La diarrea è un disturbo caratterizzato da emissione frequente di feci molli o acquose. Può essere causata da infezioni gastrointestinali, intossicazioni alimentari, ansia, stress, intolleranze alimentari o malattie dell’intestino. Durante gli episodi di diarrea è consigliabile seguire una dieta leggera a basso contenuto di fibre, privilegiando riso, pane tostato, crackers, patate e carni magre, ed evitando latticini, cibi grassi, piccanti, integrali, bevande alcoliche, gassate o ricche di caffeina. È importante, inoltre, prevenire la disidratazione bevendo acqua e, se necessario, soluzioni reidratanti. Nei bambini e in gravidanza è necessaria un’attenzione particolare all’idratazione e alla sicurezza alimentare. Se i sintomi persistono per più di due giorni, compaiono febbre, sangue nelle feci o segni di disidratazione, è opportuno consultare il medico.
I disturbi di tipo gastrointestinale colpiscono ogni anno migliaia di italiani, per ragioni di diversa natura: cattive abitudini alimentari, ansia e stress, infezioni batteriche o, talvolta, patologie di natura più seria. Uno dei più diffusi nella stagione calda è senza dubbio la diarrea, che colpisce adulti e, ancor più spesso, i bambini.
Quali fattori possono scatenarla? Cosa mangiare in questi casi, e quali cibi evitare? Ne abbiamo parlato con il prof. Pier Roberto Dal Monte, L.D. di Semeiotica medica.
Cosa si intende con diarrea?
La diarrea consiste nell’“emissione di feci molli e acquose”, quindi non totalmente formate, che si verifica più volte al giorno. Non rappresenta una patologia, quanto piuttosto una manifestazione sintomatica di altri disturbi, a carico soprattutto dell’apparato digerente.
Oltre all’urgenza defecatoria, può essere accompagnata anche da ulteriori sintomi più o meno frequenti, come:
- gonfiore addominale
- dolore all’addome
- crampi addominali
- bruciore anale.
Talvolta, anche se più raramente, possono anche comparire febbre, vomito e perdite ematiche.
Diarrea e dissenteria: differenze
La diarrea viene spesso confusa con la dissenteria, ma si tratta di due disturbi di gravità differente. La dissenteria è una condizione più severa di diarrea, caratterizzata da scariche fecali dolorose e, spesso, non controllabili, che può essere accompagnata da febbre e nausea, oltre che dall’emissione di sangue, muco e, talvolta, pus al momento dell’emissione.

La diarrea si accompagna di solito a gonfiore e dolore addominale.
Classificazione della diarrea
A seconda della frequenza con cui si presenta il disturbo, è possibile distinguere tre tipologie di diarrea:
- acuta, quando i sintomi durano da poche ore fino a un massimo di due settimane
- cronica, quando la durata della condizione sintomatica persiste e supera le quattro settimane
- ricorrente, quando si ripetono con andamento ciclico episodi diarroici acuti a breve distanza tra loro durante la settimana.
Identificare la tipologia di condizione è importante per risalire alle cause scatenanti e avviare un corretto trattamento. “Una diarrea acuta permane di norma per 1-2 giorni e scompare senza alcun particolare trattamento. Una diarrea che dura invece più di 2 giorni può essere un segno di un problema più serio e può portare a una disidratazione, quindi va valutata più attentamente e curata.”
Quali sono le cause della diarrea?
A seconda della sintomatologia, le cause della diarrea possono essere molto diverse tra loro. Tra le più comuni ci sono infezioni virali, intossicazioni alimentari dovute a “cibi guasti o non conservati perfettamente”, disturbi cronici del tubo digerente, infestazioni parassitarie croniche e intolleranze alimentari. Vediamole più in dettaglio.
Cause della diarrea acuta
Nella maggioranza dei casi, la diarrea acuta è dovuta a un’infezione intestinale (gastroenterite), che può essere causata da:
- batteri, come i Campylobacter, l’Escherichia coli, la Salmonella o Shigella che, ingeriti attraverso acqua o cibi contaminati, possono causare una tossinfezione alimentare
- virus, come i Norovirus e Rotavirus, virus influenzali o epatitici
- parassiti, come la Giardia intestinale, che entra nel corpo attraverso acqua o cibi contaminati.
Un’altra possibile causa è l’assunzione di alcuni farmaci: infatti, la scarica diarroica può essere un effetto collaterale indesiderato.
Per la diarrea ricorrente, le cause principali possono essere:
- ansia e stress
- allergie o intolleranze alimentari, come quella al lattosio
- malattie croniche dell’intestino come la sindrome dell’intestino irritabile (SII).
Cause della diarrea cronica
Quando si cronicizza, la diarrea può essere segnale della presenza di una malattia cronica dell’apparato digerente. È spesso legata a disturbi funzionali, come:
- sindrome dell’intestino irritabile (SII)
- malattie infiammatorie intestinali, come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa
- celiachia, a causa dell’ingestione di cibi contenenti glutine
- malattia diverticolare
- interventi chirurgici sul tratto intestinale o dopo l’asportazione della colecisti.
“Non bisogna trascurare cause più rare, come un’insufficienza pancreatica, una sindrome da carcinoide che, a seguito di ipersecrezione di serotonina, assieme alla diarrea, provoca rossori al volto, o altri tumori con secrezioni di ormoni o sostanze paraormonali (detti neurormoni) intestinali che stimolano la motilità intestinale.”
Proprio per lo stretto legame tra apparato digerente, dieta e diarrea, per chi accusa i sintomi della diarrea è fondamentale prestare attenzione all’alimentazione.

L’idratazione è essenziale per reintegrare i liquidi persi a causa della diarrea.
Cosa non si deve mangiare quando si ha la diarrea?
“Dal punto di vista terapeutico, si consiglia di evitare una dieta ricca di scorie”, ossia tutte quelle parti di cibo che l’organismo fatica ad assimilare, e che vanno pertanto ad accumularsi nel tratto intestinale per poi essere espulse insieme alle feci.
Si tratta dunque di cibi con un alto contenuto di fibre, “come verdure, alimenti integrali e prodotti con semi, legumi e tutti gli alimenti che li contengono”. Sconsigliata anche l’assunzione di latte e latticini che, indipendentemente dalla tolleranza alimentare, sarebbero da evitare soprattutto nella fase acuta del disturbo.
Sotto il mirino anche tutti quei cibi eccessivamente grassi, fermentati o piccanti, che rischiano di appesantire o irritare l’intestino, rallentando la digestione.
Inoltre, è opportuno eliminare dalla propria dieta tutte le bevande disidratanti o irritanti per l’intestino, come:
- alcolici
- bevande gassate
- bevande a base di caffeina (quindi, caffè, tè)
- succhi di frutta o liquidi eccessivamente zuccherini.
Va limitata anche la quantità di zucchero (saccarosio) e miele a un massimo di 10 grammi al giorno, in quanto alimenti iperosmolari che richiamano liquidi e che possono peggiorare il quadro clinico, causando una severa disidratazione.
Cosa mangiare con la diarrea?
Dopo aver visto i cibi sconsigliati, vediamo invece quali possono aiutare a controllare la diarrea, ovvero gli alimenti astringenti e quelli che aiutano a solidificare le feci.
Cibi solidi e a basso contenuto di fibre
Meglio consumare pasti leggeri a base di cibi solidi, per solidificare le feci, e con poche fibre. Sono quindi consentiti il riso e prodotti a base di farina bianca come pane ben tostato, fette biscottate, grissini, crackers. Inoltre, la pasta e il riso, che ha notevoli proprietà astringenti, vanno conditi soltanto con olio EVO, parmigiano e sugo di pomodoro. Solo in seguito, in presenza di sensibili miglioramenti, è possibile integrare altri condimenti leggeri.
Alimenti come carne, pesce e uova, perché privi di fibra, possono essere consumati, a patto che si prediligano cotture semplici alla piastra, al vapore, ai ferri oppure la bollitura. “Inizialmente, è preferibile il consumo di carne tenera o macinata per aiutare sia la masticazione che la digeribilità. Per quanto riguarda il consumo di affettati, preferire il prosciutto crudo magro e la bresaola, evitando il prosciutto cotto e altri salumi”.
Frutta e verdura con moderazione
Come accennato, occorre prestare attenzione alle verdure: “si possono mangiare patate e carote lesse, ma soltanto durante i pasti principali e senza mai superare una porzione da 100 grammi”, mentre sono concessi succhi di frutta senza residuo, spremute filtrate, centrifugati. Quanto alla frutta, essendo ricca di fibra, dev’essere consumata con moderazione: si possono introdurre solo alcuni tipi (banane, perché ricche di potassio, e omogeneizzato di mela) quando i sintomi si riducono.


Il riso è tra gli alimenti più indicati in caso di diarrea.
Diarrea nei bambini: cosa mangiare?
A differenza degli adulti, i bambini non hanno ancora una flora batterica completamente sviluppata. Per tale ragione, la diarrea è uno dei disturbi più comuni in età infantile. La prima cosa da fare è prevenire la disidratazione reintegrando i liquidi persi con acqua o, nei casi più gravi, attraverso la somministrazione di soluzioni reidratanti. I bambini, infatti, rischiano maggiormente la disidratazione, perché il loro organismo contiene più liquidi: il 75% del loro peso corporeo è infatti composto da sostanze liquide, contro il 60% nei soggetti adulti.
È importante poi seguire una dieta leggera e bilanciata, a base di cibi solidi, per aiutare la digestione e favorire la guarigione. Ecco perché sono da evitare digiuni prolungati, diete che vanno a eliminare interamente alcuni cibi – come le proteine del latte – o quelle a base di cibi “in bianco”. Allo stesso modo, non bisogna forzare il bambino a mangiare o interrompere completamente l’alimentazione. Meglio procedere con pasti dalle porzioni ridotte ma più frequenti nel corso della giornata, ricchi di amido e privi di cibi carichi di zuccheri e grassi.
Per quanto riguarda i cibi consigliati e quelli da evitare, valgono le stesse indicazioni viste sopra, ad eccezione del latte che, specie per i bambini in fase di allattamento (latte materno o in formula), può essere somministrato regolarmente, perché ben tollerato.
Diarrea in gravidanza: che rischi ci sono e cosa mangiare
La gravidanza è una fase delicata per la donna, che induce nel corpo notevoli cambiamenti e mette sotto stress il suo sistema immunitario, esponendolo maggiormente al rischio di infezioni batteriche, virali o parassitarie. Quando compaiono sintomi diarroici, oltre al disagio, si aggiunge un’ulteriore preoccupazione nei confronti del feto. Per questo, è importante capire quali siano le cause della diarrea: sbalzi ormonali, un cambio di regime alimentare, una intossicazione alimentare, oppure ragioni più gravi.
Generalmente, si tratta di episodi piuttosto comuni che si risolvono in pochi giorni, senza conseguenze. Le condizioni infettive sono rare, ma è opportuno sottoporsi a controlli medici, in caso di sintomi persistenti e comparsa di febbre.
Qualunque sia la causa, le raccomandazioni sono di curare l’igiene e all’alimentazione. A proposito di dieta, i consigli restano evitare latticini, alimenti piccanti, troppo conditi o eccessivamente grassi, caffè, alcolici e bibite gassate.
Rimedi contro la diarrea
In caso di diarrea, oltre a seguire una corretta alimentazione, è fondamentale bere in abbondanza. Una delle conseguenze a cui prestare più attenzione, soprattutto in caso di diarrea persistente, è infatti la disidratazione, che si può manifestare con mancanza di energia, sonnolenza, perdita di appetito, nausea, sensazione di stordimento o di vertigini, tachicardia e, nei casi più gravi, crampi muscolari, delirio o perdita di coscienza.
Per questa ragione, il primo intervento deve mirare a un’adeguata reintegrazione dei liquidi persi. Il consiglio è di bere a piccoli sorsi, prestando attenzione alla temperatura delle bevande: non dovranno essere né troppo calde né troppo fredde. Specialmente nel caso di soggetti fragili come bambini e anziani, si può ricorrere a soluzioni reidratanti, costituite in genere da bustine da sciogliere in acqua, per contrastare la perdita di liquidi e sali minerali.
Esistono ovviamente anche farmaci antidiarroici, che possono contribuire a bloccare la diarrea, accorciandone – seppur di poco – la durata. Tuttavia, è bene sottolineare che, di solito, la diarrea guarisce senza che sia necessaria una loro assunzione. Inoltre, questi farmaci non intervengono sulle cause, ma soltanto sui sintomi: bloccando la motilità intestinale, ostacolano infatti anche l’eliminazione di batteri e tossine. Il consiglio, dunque, è di evitare di assumerli alla comparsa del primo sintomo e di chiedere sempre il parere del medico.
Infine, meglio evitare di assumere antibiotici di propria iniziativa, se non è stata chiarita la causa scatenante e non è stato consultato il medico, poiché:
- se la causa è virale, non funzionano
- possono causare spiacevoli effetti indesiderati
- se assunti troppo frequentemente e non al bisogno, possono perdere la loro efficacia curativa nei confronti di altre patologie e aumentare l’antibiotico-resistenza dei batteri
- alterano l’equilibrio fisiologico del microambiente intestinale, e il rischio è di peggiorare il quadro clinico.
Per ricevere indicazioni mirate, soprattutto in caso di peggioramento dei sintomi, il riferimento deve essere sempre il medico, che potrà consigliare i trattamenti più adeguati ed eventualmente indirizzare verso esami e indagini per approfondire il quadro clinico.
A questo proposito, per accedere più facilmente a visite specialistiche ed esami diagnostici, può essere utile considerare l’offerta delle soluzioni UniSalute Per Te, che permettono di usufruire di tariffe agevolate e di evitare lunghi tempi di attesa.
Scopri ora come le soluzioni UniSalute Per Te possono aiutarti a prenderti cura della tua salute

Un’attenzione particolare è richiesta quando la diarrea colpisce donne in gravidanza.
Le domande più frequenti dei pazienti
Quali sono i cibi assolutamente da evitare quando si ha la diarrea?
È consigliabile evitare cibi ricchi di fibre, come verdure crude, legumi e cereali integrali, oltre a latte e latticini, cibi grassi, fritti o piccanti, e bevande gassate o zuccherate.
Cosa posso mangiare per aiutare a solidificare le feci durante un episodio di diarrea?
Cibi solidi a basso contenuto di fibre come riso bianco, pane tostato, crackers, banane e patate lesse sono raccomandati per aiutare a solidificare le feci.
Quanto è importante l’idratazione quando si ha la diarrea e quali liquidi dovrei bere?
L’idratazione è fondamentale per compensare la perdita di liquidi. È consigliabile bere acqua a piccoli sorsi, brodo leggero o soluzioni reidratanti, evitando bevande troppo zuccherate.
Ci sono differenze nell’alimentazione consigliata per la diarrea nei bambini rispetto agli adulti?
Nei bambini, è importante prevenire la disidratazione e continuare ad alimentarli con pasti piccoli e frequenti. A differenza degli adulti, il latte può essere generalmente tollerato dai bambini in allattamento.


2 commenti
Cosa devo mangiare per la diarrea dei diabetici
Ciao Giuseppe. Come abbiamo già detto ad altri nostri lettori, il primo consiglio che possiamo darti è di consultare il medico che ti ha in cura e chiedergli un parere: nessuno può darti indicazioni più appropriate di chi ti segue e conosce nel dettaglio il tuo quadro clinico. In linea generale, tuttavia, possiamo dirti che in caso di diarrea si evitano le scorie che provengono dai cibi vegetali ed i grassi (ricchi di grassi saturi come grassi animali e da derivati del latte). Potrebbe essere utile la colestiramina, che peraltro non si trova più in Italia (ma si trova in altri Paesi) e andava sotto il nome di Questran.
Speriamo che la nostra risposta ti sia stata utile. A presto 🙂