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gonfiore addominale

Gonfiore addominale: cause, rimedi ed esami da fare

Un fastidio passeggero, o un disturbo che può durare per giorni: il gonfiore addominale è una condizione comune che molte persone sperimentano a tutte le età, e che, per fortuna, in genere si risolve da solo e in poco tempo. Tuttavia, le cause possono essere numerose, non tutte riconducibili alla dieta, e in alcuni casi specifici può trattarsi di un campanello d’allarme per malattie anche gravi. Ne parliamo in questo articolo.

I sintomi del gonfiore addominale: come si manifesta?

Il gonfiore addominale è una spiacevole sensazione di tensione della pancia, che risulta dura e gonfia. Generalmente si manifesta dopo aver mangiato (ma non solo, come vedremo), e si accompagna ai seguenti sintomi:

  • flatulenza
  • eruttazioni
  • fastidio, crampi o dolore
  • stipsi
  • diarrea
  • stanchezza.
gonfiore addominale sintomi

DjelicS/gettyimages.it

Gonfiore addominale: alcune delle cause più comuni

Nella maggior parte dei casi, chi soffre di gonfiore addominale non presenta alcuna patologia: si tratta, quindi, di una condizione passeggera, che si risolve entro breve tempo, associata a errori alimentari o a stili di vita scorretti. Ecco quali possono essere alcune cause comuni.

Meteorismo, una delle principali cause del gonfiore addominale

Nello stomaco e nell’intestino, a seguito dei processi digestivi, possono accumularsi dei gas che causano rispettivamente l’aerofagia e il meteorismo. Nello stomaco, l’eccesso di gas è dovuto alla sua ingestione della bocca, alla cattiva digestione che ne rallenta lo svuotamento, o a una quantità eccessiva di cibo e bevande, in particolare quelle gassate. Nell’addome, invece, il gas si accumula soprattutto all’interno del piccolo e grande intestino e a provocarlo sono difficoltà digestive, infezioni e infiammazioni, oppure alcuni alimenti come le crucifere – cavoli, broccoli, cavolfiori – o i legumi, in particolare i fagioli.

Chi soffre di areofagia avverte sintomi a livello dello stomaco e della parte alta dell’addome, mentre, nel caso del meteorismo, si concentrano nella parte al di sotto della linea dell’ombelico: oltre al gonfiore, si tratta, nella maggior parte dei casi, di un dolore continuo a spasmi, che può accompagnarsi a emissione di gas e anche alla nausea.

L’accumulo di gas nelle viscere è legato anche a intolleranze alimentari, a una dieta scorretta, a disordini della flora intestinale, e può essere influenzato da fattori come ansia e stress, che sono a loro volta causa di gonfiore addominale.

Gonfiore a seguito di un’indigestione

Mangiare troppo o bere una quantità eccessiva di alcol può provocare un’indigestione, che comporta fastidio e dolore sia allo stomaco che all’addome. Anche alcuni farmaci possono indurre questa condizione, perché irritano l’apparato digerente. Episodi occasionali non devono destare preoccupazione, mentre è opportuno chiedere il parere del proprio medico qualora dovessero comparire di frequente e senza un’apparente motivo scatentante.

gonfiore indigestione

JackF/gettyimages.it

Infezioni e gonfiore addominale

Infezioni allo stomaco provocate da batteri o virus (come Escherichia coli o Helicobacter pylori, norovirus o rotavirus) possono causare gonfiore addominale, che può comparire insieme a sintomi: diarrea, vomito, dolore. Se il malessere non scompare in pochi giorni, è opportuno contattare il medico, al quale bisogna invece rivolgersi immediatamente in presenza di febbre alta, vomito frequente e sangue nelle feci.

Intolleranze alimentari

Le persone che hanno un’intolleranza al lattosio o al glutine, oppure soffrono di celiachia, possono manifestare gonfiore addominale accompagnato da forti dolori, nausea, vomito e diarrea, dopo aver mangiato determinati cibi. Sebbene i sintomi tendano a scomparire da soli, consultare il medico è consigliato soprattutto se gli episodi non sono isolati, ma si ripetono con una certa frequenza.

Gonfiore addominale e disturbi ginecologici

Alcuni problemi ginecologici causano anche mal di stomaco: l’endometriosi, per esempio, può provocare crampi e gonfiore, quando il rivestimento dell’utero si attacca allo stomaco o all’intestino. Questo tipo di dolore non è molto differente da quello dovuto al gonfiore addominale, e può quindi essere confuso.

Sintomi turmore endometrio

Chinnapong/gettyimages.it

Gonfiore e patologie dell’intestino

Disturbi intestinali cronici come la sindrome del colon irritabile (IBS), il morbo di Crohn, la rettocolite ulcerosa, possono causare frequenti gonfiori, associati a diarrea, vomito e perdita di peso involontaria.

SIBO e gonfiore addominale

I batteri presenti nello stomaco e nell’intestino si trovano, normalmente, in condizione di equilibrio e aiutano il corpo a svolgere le funzioni fisiologiche, come la digestione. Tuttavia, può verificarsi un aumento di batteri nocivi, in particolare nell’intestino tenue, noto come “sovracrescita batterica intestinale” o SIBO, dall’inglese small intestinal bacterial overgrowth.

La SIBO può causare gonfiore addominale, diarrea frequente, difficoltà a digerire i cibi e problemi nell’assorbimento dei nutrienti, con conseguente perdita di peso.

Cause meno comuni di gonfiore addominale

Oltre alle cause che abbiamo visto in dettaglio, il gonfiore addominale può essere dovuto ad altre gravi condizioni. Questo accade, fortunatamente, in un numero contenuto di casi. I pazienti che soffrono di calcoli biliari o malattie della cistifellea, per esempio, possono provare un intenso dolore addominale, così come in caso di tumori allo stomaco o all’intestino.

Infine, una casistica ancora più ristretta riguarda l’ascite, un accumulo di liquido nella cavità addominale che in genere è correlato a patologie epatiche, e che richiede un intervento medico in tempi brevi.

Gonfiore addominale: quando rivolgersi a un medico?

I casi in cui il gonfiore indica la presenza di una malattia più seria sono pochi, come abbiamo visto. Tuttavia, sebbene il gonfiore addominale si risolva in genere nell’arco di poche ore o della giornata, ci sono casi in cui bisogna rivolgersi a un medico, in presenza di sintomi come:

  • dolore intenso
  • febbre
  • vomito che dura da più di 24 ore
  • feci sanguinolente
  • lesione fisica, in seguito a un incidente
  • rapido gonfiore dell’addome o di qualsiasi altra parte del corpo
  • chirurgia
  • insufficienza epatica o renale.
gonfiore pancia

FatCamera/gettyimages.it

Come contrastare il gonfiore addominale

Generalmente, quando gli episodi di gonfiore addominale sono isolati non c’è motivo di preoccuparsi. Sebbene tendano a risolversi da soli, può essere comunque utile chiedere un parere al proprio medico.

Data la pluralità di cause, è bene specificare che non esiste “un” rimedio che sia sempre valido per tutti contro il gonfiore addominale. Nel contrastare questo problema, tuttavia, la dieta svolge un ruolo importante: bisogna, infatti, evitare alcuni cibi e bevande, o assumerne un quantitativo minore rispetto al solito. Ad esempio, bibite gassate e zuccherate, verdure come fagioli, broccoli e altre tipologie di cavoli, pere e pesche, lattuga, cipolle sono alimenti che favoriscono la formazione di gas intestinali. Anche i cereali integrali e i derivati del latte potrebbero causare gonfiore.

Un’altra buona abitudine è fare una passeggiata dopo i pasti, anche di breve durata. Quando si verificano episodi di gonfiore, invece, può essere utile assumere delle tisane o degli infusi all’anice, al finocchio, alla menta e all’angelica, che stimolano la digestione e la motilità intestinale.

Da valutare insieme al proprio medico, l’assunzione di probiotici e altri integratori alimentari.

Per vivere bene e trascorre ogni giorno con serenità, alimentarsi in maniera sana e fare attività fisica sono importanti, così come monitorare il proprio stato di salute, avendo la possibilità di consultare medici esperti. A questo proposito, alcune assicurazioni, come UniSalute, propongono dei Piani Individuali, che permettono di sottoporsi a controlli periodici e di ricevere un’assistenza ad hoc per le proprie necessità. Ci avevate mai pensato?

Erica Di Cillo
Erica Di Cillo vive e lavora a Bologna e da alcuni anni collabora con diverse testate online. Per il blog InSalute scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute.

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