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10 miti da sfatare sulla gravidanza: dalle voglie al “mangiare per due”


I falsi miti sulla gravidanza sono numerosi. Tra i più diffusi rientrano l’idea di poter conoscere il sesso del nascituro osservando il movimento di un pendolo al di sopra della pancia oppure la forma di quest’ultima, la convinzione di dover “mangiare per due” o di dover soddisfare ogni voglia alimentare per evitare presunte macchie sulla pelle del bambino. Altre credenze riguardano le nausee, considerate esclusivamente mattutine, o il bruciore di stomaco attribuito ai capelli lunghi del piccolo. Non mancano poi i timori infondati legati ai rapporti sessuali e all’attività fisica, ritenuti pericolosi per il feto, così come la necessità di allontanare il gatto domestico per il rischio di toxoplasmosi, l’idea che le cinture di sicurezza non siano obbligatorie o che la birra favorisca la produzione di latte.

Le donne che stanno vivendo o che hanno vissuto una gravidanza si saranno quasi certamente imbattute in alcune credenze legate a questa condizione. Magari si sono sentite dire che è necessario “mangiare per due”, dato che portano un’altra vita in grembo, che devono liberarsi del gatto che vive con loro, perché veicolo di pericolose malattie, o che non possono avere rapporti sessuali durante la gestazione.

Le dicerie sulla maternità sono davvero numerose, di cui molte tramandate da tantissimo tempo. Forse è proprio per questo che vengono ritenute fondate, spesso a prescindere dal fatto che siano state verificate o meno. Con questo articolo abbiamo quindi deciso di passare in rassegna 10 falsi miti sulla gravidanza, per vivere la dolce attesa con più consapevolezza (e qualche ansia in meno).

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Un pendolo o la forma della pancia per capire il sesso del bambino

Secondo la tradizione popolare, esistono diversi modi per conoscere il sesso del nascituro. Uno di questi – chiaramente privo di rilevanza scientifica – prevede che un pendolo o un anello appartenente alla donna incinta venga fatto dondolare sul pancione. In base alla direzione del moto oscillatorio, si potrebbe predire se si tratta di un maschio o di una femmina.

Altro sistema consiste nell’osservare la forma della pancia: se tondeggiante, si tratterebbe di una bimba, se più a punta di un maschietto. Nonostante la popolarità di questa teoria, non ci sono fondamenti di tipo scientifico che la supportino. La forma della pancia, infatti, secondo gli esperti, è legata a fattori come la struttura fisica della donna e la posizione del bambino, non al sesso del piccolo.

Una donna incinta deve mangiare per due

Un’altra credenza diffusa vuole che la donna incinta debba mangiare per due persone. Questa convinzione, risalente al dopoguerra, è da sfatare. Durante la gravidanza, infatti, c’è solo un lieve incremento del fabbisogno energetico giornaliero che si traduce – secondo le indicazioni del Ministero della Salute – in 350 kcal in più al giorno, durante il secondo trimestre, e in 460 kcal in più al giorno nel terzo trimestre.

L’aumento di peso suggerito, comunque, dipende da quello che aveva la donna prima della gravidanza, quindi ogni caso va valutato singolarmente.

Seguire una sana alimentazione quando si è incinte è molto importante, in quanto sostiene la salute della donna, quella del nascituro e l’andamento della gravidanza. Non esagerare con le porzioni, in particolare, permette di evitare un aumento di peso che può portare a problematiche come l’ipertensione e il diabete gestazionale.

donna incinta che fa colazione

gpointstudio/istock.com

Le voglie di cibo: se non si assecondano causano macchie sulla pelle

Non mancano le dicerie popolari legate alle cosiddette “voglie”, ossia il forte desiderio di alcuni cibi che spesso le donne in gravidanza sperimentano.

Il primo mito da sfatare è che non sono legate a specifici bisogni nutrizionali della futura mamma. Il secondo è che non sono correlate nemmeno alle voglie che appaiono sul corpo, termine con cui, nel linguaggio comune, si fa riferimento a macchie sulla pelle (di bambini e adulti) spesso presenti sin dalla nascita. Il nome deriva proprio dalla diffusa credenza secondo cui questi inestetismi sarebbero causati dai desideri alimentari insoddisfatti della gestante.

Fare sesso in gravidanza è pericoloso

I rapporti sessuali sono spesso un argomento tabù durante la gravidanza, soprattutto per via della convinzione che possano comportare un rischio per il nascituro. Anche questo, però, è un mito da sfatare. È possibile fare sesso quando la donna è incinta, anzi può essere molto benefico per l’equilibrio psicologico della coppia. Non è stato dimostrato che questo arrechi danni al feto, per cui i rapporti sessuali in gravidanza sono considerati sicuri, salvo casi particolari come il rischio di travaglio pretermine o problemi alla placenta. In ogni caso, sarà il medico a fornire indicazioni precise caso per caso, suggerendo alla donna come comportarsi in base alle sue condizioni.

Le nausee si presentano solo al mattino

Sebbene siano comuni soprattutto al mattino, le nausee in gravidanza possono verificarsi anche in altri momenti del giorno e della notte, e non solo al risveglio, come spesso si crede. Non sono ancora pienamente chiare le cause di questa manifestazione, ma sembra che giochino un ruolo rilevante i cambiamenti ormonali che avvengono durante la gestazione.

nausee gravidanza

Motortion/gettyimages.it

Se la mamma ha bruciore di stomaco il bambino avrà i capelli lunghi

Secondo un’altra credenza popolare, il bruciore di stomaco in gravidanza è dovuto al fatto che il bambino ha i capelli lunghi. In effetti esiste uno studio, effettuato dal Johns Hopkins Medical Institutions e pubblicato su Birth nel 2006, secondo il quale ci sarebbe una connessione tra la gravità del bruciore allo stomaco e la quantità di capelli del nascituro. Tuttavia, si è trattato di una ricerca di piccole dimensioni che da sola, come spiega University of Utah Health, non dimostra un rapporto causa-effetto. È più probabile che gli ormoni della gravidanza abbiano, oltre a un effetto di rilassamento sullo sfintere esofageo (che può causare bruciore di stomaco), anche un ruolo nella crescita dei capelli del piccolo.

Le donne in gravidanza non dovrebbero tenere un gatto in casa

Quest’affermazione non deriva da un mito popolare, ma da una malattia che il gatto, effettivamente, può trasmettere all’uomo: la toxoplasmosi. Questa patologia infettiva – causata dal Toxoplasma gondii, un protozoo parassita – può colpire sia gli animali che l’uomo e, se contratta in gravidanza, può avere conseguenze gravi sul feto. In che modo il gatto veicola la toxoplasmosi? Se il felino si ciba di carne cruda infetta, o mangia animali come topi e uccelli che, a loro volta sono portatori del parassita, nel suo apparato digerente si duplicheranno le uova di Toxoplasma, che saranno poi espulse tramite le feci. Sono quindi queste ultime il possibile mezzo di trasmissione.

Il rischio nasce nel momento in cui le mani entrano in contatto con il materiale infetto e poi vengono portate alla bocca (ad esempio, si pulisce la lettiera e non ci si lava bene le mani). Tuttavia, è raro che si contragga la malattia a causa di questo animale. Un gatto domestico, infatti – specie se vive esclusivamente in casa e segue un’alimentazione correttadifficilmente andrà incontro all’infezione.

Inoltre, basterà seguire una serie di misure per prevenire un possibile contagio:

  • occuparsi della pulizia della lettiera solo indossando guanti
  • pulire la lettiera ogni giorno: le uova di Toxoplasma diventano infettive dopo circa due o tre giorni, per cui eliminarle quotidianamente è fondamentale
  • alimentare il gatto con cibi ben cotti o in scatola
  • indossare guanti per fare giardinaggio, onde evitare di entrare in contatto con possibili escrementi di gatto presenti nel terreno.

La prevenzione della toxoplasmosi passa soprattutto dall’attenzione agli alimenti, con accorgimenti come evitare di consumare carne, frutti di mare crudi e latte crudo non pastorizzato e lavare con cura frutta e verdura crude prima di consumarle.

gatto e donna incinta

WTolenaars/gettyimages.it

Le donne incinte non devono indossare cinture di sicurezza

Altro importante mito da smentire è quello per cui le donne in dolce attesa possono stare in auto senza cinture. Queste ultime, infatti, vanno allacciate anche in gravidanza, poiché rappresentano la migliore garanzia di sicurezza per la madre e per il bambino. L’articolo 172 del Codice della strada non esonera le future mamme dal loro utilizzo, ma solo coloro che presentano un certificato medico secondo cui sussistono condizioni di rischio legate all’uso della cintura.

Quest’ultima, naturalmente, va indossata in modo corretto, facendo passare le fasce al di sopra e al di sotto del pancione. La fascia orizzontale deve essere posizionata in basso, sotto la pancia, in modo che non faccia pressione sul bambino, mentre quella diagonale deve partire dalla spalla e passare in mezzo ai seni.

Meglio evitare l’attività fisica in gravidanza

Non ci sono controindicazioni al praticare attività fisica quando si aspetta un bambino, se la donna è in salute e la gravidanza prosegue senza problemi. Sono numerosi, infatti, i benefici del movimento: evitare un eccessivo aumento di peso, ridurre la stipsi e il mal di schiena, contrastare i problemi di circolazione e di postura. In ogni caso, è bene chiedere prima parere al proprio medico, ed evitare sforzi eccessivi.

Gli esperti consigliano soprattutto l’attività aerobica con 30-40 minuti di esercizio a bassa intensità ogni giorno, prediligendo la camminata, la cyclette o il nuoto. Da evitare, invece, gli sport da contatto, violenti, che portano il rischio di cadute o di urti alla pancia.

La birra fa latte

Chiudiamo questa carrellata di miti sulla gravidanza con uno tra i più famosi detti popolari sulla maternità e l’allattamento: bere birra favorisce la produzione di latte materno. Gli alcolici, infatti, vanno assolutamente evitati sia durante la gestazione sia mentre si allatta. Come spiega l’Istituto Superiore di Sanità, il modo migliore per produrre latte è allattare il bambino con frequenza e regolarità, soprattutto perché la suzione stessa del neonato ha una funzione stimolante in tal senso. Per questo, in caso di dubbi, è sempre opportuno confrontarsi con professionisti in grado di fornire indicazioni affidabili in un periodo delicato come il post partum.

In questo percorso di cura e accompagnamento, può rivelarsi prezioso un piano come My Baby di UniSalute, che affianca la mamma dopo la nascita del bambino offrendo visite ed esami a tariffe agevolate, il servizio di consulenza sempre attivo “Il pediatra risponde”, l’intervento del pediatra a domicilio quando necessario, oltre alla copertura delle spese per cicli di fisioterapia dopo il parto e per eventuali ricoveri del neonato.

 

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Le domande più frequenti dei pazienti

Durante la gravidanza bisogna mangiare per due?

No, il fabbisogno energetico aumenta solo leggermente nel secondo e terzo trimestre. Una dieta equilibrata, calibrata sulle necessità individuali, è importante per prevenire eccessivi aumenti di peso e complicanze come ipertensione o diabete gestazionale.

Le voglie alimentari hanno un significato o possono causare macchie sulla pelle del bambino?

No, le voglie non dipendono da carenze nutrizionali e non hanno alcuna correlazione con le macchie cutanee presenti nei neonati o negli adulti.

Le donne in gravidanza devono allontanare il gatto?

No, un gatto che vive esclusivamente in casa, viene controllato adeguatamente e mangia solo cibi cotti ha un rischio praticamente nullo di contrarre e trasmettere la toxoplasmosi.

Fare sesso in gravidanza è rischioso?

Nella maggior parte dei casi non c’è alcuna controindicazione. I rapporti sessuali sono considerati sicuri, salvo condizioni particolari come il rischio di parto pretermine, che richiedono una valutazione medica.

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Commenti sul post

    1 commento

  1. Tutte cose che ho sentito durante le mie due gravidanze, anche io non credevo alle “voglie”, ma in entrambi i casi ho toccato con mano che sono vere e non con solo credenze popolari.