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provette per esami del sangue

Esami del sangue: piccola guida per una prima lettura del referto

Una delle buone pratiche di prevenzione e salute è quella di monitorare con costanza il livello delle sostanze presenti nel sangue. Ciò è possibile grazie alle analisi del sangue, suggerite dal medico di famiglia e gratuite per tutti i donatori.

Si tratta di un esame semplice, veloce e poco invasivo, che restituisce un referto ricco di informazioni che il medico saprà interpretare. Capita a molti, però, di leggere il referto appena ricevuto e di restare disorientati di fronte a parole e simboli non facili da interpretare. Può essere utile, dunque, una piccola guida per una prima lettura del referto che può aiutarci ad essere più consapevoli del nostro stato di salute.

Esami del sangue: quando farli e come prepararsi

È il medico di famiglia o il medico curante a prescrivere gli esami del sangue, rilasciando un’impegnativa che permette di recarsi presso il centro più vicino, per poter effettuare il prelievo ematico. La frequenza con cui sottoporsi a questo check può variare in base all’età, all’eventuale presenza di patologie, al rischio cardiovascolare, all’attività fisica praticata: generalmente si consiglia una volta all’anno, ma in un soggetto sano può essere calendarizzata anche con meno frequenza. Vediamo dunque come prepararsi.

esami del sangue

Jovanmandic/istock.com

Perché non si può mangiare prima delle analisi del sangue?

Il prelievo del sangue, come anticipato, è un esame semplice e non doloroso che richiede, tuttavia, una preparazione ad hoc. In primo luogo, infatti, è necessario presentarsi in laboratorio a digiuno per le 8 ore precedenti, incluso caffè, alcol, tè e altre sostanze eccitanti: la ragione risiede nel fatto che una lieve disidratazione permette un aumento delle sostanze circolanti e, dunque, un’analisi più accurata. Si consiglia, inoltre, di evitare nei giorni precedenti una dieta eccessivamente grassa o ricca di zuccheri semplici che potrebbe alterare i risultati, ma anche di compiere eccessivi sforzi sportivi, oppure di frequentare sauna e bagno turco.

Si può bere acqua prima delle analisi del sangue?

In molti si domandano se sia possibile o meno bere acqua prima delle analisi del sangue. Non ci sono indicazioni in merito ed è possibile bere acqua senza problemi, a meno che il medico curante non abbia dato indicazioni differenti caso per caso.

Assumere medicine prima delle analisi: sì o no?

Chi segue una terapia deve confrontarsi con il proprio medico che saprà indicare se i farmaci possono interferire o meno con il prelievo. Attraverso il prelievo ematico è possibile monitorare differenti parametri, per capire come leggere gli esami del sangue prendiamo in considerazione quelli più comuni.

provette in laboratorio

blueshot/istock.com

Come leggere gli esami del sangue: le informazioni del referto

Come anticipato, il referto del prelievo viene solitamente inviato in formato cartaceo oppure per via telematica direttamente al paziente che, a sua volta, lo porterà al medico curante. È la figura dello specialista, infatti, l’unica che può interpretare i dati e, eventualmente, suggerire degli accertamenti o prescrivere una terapia. Tuttavia, conoscere quali sono i parametri che si trovano sul referto e a cosa fanno riferimento può essere utile anche per comprendere meglio le indicazioni del medico.

Esame Emocromocitometrico

Partiamo dalla prima sezione che analizza le cellule presenti nel sangue, ovvero la quantità di:

  • globuli rossi (che hanno la funzione di trasportare ossigeno e anidride carbonica – sigla RBC)
  • globuli bianchi (che contribuiscono alla difesa dell’organismo dalle infezioni – sigla LUC)
  • piastrine (responsabili della coagulazione)
  • emoglobina nel sangue (ovvero la proteina che ha, all’interno dei globuli rossi, la funzione specifica di trasporto di ossigeno dai polmoni ai tessuti – sigla HGB).

L’ematocrito, indicato con la sigla HTC, indica il volume totale di globuli rossi in termini percentuali rispetto al sangue intero. Questo valore è utile per comprendere la presenza di un eventuale stato di disidratazione oppure l’anemia.

Un altro valore che troviamo generalmente a seguito dell’ematocrito è l’MCV, ovvero il volume corpuscolare medio dei globuli rossi.

In questa sezione sono presenti anche altre sigle che rappresentano i valori come segue:

  • MCV: volume corpuscolare medio
  • MCHC: concentrazione emoglobinica corpuscolare media
  • RDW: ampiezza di distribuzione eritrocitaria
  • MCH: contenuto emoglobinico corpuscolare medio.
provette analisi sangue

fotoquique/istock.com

Formula Leucocitaria

Oltre ai dati generali, nel referto troviamo anche la percentuale dei tipi di globulo bianco, ovvero granulociti neutrofili, eosinofili e basofili, monociti e linfociti. Sul referto il dato è espresso in termini percentuali ed è accompagnato dalla dicitura completa, oppure ciascuna tipologia è rappresentata da una sigla che sintetizza il nome, ad esempio, NEUT per i neutrofili.

Glicemia

Un altro elemento che è leggiamo sul referto di un prelievo  è il livello della glicemia nel sangue. Indica, infatti, la concentrazione ematica di glucosio, un particolare zucchero indispensabile per il corretto funzionamento dell’organismo, ma che (se in eccesso) può comportare danni anche gravi di tipo cardiocircolatorio e non soltanto.

Colesterolo e trigliceridi

Una sezione fondamentale del referto degli esami del sangue, infine, è quella dedicata al colesterolo e ai trigliceridi. Nel primo caso,è  importante sottolineare che troviamo tre dati differenti: la quantità di colesterolo totale e poi la percentuale di colesterolo HDL e di LDL. In generale, questa sostanza è un grasso che è parte delle cellule dell’organismo e viene misurata attraverso l’esame per sangue per valutare lo stato lipemico del corpo.

Esistono due tipologie di colesterolo, l’HDL (che sta per High Density Lipoproteins) è considerato il “colesterolo buono”. Ha un’azione protettiva rispetto alla comparsa di patologie cardiovascolari, mentre al contrario il colesterolo LDL (Low Density Lipoproteins) è considerato “cattivo” poiché aumenta il rischio di sviluppo di malattie come l’aterosclerosi.

Il quadro lipemico dell’organismo è completato dall’analisi dei trigliceridi,  sostanze grasse che, come il colesterolo, possono essere prodotte dal fegato oppure introdotte attraverso la dieta. Anche in questo caso, l’aumento dei trigliceridi nel sangue rappresenta un fattore di rischio per le patologie cardiovascolari.

 

Gli esami del sangue sono, dunque, uno step fondamentale per una corretta prevenzione di molte patologie, soprattutto quelle cardiovascolari. Per questa ragione, sono inclusi nel piano assicurativo individuale Protezione Famiglia che propone, inoltre, anche un piano personalizzato alimentare e di attività motoria per una prevenzione a 360°. Conoscevate già il significato di tutti gli elementi presenti sul referto e sapevate come leggere gli esami del sangue?

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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