I benefici psicofisici della musica


La musica ha numerosi benefici su mente e corpo. A livello mentale, può veicolare emozioni e stimolare l’empatia, migliorare l’umore, ridurre lo stress, aumentare la concentrazione e la memoria. A livello fisico è capace di stimolare le difese immunitarie, favorire la salute cardiaca e facilitare il sonno. Su queste basi si fonda la musicoterapia, una disciplina che sfrutta suono, ritmo e melodia a scopo terapeutico o riabilitativo, che si applica a numerose condizioni cliniche. Integrare la musica nella routine quotidiana può amplificare questi benefici e contribuire a migliorare il benessere psicofisico.

Farci cullare da una melodia rilassante prima di addormentarci ci aiuta a riposare meglio. Svegliarci a ritmo di rock ci dà la carica per affrontare gli impegni quotidiani. Un sottofondo musicale ci rende più concentrati e produttivi nel lavoro e nello studio. La nostra canzone preferita è il migliore antidoto per tirarci su di morale. Non è solo un’impressione: la musica che scegliamo di ascoltare o che ci capita di sentire durante la giornata ha un impatto potente sul nostro benessere psicofisico.

Ma perché la musica riesce a influenzare così profondamente il nostro stato d’animo? In che modo agisce sulla mente e sul corpo?

In questo articolo approfondiamo quali sono gli effetti della musica sul cervello, sulle emozioni e sul corpo e quali benefici si possono ottenere prendendo l’abitudine di fare della musica una compagna di vita o utilizzandola come terapia.

Mai più una polizza che non ti assomigli

Scopri la polizza Brand – Personalizzazione

Cosa provoca ascoltare musica?

Dalla commozione alla gioia, dalla tristezza all’euforia, la musica è in grado di suscitare sensazioni forti in chi la ascolta e aiuta a entrare in contatto con i propri stati emotivi più profondi. È una forma d’arte ma anche uno strumento espressivo, un linguaggio universale dal grande potere comunicativo, capace di toccare le stesse corde e trasmettere le stesse emozioni a persone molto diverse tra loro.
Alcune ricerche che hanno analizzato le risposte emotive a diversi generi musicali hanno scoperto che sono 13 le emozioni principali che la musica riesce a far provare, indipendentemente dalle caratteristiche, dall’età e dalla cultura di appartenenza di chi la ascolta:
  • divertimento
  • gioia
  • desiderio
  • bellezza
  • rilassatezza
  • tristezza
  • fantasia
  • trionfo
  • ansia
  • paura
  • fastidio
  • ribellione
  • energia.

Ma perché il semplice ascolto di un brano musicale è in grado di scatenare una reazione emotiva? Il merito è dei neuroni specchio, un particolare tipo di neuroni, ovvero di cellule nervose, a cui si deve la  capacità umana di entrare in relazione con gli altri. Quando osserviamo qualcuno svolgere una determinata azione, nel nostro cervello si attivano gli stessi neuroni che entrerebbero in gioco se fossimo noi a compierla: da qui la definizione di “specchio”.

Questo meccanismo ci permette di imparare dagli altri e di capire le loro intenzioni. Con le emozioni succede qualcosa di simile: quando ne notiamo una sul volto di una persona, nel nostro cervello si “accendono”, per empatia, circuiti neurali simili a quelli che si sono messi in moto nel suo. Anche l’ascolto di un brano musicale può attivare i neuroni specchio, scatenando in noi le stesse risposte emotive che ha suscitato in chi l’ha prodotto. Questo processo, oltre a facilitare l’apprendimento della musica, ci aiuta a comprendere perché una semplice melodia ha il potere di rallegrarci, intristirci, rilassarci, divertirci, infonderci energia.

Quali sono gli effetti della musica sul cervello?

La neuroestetica della musica, una disciplina che studia gli effetti di questa forma d’arte a livello neurofisiologico, ha dimostrato che il suo ascolto attiva i cosiddetti circuiti neurali della ricompensa, responsabili delle sensazioni di piacere e gratificazione che alcune esperienze – dall’assunzione di cibo all’attività sessuale – procurano. Questo meccanismo si basa sul rilascio di dopamina ed endorfine, due neurotrasmettitori, detti “ormoni del benessere”, all’origine della felicità che si associa a certi comportamenti e che spinge a ripeterli, motivati dal desiderio di provare di nuovo quel senso di gioia e soddisfazione.
Ascoltare musica ha un impatto analogo sul cervello e agisce da antistress naturale, producendo stati emotivi positivi. Oltre a essere una fonte di piacere e benessere psicofisico, la musica ha anche la capacità di stimolare le funzioni cognitive, migliorando l’attenzione e la concentrazione, potenziando la memoria e favorendo l’apprendimento. È, dunque, una valida alleata per essere più focalizzati e lucidi a livello cerebrale in tutte le attività quotidiane, soprattutto in quelle che richiedono un forte impegno cognitivo.

praetorianphoto/gettyimages.it

Quali sono gli effetti della musica sul corpo?

Oltre che su cervello, mente ed emozioni, la musica produce effetti anche a livello fisico. È in grado di:
  • modulare la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e il ritmo respiratorio
  • ridurre le tensioni muscolari grazie ai suoi effetti rilassanti
  • potenziare le difese contro le aggressioni esterne.
Studi hanno dimostrato che la musica – sia ascoltata che suonata – rinforza il sistema immunitario perché aumenta la produzione di anticorpi e abbassa i livelli di cortisolo, definito “ormone dello stress” perché i suoi valori aumentano in condizioni di stress psicofisico elevato. Un fenomeno che – soprattutto se prolungato nel tempo – compromette il buon funzionamento dei meccanismi di difesa e rende più vulnerabili alle malattie, da quelle cardiache a quelle autoimmuni, dai disturbi d’ansia alla depressione.
La musica ha anche effetti positivi sul sonno, migliorandone sia la quantità che la qualità. Soprattutto se lenta e rilassante, può influenzare l’attività delle onde cerebrali ed è associata a un aumento delle onde cerebrali delta, che sono collegate al sonno profondo, più riposante e ristoratore.

La musica, inoltre, stimola la produzione di endorfine, che migliorano l’umore e promuovono il rilassamento, condizione importante per conciliare il sonno. In sostanza la musica agisce come una forma di “sedazione uditiva” che, placando la mente e il corpo, può favorire l’addormentamento, aiutando a riposare meglio e contribuendo a contrastare l’insonnia.

Benefici della musica in ambito terapeutico

Per i suoi effetti sull’organismo a livello cerebrale, emotivo e cognitivo, la musica può diventare non solo un mezzo efficace per migliorare la salute psicofisica, ma uno strumento terapeutico e riabilitativo che può essere utilizzato, in modo complementare ad altri trattamenti, nella gestione di molte condizioni e patologie.

È su queste basi che si fonda la musicoterapia, una disciplina che utilizza suono, ritmo, melodia e armonia per sostenere processi cognitivi, emotivi e relazionali. Può essere svolta in forma passiva, attraverso l’ascolto guidato di brani che favoriscono calma, attenzione o rilassamento, oppure in modalità attiva, con la produzione di musica tramite voce, strumenti e movimento.

Grazie alla sua versatilità, la musicoterapia trova applicazione in molte condizioni:

  • disturbi dell’umore e depressione
  • gestione di disturbi d’ansia e stress 
  • spettro autistico
  • disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)
  • disturbi del comportamento alimentari (DCA)
  • disabilità fisiche e cognitive
  • dolore cronico
  • patologie neurodegenerative come l’Alzheimer
  • contrasto del declino cognitivo legato all’invecchiamento
  • sostegno alla riabilitazione motoria in fisioterapia.

Benefici psicofisici della musica e consigli per ottenerli

Come si è visto, la musica può portare nella vita quotidiana un benessere profondo, con conseguenze positive in tantissimi ambiti. Grazie alla musica è possibile:

  • provare sensazioni forti ed entrare in contatto con le emozioni
  • rilassarsi e ridurre lo stress e le tensioni, fisiche ed emotive
  • migliorare la concentrazione
  • stimolare la memoria
  • rinforzare il sistema immunitario
  • proteggere la salute del cuore
  • dormire meglio.

Come ottenere questi effetti benefici? È sufficiente integrare la musica nelle attività giornaliere e privilegiare l’ascolto di quei brani che sembrano più adatti a suscitare sensazioni positive. Ecco qualche esempio:

  • impostare una musica rilassante come sveglia nel cellulare per iniziare la giornata con dolcezza
  • scegliere una playlist energizzante che ci motivi e ci dia grinta quando pratichiamo sport
  • utilizzare un sottofondo musicale che aiuti a concentrarsi e a essere più attenti e lucidi nel lavoro e nello studio
  • la sera, a letto, ascoltare della musica che calmi la mente e il corpo e concili il riposo.

 

Scopri ora come comporre la tua soluzione UniSalute Per Te

Le domande più frequenti dei pazienti

Quali benefici ha la musica sul benessere psicofisico?

La musica agisce a livello mentale ed emotivo: può migliorare l’umore, ridurre lo stress, favorire il rilassamento, aumentare la concentrazione e stimolare funzioni cognitive come memoria e attenzione. Ha effetti positivi anche sul corpo: modula la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e la respirazione, riduce le tensioni muscolari e rafforza il sistema immunitario.

Perché la musica suscita emozioni così intense?

Perché attiva i neuroni specchio, cellule nervose coinvolte nell’empatia, e i circuiti della ricompensa nel cervello. Questo processo permette di entrare in connessione con la musica che si ascolta, provando sensazioni come gioia, tristezza, calma, energia o nostalgia.

La musica può influire sul sonno?

Sì, brani lenti e rilassanti favoriscono l’aumento delle onde cerebrali delta, associate al sonno profondo, e stimolano la produzione di endorfine. Ascoltare musica prima di dormire può facilitare l’addormentamento e migliorare la qualità del riposo.

Ascoltare musica riduce lo stress?

Sì, la musica può ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e favorire una risposta fisiologica di rilassamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti sul post

    Nessun commento