Insonnia negli anziani: cause, conseguenze e rimedi per ritrovare la serenità


L’insonnia negli anziani è frequente e spesso legata ai normali cambiamenti del sonno correlati all’età, ma anche a fattori come stress, farmaci, dolori cronici, apnee notturne, ansia o cattive abitudini serali. Il riposo tende a diventare più leggero e frammentato, con risvegli frequenti e addormentamento difficile. Se trascurata, l’insonnia può ripercuotersi su umore, memoria, concentrazione e aumentare il rischio di cadute. Per migliorare il sonno sono utili routine regolari, movimento quotidiano, esposizione alla luce naturale, pasti leggeri e un ambiente confortevole, e rimedi naturali come infusi e tisane rilassanti. Se il disturbo persiste, è importante rivolgersi al medico per valutare l’assunzione di melatonina o un trattamento farmacologico.

Dormire bene è fondamentale a ogni età, ma con il passare degli anni può diventare più difficile. Risvegli frequenti, difficoltà ad addormentarsi, sonno leggero o sensazione di non aver riposato abbastanza sono disturbi molto comuni tra gli anziani e spesso incidono in modo significativo sulla qualità della vita quotidiana.

Quando il riposo manca, infatti, possono comparire stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione, ansia e maggiore fragilità fisica. Per questo è importante non sottovalutare l’insonnia in età avanzata e comprenderne le possibili cause.

Vediamo allora perché l’insonnia negli anziani è così diffusa, quali rischi può comportare e cosa fare per ritrovare un sonno più regolare e ristoratore.

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Sonno: come cambia negli anziani?

“Dormire come un bambino” non è solo un modo di dire. Un adulto, infatti, non dormirà più così profondamente e per lo stesso numero di ore rispetto a quando era bambino o ragazzo. Questo perché, man mano che l’età avanza, la quantità e la qualità del sonno si modificano. Secondo la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), è proprio nella popolazione geriatrica che si osserva un’elevata incidenza di disturbi del sonno, rappresentati da:

  • difficoltà di addormentamento
  • sonno disturbato e non costante (dopo i 45 anni iniziano a essere più frequenti episodi di micro-risvegli notturni)
  • risvegli precoci.

Contrariamente a quanto si pensa, le persone anziane non dormono di meno rispetto a prima, ma tendono a diluire le ore di sonno durante l’intero arco della giornata, magari facendo riposini pomeridiani. Il problema è che, con il processo di invecchiamento, il riposo diventa più superficiale, frammentato e instabile, per via di una riduzione dello stadio quarto del sonno, quello profondo ed effettivo in cui il corpo inizia a rilassarsi e recupera le energie. Per questo, svegliarsi autonomamente o essere svegliati durante questa fase può provocare confusione, disorientamento e agitazione, soprattutto negli anziani.

Quali sono le cause dell’insonnia negli anziani?

Le cause di insonnia senile possono essere tante e di diversa natura. Alcune sono legate a un naturale processo di invecchiamento:

  • calo nella produzione della melatonina, un ormone prodotto dall’epifisi fondamentale nella regolazione del ciclo sonno-veglia, la cui carenza può dunque contribuire all’insonnia e a episodi di agitazione notturna
  • minore esposizione alla luce, dovuta alla tendenza a trascorrere la maggior parte del tempo al chiuso. La luce solare gioca un ruolo cruciale nella regolazione dell’orologio biologico: secondo diversi studi, chi trascorre più tempo all’aperto – specialmente in inverno – dorme meglio di notte

Altri fattori sono invece esterni o ambientali:

  • alimentazione scorretta
  • pasti troppo abbondanti prima di andare a dormire
  • vivere in una zona rumorosa
  • dormire su un materasso scomodo e poco adatto
  • assunzione di farmaci per il trattamento di alcune patologie – ipertensione o problemi cardiaci – che possono interferire con il sonno.

A questi, si aggiungono altri disturbi e condizioni che possono alterare l’equilibrio del sonno, come:

Ridofranz/gettyimages.it

Quali sono i rischi per gli anziani che non dormono?

Il sonno è determinante per il mantenimento di una buona salute psico-fisica e dei processi cognitivi, soprattutto negli anziani. L’insonnia può avere infatti conseguenze gravi e alimentare problematiche di natura neurologica, come Alzheimer e demenza senile, psichiatrica e cardio-metabolica.
Gli effetti dell’insonnia possono essere numerosi, capaci di complicare la vita di una persona anziana:
  • stress
  • difficoltà di concentrazione
  • cefalea
  • dolori articolari durante il giorno
  • agitazione
  • confusione
  • irascibilità
  • ansia
  • depressione.

Senza dimenticare che una mente meno lucida o un risveglio notturno improvviso può aumentare anche il rischio di cadute e incidenti domestici

Cosa fare se un anziano non dorme di notte?

Alcuni piccoli accorgimenti possono aiutare a ritrovare una buona igiene del sonno:
  • modificare abitudini scorrette e impostare una routine, rispettando l’orario dei pasti e i momenti di riposo, così da riequilibrare i propri ritmi
  • curare l’alimentazione, prediligendo alimenti vegetali e ricchi di fibre ed evitando invece cibi o bevande che interferiscono con il sonno perché contenenti sostanze eccitanti, come il caffè o gli alcolici 
  • preparare pasti leggeri prima di andare a dormire
  • trascorrere almeno mezz’ora all’aria aperta
  • evitare di fumare, soprattutto di sera
  • praticare attività fisica regolare, ma evitarla nelle ore del tardo pomeriggio
  • creare un ambiente confortevole per dormire, scegliendo un letto adeguato e assicurandosi che ci sia la giusta temperatura  
  • fare pisolini pomeridiani che non superino la mezz’ora per non interferire con il riposo notturno
  • non guardare la tv o usare dispositivi digitali prima di coricarsi: l’esposizione a schermi luminosi può ostacolare la fase di addormentamento.

Infine, può essere utile ricorrere ad alcuni rimedi naturali che favoriscono il rilassamento serale, come tisane o infusi a base di camomilla, melissa, valeriana, passiflora, biancospino. L’unica accortezza è quella di evitare di berle poco prima di andare a letto, in modo da non svegliarsi durante le ore notturne per urinare. Esistono anche gocce o compresse a base di queste erbe dall’effetto calmante che, a dispetto dei farmaci, non provocano alcuna dipendenza.

Cosa dare agli anziani per dormire la notte?

Se i cambiamenti nello stile di vita e i rimedi naturali non sono sufficienti, si può considerare di assumere pastiglie di melatonina dietro consiglio medico. Sarebbe bene evitare il più possibile l’uso di farmaci che potrebbero causare dipendenza e provocare altri effetti collaterali. Tuttavia, qualora la situazione non fosse più gestibile e l’insonnia diventasse cronica, è bene consultare il proprio medico o uno specialista in igiene del sonno per valutare un trattamento farmacologico mirato a seconda del grado di insonnia.

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Le domande più frequenti dei pazienti

Perché gli anziani soffrono spesso di insonnia?

Con l’avanzare dell’età il sonno cambia fisiologicamente: diventa più leggero, meno continuo e con risvegli più frequenti. A questo si possono aggiungere dolori articolari, necessità di urinare di notte, ansia, depressione, apnee notturne o effetti collaterali di alcuni farmaci.

Cosa fare se un anziano si sveglia spesso durante la notte?

Può essere utile mantenere orari regolari, evitare caffè e alcol la sera, prediligere cene leggere, limitare i pisolini troppo lunghi e rendere la camera silenziosa e confortevole. Se i risvegli sono frequenti o persistenti, è consigliabile una valutazione medica.

La melatonina può aiutare gli anziani a dormire?

In alcuni casi sì, soprattutto quando il ritmo sonno-veglia è alterato. Tuttavia va assunta solo su consiglio del medico, che può valutare dosaggio, tempi di assunzione ed eventuali interazioni con altre terapie.

Quando preoccuparsi per l’insonnia negli anziani?

Se dura da settimane, provoca forte stanchezza diurna, irritabilità, sonnolenza, confusione mentale o aumenta il rischio di cadute, è importante parlarne con il medico.

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