tumore al seno e alimentazione
Elena Rizzo Nervo626 Lettori

Prevenire e curare il tumore al seno: l’importanza della nutrizione e dell’attività fisica

Oncologia

Cercare di nutrirsi in modo corretto è importante non solo nella prevenzione primaria, ossia contro l’insorgenza di un tumore, ma è fondamentale anche quando è già insorta una patologia tumorale. La corretta alimentazione può dunque diventare complementare alle terapie oncologiche,  per aiutare il paziente a sentirsi meglio, limitando gli effetti collaterali delle cure e la possibilità di recidive.

Tra le neoplasie, il cancro alla mammella è il tumore femminile più importante (secondo come incidenza dopo il tumore dell’intestino e primo come mortalità per le donne), e colpisce circa 1 donna su 8 nel corso della vita. Per questo abbiamo deciso di parlare di alimentazione e tumore al seno, con l’aiuto della dott.ssa Patrizia Pasanisi – Dirigente Medico presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori – alla quale abbiamo chiesto in che modo il cibo contribuisca allo sviluppo al contrasto di questa malattia.

Alimentazione e tumore al seno: intervista alla dott.ssa Pasanisi dell’Istituto Nazionale Tumori

Fattori di rischio e aumento del carcinoma della mammella

cancro al seno prevenzione

L’incidenza del carcinoma della mammella (CM) è aumentata nel corso dell’ultimo secolo. Le ragioni di questo aumento sono probabilmente da ricercare nel cambiamento dello stile di vita e dell’ambiente sociale e culturale in cui vivono oggi le donne. Infatti, vanno all’università, lavorano fuori casa, usano contraccettivi, ritardano sempre più l’età della prima gravidanza, scelgono di avere meno figli, fanno vita sedentaria, senza contare che il cibo è cambiato e l’obesità aumenta, anche se fortunatamente oggi le donne partecipano a programmi di diagnosi precoce dei tumori. “Dopo la menopausa le donne sovrappeso e obese si ammalano di più di CM, con un rischio dell’ordine del 50% in più rispetto alle donne normopeso. L’obesità e il sovrappeso sono anche associate a cattiva prognosi. Gran parte del rischio è spiegato dalla associazione del sovrappeso con una maggiore produzione periferica di estrogeni (per l’attività aromatasica nel tessuto adiposo) e con una maggiore biodisponibilità degli estrogeni (nelle obese la concentrazione nel sangue della globulina che lega gli ormoni sessuali, la SHBG, è più bassa)”, spiega la dottoressa. Il dismetabolismo e l’insulino-resistenza con alti livelli di insulina sono altri importanti fattori di rischio. Infatti, “l’insulina stimola la sintesi di androgeni nell’ovaio e numerosi studi prospettici hanno coerentemente dimostrato che alti livelli plasmatici di androgeni, in particolare di  testosterone, sono associati a un alto rischio di ammalarsi, sia prima sia dopo la menopausa”, sottolinea l’esperta.

Tutti questi fattori metabolici, antropometrici ed ormonali che agiscono sul rischio e la prognosi del CM possono essere modificati agendo sullo stile di vita. La dott.ssa Pasanisi ricorda che “numerosi studi hanno coerentemente dimostrato che le donne che praticano regolarmente esercizio fisico si ammalano di meno. Il meccanismo protettivo è complesso, verosimilmente include l’effetto dell’attività fisica sulla sensibilità insulinica, ma non solo”. All’interno di corretti stili di vita, un ruolo fondamentale è anche quello dell’alimentazione.

Alimenti vegetali e senza raffinazione

cibi sani

Secondo la dirigente della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori, “privilegiare i cibi vegetali, poco o non industrialmente raffinati, caratteristica della Dieta Mediterranea, aiuta a tenere bassa l’insulina e riduce l’insulino resistenza. Negli studi DIANA (Dieta e Androgeni) abbiamo dimostrato che nel volgere di pochi mesi è possibile ridurre significativamente il peso corporeo, la circonferenza vita, l’insulina, la glicemia, il colesterolo, i trigliceridi, gli ormoni sessuali e aumentare significativamente la SHBG, la proteina legante degli ormoni sessuali, con una dieta ispirata alla filosofia macrobiotica e alla tradizione mediterranea”.

I principali alimenti che favoriscono l’obesità, e che devono essere dunque fortemente limitati, sono, in ordine di importanza:

  • patatine fritte
  • patate
  • carni lavorate
  • carni rosse fresche
  • bevande zuccherate
  • dolciumi e farine raffinate
  • succhi di frutta.

Al contrario, “frutta, verdura, cereali integrali e semi oleaginosi aiutano a non ingrassare”.

Nutrizione e attività fisica: come agiscono nelle donne con tumore al seno?

donne cancro

Nel 2014 il gruppo di lavoro AIRC e World Cancer Research Fund, ha concluso una revisione sistematica degli studi che hanno valutato l’influenza di nutrizione e attività fisica sulla sopravvivenza delle pazienti operate di CM. Pur valutando che le conclusioni sono basate su prove modeste (‘limited evidence’)  sono state formulate le seguenti raccomandazioni:

  • Mantenersi snelle ed evitare l’aumento di peso durante le cure oncologiche, perché il sovrappeso, prima e dopo la diagnosi, è associato a minore sopravvivenza e a maggiore mortalità per cancro mammario.
  • Evitare la sedentarietà e trovare il modo di muoversi di più durante la giornata, perché l’attività fisica, prima e dopo la diagnosi, è associata a migliore sopravvivenza e a minore mortalità per cancro mammario.
  • Il consumo quotidiano di prodotti ricchi di fibre (cereali integrali, legumi, verdure non amidacee, frutta) è consigliato, perché il consumo di fibre, anche se valutato solo prima della diagnosi, è associato a migliore sopravvivenza.
  • Il consumo di carni grasse e di cibi industriali ricchi di grassi è sconsigliato perché l’assunzione grassi, soprattutto di grassi saturi, valutato solo prima della diagnosi, è associato a minore sopravvivenza.
  • Un moderato consumo di soia è raccomandato, perché il loro consumo dopo la diagnosi è associato a migliore sopravvivenza.

 

E voi, variate la vostra alimentazione, facendo attenzione a consumare soprattutto alimenti vegetali e non raffinati?

Elena Rizzo Nervo
Bolognese, lavora nel mondo della comunicazione occupandosi di alimentazione, agricoltura biologica e ambiente. É redattrice per "Il Giornale del Cibo" per il quale scrive su tematiche inerenti la nutrizione e i corretti stili di vita

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