Patologie invalidanti: quali sono e cosa sapere


Le patologie invalidanti sono malattie congenite o acquisite che compromettono in modo permanente la capacità lavorativa o l’autonomia personale e possono interessare qualsiasi organo o apparato. Il loro riconoscimento si basa sulle tabelle ministeriali e consente, in presenza dei requisiti previsti, di ottenere una percentuale di invalidità civile. A seconda del grado di invalidità, è possibile accedere a prestazioni economiche (come assegno mensile, pensione di inabilità e indennità di accompagnamento), esenzioni dal ticket sanitario, agevolazioni fiscali e tutele lavorative, tra cui il collocamento mirato e il congedo per cure. Nei casi in cui la patologia comporti anche una situazione di handicap grave, possono spettare inoltre i benefici previsti dalla Legge 104, come permessi retribuiti e altre misure a sostegno della persona e dei caregiver.

Dal diabete all’obesità, dalla depressione alle cardiopatie, dai tumori all’Alzheimer, le patologie invalidanti sono moltissime. Si tratta di malattie spesso croniche: in molti casi richiedono cure continuative e controlli frequenti e, nelle forme più gravi, possono causare una perdita di autonomia che rende necessaria un’assistenza costante.

Approfondiamo quali problematiche di salute rientrano in questa categoria, come ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile se si soffre di una malattia di questo tipo e quali sono le tutele economiche, lavorative, assistenziali e fiscali previste a sostegno degli invalidi.

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Cosa sono le patologie invalidanti?

Una patologia invalidante è una malattia che determina una riduzione permanente della capacità lavorativa, non inferiore a un terzo, a causa di un’infermità, una mutilazione o una menomazione fisica o mentale. Nel caso dei minorenni e degli ultrasessantacinquenni, sono considerate invalidanti le patologie che provocano difficoltà persistenti nello svolgimento dei compiti e delle funzioni proprie dell’età. Questa definizione si basa sulla spiegazione del concetto di invalidità fornita dalla legge 30 marzo 1971, n. 118, che detta le norme in favore di mutilati e invalidi civili.

La categoria delle patologie invalidanti comprende, dunque, un insieme molto vasto di problematiche di salute, a carico di numerosi organi e sistemi, che possono essere congenite, cioè presenti dalla nascita, oppure acquisite nel corso della vita.

Classificazione ed elenco delle patologie invalidanti

Per la classificazione delle patologie invalidanti, la norma di riferimento è il Decreto Ministeriale del 5 febbraio 1992. Questo schema divide le patologie invalidanti per gruppi anatomo-funzionali a seconda dell’apparato o sistema che interessano, e assegna a ognuna un codice e una percentuale di invalidità, fissa o espressa tramite un valore minimo e un valore massimo.

Su questa lista si basano anche le linee guida dell’INPS per l’accertamento degli stati invalidanti, che in alcuni casi modificano, in altri ampliano la rosa delle patologie a cui spetta il riconoscimento dell’invalidità civile.

L’elenco delle patologie invalidanti è molto vasto. Ecco alcune di quelle incluse nel Decreto del Ministero della Salute e nella tabella INPS:

  • apparato cardiocircolatorio: aritmie gravi, cardiopatie, miocarditi, coronaropatie, trapianto cardiaco
  • apparato respiratorio: asma, bronchite asmatica cronica, sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS), trapianto di polmone
  • apparato digerente: cirrosi epatica, epatite cronica, diverticolosi, ulcera gastrica o duodenale, morbo di Crohn e altre malattie infiammatorie croniche intestinali, pancreatite cronica, trapianto di fegato e trapianto di intestino
  • apparato endocrino: diabete, obesità, ipotiroidismo grave, acromegalia (sindrome da eccessiva secrezione dell’ormone della crescita), nanismo ipofisario, iperparatiroidismo, ipoparatiroidismo
  • apparato urinario: cistite cronica, prostatite cronica o ipertrofia prostatica, ritenzione urinaria cronica, rene policistico, trapianto di rene
  • sistema nervoso centrale e periferico: Alzheimer, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, epilessia, afasia, emiparesi, paresi
  • apparato psichico: demenza, nevrosi, psicosi, schizofrenia, depressione, disturbi del comportamento alimentare
  • apparato uditivo e vestibolare: acufeni permanenti, lesione dei padiglioni auricolari, perdita uditiva, sordità, otite cronica, vertigini
  • apparato visivo: cataratta, cecità parziale o assoluta, diplopia (visione doppia), glaucoma, cheratocono (malattia degenerativa della cornea)
  • apparato riproduttivo: isterectomia (rimozione dell’utero) totale in età fertile e mastectomia (asportazione della mammella)
  • patologie immunitarie: anemia, artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, linfomi, immunodeficienza secondaria
  • neoplasie di varia gravità
  • patologie sistemiche come la sclerodermia.

Malattie rare

Oltre alle patologie invalidanti presenti nelle tabelle ministeriali, l’INPS ne prevede anche altre: è il caso delle malattie rare, che il Decreto del Ministero della Salute non contempla. Tra queste figurano:

  • malattia di Huntington, una patologia neurodegenerativa
  • adrenoleucodistrofia, una grave malattia genetica del sistema nervoso
  • malattia di Wilson, una malattia genetica caratterizzata da un accumulo tossico di rame nell’organismo.

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Invalidità civile: come richiederla?

Chi è affetto da una patologia invalidante può chiedere all’INPS il riconoscimento dell’invalidità civile, che dà diritto a beneficiare di una serie di tutele finalizzate a offrire un sostegno economico e assistenziale ai malati.

Il primo passo per ottenere il riconoscimento è l’invio all’Istituto, da parte del medico di base, del certificato che attesta le condizioni di salute dell’assistito. Successivamente il cittadino, utilizzando il codice presente nel certificato medico, dovrà mandare all’INPS la domanda di accertamento sanitario, una visita effettuata da una commissione medica della ASL, integrata con un medico INPS, che ha il compito di verificare il possesso dei requisiti sanitari richiesti per il riconoscimento dell’invalidità civile. In base all’esito dell’accertamento, la domanda viene approvata o respinta. Il grado minimo di riduzione permanente della capacità lavorativa necessario per essere riconosciuti invalidi civili è un terzo (33%).

Quali sono le tutele per gli invalidi civili?

I benefici di cui un invalido civile può godere variano a seconda del grado di invalidità che gli è stato attribuito. In dettaglio:

  • per gli invalidi fino al 33% non è previsto alcun riconoscimento
  • a partire dal 46% di invalidità, si può usufruire dell’iscrizione nelle liste speciali dei Centri per l’Impiego per il collocamento obbligatorio per persone con disabilità
  • chi ha una percentuale di invalidità compresa tra il 33% e il 66% ha diritto ad assistenza sanitaria e agevolazioni fiscali
  • un’invalidità superiore al 50% dà diritto al congedo per cure
  • il 66% di invalidità dà la possibilità di beneficiare dell’esenzione dal pagamento del ticket sanitario
  • percentuali di invalidità comprese tra il 74% e il 100% danno diritto a prestazioni economiche.

Prestazioni economiche

L’invalido civile, a seconda del grado di riduzione della sua capacità lavorativa e di perdita dell’autonomia, può avere diritto a:

  • pensione di inabilità, erogata dall’INPS e riservata agli invalidi totali, cioè alle persone di età compresa tra i 18 e i 67 anni che non sono più in grado di lavorare
  • assegno mensile per invalidi civili, un contributo INPS concesso agli invalidi parziali, ovvero a quelli che hanno perso solo in parte la capacità di lavorare, di età compresa tra i 18 e i 67 anni
  • indennità di accompagnamento, un assegno erogato dall’INPS e destinato agli invalidi totali che non sono in grado di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore o di svolgere le attività quotidiane in autonomia
  • indennità di frequenza, un assegno mensile erogato dall’INPS e riservato ai minori con difficoltà persistenti a svolgere determinate attività, con l’obiettivo di favorire l’inserimento scolastico e sociale.

Esenzione dall’obbligo di partecipazione alle spese sanitarie del SSN

Gli invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa superiore a due terzi e titolari di indennità di accompagnamento hanno diritto all’esenzione totale dall’obbligo di partecipazione alla spesa sanitaria per tutte le prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale. Questo beneficio è riservato anche agli invalidi civili di oltre 65 anni con una percentuale superiore a due terzi (66,6%).

Se la percentuale di menomazione è compresa tra un terzo e due terzi (cioè tra il 33,3% e il 66,6%) viene riconosciuta l’assistenza protesica gratuita. Infine, per percentuali inferiori, l’esenzione è limitata alle presentazioni sanitarie collegate alla patologia invalidante.

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Agevolazioni fiscali

Il riconoscimento dell’invalidità permette anche di richiedere il rilascio del contrassegno invalidi, che dà diritto ad agevolazioni per la circolazione e la sosta di veicoli al servizio delle persone invalide, e di usufruire delle agevolazioni fiscali relative ai veicoli, con e senza adattamento, previsti per le persone con disabilità. Per beneficiarne è necessario che il verbale rilasciato dalla Commissione Medica incaricata dell’accertamento certifichi il possesso dei requisiti previsti per fare domanda, che nel caso degli invalidi civili consistono in:

  • una sensibile riduzione della capacità di deambulazione
  • una grave limitazione della capacità di deambulazione o la presenza di più amputazioni
  • menomazioni psichiche o mentali gravi, che hanno portato al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento
  • menomazioni sensoriali, come la cecità o ipovisione.

Agevolazioni lavorative: collocamento obbligatorio e congedo per cure

La persona con una percentuale di invalidità compresa tra il 46% e il 100% ha diritto a essere iscritta nelle liste speciali del collocamento obbligatorio per persone con disabilità istituito dalla legge n.68 del 12 marzo 1999, che ne disciplina il diritto al lavoro. Questa norma impone alle aziende e agli enti pubblici di assumere un determinato numero di lavoratori con invalidità, proporzionale alle dimensioni dell’impresa o dell’ente.

I lavoratori invalidi civili a cui sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa superiore al 50% possono, invece, usufruire di un congedo fino a 30 giorni, anche non continuativi, per sottoporsi alle cure richieste dalla patologia di cui soffrono (come ad esempio nei casi di malattie oncologiche), come previsto dal Decreto Legislativo n. 119 del 18 luglio 2011.

Tutele previste dalla legge 104 per i malati con handicap grave

Se la patologia invalidante o le terapie richieste per il suo trattamento pregiudicano in modo severo le condizioni di salute del malato, oltre all’invalidità civile è possibile chiedere all’INPS il riconoscimento di uno “stato di handicap in situazione di gravità”, ovvero una disabilità severa che riduce l’autonomia del malato e rende necessaria un’assistenza continuativa. L’accertamento di questa condizione dà diritto a beneficiare delle tutele previste dalla legge 104 (legge 5 febbraio 1992, n. 104), che disciplina l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità

Si tratta di agevolazioni soprattutto lavorative, cui si aggiungono agevolazioni per sostenere le spese sanitarie e per l’assistenza.

Agevolazioni lavorative

La legge 104 permette ai malati che lavorano, e in misura minore ai familiari lavoratori che si occupano di una persona cara malata, di usufruire di congedi e altri benefici per conciliare esigenze professionali e necessità di cura.

Tra le tutele principali per i malati rientrano:

  • permessi lavorativi retribuiti (2 ore al giorno o 3 giorni al mese)
  • diritto di scelta della sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e divieto di trasferimento senza consenso da parte del lavoratore
  • possibilità di non svolgere turni notturni.

I familiari caregiver, se lavorano, possono invece beneficiare di 3 giorni di permessi mensili retribuiti o 2 anni di congedo straordinario retribuito per assistere i loro cari. Come i malati che lavorano, inoltre, hanno il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina e di essere dispensati dai turni notturni.

Le agevolazioni lavorative previste dalla legge 104 si aggiungono alle altre forme di tutela che molti contratti collettivi, sia del settore pubblico che di quello privato, riservano ai lavoratori con patologie gravi o invalidanti: è il caso dell’indennità di malattia, del divieto di licenziamento, della possibilità di assentarsi per sottoporsi a terapie salvavita e di richiedere un’aspettativa non retribuita.

Agevolazioni fiscali

Dal punto di vista fiscale, anche il riconoscimento di una disabilità grave permette di godere di alcune agevolazioni come:

  • deduzione dal reddito delle spese mediche generiche e per l’assistenza specifica
  • detrazione pari al 19% delle spese mediche specialistiche
  • deduzione dei contributi previdenziali versati per colf e badanti.

Queste tutele rappresentano un aiuto concreto per chi soffre di una patologia invalidante, che non solo compromette la salute ma, pregiudicando la capacità di lavorare e rendendo necessari controlli e terapie frequenti, ha gravi ripercussioni anche di natura economica sui malati.

Un ulteriore supporto può arrivare da soluzioni come Invalidità permanente di Unisalute, che offre una copertura in caso di invalidità permanente certificata superiore al 25%.

 

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Le domande più frequenti dei pazienti

Quali sono le patologie considerate invalidanti?

Sono considerate invalidanti le malattie che provocano una riduzione permanente della capacità lavorativa o dell’autonomia personale. La classificazione si basa su tabelle ministeriali e sulle linee guida dell’INPS.

Chi certifica una patologia invalidante?

Il medico di medicina generale redige il certificato medico introduttivo necessario per avviare la procedura. Il riconoscimento dell’invalidità civile viene poi effettuato dalla Commissione Medica della ASL, integrata da un medico dell’INPS, che valuta la documentazione clinica e l’esito della visita di accertamento.

Qual è la percentuale minima per ottenere l’invalidità civile?

L’invalidità civile viene riconosciuta quando la riduzione permanente della capacità lavorativa è pari almeno al 33%. Tuttavia, i benefici previsti variano in base alla percentuale di invalidità attribuita: alcune agevolazioni sono riconosciute solo a partire dal 46%, dal 50%, dal 66% o dal 74%.

Le patologie invalidanti danno automaticamente diritto alla Legge 104?

No. Il riconoscimento dell’invalidità civile e quello dello stato di handicap ai sensi della Legge 104 sono due procedure distinte. Per ottenere le agevolazioni previste dalla Legge 104 è necessario che venga accertata una situazione di handicap grave che comporti una significativa limitazione dell’autonomia personale.

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Commenti sul post

    4 commenti

  1. Buongiorno, soffro di una malattia rara, invalidante e inguaribile che si chiama lipedema e che al momento non è riconosciuta dal SSN . Da poco è entrata a far parte dei REA…Per essere curata, tale malattia richiede un approccio multidisciplinare di una serie di specialisti in nutrizione, linfologia, fisioterapia, ecc. ecc. … c’è la possibilità che lo stato mi riconosca un aiuto di qualche tipo?
    Quali i passi eventualmente da fare? Grazie