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Peso ideale bambini: come si calcola e in quali casi c’è da preoccuparsi

L’età pediatrica è una fase cruciale per la crescita e la salute dei bambini e delle bambine. Proprio in questi anni, infatti, si gettano le basi di quanto accadrà in futuro sia dal punto di vista dell’attività motoria che dell’alimentazione: sappiamo bene che questi due elementi sono fondamentali per interiorizzare uno stile di vita sano. La crucialità di questa fase rende necessario un confronto costante con chi può aiutare i genitori e figli a crescere in salute: per questo abbiamo intervistato la dott.ssa Annamaria Staiano, professore associato di Pediatria all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e membro della Società italiana pediatria. L’obiettivo è capire quale sia il peso ideale dei bambini, come calcolarlo e in quali casi preoccuparsi.

Peso ideale dei bambini: come cambia con gli anni

peso adolescenti

“È importante partire da una considerazione – spiega la professoressa Staiano – non esiste un peso ideale del bambino tout court, poiché ciò che leggiamo sulla bilancia va sempre messo in relazione con l’altezza”. Ciò è valido anche per gli adulti, ma è particolarmente importante considerarlo per i bambini dalla nascita fino ai 20 anni.

La crescita è continua ed è normale, quindi, che non esista un peso “giusto” per ogni età, fase o altezza, “esiste piuttosto un range di peso normale, definito appunto normopeso, che consente al bambino di crescere in buona salute.”

Come si calcola il peso ideale dei bambini

“Per effettuare una valutazione opportuna – aggiunge la pediatra – bisogna prendere in considerazione vari parametri antropometrici che comprendono peso, altezza e il calcolo della massa corporea, ma solo a partire dal secondo anno di vita del bambino.” Prima, infatti, è sufficiente prendere in considerazione soltanto il peso corporeo, la statura e il rapporto tra i due.”

A partire dal compimento dei due anni, invece, si inizia a calcolare l’indice di massa corporea, o Body Mass Index abbreviato spesso in BMI. “Questo valore è dato dal rapporto tra il peso in kg del bambino diviso l’altezza in metri quadrati.”

Di qui, come spiega l’intervistata, si può calcolare il percentile, ovvero la scala di riferimento dei parametri normali basati su delle curve di crescita generate dall’osservazione della popolazione sana dalla nascita ai 20 anni. In questo modo, il pediatra può rilevare se il bambino è normopeso oppure no: “Se il BMI è inferiore al quinto percentile della scala dei valori allora è tutto a posto. La condizione di sovrappeso, invece, subentra quando il valore è compreso tra l’85° e il 95° percentile, mentre l’obesità si ha quando il dato supera anche il 95° percentile.”

Sebbene questo sia il metodo più attendibile dal punto di vista medico e scientifico, nella quotidianità si può calcolare il peso ideale anche seguendo una scorciatoia: “Si parte sempre dal rapporto tra peso e altezza, ma anziché calcolare il BMI, si utilizza il dato del 50esimo percentile per l’età staturale. In pratica, se il bimbo ha 3 anni ed è alto 80 cm, andremo a guardare (con il pediatra, ndr) qual è il peso che corrisponde al 50esimo percentile per quell’altezza a quell’età.”

Si tratta, come sottolinea la pediatra, di un metodo più approssimativo rispetto al calcolo dell’indice di massa corporea, ma che può risultare utile per tenere costantemente sotto controllo il peso di un bambino o di una bambino. Utile ugualmente per provare a capire se è sottopeso, normopeso, sovrappeso o addirittura obeso.

peso e altezza bambini

Cosa fare? I consigli della pediatra

Confrontarsi in maniera costante con il medico fa sì che, qualsiasi sia il peso del bambino o della bambina, sia possibile agire per riportarlo nel range normale. “Prima di tutto, però, bisogna capire quali sono le cause del sottopeso o del sovrappeso: nel primo caso potrebbe essere uno scarso introito calorico, o forse una perdita determinata da un malassorbimento. Le ragioni possono essere diverse, e vanno indagate per poter agire di conseguenza. Ciò è importante naturalmente anche in caso di sovrappeso perché molto spesso con una dieta idonea si può concretamente prevenire l’obesità che, al contrario, è molto complessa da controllare e curare quando conclamata.”

Primi anni e adolescenza: i momenti cruciali per il peso

Monitorare il peso dei figli è un’attività da seguire con cura poiché le conseguenze di un’alterazione, spesso, emergono soltanto più tardi. Ci sono due momenti cruciali durante i quali la soglia di attenzione non deve calare: “nel primo anno di vita, normalmente il peso può triplicare, mentre tra il primo e il secondo anno il bambino tendenzialmente cresce molto in lunghezza. Questi passaggi sono fondamentali.”

peso bambini primo anno

Altrettanto rilevante è la fase di passaggio dalla pre pubere all’adolescenza che si può individuare prontamente osservando come l’altezza inizi a crescere in maniera più veloce. “È importante continuare a fare i bilanci di salute – riflette l’intervistata – senza abbandonare i ragazzi che hanno compiuto 12 o 14 anni.” In questa fase, solitamente si presta più attenzione all’altezza, sottovalutando il peso, ma questa leggerezza potrebbe costare caro. “L’eccesso ponderale, infatti, può essere precursore di malattie nell’adulto, mentre il deficit può essere spia di problemi di tipo alimentare.”

Imprescindibile, dunque, il confronto costante con il pediatra che può seguire i bambini dalla nascita fino ai 20 anni. Proprio ai più giovani ha pensato anche UniSalute che ha recentemente lanciato una nuova polizza assicurativa chiamata Protezione Famiglia che, per i minori di 18 anni, prevede l’opportunità di realizzare un programma alimentare e sportivo personalizzato con l’obiettivo di prevenire l’obesità e le patologie che ne conseguono. Conoscevate questa opportunità e come calcolare il peso ideale dei bambini?

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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