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Asma bronchiale

Asma bronchiale: i sintomi, le cause più diffuse e le nuove terapie

I soggetti allergici lo sanno bene: insieme alle temperature miti, la primavera porta con sé alcuni mali stagionali. Tali disturbi sono per lo più transitori e curabili, ma rappresentano un rischio se la nostra salute è già compromessa. L’asma bronchiale cronica, ad esempio, viene spesso associata alle allergie che ne sono la causa principale e provocano un processo di natura  infiammatoria bronchiale associata a contrazione o spasmo dei muscoli bronchiali (broncospasmo); pur essendo una malattia che può avere esiti infausti, fortunatamente esistono terapie specifiche e innovative per tenerne sotto controllo le manifestazioni più acute. Ne parliamo in questo articolo dove approfondiremo, tra l’altro, i sintomi più diffusi tra i pazienti affetti da questo disturbo.

Le molteplici forme dell’asma bronchiale

Asma

L’etimologia del termine non lascia spazio a dubbi: l’asma è, letteralmente, un affanno, una difficoltà a respirare per ostruzione reversibile delle vie aeree o bronchi, i cui sintomi caratterizzanti sono rappresentati da tosse, spesso secca e irritativa ma talora decisamente più catarrale (produzione di secreto bronchiale), difficoltà respiratoria riferita dal paziente come un generale disagio a respirare interessante prevalentemente la fase espiratoria (emissione di respiro), sensazione di costrizione al petto e respiro sibilante (“fischietto”) che, nelle fasi più intense della crisi asmatica, può essere percepito non solamente dal paziente ma anche da una persona che si trovi in prossimità dello stesso. Comunemente, tale disagio è percepito da subito come invalidante, rendendo quindi necessario il ricorso a uno specialista. A seconda dell’intensità della dispnea (difficoltà a respirare) eventuale dolore toracico e dell’origine della patologia, la presenza più o meno intensa di sibili nella fase espiratoria all’auscultazione del torace, una volta formulata la diagnosi lo pneumologo cercherà di ricondurre il nostro stato a una specifica tipologia di asma.

All’origine della sindrome asmatica troviamo, come si è a cennato, quasi sempre un’ostruzione bronchiale, determinata da un’infiammazione che compromette la funzionalità bronco-polmonare a diversi livelli: quando i nostri bronchi sono ostruiti, diventano cioè iperreattivi per contrazione dei muscoli che li compongono  e tendono a ostacolare sia il passaggio dell’aria e l’ossigenazione del sangue che passa attraverso i vasi sanguigni contigui, generando la difficoltà nei movimenti per scarsa ossigenazione  tipica di questa malattia.

Origine allergica dell’asma bronchiale

Asma allergia

Come accennavamo all’inizio, l’asma è complicata (e, talvolta, scatenata) da allergeni di varia natura, sia aerei che alimentari e, soprattutto, sia stagionali che perenni essendo di natura allergica spesso si associa anche ad altre malattie allergiche di natura non respiratoria come l’orticaria o la rinite allergica. In particolare, tra le fonti più comuni di fattori allergici troviamo:

  • gli acari della polvere (che proliferano nello strato superficiale dei tessili che usiamo ogni giorno);
  • le cellule epiteliali provenienti dal pelo degli animali domestici;
  • pollini stagionali di piante erbacee (le graminacee, per esempio) o arboree (come l’ulivo);
  • alimenti, tra cui i latticini e alcuni frutti, potenzialmente allergenici e in grado di indurre un’ipersensibilità bronchiale;
  • alcune sostanze chimiche a cui il soggetto asmatico è esposto più frequentemente.

Sebbene si tratti di reazioni soggettive, il nostro sistema immunitario reagisce generalmente in maniera pesante a tali allergeni, peggiorando così l’infiammazione bronchiale.

Asma da sforzo

asma da sforzo

Se i sintomi tipici dell’asma (tosse, dolore, difficoltà respiratoria) compaiono unicamente subito dopo l’attività sportiva o con lo svolgimento di un lavoro pesante o anche indipendente da questo, il medico valuterà un’ipotesi diagnostica di asma o di dispnea essendo molteplici le cause che portano alla dispnea con o senza broncospasmo. Innanzi tutto, quindi, è opportuna una diagnosi precisa riguardo anche l’età, la familiarità, lo stato patologico precedente ed i sintomi connessi. Attraverso un test di broncostimolazione, verificherà cioè la presenza di sibili o rantoli e l’entità stessa dell’infiammazione bronchiale, prescrivendo una terapia apposita e consigliando attività fisiche meno rischiose per la funzionalità respiratoria.

L’asma o la dispnea come effetto di patologie cardiache

Quando le difficoltà respiratorie, diurne o notturne, sono particolarmente intense e ricorrenti, in sede clinica sarà necessario approfondire anche le condizioni di salute del nostro cuore. Esistono infatti varie forme di insufficienza cardiaca in grado di compromettere la circolazione sanguigna con stasi di sanguigna a carico della vene polmonari associata a disfunzione, un malfunzionamento dei bronchi ed accumulo di liquidi nei polmoni che possono imitare l’asma, ma che sono in realtà dei sintomi di dispnea cosiddetta cardiaca o cardiogena.

Dai sintomi alle terapie correttive

Come abbiamo accennato, sono numerosi i campanelli d’allarme che precedono un’eventuale diagnosi e che consentiranno al medico di individuare la più adatta terapia per l’asma bronchiale. Se ci accorgiamo di soffrire di una tosse persistente al di fuori di un raffreddamento momentaneo, o se avvertiamo una sensazione di costrizione toracica quando respiriamo, è bene monitorare l’andamento dei sintomi e rivolgersi in prima istanza al medico di base: partendo dalla valutazione del nostro quadro clinico generale, egli saprà indirizzarci a una figura di pneumologo ed, eventualmente, ad altri specialisti (come l’allergologo) necessari per formulare una diagnosi completa.

Diagnosi di asma bronchiale

spirometria

Nello studio del medico, ad essere valutata sarà anzitutto la storia recente dei nostri episodi sintomatici. Si procederà quindi con una visita generale che comprende, di norma:

  • l’auscultazione toracica;
  • la misurazione del battito e della frequenza cardiaci;
  • un test della funzionalità respiratoria.

Una diagnosi vera e propria di asma bronchiale viene però formulata solo in seguito a maggiori approfondimenti clinici diversi a seconda del caso specifico, ma che solitamente consistono in:

  • un’analisi allergometrica, finalizzata a stabilire l’eventuale origine allergica della patologia e a individuare l’allergene responsabile dell’infiammazione;
  • un esame spirometrico per misurare quanto volume d’aria il paziente è in grado di inspirare ed espirare in un dato lasso di tempo.

Asma terapia

Qualora la diagnosi di asma bronchiale sia confermata, ci verrà proposta una terapia. É necessario attenersi scrupolosamente alla cura: una terapia non è mai soltanto una prescrizione farmacologica ma, soprattutto nel caso dell’asma, è un vero e proprio schema di comportamento che implica rivedere il proprio stile di vita e monitorare costantemente il proprio stato di salute. In particolare, oltre all’assunzione dei farmaci, è importante:

  • attenersi a una dieta alimentare che abolisca cibi e bevande a rischio per i soggetti allergici;
  • sottoporsi a regolari visite di controllo anche in assenza di riacutizzazioni della malattia;
  • applicare le tecniche di gestione delle crisi respiratorie proposte dal proprio medico.

E se avessimo bisogno di modificare la nostra terapia? Talvolta, infatti, l’introduzione sul mercato di nuovi farmaci rende disponibili trattamenti farmacologici più adatti al nostro specifico tipo di asma. Gli approfondimenti diagnostici necessari prima di accedere a una nuova terapia possono essere svolti anche presso una struttura convenzionata UniSalute: per gli iscritti, le prestazioni mediche sono corrisposte direttamente da UniSalute alla struttura stessa. Aderendo a uno dei piani individuali, inoltre, sarà possibile ricorrere a una consulenza specializzata per individuare il professionista più idoneo a seguirci, sia sul piano farmacologico che rispetto alla convivenza quotidiana con la patologia.

Abbiamo visto che esistono diverse tipologie di asma, ma anche numerose soluzioni per tenere sotto controllo la patologia. Avete esperienze in merito?

salute.gov.it

Chiara Iaquinta
Chiara Iaquinta vive e lavora a Bologna. Da diversi anni collabora con diverse testate online occupandosi, per alcune di esse, di salute e benessere della persona. Per il blog InSalute, scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute

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