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esposizione solare

Quali sono rischi del sole per la pelle e come prevenirli?

La bella stagione tanto sognata durante i mesi invernali è ormai arrivata ed è tempo ormai di pianificare le ferie o almeno qualche gita fuori porta nel fine settimana. Cresce infatti anche la voglia di trascorrere più tempo all’aria aperta, chi praticando sport, chi semplicemente rilassandosi con con un buon libro. L’esposizione solare, però, comporta anche alcuni rischi. Di conseguenza è importante proteggere la propria pelle e far sì che il processo di fotoinvecchiamento della cute non venga inconsapevolmente accelerato.

Qual è l’effetto (negativo) dell’esposizione solare?

La nostra pelle, e in particolare la cute, rappresenta il punto di contatto tra l’organismo e l’ambiente esterno. Per questa ragione, è costantemente sottoposta ad input e stimoli che possono essere positivi e negativi, e che ne condizionano lo sviluppo e l’invecchiamento. Gli effetti del sole e dei raggi UV artificiali sono stati ampiamente studiati negli ultimi anni ed è stato dimostrato che una scorretta esposizione solare può comportare danni e patologie di vario genere, anche gravi.

Nello specifico, i raggi UV agiscono sui mitocondri, responsabili della respirazione cellulare, presenti, appunto, nelle cellule e sul DNA del nucleo, causando alterazioni che determinano la perdita di elasticità della pelle, una minore tonicità e atrofia cutanea. Vediamo, però, in particolare quali sono i rischi che corriamo trascorrendo troppo tempo al sole senza proteggerci adeguatamente.

Esposizione solare: quali sono i rischi che corriamo?

fotoinvecchiamento sole

Il fotoinvecchiamento

Il principale rischio che deriva da un’esposizione solare scorretta è il fotoinvecchiamento a cui abbiamo già accennato. Si tratta di un cambiamento della pelle che possiamo riconoscere osservando, anche ad occhio nudo, la differenza tra le parti esposte più spesso al sole e quelle meno esposte. Al di là, però, di un fattore estetico, le conseguenze possono essere più gravi se abbiamo trascorso troppo tempo sotto ai raggi solari durante tutto il corso della vita, e se il nostro fototipo è “debole” ovvero persone dalla carnagione chiara, occhi azzurri, verdi o grigi, capelli biondi o rossi.

I dermatologi individuano sei fototipi differenti sulla base delle caratteristiche individuali e della reazione della pelle all’esposizione solare. I primi tre, pelle lattea/rossastra, molto chiara e abbastanza chiara, sono quelli considerati “deboli” e che hanno bisogno di una protezione elevata. I soggetti con pelle leggermente scura/olivastra, scura oppure scurissima/nera posso utilizzare prodotti con filtro solare più leggero.

Ci sono, poi, anche altri elementi che condizionano l’invecchiamento della pelle: in primo luogo l’età, infatti è fondamentale prestare attenzione allo stato della cute di bambini e anziani; in secondo luogo, lo stile di vita e il proprio tipo di lavoro per cui chi svolge professioni all’aria aperta è più esposto rispetto a chi ha un impiego d’ufficio.

Alterazioni pigmentarie

Un altro rischio di un’esposizione solare errata è l’insorgenza di alterazioni pigmentarie. Si tratta di mutamenti del colore cutaneo, “macchie” più chiare o più scure rispetto al tono naturale della pelle che rappresentano spesso un “difetto” fastidioso per la persona colpita, sebbene si tratti di un problema primariamente estetico.

Elastosi solare

Sotto l’effetto dei raggi UV può accadere che le fibre elastiche della pelle degenerino provocando lelastosi solare in soggetti predisposti. Di fatto, le conseguenze sono un assottigliamento, una perdità di elasticità, un aumento delle rughe, una generale secchezza e un ingiallimento della pelle.

Mutamento dei vasi superficiali

L’esposizione solare scorretta può impattare anche sui vasi sanguigni superficiali della cute: le alterazioni possono essere in senso dilatativo dando origine a teleangectasie o capillari dilatati, oppure in senso vasocostrittore. Un’ulteriore conseguenza in questo senso può essere la formazione delle cosiddette pseudo cicatrici, delle imperfezioni cutanee che sembrano in tutto e per tutto cicatrici, ma non sono effetto di un taglio, ma di un eccesso di esposizione solare non protetta.

Cheratosi solari

Le cheratosi solari, chiamate scientificamente attiniche, sono delle lesioni cutanee che possono essere provocate dai raggi solari particolarmente rilevanti. Si presentano come squame giallastre aderenti, spesso ruvide, senza altri sintomi connessi, solo in alcuni casi provocano lievi pruriti. Gli esperti sottolineano come sia fondamentale saperle riconoscerle perché sono considerate lesioni precancerose.

Alcuni studi, infatti, suggeriscono che dalle cheratosi solari possano insorgere epiteliomi, escrescenze della pelle potenzialmente cancerose, ma solo raramente maligne. Tuttavia vanno trattati e individuati in tempo, prima che l’intervento chirurgico di rimozione diventi complesso.

Melanoma

La conseguenza più grave di una scorretta esposizione solare è il tumore alla pelle. Secondo i dati dell’AIRTUM (Associazione italiana registri tumori), ogni anno vengono diagnosticati, in Italia, 3.150 nuovi casi tra gli uomini e 2.850 tra le donne. La fascia di età più colpita è quella tra i 45 e i 50 anni, ma si sta velocemente abbassando così come, negli ultimi 10 anni, l’incidenza è sensibilmente cresciuta.

Sebbene il melanoma rappresenti solamente il 5% di tutti i tumori della pelle e una diagnosi precoce consente una guarigione completa nel 95% dei casi, è scientificamente confermato che l’esposizione solare ai raggi UV e, nello specifico, UV-A e UV-B in maniera naturale ed artificiale è una delle cause che provocano il melanoma.

Prestare attenzione all’esposizione solare, da questo punto di vista, rappresenta una fondamentale azione di prevenzione.

Come ridurre i rischi dell’esposizione solare?

protezione solare

Proteggere la propria pelle e occuparsi della cura del viso, soprattutto in estate, sono dunque abitudini che dovremmo assimilare nella nostra routine quotidiana per mantenere il nostro organismo in salute. La questione è cruciale al punto che il Ministero della Salute ha creato un sito ad hoc per illustrare le regole della prevenzione.

Una maggiore consapevolezza dei rischi e delle buone abitudini è, infatti, una premessa insostituibile per evitare i danni del sole e godersi una tintarella in salute. Quali sono, quindi, le regole fondamentali da seguire? Il Centro Medico di Posturologia Globale ha raccolto in un opuscolo quattro consigli che vi proponiamo.

Scegliere gli orari giusti

Non solo bambini o anziani, ma tutti dovremmo prestare attenzione all’orologio quando ci esponiamo al sole. Il consiglio è di evitare le ore centrali della giornata, ma per essere ancora più sicuri possiamo affidarci a siti come quelli dell’Arpa che, insieme alle previsioni meteo, indicano quali sono le fasce orarie in cui è importante cercare l’ombra e il fresco.

Lavarsi con i detergenti corretti

I detergenti che impieghiamo sulla pelle devono rispondere ad un’esigenza specifica: non eliminare quei fattori di protezione naturali nei confronti degli aggressori esterni, compresi i raggi solari. Per questo motivo, dovremmo scegliere detergenti con queste caratteristiche:

  • corretto pH, infatti una crema applicata sulla pelle dovrebbe avere un pH vicino a quello della pelle, ovvero compreso statisticamente tra 4,2 e 5,6, per non danneggiarla.
  • poco schiumogeni
  • a base di sostanze naturali di ottima qualità.

Individuare la giusta crema protettiva

Esposizione solare sì, ma protetta. Per tutelarci al meglio è fondamentale scegliere ed utilizzare con costanza una crema solare a fattore di protezione medio o alto, soprattutto per chi trascorre molto tempo sotto al sole oppure per i soggetti con fototipo “debole”.

La crema, inoltre, va applicata più volte al giorno, anche ogni due ore se sudiamo molto o trascorriamo molto tempo in acqua, al mare o in piscina. Non dobbiamo, inoltre, preoccuparci di “risparmiare” nelle dosi, che devono essere generose. Infatti, se vogliamo ottenere la protezione dichiarata, un flacone da 150 ml non dovrebbe durare più di tre o quattro giorni per una persona di corporatura media.

Attenzione all’alimentazione

insalata estiva

Una corretta alimentazione, come abbiamo visto, è fondamentale per affrontare anche gli effetti del caldo sulle malattie cardiovascolari. Quando si parla di esposizione solare, possiamo seguire la “regola” del piatto arcobaleno: più colori e più verdure riusciamo a portare nel piatto, più stiamo andando nella direzione corretta.

Ricordiamoci, infine, che l’esposizione solare può essere dannosa anche in città o in montagna, quindi è fondamentale prestare attenzione alla prevenzione ovunque ci troviamo già a partire dai mesi primaverili. Chi, a questo punto, è in cerca di consigli per trascorrere la bella stagione al sole in salute può scorrere queste proposte di mete per gli amanti degli sport estivi in montagna, valutare la possibilità di una vacanza in bicicletta con la famiglia, oppure scegliere una soluzione all-inclusive di vacanze per anziani, facendo sempre attenzione a ridurre i possibili effetti negativi del sole per la pelle. Conoscevate già i rischi di una scorretta esposizione solare?

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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