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Isteroscopia: come funziona e a cosa serve

L’isteroscopia è una tecnica endoscopica che consente di ispezionare l’interno della cavità uterina e che può essere applicata sia con finalità diagnostiche che terapeutiche. Viene infatti utilizzata per identificare e, talvolta, per risolvere, alcuni disturbi a carico dell’apparato riproduttivo femminile, in particolare il canale cervicale, l’endometrio e l’utero e fa parte del protocollo diagnostico in caso di infertilità.

Vediamo come funziona e quali effetti collaterali può avere.

Come funziona l’isteroscopia diagnostica

endoscopia

L’isteroscopia diagnostica è un esame che si effettua in tempi rapidi, 10 minuti circa, e non richiede alcun accorgimento preventivo né preparazione particolare.

Il medico inserisce all’interno della vagina della paziente un isteroscopio, che non è altro che una piccola sonda esplorativa che viene collegata ad un monitor dove è possibile visualizzare  le condizioni del canale cervicale e dell’utero per capire se ci sono anomalie o sintomi legati ad eventuali patologie.

I risultati dell’esame sono disponibili, di norma, subito dopo aver effettuato l’esame.

Prima di effettuare un’isteroscopia diagnostica è importante sapere che l’esame non può essere eseguito in gravidanza, durante il ciclo mestruale o se si è in presenza di infezioni. Inoltre, le donne che fanno uso di farmaci devono sempre ricordare di informare il medico durante la visita preliminare.

A cosa serve e quando viene prescritta

L’isteroscopia diagnostica viene prescritta in caso di perdite di sangue anomale e quando si sospetta la presenza di patologie a carico dell’utero. Attraverso questo metodo è possibile fare chiarezza sugli stati di malessere della paziente e, inoltre, si riescono ad individuare  eventuali malformazioni, fibromi, iperplasie o tumori maligni qualora presenti.

Generalmente, viene prescritta dal ginecologo per controllare lo stato di salute dell’apparato riproduttivo, quando una semplice ecografia non risulta sufficiente.

ecografia ginecologo

Possibili effetti collaterali e rischi

Sottoporsi ad un’ isteroscopia diagnostica non provoca dolore.

Dopo l’esame, però, a causa dell’innaturale distensione della parete uterina, azione necessaria per compiere l’esame stesso, è possibile avvertire crampi all’addome, simili a quelli che il regolare ciclo mestruale provoca in alcune donne, oppure dolori localizzati nella spalla che, comunque, scompaiono in breve tempo ed in maniera spontanea.

In una bassissima percentuale di casi, l’isteroscopia può provocare un dolore più intenso: in queste situazioni, il medico sospende la procedura medica per poterla effettuare successivamente in sala operatoria, con il supporto dell’anestesia spinale. In questo caso si parla di isteroscopia operativa, un intervento su cui vi daremo maggiori dettagli nel paragrafo successivo.

Di norma, l’isteroscopia mostra una bassissima percentuale di rischio, ma esistono casi rari di:

  • perforazione dell’utero
  • infezioni pelviche (ecco perché è bene realizzare un tampone cervicale e vaginale preventivo così da escludere la presenza di patogeni)
  • svenimento

Anche per questo motivo è sempre bene affidarsi a personale medico competente e valutare assieme al proprio ginecologo la possibilità di eventuali rischi presenti.

Isteroscopia operativa: a cosa serve e come funziona

isteroscopia operativa

Come vi abbiamo accennato nel paragrafo precedente, l’isteroscopia operativa è un intervento chirurgico che viene effettuato per curare disturbi legati alla presenza di polipi, miomi o iperplasie endometriali.

A differenza dell’isteroscopia diagnostica, questa modalità di intervento viene eseguita dopo aver effettuato sul paziente un’anestesia di tipo spinale, generalmente in day hospital.

La sua durata, dunque, è correlata a molti fattori: la complessità intrinseca, l’anatomia peculiare e possibili complicanze non prevedibili.

Essendo in tutto e per tutto un intervento, l’isteroscopia operativa ha bisogno di una preparazione adeguata: alcuni giorni prima, la paziente viene sottoposta ad esami del sangue ed elettrocardiogramma; inoltre, la sera precedente l’intervento, la paziente dovrà seguire un digiuno.

Dopo l’intervento è possibile che la paziente senta dolori nella zona addominale, nella schiena e nella zona delle spalle; possono, inoltre, verificarsi episodi di sanguinamento vaginale, eventualità che si risolve spontaneamente entro pochi giorni.

È molto importante sapere inoltre che dopo un’isteroscopia operativa bisogna astenersi da rapporti sessuali per un periodo non inferiore ai 10 giorni.

Esami come l’isteroscopia, quindi, risultano molto utili per la salute della donna sia in caso diagnostico che risolutivo, ecco perché può fare la differenza possedere un aiuto in più per far fronte alle necessità legate all’intervento o agli esami da esso richiesti, come quelli del sangue o l’elettrocardiogramma. UniSalute Protezione Famiglia è la polizza sanitaria per la prevenzione degli adulti che permette di effettuare gratuitamente visite cardiologiche ed elettrocardiogramma una volta all’anno, effettuabili nelle numerose strutture sanitarie convenzionate.

 

Fonti

Sigo.it “Linee Guida per l’isteroscopia ambulatoriale” a cura della Società Italiana di Endoscopia Ginecologica
Airc.it
Humanitas.it
Auxologico.it
Cmsantagostino.it
Fabiomuggia.com

 

 

 

Carmela Giambrone
Carmela Giambrone vive e lavora poco lontano da Milano. È una giornalista e si occupa da molti anni di alimentazione naturale e sostenibilità. Per UniSalute scrive di prevenzione, salute e benessere.

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