ipertensione arteriosa
Chiara Iaquinta854 Lettori

Ipertensione arteriosa: come si manifesta, quali sono le cause e come prevenirla

Prevenzione, diagnosi e terapia

Misurare la pressione rappresenta uno dei primi controlli a cui ci sottoponiamo in sede ambulatoriale e ospedaliera. L’ipertensione arteriosa è infatti una delle patologie più diffuse nei Paesi occidentali. L’attenzione nei confronti delle sue complicanze è generalmente molto alta; eppure, a causa di una sintomatologia spesso discreta, l’ipertensione non viene sempre diagnosticata in tempi utili per evitare che i sintomi diventino cronici. In questo articolo vogliamo fornire una panoramica del quadro clinico di questa malattia: parleremo delle cause, dei segnali d’allarme comuni tra i soggetti a rischio e dei fattori di natura comportamentale (come ad esempio il sovrappeso) riconducibili a una pressione arteriosa alta.

Pressione alta: quali sono le cause?

ipertensione arteriosa sintomi e cause

Secondo il Ministero della Salute, sarebbe almeno un adulto su tre a soffrire di ipertensione arteriosa. Tale stima riguarda la popolazione mondiale, con particolare riferimento all’incidenza della patologia nei Paesi occidentali, dove l’iter diagnostico e la terapia farmacologica sono generalmente più accessibili di quanto non avvenga nei Paesi in via di sviluppo.

Se la diffusione mondiale della pressione alta è da sempre al centro dell’attenzione clinica, la motivazione è senz’altro da ricercarsi nel rischio cardiovascolare connesso  a questa disfunzionalità arteriosa. In altre parole, quando nei vasi sanguigni si riscontra un aumento progressivo della pressione del sangue, il nostro cuore è soggetto a un lavoro sempre più impegnativo per veicolare in circolo il flusso sanguigno; se i valori della pressione risultano dunque più alti di quelli considerati ottimali (ossia tra gli 80 e i 120 millimetri di mercurio, abbreviati in ‘mmHg’), la pressione arteriosa si considera alta e il nostro cuore rischia uno sforzo eccessivo.

sale ipertensione

Tra le cause responsabili dell’aumento della pressione arteriosa, esistono senz’altro dei casi di predisposizione endocrina o renale; la stragrande maggioranza dei riscontri, però, ha fatto ricondurre l’incidenza massiva dell’ipertensione agli stili di vita scorretti che adottiamo nel corso del tempo. In particolare si stima che:

  • una condizione di sovrappeso o di obesità
  • il fumo di sigaretta
  • l’abuso di alcool
  • un’alimentazione eccessivamente ricca di sodio
  • la carenza di vitamine e sali minerali provenienti dal consumo di frutta e verdura
  • un’attività fisica insufficiente o assente
  • livelli di stress personale e professionale incontrollati

siano tutti fattori all’origine dell’ipertensione arteriosa. Vediamo dunque insieme come è possibile pervenire a una diagnosi corretta della nostra funzionalità arteriosa e, in caso di ipertensione, quali misure è necessario adottare.

Pressione alta: le conseguenze di uno stile di vita “a rischio”

sovrappeso ipertensione

Sebbene l’attenzione intorno al problema rappresentato dall’ipertensione arteriosa sia generalmente molto alta sia tra i medici che tra i pazienti, questa patologia risulta di difficile diagnosi principalmente a causa della sua sintomatologia. Il paziente, cioè, raramente riferisce al proprio medico di disturbi che egli reputa blandi o passeggeri, ma che potrebbero invece essere a tutti gli effetti dei segnali d’allarme di una pressione troppo alta. Nello specifico, è importante prestare attenzione alla frequenza di episodi quali:

  • cefalea improvvisa
  • stanchezza o spossatezza
  • disturbi visivi e /o dell’equilibrio

tanto più se sappiamo di essere soggetti a rischio cardiovascolare. Nel caso di un paziente in forte sovrappeso, ad esempio, la correlazione tra l’eccesso ponderale e la pressione alta è resa evidente dal dato evidenziato dal Ministero della Salute, secondo cui perdere i chili in eccesso comporta una riduzione della pressione arteriosa di circa 5-10 mmHg ogni 10 kg smaltiti.

Torniamo per un momento al dato iniziale relativo alla popolazione mondiale, secondo cui un adulto su tre soffre di ipertensione per aggiungere un elemento importante: in un terzo dei casi, il soggetto non è consapevole di essere iperteso e, di conseguenza, rischia di trascurare la malattia e di sottovalutare il rischio di eventuali patologie correlate. Lo sforzo eccessivo a carico del cuore nei soggetti ipertesi è infatti ritenuto responsabile, del tutto o in parte, della concomitanza di infarto, ictus e insufficienza cardiaca.

Per questi motivi è necessario prestare attenzione ai segnali provenienti dal proprio corpo, ed è fondamentale misurare regolarmente la pressione arteriosa. Oltre all’automisurazione (che necessita sempre e comunque un addestramento iniziale a cura del nostro medico) in sede ambulatoriale è possibile monitorare l’andamento della pressione sanguigna ad intervalli regolari durante le 24 ore sotto stretto controllo medico: si tratta di un iter essenziale per pervenire a una diagnosi accurata e, in caso di accertamento, incominciare un percorso di cura.

Curare l’ipertensione: tra prevenzione e monitoraggio

pillole pressione alta

Abbiamo visto come, ancora una volta, il fattore comportamentale sia – del tutto o in parte – all’origine del manifestarsi di molte patologie riconducibili a una pressione arteriosa alta. Del resto, la diffusione dell’ipertensione a livello mondiale ha una ricaduta innegabile sulla qualità della salute degli individui proprio a causa del rischio cardiovascolare correlato.

Cosa fare, dunque, per non diventare soggetti ipertesi? E come possiamo ridurre al minimo le potenziali complicanze di un’ipertensione appena diagnosticata?

Come di certo il nostro medico ci ha già consigliato, i soggetti a rischio dovrebbero intanto monitorare accuratamente, in ambulatorio o in autonomia, la pressione arteriosa. Di seguito, oltre a desistere dagli stili di vita nocivi quali il fumo, l’abuso di alcool e una dieta ricca di grassi, è bene ridurre il consumo di sale e attenersi strettamente alle indicazioni del medico per quanto riguarda l’assunzione della terapia farmacologica prescritta.

Non è tutto. L’attenzione al proprio stato di salute nei pazienti ipertesi dovrebbe sempre comprendere una serie di misure preventive delle numerose patologie correlate all’ipertensione: per questo è fondamentale, ad esempio, controllare periodicamente anche la funzionalità ormonale, i livelli di glicemia e quelli del colesterolo. Qualora poi i nostri ritmi di vita fossero particolarmente impegnativi, diventa molto importante anche gestire lo stress che ne deriva attraverso una sana e costante attività fisica che favorisca il relax e la socializzazione.

Trovare la formula di prevenzione più adatta a noi non è difficile, dunque, a patto di essere determinati a migliorare il nostro stile di vita a beneficio della salute generale. Da questo punto di vista, poter contare sulla supervisione di un professionista è d’aiuto per quei pazienti che necessitano di un calendario per i controlli periodici  o di un parere clinico ulteriore sui risultati. Protezione Famiglia Adulti di UniSalute, per esempio, nasce come un programma personalizzato di prevenzione e consulenza, focalizzato sulla salute cardiovascolare grazie agli sconti su prestazioni specialistiche come la visita cardiologica e l’ecodoppler dei tronchi sovraortici. Si può sottoscrivere a qualsiasi età, perché non è mai troppo presto né troppo tardi per iniziare a prendersi cura della propria salute.

E voi, avete mai sofferto di ipertensione arteriosa?

 

Fonti:

– salute.gov.it

– siia.it

Chiara Iaquinta
Chiara Iaquinta vive e lavora a Bologna. Da diversi anni collabora con diverse testate online occupandosi, per alcune di esse, di salute e benessere della persona. Per il blog InSalute, scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute

COMMENTA