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tumore al seno e alimentazione

Prevenire e curare il tumore al seno: l’importanza della nutrizione e dell’attività fisica

Cercare di nutrirsi in modo corretto è importante non solo nella prevenzione primaria, ossia contro l’insorgenza di un tumore, ma è fondamentale anche quando è già insorta una patologia tumorale. La corretta alimentazione può, dunque, diventare complementare alle terapie oncologiche, per aiutare il paziente a sentirsi meglio, limitando gli effetti collaterali delle cure e la possibilità di recidive.

Tra le neoplasie, il cancro alla mammella è il tumore femminile più importante (secondo come incidenza dopo il tumore dell’intestino e primo come mortalità per le donne), colpisce circa 1 donna su 8 nel corso della vita e, secondo gli ultimi dati, il numero delle diagnosi è cresciuto del 10% negli ultimi cinque anni. Per questo abbiamo deciso di parlare di alimentazione e tumore al seno, con l’aiuto della dott.ssa Patrizia Pasanisi – Dirigente Medico presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori – alla quale abbiamo chiesto in che modo il cibo contribuisca allo sviluppo e al contrasto di questa malattia.

Tumore al seno: crescono i casi, ma migliora la sopravvivenza

cancro al seno prevenzione

In occasione del Focus sul Carcinoma Mammario che si è svolto a Udine il mese scorso, sono stati presentati i dati aggiornati al 2018: sebbene il numero di diagnosi di carcinoma alla mammella in Italia sia cresciuto negli ultimi cinque anni (da 48.000 casi a 52.000), si è registrato anche un calo della mortalità.

Le più recenti indagini a proposito, inoltre, evidenziano anche come la sopravvivenza, in Italia, a cinque anni dalla diagnosi, raggiunge l’87%, ben 5 punti percentuali oltre la media europea e, informazione ancor più rassicurante, il tasso supera il 90% quando la malattia è stata diagnosticata prima dei 65 anni.

Ciò è stato possibile, secondo quanto riporta il professor Fabio Puglisi, direttore Struttura Operativa Complessa di Oncologia Medica al Cro, Centro di riferimento Oncologico di Aviano, grazie a un aumento delle diagnosi precoci, realizzato attraverso una maggiore diffusione dei programmi di screening e al miglioramento dei trattamenti.

In occasione della presentazione dei dati, il professor Puglisi ha anche evidenziato le motivazioni per cui è stato registrato questa crescita dei casi. Da un lato, infatti, ciò accade perché è aumentata l’età media della popolazione italiana e i tumori in generale tendono a colpire più spesso una popolazione più anziana; dall’altro, invece, l’estensione della fascia di età di screening a partire dai 45 anni, aumenta il numero di diagnosi che, però, sono ad uno stadio inferiore del carcinoma. Quest’ultimo è un dettaglio cruciale poiché è stato dimostrato che individuare un tumore metastatico provoca delle conseguenze negative sia a livello chirurgico che dal punto di vista della terapia. Aumentano, infatti, i rischi di recidiva indipendentemente dall’aggressività del tumore.

Alimentazione e tumore al seno: intervista alla dott.essa Pasanisi

cibi sani

Prevenire anche l’aggravarsi della patologia è, dunque, fondamentale. E questa attività coinvolge direttamente tutte le donne, in primo luogo, con la partecipazione alla mammografia (esame eseguito solo dal 56% della popolazione femminile, secondo i dati presentati durante l’evento annuale del Breast Journal Club) e, in secondo luogo, anche seguendo uno stile alimentare salutare. Cercare di nutrirsi in modo corretto è importante non solo nella prevenzione primaria, ossia contro l’insorgenza di un tumore, ma è fondamentale anche quando è già insorta una patologia tumorale. La corretta alimentazione può dunque diventare complementare alle terapie oncologiche, per aiutare il paziente a sentirsi meglio, limitando gli effetti collaterali delle cure e la possibilità di recidive.

Proprio su questo aspetto interviene la dottoressa Pasanisi. “Dopo la menopausa le donne sovrappeso e obese si ammalano di più di carcinoma mammario (CM), circa il 50% in più rispetto alle donne normopeso. L’obesità e il sovrappeso sono anche associate a cattiva prognosi. Gran parte del rischio è spiegato dalla associazione del sovrappeso con una maggiore produzione periferica di estrogeni (per l’attività aromatasica nel tessuto adiposo) e con una maggiore biodisponibilità degli estrogeni (nelle obese la concentrazione nel sangue della globulina che lega gli ormoni sessuali, la SHBG, è più bassa).” Il dismetabolismo e l’insulino-resistenza con alti livelli di insulina sono altri importanti fattori di rischio. Infatti, “l’insulina stimola la sintesi di androgeni nell’ovaio e numerosi studi prospettici hanno coerentemente dimostrato che alti livelli plasmatici di androgeni, in particolare di testosterone, sono associati a un alto rischio di ammalarsi, sia prima sia dopo la menopausa”, sottolinea l’esperta.

Tutti questi fattori metabolici, antropometrici ed ormonali che agiscono sul rischio e la prognosi del CM possono essere modificati agendo sullo stile di vita. La dott.ssa Pasanisi ricorda che “numerosi studi hanno coerentemente dimostrato che le donne che praticano regolarmente esercizio fisico si ammalano di meno. Il meccanismo protettivo è complesso, verosimilmente include l’effetto dell’attività fisica sulla sensibilità insulinica, ma non solo”. All’interno di corretti stili di vita, un ruolo fondamentale è anche quello dell’alimentazione.

donne cancro

Alimenti vegetali e senza raffinazione

 Secondo la dirigente della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori, “privilegiare i cibi vegetali, poco o non industrialmente raffinati, caratteristica della Dieta Mediterranea, aiuta a tenere bassa l’insulina e riduce l’insulino-resistenza. Negli studi DIANA (Dieta e Androgeni) abbiamo dimostrato che nel volgere di pochi mesi è possibile ridurre significativamente il peso corporeo, la circonferenza vita, l’insulina, la glicemia, il colesterolo, i trigliceridi, gli ormoni sessuali e aumentare significativamente la SHBG, la proteina legante degli ormoni sessuali, con una dieta ispirata alla filosofia macrobiotica e alla tradizione mediterranea”.

I principali alimenti che favoriscono l’obesità, e che devono essere dunque fortemente limitati, sono, in ordine di importanza:

  • patatine fritte
  • patate
  • carni lavorate
  • carni rosse fresche
  • bevande zuccherate
  • dolciumi e farine raffinate
  • succhi di frutta.

Al contrario, “frutta, verdura, cereali integrali e semi oleaginosi aiutano a non ingrassare”.

dieta sana frutta verdura

Nutrizione e attività fisica: come agiscono nelle donne con tumore al seno?

Nel 2014 il gruppo di lavoro AIRC e World Cancer Research Fund, ha concluso una revisione sistematica degli studi che hanno valutato l’influenza di nutrizione e attività fisica sulla sopravvivenza delle pazienti operate di CM. Pur valutando che le conclusioni sono basate su prove modeste (‘limited evidence’) sono state formulate le seguenti raccomandazioni:

  • Mantenersi snelle ed evitare l’aumento di peso durante le cure oncologiche, perché il sovrappeso, prima e dopo la diagnosi, è associato a minore sopravvivenza e a maggiore mortalità per cancro mammario.
  • Evitare la sedentarietà e trovare il modo di muoversi di più durante la giornata, perché l’attività fisica, prima e dopo la diagnosi, è associata a migliore sopravvivenza e a minore mortalità per cancro mammario.
  • Il consumo quotidiano di prodotti ricchi di fibre (cereali integrali, legumi, verdure non amidacee, frutta) è consigliato, perché il consumo di fibre, anche se valutato solo prima della diagnosi, è associato a migliore sopravvivenza.
  • Il consumo di carni grasse e di cibi industriali ricchi di grassi è sconsigliato perché l’assunzione grassi, soprattutto di grassi saturi, valutato solo prima della diagnosi, è associato a minore sopravvivenza.
  • Un moderato consumo di soia è raccomandato, perché il loro consumo dopo la diagnosi è associato a migliore sopravvivenza.

 

Queste sono alcune indicazioni utili per attuare uno stile di vita salutare e adatto ad aiutare l’organismo a prevenire il tumore al seno che causa, ancora oggi, più di 12.000 decessi ogni anno. Il tema è molto urgente, dunque, e per questo UniSalute promuove, insieme a Marco Bianchi, la campagna Donne #InSalute che, nei prossimi mesi, dedicherà ampio spazio, anche su questo blog, all’argomento valorizzando buone pratiche e consigli utili. Sapevate già quali sono i cibi altamente sconsigliati?

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

4 Commenti

  1. Giorgio ha detto:

    mi si riempie il cuore di gioia quando si parla di prevenzione e non solo di cura, sopratutto in materia di tumori.

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Buonasera Giorgio, siamo felici che la nostra rubrica ti piaccia 🙂 Continua a seguirci e, soprattutto, se hai suggerimenti sugli argomenti da trattare, non esitare a scriverci 😉
      A presto e buona serata.

  2. Roberta ha detto:

    Vorrei sapere se la soia, inserita negli integratori come lecitina o fermentata, é considerata pericolosa.

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Ciao Roberta, possiamo tranquillizzarti: la soia non espone in modo particolare al rischio di tumori 🙂

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