tumore al seno e alimentazione

Prevenire e curare il tumore al seno: l’importanza dell’alimentazione


Il legame tra tumore al seno e alimentazione è sempre più riconosciuto dalla ricerca scientifica. Seguire una dieta equilibrata e varia aiuta a prevenire la malattia e a sostenere l’organismo durante le cure. Limitare carne rossa, insaccati, zuccheri e cibi fritti e privilegiare frutta, verdura, legumi e cereali integrali può contribuire a mantenere sotto controllo l’infiammazione e a favorire il benessere dell’organismo. La prevenzione passa anche da screening regolari e da uno stile di vita attivo.

Numerose ricerche dimostrano come tumore al seno e alimentazione siano correlati: ciò che mangiamo può influenzare sia il rischio di sviluppare la malattia sia l’andamento delle terapie oncologiche. Seguire una dieta equilibrata è dunque cruciale non solo nella prevenzione primaria, ossia per contrastare l’insorgenza della neoplasia, ma anche quando è già insorta. Una corretta alimentazione può infatti diventare complementare alle terapie oncologiche, per aiutare il paziente a sentirsi meglio, limitando gli effetti collaterali delle cure e la possibilità di recidive.

Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Patrizia Pasanisi, Dirigente Medico presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori, alla quale abbiamo chiesto in che modo il cibo contribuisca allo sviluppo e al contrasto del cancro alla mammella.

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Prevenzione del tumore al seno: il ruolo dell’alimentazione

Negli ultimi anni la ricerca e la maggiore adesione ai programmi di screening per la diagnosi precoce hanno permesso di ridurre la mortalità legata al tumore al seno, primo per incidenza tra la popolazione femminile. La prevenzione resta tuttavia un obiettivo fondamentale, perché consente di individuare precocemente eventuali neoformazioni evitando le complicanze di un tumore in stadio avanzato. Una neoplasia metastatica provoca infatti conseguenze negative sia a livello chirurgico sia dal punto di vista della terapia: aumentano i rischi di recidiva indipendentemente dall’aggressività del tumore.
Partecipare regolarmente agli esami mammografici ed ecografici è il primo passo, associato all’adozione di uno stile alimentare salutare.

Proprio su questo aspetto interviene la dottoressa Pasanisi: “Dopo la menopausa le donne sovrappeso e obese si ammalano di più di carcinoma mammario (CM), circa il 50% in più rispetto alle donne normopeso. L’obesità e il sovrappeso sono anche associati a cattiva prognosi. Gran parte del rischio è spiegato dalla associazione del sovrappeso con una maggiore produzione periferica di estrogeni (per l’attività aromatasica nel tessuto adiposo) e con una maggiore biodisponibilità degli estrogeni (nelle persone obese la concentrazione nel sangue della globulina che lega gli ormoni sessuali, la SHBG, è più bassa)”. Il dismetabolismo e l’insulinoresistenza con alti livelli di insulina sono altri importanti fattori di rischio. Infatti, “l’insulina stimola la sintesi di androgeni nell’ovaio e numerosi studi prospettici hanno coerentemente dimostrato che alti livelli plasmatici di androgeni, in particolare di testosterone, sono associati a un alto rischio di ammalarsi, sia prima sia dopo la menopausa”, sottolinea l’esperta.

Tutti questi fattori metabolici, antropometrici e ormonali che agiscono sul rischio e sulla prognosi del CM possono essere modificati agendo sullo stile di vita. La dott.ssa Pasanisi ricorda che “numerosi studi hanno coerentemente dimostrato che le donne che praticano regolarmente esercizio fisico si ammalano di meno. Il meccanismo protettivo è complesso, verosimilmente include l’effetto dell’attività fisica sulla sensibilità insulinica, ma non solo”. All’interno di corretti stili di vita, un ruolo fondamentale è anche quello dell’alimentazione.

cancro al seno prevenzione

Quali cibi proteggono dal tumore al seno?

Secondo la dirigente della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori, “privilegiare i cibi vegetali, poco o non industrialmente raffinati, caratteristica della dieta mediterranea, aiuta a tenere bassa l’insulina e riduce l’insulinoresistenza. Negli studi DIANA (Dieta e Androgeni) abbiamo dimostrato che nel volgere di pochi mesi è possibile ridurre significativamente il peso corporeo, la circonferenza vita, l’insulina, la glicemia, il colesterolo, i trigliceridi, gli ormoni sessuali e aumentare significativamente la SHBG, la proteina legante degli ormoni sessuali, con una dieta ispirata alla filosofia macrobiotica e alla tradizione mediterranea”. Largo spazio, dunque a “frutta, verdura, cereali integrali e semi oleaginosi, che aiutano a non ingrassare”, che non devono mancare nella dieta anticancro.

Quali cibi evitare?

I principali alimenti che, al contrario, favoriscono l’obesità, e che devono essere dunque fortemente limitati, sono, in ordine di importanza:

  • patatine fritte
  • patate
  • carni lavorate
  • carni rosse fresche
  • bevande zuccherate
  • dolciumi e farine raffinate
  • succhi di frutta.

donne cancro

Nutrizione e attività fisica: come agiscono nelle donne con tumore al seno?

Nel 2014 il gruppo di lavoro AIRC e World Cancer Research Fund ha concluso una revisione sistematica degli studi che hanno valutato l’influenza di nutrizione e attività fisica sulla sopravvivenza delle pazienti operate di carcinoma mammario. Pur valutando che le conclusioni sono basate su prove modeste (limited evidence) sono state formulate le seguenti raccomandazioni:

  • mantenersi snelle ed evitare l’aumento di peso durante le cure oncologiche, perché il sovrappeso, prima e dopo la diagnosi, è associato a minore sopravvivenza e a maggiore mortalità per cancro mammario
  • evitare la sedentarietà e trovare il modo di muoversi di più durante la giornata: l’attività fisica, prima e dopo la diagnosi, è correlata a una migliore sopravvivenza e a un più basso tasso di mortalità
  • consumare quotidianamente prodotti ricchi di fibre (cereali integrali, legumi, verdure non amidacee, frutta): l’assunzione di fibre, anche se valutata solo prima della diagnosi, è associata a una più elevata sopravvivenza
  • limitare il consumo di carni grasse e di cibi industriali ricchi di grassi: l’assunzione di grassi, soprattutto di grassi saturi, valutata solo prima della diagnosi, è associata a una minore sopravvivenza
  • consumare soia in quantità moderate, associata anch’essa a un più alto tasso di sopravvivenza.

 

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Le domande più frequenti dei pazienti

Quali alimenti è meglio limitare per prevenire il tumore al seno?

È consigliabile ridurre il consumo di carne rossa e insaccati, alimenti fritti o molto elaborati, bevande zuccherate e alcolici. Questi cibi, se consumati regolarmente, possono aumentare l’infiammazione e favorire l’insorgenza di cellule tumorali.

L’alimentazione può aiutare a prevenire le recidive del tumore al seno?

Sì. Adottare un’alimentazione varia e bilanciata, povera di zuccheri e grassi saturi e associata a regolare attività fisica, può aiutare a mantenere il peso forma e a ridurre il rischio di recidiva dopo la guarigione.

Esiste una correlazione tra sovrappeso e tumore al seno?

Il sovrappeso e l’obesità, soprattutto dopo la menopausa, sono tra i principali fattori di rischio. Il tessuto adiposo produce ormoni e sostanze infiammatorie che possono favorire lo sviluppo o la recidiva del tumore.

Qual è la dieta più indicata in caso di tumore al seno?

Una dieta ricca di cibi vegetali come frutta, verdura, legumi e cereali integrali è considerata la più indicata. Questi alimenti forniscono fibre, antiossidanti e acidi grassi buoni che aiutano a contrastare l’infiammazione e a sostenere le difese dell’organismo durante le terapie oncologiche.

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Commenti sul post

    6 commenti

    • Buonasera Giorgio, siamo felici che la nostra rubrica ti piaccia 🙂 Continua a seguirci e, soprattutto, se hai suggerimenti sugli argomenti da trattare, non esitare a scriverci 😉
      A presto e buona serata.

    • Ciao Roberta, possiamo tranquillizzarti: la soia non espone in modo particolare al rischio di tumori 🙂

    • Ciao Pina, non esiste alcuna controindicazione documentata scientificamente.
      Continua a seguirci, a presto!