Toxoplasmosi in gravidanza

Toxoplasmosi: che cos’è e quali sono i rischi in gravidanza?


La toxoplasmosi è un’infezione causata dal parassita Toxoplasma gondii, che può completare il proprio ciclo vitale solo nei gatti. Per gli esseri umani il contagio avviene soprattutto tramite il consumo di carne cruda o poco cotta, frutta e verdura non lavate e contatto con terreno o materiali contaminati dalle feci di gatti. Nella maggior parte dei soggetti sani l’infezione è lieve o asintomatica, mentre può essere pericolosa in gravidanza, poiché può causare aborti spontanei e danni oculari e neurologici al feto, e per le persone immunodepresse. La prevenzione si basa sul rispetto di rigorose norme igieniche nel contatto con carne e verdure crude, lettiere e terreni contaminati, e sulla gestione delle abitudini a rischio nel gatto. Un test sierologico prima o all’inizio della gravidanza e i controlli veterinari aiutano a gestire il rischio in modo consapevole.

Esiste una preoccupazione diffusa riguardo alla possibilità che i propri animali domestici, quando vivono a stretto contatto con la famiglia, possano trasmettere alcune patologie. Un timore che tende a intensificarsi quando si parla di gravidanza e, in particolare, del rischio di contrarre la toxoplasmosi dai gatti.

Tuttavia il quadro, da un punto di vista sanitario, non è così fosco. Facciamo chiarezza a proposito del concreto rischio di toxoplasmosi quando si convive con un gatto domestico con l’aiuto della dottoressa Claudia Osti, veterinaria.

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Toxoplasmosi: che cos’è e come si prende?

La toxoplasmosi è un’infezione parassitria causata dal Toxoplasma gondii, un protozoo molto comune che può completare il proprio ciclo vitale solo nei gatti. Questo parassita è infatti in grado di riprodursi solo nei felini e diffondersi, attraverso le loro feci, nell’ambiente. Tutti gli altri organismi, incluso l’essere umano, possono infettarsi, ma non trasmettono il parassita ad altri.

Il contagio avviene quando si ingeriscono le uova (oocisti) del parassita. Questo può accadere in diverse situazioni, tra cui:

  • consumo di alimenti contaminati come: carne cruda o poco cotta – compresi gli insaccati –, frutti di mare crudi e latte di capra non pastorizzato
  • ingestione di frutta e verdura non lavate accuratamente
  • contatto con terreno o materiali contaminati da feci di gatto, ad esempio durante la pulizia della lettiera.
“Si discute sempre di toxoplasmosi perché il gatto è l’unico ospite definitivo di questo parassita: solo il gatto, tra tutti i mammiferi, può essere vettore attivo di contagio. Nella realtà, però, capita molto raramente che l’uomo prenda la malattia da questo animale poiché il felino domestico, soprattutto se vive esclusivamente in casa, difficilmente è portatore della patologia.” Il gatto, infatti, può essere contagiato da piccoli roditori come topi o lucertole, con cui viene a contatto attraverso la caccia, oppure mangiando carne cruda. Di conseguenza, se il gatto vive solo tra le mura domestiche e segue un’alimentazione sana, non può prendere la toxoplasmosi né trasmetterla a una donna incinta.

Cosa succede se ti viene la toxoplasmosi? Quando è pericolosa?

Nella maggioranza dei casi, la toxoplasmosi rappresenta una condizione benigna: nei soggetti sani i sintomi sono assenti o lievi, simili a una comune sindrome influenzale:

La toxoplasmosi può avere invece conseguenze severe in categorie vulnerabili come:

  • persone immunodepresse, in cui possono svilupparsi danni renali, epatici, ossei e nervosi; infiammazione della retina; linfoadenopatie e infezioni polmonari
  • donne in gravidanza: il parassita può attraversare la placenta causando un aborto spontaneo o provocando malformazioni o gravi danni oculari e neurologici al feto.

Come si cura la toxoplasmosi?

La cura della toxoplasmosi dipende dallo stato di salute della persona e dal momento in cui l’infezione viene diagnosticata. Nella maggior parte dei casi, chi è in buona salute non necessita di alcun trattamento: l’infezione è spesso asintomatica o provoca disturbi lievi che si risolvono spontaneamente.

La terapia è invece importante in persone immunodepresse e donne in gravidanza. In questi casi il trattamento può prevedere la somministrazione di farmaci antiparassitari e antibiotici, spesso in combinazione tra loro. Nelle donne incinte è cruciale intervenire tempestivamente per ridurre il rischio di danni per il feto. Dopo la nascita, il neonato dovrà seguire una terapia di follow-up, fino ai successivi due anni, accompagnata da controlli regolari, in particolare a livello oculare.

Gravidanza e gatti: come prevenire la toxoplasmosi?

Considerata la pericolosità della toxoplasmosi in gravidanza, “l’attenzione dev’essere altissima, ma non è necessario che una donna incinta che vive con un gatto – come si faceva fino a qualche anno fa – dia via il proprio animale domestico.” Esistono strategie alternative di prevenzione ed è cruciale essere consapevoli di come avviene la trasmissione e quali sono gli elementi che possono rappresentare un effettivo rischio per la salute di mamma e feto.

La prima misura d’intervento è eseguire un test della toxoplasmosi (toxotest) per accertare la presenza di anticorpi per il parassita e identificare, così, un’eventuale infezione pregressa o in corso. L’esame si svolge in genere nell’ambito dello screening prenatale.

Allo stesso modo, è utile sottoporre il gatto di casa a un test sierologico per assicurarsi che in quel momento sia completamente sano. Una volta iniziata la gravidanza, diventa cruciale essere molto rigorosi nel non far uscire il gatto di casa, non consentire la caccia e non dargli da mangiare carne cruda.

Dal momento che i principali veicoli di contagio sono la carne cruda, anche maneggiata, le verdure non ben lavate e il contatto con le feci del gatto, la prevenzione deve includere questi ulteriori accorgimenti:

  • utilizzare sempre i guanti quando si prepara la carne per la famiglia
  • lavare accuratamente gli utensili che vengono in contatto con carne e verdure crude
  • utilizzare i guanti durante la pulizia della lettiera, quando si lavora nell’orto o si maneggiano terriccio o sabbia
  • non consumare carne e verdure crude, frutti di mare crudi e latte crudo non pastorizzato.

Per tutelare la salute del proprio animale domestico in ogni momento, può essere utile considerare una soluzione come My Pet di UniSalute che offre visite a tariffe agevolate, una copertura per visite ed esami veterinari e il servizio a distanza “Il veterinario risponde” per ricevere assistenza in caso di dubbi e richieste.

 

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Toxoplasmosi prevenzione

Le domande più frequenti dei pazienti

La toxoplasmosi si prende dal gatto?

Il gatto è l’unico ospite definitivo del parassita, ma il rischio di trasmissione da un gatto domestico che vive esclusivamente in casa e non mangia carne cruda è praticamente nullo. Le principali fonti di contagio per l’essere umano sono il consumo di carne cruda, frutta e verdura non lavate e il contatto con terreno contaminato.

Come capire se è in corso una toxoplasmosi?

Nella maggior parte dei casi non dà sintomi evidenti. Quando presenti, possono assomigliare a una sindrome influenzale: febbre, stanchezza, dolori muscolari, mal di gola e linfonodi ingrossati. L’unico modo per avere la certezza è un esame del sangue.

Perché la toxoplasmosi è pericolosa in gravidanza?

Durante la gestazione il parassita può attraversare la placenta e raggiungere il feto, causando possibili complicanze: aborto spontaneo e danni ocularie neurologici al feto.

Come proteggersi dal rischio di contagio in gravidanza?

Tra le principali misure preventive rientrano: evitare carne cruda, lavare accuratamente frutta e verdura, usare guanti per la pulizia della lettiera e per lavorare in giardino, impedire al gatto di uscire e non dargli cibo crudo.

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