Gli antistaminici sono farmaci che possono essere assunti anche durante la gravidanza, sotto controllo medico, poiché, nella maggioranza dei casi, non aumentano il rischio di complicazioni per il feto. Questo è vero in particolare per le molecole più studiate, come gli antistaminici di prima generazione (legati però a maggiori effetti collaterali) e, tra gli antistaminici di seconda generazione, loratadina e cetirizina. Quando possibile, si può ricorrere anche ad alternative, come lavaggi nasali, umidificazione degli ambienti o farmaci topici. In ogni caso, la scelta del trattamento più adatto deve essere sempre condivisa con il medico, valutando il rapporto tra benefici e rischi. Anche durante l’allattamento, molti antistaminici possono essere utilizzati, ma con le stesse precauzioni.
Gli antistaminici sono tra i farmaci più utilizzati per alleviare i sintomi delle allergie, ma durante la gravidanza la loro assunzione può sollevare dubbi. Si possono prendere senza rischi o è meglio evitarli?
In molti casi gli antistaminici possono essere utilizzati anche nei nove mesi, naturalmente solo su indicazione medica.
Vediamo allora quali sono considerati più sicuri, quando è opportuno assumerli e quali alternative possono aiutare a gestire i sintomi allergici in gravidanza.
Antistaminici in gravidanza: sono pericolosi?
Gli antistaminici sono farmaci utilizzati per controllare i sintomi delle allergie che agiscono sui recettori dell’istamina, la sostanza coinvolta nelle reazioni allergiche. Si distinguono in due principali categorie: quelli di prima generazione, più datati e spesso associati a effetti sedativi come la sonnolenza; e quelli di seconda generazione, più recenti e con minori effetti collaterali.
Proprio perché intervengono sull’azione dell’istamina, il loro utilizzo in gravidanza è stato oggetto di studi: questa sostanza e i suoi recettori, infatti, svolgono un ruolo anche in processi come l’impianto dell’embrione e la regolazione delle contrazioni uterine, con possibili implicazioni sugli esiti gestazionali. Le evidenze più recenti, tuttavia, sono rassicuranti. Dagli studi condotti, gli antistaminici non sembrerebbero aumentare il rischio di complicazioni per il feto durante la gravidanza, come quello di aborto spontaneo in caso di esposizione agli antistaminici nel primo trimestre.
Quale antistaminico si può usare in gravidanza?
Ad ogni modo, in presenza di allergie o sintomi allergici, l’eventuale assunzione di antistaminici dovrebbe sempre essere valutata insieme al ginecologo o al medico di riferimento, evitando il ricorso al fai da te.

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Effetti collaterali degli antistaminici in gravidanza
Come ogni farmaco, anche gli antistaminici possono avere alcune effetti collaterali, a seconda del tipo di farmaco e del dosaggio, specie se assunti in gravidanza. Le principali sono:
- sonnolenza
- secchezza delle fauci
- vertigini
- confusione mentale
- visione offuscata
- nausea e vomito
- costipazione
- pesantezza di stomaco
- aumento di peso
- irritabilità.
Alcuni di questi fastidi – come nausea, stanchezza e costipazione – sono già associati alla gravidanza, a causa dei cambiamenti ormonali che il corpo affronta nei nove mesi di gestazione. L’assunzione di antistaminici, quindi, potrebbe peggiorarli.
Alternative agli antistaminici in gravidanza
Quando i sintomi allergici lo richiedono, il medico può valutare anche soluzioni diverse dagli antistaminici. Tra queste rientrano alcuni farmaci ad azione preventiva o antinfiammatoria, come il sodio cromoglicato e i corticosteroidi, utilizzabili soprattutto per via locale (ad esempio spray nasali a base di budesonide o beclometasone) e, in casi selezionati, anche per via orale.
Possono essere impiegati anche decongestionanti nasali, ma con cautela: l’uso prolungato o ad alte dosi è generalmente sconsigliato in gravidanza, per i possibili effetti sulla circolazione utero-placentare.
Accanto alle terapie farmacologiche, esistono anche rimedi non farmacologici che possono aiutare a ridurre i sintomi allergici e che vengono spesso presi in considerazione come primo approccio:
- lavaggi nasali con soluzione salina, utili per rimuovere pollini e altre particelle irritanti dalle vie respiratorie
- umidificatori o vaporizzatori, che aiutano a mantenere un adeguato livello di umidità negli ambienti domestici
- rimedi naturali, come camomilla, tè verde, olio di menta o echinacea, il cui utilizzo resta però oggetto di dibattito all’interno della comunità scientifica: per questo è sempre opportuno confrontarsi con il medico prima di assumerli.
La scelta della strategia più adatta dipende dalla tipologia e dall’intensità dei sintomi, e dovrebbe essere sempre condivisa con il ginecologo o lo specialista di riferimento.
Antistaminici in allattamento: si possono assumere?
Nella maggior parte dei casi, se si soffre di rinite allergica, raffreddore, orticaria o dermatite, gli antistaminici possono essere assunti anche durante l’allattamento.
Secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’allattamento al seno dovrebbe essere esclusivo nei primi sei mesi di vita del bambino, anche se la madre sta assumendo farmaci per l’asma o le allergie.
Infatti, l’allattamento al seno può offrire numerosi vantaggi in caso di queste malattie, come proteggere il bambino dall’asma, dall’allergia al latte vaccino e dalle infezioni dell’apparato respiratorio nei primi anni di vita.
Come in gravidanza, anche durante l’allattamento rimane fondamentale consultare il medico o il ginecologo di riferimento prima di assumere qualsiasi farmaco, per valutare il rischio-beneficio e individuare il farmaco più appropriato in base alle esigenze individuali.
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Le domande più frequenti dei pazienti
Quali antistaminici si possono assumere in gravidanza?
Tra gli antistaminici di seconda generazione, loratadina e cetirizina sono tra i più utilizzati perché ampiamente studiati. Anche gli antistaminici di prima generazione presentano un profilo di sicurezza consolidato, ma presentano maggiori effetti indesiderati. La scelta deve comunque essere sempre concordata con il medico.
Si possono prendere antistaminici nel primo trimestre?
In caso di necessità, è possibile assumere antistaminici nel primo trimestre (la fase più delicata della gravidanza), rivolgendosi al medico per individuare l’opzione più sicura.
Quali antistaminici è meglio evitare in gravidanza?
Alcuni principi attivi, come ebastina, fexofenadina, mizolastina, desloratadina e levocetirizina, sono generalmente meno raccomandati per la mancanza di dati sufficienti sulla loro sicurezza durante la gestazione.
Esistono alternative agli antistaminici in gravidanza?
Sì, in molti casi si può ricorrere a lavaggi nasali con soluzione salina, umidificatori o altri rimedi non farmacologici. In alternativa, il medico può prescrivere farmaci topici o con azione preventiva, come il sodio cromoglicato.


1 commento
Anche secondo la mia ginecologa posso prendere gli antistaminici durante la gravidanza, ma sinceramente io sarei più tranquilla a utilizzare i rimedi naturali per la mia allergia, anche perchè ho letto su guna che ce ne sono diversi anche molto efficaci per ridurre i sintomi. Proverò a parlarne con lei e con l’allergologo sperando che accoglieranno la mia richiesta di far uso di antistaminici naturali, anche perchè in questo periodo ho un po’ paura a provare con il fai da te.