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Musicoterapia: cosa dicono gli studi e quali sono i benefici per corpo e mente?

Rilassa, diverte e conferisce un ritmo nuovo alle più svariate attività: sono solo alcuni tra i poteri della musica, il cui ascolto è una parte importante nella vita di molti di noi. Ma cosa sappiamo sul suo valore terapeutico? Il settore delle neuroscienze offre spesso nuovi spunti di analisi sulle potenzialità della musicoterapia nel trattamento e persino nella prevenzione di numerose patologie: in questo articolo vogliamo quindi esaminare alcuni utilizzi della musica come terapia integrata all’interno dei percorsi clinici e riabilitativi; comprenderemo inoltre come ciascuno di noi possa beneficiare, a diversi livelli, della musicoterapia.

Ritmi, suoni e simboli: il valore evocativo della musica

musicoterapia disabili

Le proprietà curative della musica sono da ricercarsi in primo luogo nella sua capacità di suscitare empatia e sensazioni. Pensiamo, per esempio, ad alcune azioni quotidiane come  accendere l’autoradio alla guida, regolare il volume dello stereo di casa o riprodurre un album digitale mentre camminiamo o lavoriamo: l’ascolto è in grado di scandire il ritmo di ognuna di queste attività e, spesso, modifica il nostro umore, fino ad avere effetti persino sullo stato d’animo.

Per questi motivi, la musica è universalmente considerata una tra le più espressive forme di comunicazione umana. Possiamo intuire facilmente, inoltre, le ragioni per cui l’essere umano ha presto attribuito alla musica un forte valore simbolico ed evocativo, sia nella dimensione privata che nel corso delle prime rappresentazioni sceniche di cui abbiamo testimonianza. In molte culture e civiltà antiche certi suoni, riprodotti ritmicamente e associati a una ritualità, erano cioè considerati capaci di influenzare comportamenti, climi e divinità.

Nel corso dei secoli l’uomo ha saputo supportare con evidenze sperimentali il portato delle credenze e dei miti associati alla musica. Grazie alla scienza, oggi possiamo cioè riferirci alla musicoterapia come a una vera e propria disciplina, che si serve di metodologie e di tecniche per favorire processi emotivi e relazionali: vediamo come.

Musicoterapia e salute: ambiti e applicazioni  

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Definita dalla Federazione Mondiale della Musicoterapia come “l’uso professionale della musica e dei suoi elementi in ambienti medici, educativi e comuni con individui, gruppi, famiglie e comunità”, la musicoterapia ha quindi come finalità generale quella di migliorare il benessere psicofisico dell’uomo e, di conseguenza, il suo stato di salute. Tali caratteristiche rendono questa disciplina estremamente trasversale, proprio perché in grado di intervenire non solo sui contesti culturali, ma anche in numerosi ambiti clinici, come:

  • la psicologia cognitiva e comportamentale
  • la terapia del dolore
  • la psicoterapia
  • la motricità
  • l’apprendimento

con il fine di integrare la terapia principale e consentire al paziente di affrontare il percorso di cura al meglio delle proprie capacità emotive. L’evoluzione scientifica di questa disciplina ha spiegato inoltre come, indipendentemente dal tipo di patologia, la musica sia in gradodi fondare una connessione emotiva con il soggetto malato: il paziente, cioè, attraverso la musicoterapia assume un atteggiamento positivo nei confronti della cura che sta intraprendendo e dei professionisti che lo seguono, arrivando anche a gestire il dolore e lo stress con maggior serenità e consapevolezza. Al fine di raggiungere obiettivi concreti, fondamentale è il ruolo del musicoterapista: questa figura professionale è responsabile della realizzazione pratica dell’intervento terapeutico e, prima ancora, della sua progettazione a misura del paziente.

Il musicoterapista e i benefici della terapia integrata

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In Italia, la formazione di un professionista della musicoterapia consiste in un percorso biennale multidisciplinare, la cui metodologia didattica standard è definita dal Miur. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca individua dunque come obiettivo principale per gli aspiranti musicoterapisti quello di acquisire una spiccata capacità di mediazione tra i bisogni del paziente e le fasi della cura; solo grazie a tale abilità, infatti, la musicoterapia potrà davvero ottimizzare la relazione clinica.

Una volta condiviso con il paziente e con il medico il piano terapeutico integrato, il musicoterapista coinvolgerà il soggetto in cura in interventi musicali attivi e passivi guidati. Momenti di ascolto in solitaria potranno essere alternati a improvvisazioni strumentali, vocali e motorie; nei casi di disagio psicologico associato alla malattia, la musicoterapia può abbinarsi anche a fasi di dialogo o recitazione in collaborazione con uno psicoterapeuta; inoltre, alcuni percorsi prevedono anche la composizione di brani e l’analisi di suoni e melodie da parte del paziente.

musicoterapia benefici anziani

La risposta metacognitiva del nostro cervello agli stimoli suscitati dalla musica ha poi consentito ai neurologi di individuare gli ambiti patologici in cui la musicoterapia è particolarmente efficace. Sempre secondo la Federazione Mondiale della Musicoterapia, a beneficiare delle cure musicoterapiche sarebbero soprattutto  bambini, adulti e anziani affetti da:

  • Disabilità psicofisiche
  • Disagio psicologico
  • Lesioni cerebrali post-traumatiche
  • Difficoltà di apprendimento
  • Dipendenza da sostanze
  • Morbo di Alzheimer

I benefici della musicoterapia come cura integrata sono chiaramente visibili anche nel trattamento di patologie correlate allo stress. In particolare, i disturbi legati all’ansia, alla fobia sociale e alla depressione post-partum trovano nella musicoterapia un supporto emotivo in grado, al termine della cura, di migliorare tanto l’autostima del paziente quanto il controllo delle emozioni.

In un contesto clinico, a chi spetta valutare se la nostra cura è compatibile con un percorso di musicoterapia? In assenza di una figura di riferimento nella propria struttura ospedaliera, è senz’altro possibile informarsi sulle opzioni di terapia integrativa presso il medico di base; in alternativa, esistono alcuni servizi sanitari complementari in grado di mettere in contatto il paziente con altrettanti specialisti. Pensiamo, per esempio, ai piani individuali di Unisalute, che godono di una copertura assicurativa capillare su tutto il territorio italiano.

Conoscevate già gli effetti benefici della musicoterapia?

 

FONTI:

  1. attiministeriali.miur.it/
  2. musictherapyworld.net/
  3. aiemme.it/
  4. unife.it/
  5. ospfe.it/
  6. musicaterapia.it/
  7. aliceitalia.org
  8. artiterapie-italia.it/
Chiara Iaquinta
Chiara Iaquinta vive e lavora a Bologna. Da diversi anni collabora con diverse testate online occupandosi, per alcune di esse, di salute e benessere della persona. Per il blog InSalute, scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute

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