In primavera si moltiplicano le occasioni per fare attività fisica all’aperto: dalla camminata veloce al ciclismo, dallo yoga alla corsa leggera. Per riprendere senza infortuni, la regola d’oro è la gradualità: sessioni brevi nelle prime settimane, carichi crescenti nel tempo e mai senza un adeguato riscaldamento. Attenzione anche all’orario di allenamento, all’idratazione e ai segnali del corpo. Chi rientra dopo un’operazione o uno stop prolungato deve seguire un percorso personalizzato, preferibilmente con il supporto di un medico o fisioterapista.
La primavera risveglia le energie e spesso invoglia a praticare attività fisica all’aperto, per approfittare del clima favorevole. Ma ogni anno, insieme ai runner nei parchi e alle bici sui viali, arrivano anche i piccoli infortuni di chi è partito troppo in fretta.
Come si torna a fare attività fisica dopo l’inverno senza rischiare? Ecco alcuni suggerimenti utili.
Quali sport si possono fare in primavera?
La primavera è, insieme all’autunno, la stagione più favorevole per allenarsi all’aperto. Il clima temperato riduce lo stress termico sull’organismo, la luce naturale migliora l’umore e la motivazione, e la varietà di ambienti che si possono frequentare – parchi, piste ciclabili, sentieri – offre possibilità per tutti i livelli di forma fisica.
Tra le attività più adatte a chi riprende dopo una pausa invernale ci sono:
- camminata veloce: accessibile a tutte le età, non grava sulle articolazioni e stimola efficacemente il sistema cardiovascolare. È un ottimo punto di partenza per chi è rimasto fermo a lungo
- ciclismo: permette di calibrare intensità e durata in modo flessibile, coinvolge più gruppi muscolari e rispetta le articolazioni, soprattutto il ginocchio
- corsa leggera: ideale per chi ha già una base di allenamento, va introdotta con progressione, con scarpe adeguate e su terreni non troppo irregolari
- yoga e pilates all’aperto: privilegiano la respirazione, la mobilità articolare e la consapevolezza corporea, qualità preziose nella fase di riattivazione
- escursionismo e trekking: combinano movimento aerobico e contatto con la natura; è importante scegliere percorsi adeguati al proprio livello attuale.
Le fasce mattutine e del tardo pomeriggio sono le più indicate. Anche con temperature primaverili di 18-20°C, le ore centrali della giornata aumentano il carico cardiovascolare in modo significativo, soprattutto dopo mesi trascorsi al chiuso. Meglio evitare anche l’allenamento a tarda sera, che può disturbare la qualità del sonno.
Quanto all’abbigliamento, in primavera la temperatura è variabile: vestirsi a strati permette di adattarsi facilmente alle condizioni meteo nel corso della sessione.

Tra le attività all’aria aperta ideale in primavera c’è il trekking.
Come riprendere a fare sport in primavera?
Il rischio più comune nel tornare a muoversi dopo l’inverno è quello di fare le cose troppo velocemente. Muscoli, tendini e articolazioni hanno bisogno di riadattarsi in modo progressivo: un aumento brusco di intensità o frequenza può causare contratture, tendiniti, dolori lombari o infiammazioni articolari. Ecco allora alcuni consigli da tenere a mente per ripartire in sicurezza.
Partire con gradualità
Il principio fondamentale è aumentare il carico di lavoro in modo progressivo e sostenibile. Nelle prime settimane è opportuno iniziare con sessioni brevi a bassa intensità, prediligendo camminate, stretching dinamico, lavoro aerobico leggero, per poi incrementare durata e sforzo nel tempo, senza bruciare le tappe. Chi ha trascorso l’inverno in modo sedentario, o chi sta rientrando dopo un intervento chirurgico, dovrebbe considerare una valutazione medica prima di ricominciare. Il consulto di uno specialista permette di costruire un percorso su misura, sulla base delle esigenze del singolo.
Mai saltare il riscaldamento
Ogni sessione deve iniziare con un riscaldamento di almeno 10-15 minuti. Questa fase non andrebbe vista come facoltativa: serve ad aumentare la temperatura dei tessuti muscolari, migliorare la lubrificazione articolare e preparare il sistema nervoso allo sforzo. Un buon warm-up riduce significativamente il rischio di strappi, stiramenti, distorsioni e infiammazioni tendinee.
Un buon riscaldamento primaverile può includere:
- esercizi di mobilità articolare che coinvolga caviglie, ginocchia, anche e spalle
- stretching dinamico: movimenti controllati progressivamente più ampi
- attivazione aerobica leggera: 5-10 minuti di camminata veloce o jogging blando possono essere sufficienti.
Idratare e sostenere il corpo
Con le temperature in aumento, la sudorazione cresce e il rischio di disidratazione si fa concreto. È utile bere almeno mezzo litro d’acqua nella mezz’ora precedente all’attività e continuare a idratarsi durante lo sforzo. Se l’allenamento è intenso o prolungato, possono tornare utili integratori salini per reintegrare i sali minerali persi.
Imparare ad ascoltare il proprio corpo è una delle competenze più importanti per chi riprende a muoversi: un affaticamento normale scompare entro 48 ore, mentre un dolore acuto, localizzato o persistente è un segnale che merita attenzione.
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È importante non saltare mai il riscaldamento: per fare esercizio in sicurezza è necessario preparare muscoli e articolazioni al movimento.
Le domande più frequenti
Quante volte a settimana ci si dovrebbe allenare all’inizio della stagione?
Nella fase iniziale, due o tre sessioni settimanali di durata moderata, tra i 30 e i 45 minuti, sono sufficienti per stimolare l’organismo senza sovraccaricare muscoli e articolazioni. L’importante è lasciare almeno un giorno di recupero tra una sessione e l’altra. Solo dopo alcune settimane, quando il corpo ha riacquistato una buona base di condizione fisica, ha senso aumentare frequenza e intensità.
Come si riprende l’attività fisica dopo un’operazione o un lungo stop?
Dopo un intervento chirurgico o un periodo prolungato di inattività, il rientro deve essere necessariamente personalizzato e, nei casi più delicati, supervisionato da un medico o da un fisioterapista. In linea generale, si parte sempre da esercizi di mobilità e rinforzo muscolare blando, evitando carichi e impatti. La progressione dipende dal tipo di operazione, dalla zona interessata e dalla risposta individuale: forzare i tempi non accelera il recupero, lo ostacola.
Quali sono gli infortuni più frequenti in primavera e come si prevengono?
I traumi più comuni nella ripresa primaverile sono le tendiniti, le contratture a polpacci, femorali e zona lombare, e il dolore al ginocchio. La maggior parte si previene rispettando la gradualità, eseguendo sempre un riscaldamento adeguato, scegliendo calzature idonee e non trascurando il riposo tra le sessioni.
Lo stretching va fatto prima o dopo l’allenamento?
Prima dell’attività è indicato lo stretching dinamico, che consiste in movimenti fluidi e controllati che preparano i tessuti allo sforzo. Lo stretching statico è invece più efficace a fine sessione, quando i muscoli sono caldi, e contribuisce al recupero e alla riduzione delle tensioni accumulate durante l’allenamento.


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