PUNTI CHIAVE
- Il tumore al colon nelle donne è il secondo tumore più frequente nella popolazione femminile in Italia, dopo quello della mammella, ed è raro prima dei 40 anni.
- Nella maggior parte dei casi deriva dalla trasformazione di polipi adenomatosi, un processo che può richiedere molti anni: per questo la diagnosi precoce è fondamentale.
- Tra i principali fattori di rischio ci sono età, familiarità, malattie infiammatorie intestinali, dieta povera di fibre, sovrappeso, sedentarietà, fumo e alcol.
- I sintomi possono essere sfumati. Segnali come sangue nelle feci, cambiamenti dell’intestino, dolore addominale, stanchezza, anemia e perdita di peso meritano una valutazione medica.
- Lo screening per il colon-retto, offerto tra i 50 e i 69 anni con la ricerca del sangue occulto nelle feci, permette di individuare polipi e tumori nelle fasi iniziali.
Sintomi come un cambiamento delle abitudini intestinali o la presenza di tracce di sangue nelle feci meritano un approfondimento medico tempestivo. Segnali simili, infatti, possono essere una spia di condizioni patologiche a carico dell’apparato digerente, compreso il tumore al colon. Approfondiamo quali sono i fattori di rischio e i sintomi nelle donne a cui prestare attenzione.
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Tumore al colon nelle donne: incidenza e fattori di rischio
Nelle donne, il tumore del colon-retto è il secondo più frequente, dopo quello della mammella. Stando al report di AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica) I numeri del cancro in Italia 2025, nel 2024, su un totale di circa 48.706 nuove diagnosi, circa 21.233 hanno riguardato la popolazione femminile. La malattia tende a insorgere dopo i 40 anni e diventa più frequente con l’avanzare dell’età.
Negli ultimi anni l‘incidenza tra le donne ha registrato un aumento. Se fino a qualche decennio fa la popolazione femminile aveva abitudini di vita più equilibrate rispetto a quella maschile (basti pensare, ad esempio, al minor accesso ad alcol e tabacco), ad oggi gli stili di vita di uomini e donne sono pressoché equivalenti, e questo si riscontra purtroppo anche nelle abitudini scorrette che possono far quindi accrescere la comparsa di tumori.
Il tumore del colon-retto è una conseguenza del proliferare delle cellule della mucosa intestinale: queste cellule formano polipi, ovvero masse cellulari benigne, che in un periodo di tempo compreso tra i 7 e i 15 anni possono trasformarsi in forme maligne.
I polipi possono essere di tre tipi, iperplastici, amartomatosi e adenomatosi, non sono a rischio di malignità. I polipi iperplastici, caratterizzati da una mucosa a rapida proliferazione, e quelli amartomatosi, detti anche giovanili e polipi di Peutz-Jeghers, non evolvono infatti in tumori maligni.
Solo una piccola percentuale dei polipi adenomatosi si trasforma in tumore del colon-retto, nello specifico:
- meno del 2% dei casi se il polipo ha dimensioni inferiori a 1,5 cm
- tra il 2% e il 10% se le dimensioni sono tra 1,5 e 2,5 cm
- oltre il 10% dei casi se le dimensioni del polipo sono maggiori di 2,5 cm.
Fattori di rischio del cancro al colon
Quali sono i fattori che possono aumentare l’incidenza di questo tumore? Tra le cause ci sono:
- ereditarietà: chi ha un’anamnesi familiare di questo tipo, o di polipi adenomatosi, presenta un rischio più elevato di sviluppare la malattia
- età: circa il 90% dei pazienti ha più di 50 anni
- concomitanza con altre malattie: altro fattore di rischio è la presenza di patologie intestinali come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn
- abitudini alimentari: la maggior parte dei pazienti che sviluppano il tumore al colon segue una dieta sbilanciata, povera di fibre e ricca invece di grassi, proteine animali e carboidrati raffinati
- sovrappeso e scarsa attività fisica
- fumo e alcol.

Quali sono i sintomi del tumore al colon nelle donne?
I polipi adenomatosi, generalmente, non arrecano fastidi particolari: solo nel 5% dei casi comportano piccole perdite di sangue nelle feci, il cosiddetto “sangue occulto” rilevabile con un esame delle feci.
I sintomi della neoplasia, quando presenti, sono comuni nell’uomo e nella donna, e aspecifici. Può accadere che la malattia si manifesti con un senso di spossatezza, inappetenza, anemia e perdita di peso. La genericità di questi segnali può rendere complessa l’identificazione del disturbo, specialmente nella donna, in cui stanchezza e debolezza sono sintomi che spesso accompagnano il ciclo mestruale o la menopausa.
Il tumore può poi determinare inoltre alterazioni dell’alvo, in particolare stitichezza marcata, alternata a diarrea, talvolta accompagnate da tenesmo rettale, ovvero la sensazione di dover andare in bagno anche quando non se ne ha reale bisogno), gonfiore e dolore addominale.
In presenza di uno o più di questi sintomi è importante consultare il proprio medico per effettuare gli esami di screening per il colon-retto, che permettono di individuare la presenza di polipi e di approfondire la loro natura benigna o maligna.
Un dato incoraggiante è che, negli ultimi anni, grazie all’avanzare della ricerca, i programmi di screening sono sempre più frequenti, e con essi le diagnosi precoci di questo tipo di tumore. In questo modo, le terapie possono iniziare prima e vengono somministrate in modo sempre più mirato e personalizzato, facendo così diminuire il tasso di mortalità.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
Quali sono i primi sintomi del tumore al colon nelle donne?
Nelle fasi iniziali il tumore spesso non dà sintomi. Quando presenti, i segnali più comuni sono sangue nelle feci, cambiamenti delle abitudini intestinali, dolore o gonfiore addominale, stanchezza legata all’anemia e perdita di peso.
Perché nelle donne i sintomi possono essere sottovalutati?
Alcuni segnali, come stanchezza e debolezza, possono essere attribuiti al ciclo mestruale o alla menopausa. Se persistono o si associano ad altri disturbi intestinali, è opportuno parlarne con il medico.
A che età si fa lo screening per il tumore al colon?
In Italia lo screening organizzato è rivolto a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni e prevede la ricerca del sangue occulto nelle feci ogni due anni. In caso di familiarità o altri fattori di rischio, il medico può indicare controlli anticipati o diversi.
Il tumore al colon si può prevenire?
È possibile ridurre il rischio con un’alimentazione ricca di fibre e povera di carni rosse e lavorate, attività fisica regolare, un peso adeguato, evitando fumo e alcol. Lo screening permette inoltre di individuare e rimuovere i polipi prima che si trasformino in tumore.
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