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congestione

Congestione digestiva: esiste davvero?

La congestione è un termine che in medicina è un po’ dissueto e che  significa un eccessivo o comunque anormale accumulo o stasi di sangue e/o di fluidi in un organo del corpo o nei suoi vasi sanguigni. Crampi, vomito e sudorazione fredda sono comunemente ritenuti come sintomi di una congestione, che colpisce l’apparato digestivo e intestinale, quando si fa un bagno, in genere di mare ma anche fiume/lago portando addirittura all’annegamento. Tra le cause, fare il bagno dopo mangiato, prima che siano trascorse le fatidiche “3 ore”, è una delle principali. Ma esiste davvero una correlazione tra congestione e annegamento? E, soprattutto, che cos’è esattamente la congestione? In questo articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento, cercando di capire se fare il bagno dopo mangiato fa davvero così male e cosa accade al nostro corpo quando entriamo in acqua.

Congestione digestiva: esiste davvero?

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Per quale motivo si verifica uno shock termico? Un forte sbalzo di temperatura tra il corpo e il liquido in cui si è immersi o tra lo stomaco e il liquido che vi introduciamo, come nelle situazione descritte nel paragrafo precedente, porta l’organismo a reagire a livello neurologico. Cosa accade al nostro corpo? Dalle aree periferiche, il sangue affluisce verso il torace, con conseguenze che possono essere anche molto gravi a livello cardiaco, arrivando anche al collasso, soprattutto se la persona colpita è predisposta.

Shock termico e digestione

Che ruolo ha la digestione in questo meccanismo? Come abbiamo visto, in una condizione di shock termico l’organismo reagisce cercando di mantenere la temperatura costante, e il sangue si sposta dalle aree periferiche al torace. Anche lo stomaco, quindi, viene in qualche modo privato del flusso sanguigno che aveva fino a pochi minuti prima e, se questo avviene durante la digestione, si generano crampi e dolori addominali. Ciò accade anche quando il dislivello tra la temperatura del corpo e quella dell’acqua non è così elevato da causare malesseri pericolosi, ma soltanto sgradevoli fastidi, per questo è sempre consigliabile consumare un pasto molto leggero prima di entrare in acqua.

Rischi dello shock termico

Sebbene non direttamente correlato alla digestione, però, lo shock termico, può invece condurre alla morte ed è fondamentale soccorrere immediatamente una persona che si trovi in questa condizione. Entrare velocemente in acque molto fredde può portare allo svenimento e all’ipotermia. Occorre quindi fare molta attenzione, soprattutto in laghi di montagna, in mari particolarmente freddi, ma anche in tutti i casi in cui il corpo è molto accaldato e il dislivello tra le due temperature può essere elevato. Si tratta di un rischio concreto anche per gli sportivi: fare una doccia fredda prima di tuffarsi serve proprio ad “abituare” il corpo alla temperatura dell’acqua, così come al mare il consiglio è di bagnarsi gradualmente, soprattutto dopo aver passato qualche ora sotto il sole.

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Congestione e annegamento

Sebbene sia opinione diffusa, nel nostro Paese, che fare il bagno dopo mangiato possa portare alla morte per annegamento, in realtà i dati non danno nessuna conferma. Secondo l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, infatti, a rischiare di più sono i bambini tra 1 e 4 anni, seguiti da quelli tra i 5 e i 9, e spesso tra le cause c’è la mancanza di attenzione e supervisione da parte di un adulto, ma anche la presenza di piscine, canali di irrigazione e pozzi non custoditi adeguatamente. Il bagno al mare, quindi, sembrerebbe non costituire un pericolo; inoltre, pensare che entrare in acqua subito dopo mangiato possa, in molti casi, essere fatale, sarebbe una credenza tutta italiana, priva di fondamenti scientifici.

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Fonti:

fondazioneveronesi.it
clinsci.org
who.int
uppa.it

 

Erica Di Cillo
Erica Di Cillo vive e lavora a Bologna e da alcuni anni collabora con diverse testate online. Per il blog InSalute scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute.

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