Cos’è l’adenomiosi uterina, la patologia che colpisce le donne in età fertile


L’adenomiosi è una patologia ginecologica benigna in cui il tessuto endometriale cresce all’interno della parete muscolare dell’utero. Può causare sintomi come mestruazioni abbondanti, dolore pelvico, anemia, affaticamento e difficoltà legate alla fertilità, anche se in alcuni casi può essere asintomatica. La diagnosi si basa su esami come ecografia transvaginale e risonanza magnetica, mentre il trattamento varia in base all’intensità dei sintomi e alle esigenze della paziente, includendo terapie farmacologiche, ormonali e, nei casi più complessi, interventi chirurgici. Una gestione precoce e controlli regolari sono fondamentali per ridurre l’impatto della patologia sulla qualità della vita e sulla salute riproduttiva.

L’adenomiosi uterina è una condizione ginecologica benigna, ma spesso sottovalutata, che può incidere in modo significativo sulla qualità della vita. Si manifesta con sintomi come dolore pelvico e mestruazioni abbondanti, talvolta difficili da distinguere da quelli di altri disturbi uterini.

Proprio per questo, riconoscerla e diagnosticarla correttamente è fondamentale per impostare un percorso di gestione efficace e migliorare il benessere quotidiano.

Ma che cos’è esattamente l’adenomiosi? Quali segnali possono far sospettare la sua presenza e quali sono le opzioni terapeutiche disponibili? Scopriamone di più.

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Che cos’è e cosa comporta l’adenomiosi?

L’adenomiosi uterina si manifesta con la proliferazione del tessuto endometriale all’interno del miometrio, il tessuto muscolare dell’utero. Questo fenomeno provoca un ingrossamento dell’organo, che può raggiungere dimensioni notevolmente superiori al normale – anche se solitamente non supera quelle di un utero di 12 settimane di gravidanza. L’infiltrazione del tessuto può essere circoscritta, formando un adenomioma, o diffusa, determinando una condizione di adenomiosi estesa.

Pur essendo considerata una patologia benigna, come accennato, l’adenomiosi può arrivare a provocare dolore persistente e sanguinamenti abbondanti che influiscono negativamente sul benessere delle donne che ne soffrono.

Questa condizione, inoltre, si associa in molti casi ad altri disturbi che riguardano l’apparato riproduttivo femminile:

  • l’11% delle pazienti con adenomiosi può presentare anche endometriosi. Si tratta però di due condizioni diverse: mentre nell’adenomiosi il tessuto endometriale cresce all’interno della parete muscolare uterina, nell’endometriosi si sviluppa al di fuori dell’utero, ad esempio nelle ovaie, nelle tube di Falloppio o nel peritoneo
  • oltre la metà delle donne affette da adenomiosi presenta anche fibromi uterini
  • una minoranza, il 7%, ha polipi endometriali.

Adenomiosi: incidenza

La diffusione dell’adenomiosi è difficile da stabilire con precisione, ma si stima possa colpire tra il 20% e il 65% delle donne, con una prevalenza maggiore tra coloro che hanno superato i trent’anni, specie tra i 40 e i 50 anni. Vi è inoltre una significativa correlazione con precedenti gravidanze, con l’80% delle donne affette che hanno già portato a termine almeno una gravidanza.

Adenomiosi: cause

Le origini dell’adenomiosi sono ancora oggetto di studi, ma esistono varie ipotesi che tentano di spiegare come l’endometrio possa infiltrarsi nel miometrio:

  • presenza di cellule staminali all’interno del tessuto uterino
  • sviluppo di tessuti supplementari nella parete uterina, preesistenti dalla nascita e che si espandono in età adulta
  • infiammazione uterina post-partum
  • espansione di tessuto anormale derivante dalle cellule endometriali verso il muscolo uterino, a seguito di tagli effettuati sull’utero durante operazioni chirurgiche come alcuni tipi di parto, l’aborto o altri procedimenti chirurgici
  • ripetute gravidanze
  • pratiche di sterilizzazione, come la legatura delle tube
  • disfunzioni del ciclo mestruale e squilibri ormonali.

La progressione dell’adenomiosi uterina è strettamente legata alla presenza di estrogeni nel corpo, motivo per cui la condizione è più comune tra le donne in età fertile e tende a regredire con l’arrivo della menopausa.

giovane donna sorridente all'aperto

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Quali sono i sintomi dell’adenomiosi uterina e come si diagnostica

In alcuni casi, l’adenomiosi uterina può non manifestarsi con sintomi evidenti, e causare solo disagi minori. Tuttavia, esistono dei segnali grazie a cui è possibile riconoscerla:

  • sanguinamenti mestruali intensi o prolungati
  • dolore pelvico intenso o crampi acuti durante il periodo mestruale, noto come dismenorrea
  • perdite di sangue leggere tra un ciclo e l’altro
  • sensazione di pressione o gonfiore addominale
  • dolore durante i rapporti sessuali, denominato dispareunia
  • affaticamento derivante da anemia
  • ingrandimento dell’utero
  • problemi di fertilità
  • dolore nella zona lombare
  • sensazione di pressione vicino al retto e alla vescica.

Rimane tuttavia una difficoltà nel diagnosticare la patologia, dal momento che i sintomi cui si accompagna sono comuni a diversi altri disturbi come fibromi o polipi endometriali. Per riconoscerla, è utile sottoporsi a esami e test quali:

  • valutazione pelvica, che verifica l’aumento delle dimensioni dell’utero rispetto alla norma
  • ecografia transvaginale per individuare potenziali anomalie nel tessuto miometriale
  • imaging a risonanza magnetica: fornisce dettagli aggiuntivi che completano le osservazioni dell’ecografia
  • isteroscopia, isterosalpingografia, o sonoisterografia: esami specifici per un’analisi dettagliata della struttura uterina e delle tube di Falloppio
  • biopsia endometriale, utile per escludere patologie più serie mediante l’esame del tessuto endometriale. Rappresenta il metodo più sicuro per una diagnosi certa dell’adenomiosi uterina.

Come si cura l’adenomiosi?

Il trattamento dell’adenomiosi uterina varia in base ai sintomi manifestati, alla loro intensità e al fatto che la paziente abbia o meno portato a termine una gravidanza. Spesso, l’adenomiosi tende a regredire naturalmente con l’arrivo della menopausa, fattore che può influenzare l’approccio terapeutico a seconda della prossimità di questa fase della vita della donna.

Le strategie terapeutiche per gestire l’adenomiosi includono:

  • farmaci antinfiammatori non steroidei (i cosiddetti FANS), impiegati per mitigare il dolore, generalmente somministrati poco prima e durante i primi giorni del ciclo mestruale
  • farmaci ormonali, come pillole anticoncezionali combinate estroprogestiniche o dispositivi a rilascio ormonale, per controllare il sanguinamento eccessivo e alleviare il dolore
  • embolizzazione dell’arteria uterina: un’opzione poco invasiva, spesso utilizzata per diminuire la presenza di fibromi
  • ablazione endometriale: elimina il rivestimento interno dell’utero. Può essere efficace nel ridurre il sanguinamento qualora l’adenomiosi non abbia invaso in modo profondo la muscolatura uterina, ma non attenua necessariamente il dolore
  • farmaci antifibrinolitici come l’acido tranexamico, per limitare la perdita di sangue
  • isterectomia: nei casi più severi si può optare per la rimozione chirurgica dell’utero, consigliata soprattutto a quelle donne che non hanno intenzione di avere figli in futuro e non rispondono adeguatamente ad altri trattamenti. 

L’adenomiosi è pericolosa? 

L’adenomiosi uterina può portare a complicazioni quali anemia cronica dovuta ai sanguinamenti mestruali eccessivi e prolungati, che a loro volta causano stanchezza e indebolimento generale

Oltre agli effetti diretti sulla salute fisica, l’adenomiosi ha effetti sulla fertilità, e rende più arduo il percorso verso il concepimento. In caso di gravidanza, il rischio di complicazioni quali aborto spontaneo e parto prematuro aumenta: per questo è importante una gestione attenta e specializzata di questa condizione nelle pazienti che desiderano avere figli.

In questo contesto, poter contare su percorsi di prevenzione, controlli periodici e accesso facilitato a visite specialistiche può fare la differenza. Servizi di sanità integrativa come le soluzioni UniSalute Per Te consentono di monitorare nel tempo la propria salute e di affrontare eventuali criticità con il supporto di professionisti qualificati grazie a una rete di centri convenzionati e tariffe agevolate.

 

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giovane donna sorridente appoggiata a scrivania

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Le domande più frequenti dei pazienti

Qual è la differenza tra adenomiosi ed endometriosi?
Si tratta di due patologie distinte: nell’adenomiosi il tessuto endometriale cresce all’interno della parete muscolare dell’utero, mentre nell’endometriosi si sviluppa al di fuori dell’utero, coinvolgendo altri organi pelvici.

L’adenomiosi può compromettere la fertilità?
In alcuni casi può rendere più difficile il concepimento e aumentare il rischio di complicazioni in gravidanza come aborti spontanei e parto pretermine.

Come si diagnostica l’adenomiosi?
La diagnosi si basa su una combinazione di visita ginecologica ed esami strumentali, come ecografia transvaginale e risonanza magnetica. In alcuni casi può essere necessario ricorrere a ulteriori accertamenti come isteroscopia, isterosalpingografia, o sonoisterografia e biopsia.

Quali sono le cure disponibili per l’adenomiosi?
Il trattamento dipende dai sintomi e dalla situazione individuale. Può includere farmaci FANS, terapie ormonali, embolizzazione dell’arteria uterina, ablazione endometriale e, nei casi più severi, interventi chirurgici come l’isterectomia.

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