il linguaggio chiaro si trasforma in un’abitudine e rende così la comprensione delle parole molto più semplice e immediata.

Per rendere la terza età una fase serena della propria vita è bene prevenire, mediante controlli regolari e visite specialistiche, disturbi come la sordità, oltre che curarla, quando necessario, affidandosi a professionisti preparati, che sappiano consigliarci il percorso più idoneo.

Un suggerimento valido sia per un disturbo come la presbiacusia, che per tutti gli altri disturbi di salute, più o meno seri, che possono manifestarsi dopo i 65 anni.
Ecco perché molte persone decidono di affidarsi ad un’assicurazione sanitaria per anziani. Over 65, ad esempio, è l’assistenza medica proposta da UniSalute completamente dedicata alla terza età: UniSalute paga le spese per le cure ed i controlli, la riabilitazione dopo un ricovero, ed offre tutta la consulenza e l’organizzazione di cui si ha bisogno, e offre tariffe scontate per tutte le prestazioni mediche.
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Fonti

assobiomedica.it
jgerontology-geriatrics.com
fli.it
ncbi.nlm.nih.gov
Front Neurosci. 2018 Jul 31 “An Oral Combination of Vitamins A, C, E, and Mg++ Improves Auditory Thresholds in Age-Related Hearing Loss” di Alvarado JC,  Fuentes-Santamaría V, Gabaldón-Ull MC, Juiz JM https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30108480
msd-italia.it

Carmela Giambrone
Carmela Giambrone vive e lavora poco lontano da Milano. È una giornalista e si occupa da molti anni di alimentazione naturale e sostenibilità. Per UniSalute scrive di prevenzione, salute e benessere.

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