Le vene varicose sono dilatazioni permanenti delle vene superficiali delle gambe, causate dal malfunzionamento delle valvole venose che favorisce il ristagno di sangue. Tra i fattori che ne favoriscono la comparsa ci sono la predisposizione familiare, la gravidanza, il sovrappeso e le professioni che richiedono lunghe ore in piedi o seduti. Sul fronte comportamentale, calze a compressione graduata, attività fisica regolare e alcune abitudini posturali aiutano a contenere i sintomi. Quando i disturbi sono più significativi, è possibile ricorrere a trattamenti come scleroterapia, ablazione laser o con radiofrequenza, e chirurgia nei casi più complessi. Rivolgersi a un angiologo o a un chirurgo vascolare è il punto di partenza per qualsiasi percorso di cura.
Le vene varicose sono un disturbo molto diffuso, che colpisce specialmente le donne con il passare degli anni. Non si tratta solo di un problema estetico: in molti casi le varici causano sintomi fastidiosi che influiscono sulla qualità della vita. Ma cosa le provoca esattamente? È possibile eliminarle?
In questo articolo approfondiamo cause, rimedi pratici e trattamenti medici disponibili.
Cosa sono e per quale motivo vengono le vene varicose?
Le vene varicose, dette anche varici, sono vene che appaiono dilatate, allungate e tortuose e sporgono sotto la pelle con un aspetto caratteristico di colore bluastro o violaceo, soprattutto al livello delle gambe e dei piedi.
Il meccanismo che le genera è legato al funzionamento delle valvole venose. Queste strutture presenti all’interno dei vasi, in condizioni normali, garantiscono un flusso sanguigno unidirezionale verso il cuore. Quando si indeboliscono o cedono, il sangue non scorre più efficacemente e tende a refluire verso il basso, accumulandosi nelle vene superficiali. La pressione che ne deriva ne provoca la dilatazione progressiva, fino alla formazione delle varici.
Le cause precise delle vene varicose non sono ancora del tutto chiarite, ma il fattore determinante è la debolezza strutturale della parete venosa, che si traduce nella perdita di elasticità e nella conseguente incapacità delle valvole di chiudersi correttamente.
Diversi fattori di rischio possono contribuire all’insorgenza delle vene varicose:
- familiarità: la predisposizione genetica gioca un ruolo significativo
- età: l’invecchiamento contribuisce all’indebolimento delle valvole venose
- sesso femminile: le donne sono più colpite degli uomini
- gravidanza: l’aumento del volume sanguigno può favorire la comparsa di vene varicose
- obesità: il sovrappeso aumenta la pressione sulle vene delle gambe
- stile di vita sedentario: la mancanza di attività fisica rallenta il flusso sanguigno
- tendenza a stare in piedi o seduti per lunghi periodi: mantenere a lungo queste posture ostacola il ritorno venoso.
Che problemi possono dare le vene varicose?
I disturbi legati alle varici alle gambe variano da persona a persona: in alcuni soggetti i sintomi sono lievi e ben tollerati, in altri i fastidi possono incidere sulla qualità di vita. I segnali più frequenti includono:
- senso di pesantezza alle gambe
- gonfiore alle caviglie, che tende a peggiorare nel corso della giornata, soprattutto in caso di caldo o di ore trascorse in piedi
- prurito, specialmente nella zona delle caviglie, accentuato dal caldo e dal contatto con calze
- infiammazioni ed eruzioni cutanee conseguenti al prurito
- crampi.
Con il tempo i sintomi possono evolvere in complicanze:
- flebite superficiale: infiammazione di un tratto venoso, che si manifesta con arrossamento, calore e indolenzimento localizzato
- dermatite da stasi: alterazione della cute nelle zone più colpite dal ristagno venoso, con comparsa di arrossamento, squame, prurito intenso e progressivo scurimento della pelle, soprattutto nella zona interna della caviglia
- insufficienza venosa cronica: quando il reflusso venoso persiste nel tempo senza trattamento, può instaurarsi un quadro cronico con edema stabile, alterazioni cutanee e progressivo deterioramento della microcircolazione
- ulcere venose: nelle forme più avanzate e trascurate, la cute compromessa può rompersi dando origine a ulcere difficili da guarire, che rappresentano la complicanza più invalidante.
Solo una minoranza di persone sviluppa complicanze severe: la probabilità aumenta significativamente quando le varici vengono ignorate per anni. Una diagnosi precoce e un follow-up regolare con lo specialista sono gli strumenti più efficaci per prevenire l’evoluzione verso gli stadi più severi.
Cosa fare in caso di vene varicose?
La gestione delle varici dipende dall’entità dei sintomi e dallo stadio di progressione. Il primo passo è una valutazione specialistica: le figure di riferimento sono l’angiologo, per la diagnosi e i trattamenti non chirurgici, e il chirurgo vascolare, per i casi che richiedono un approccio operativo. Spesso viene prescritto anche un ecocolordoppler degli arti inferiori, un esame non invasivo che permette di valutare il funzionamento delle valvole e mappare le vene interessate.
Rimedi comportamentali
Adottare alcune abitudini quotidiane può fare la differenza nel contenere i sintomi e rallentare la progressione delle varici. Questi accorgimenti non eliminano le vene già dilatate, ma migliorano la circolazione e riducono il carico sulle vene:
- calze a compressione graduata: esercitando una pressione decrescente dal basso verso l’alto, stimolano il ritorno venoso
- attività fisica regolare: camminare a passo svelto, nuotare e andare in bicicletta su terreno pianeggiante sono tra le attività più indicate, perché stimolano la pompa muscolare delle gambe
- controllo del peso corporeo: ridurre il sovrappeso alleggerisce la pressione sul sistema venoso
- posture corrette: evitare di stare a lungo fermi nella stessa posizione e alzare le gambe sopra il livello del cuore durante il riposo contragna il reflusso sanguigno
- alimentazione: una dieta ricca di fibre, povera di sale e ben idratata contribuisce a ridurre la ritenzione idrica e il gonfiore.

Usare calze a compressione e sollevare le gambe sono metodi per alleviare i sintomi e migliorare la circolazione.
Trattamenti medici
Nella gestione delle vene varicose possono essere impiegati anche farmaci flebotonici: preparati, spesso a base di flavonoidi purificati o estratti vegetali, che agiscono migliorando il tono della parete venosa e riducendo sintomi come gonfiore, pesantezza e crampi. Non eliminano le varici già formate, ma possono migliorare la qualità di vita nei pazienti sintomatici.
Quando i rimedi conservativi non sono sufficienti, o quando le varici sono già in uno stadio avanzato, è possibile ricorrere a trattamenti quali:
- scleroterapia: è una delle procedure più utilizzate per le vene varicose di piccole e medie dimensioni. Consiste nell’iniezione di una soluzione sclerosante nella vena interessata, che provoca una reazione infiammatoria, la chiusura del vaso e il suo progressivo riassorbimento. Può richiedere più sedute nel tempo
- ablazione laser o a radiofrequenza: tecniche mininvasive che sfruttano l’energia termica per chiudere la vena dall’interno. Vengono eseguite in ambulatorio, in anestesia locale, con tempi di recupero molto rapidi
- chirurgia (stripping venoso): riservata ai casi più complessi, prevede la rimozione chirurgica delle vene varicose principali. Non è più la procedura di routine che era in passato, ma rimane indicata in situazioni selezionate.
Va tenuto presente che né la chirurgia né gli altri trattamenti eliminano la tendenza a sviluppare nuove varici.
Quando rivolgersi al medico
Alcuni segnali richiedono una consulenza medica tempestiva, senza attendere:
- dolore intenso o gonfiore improvviso a una gamba
- arrossamento, calore o dolorabilità lungo il decorso di una vena (possibile segno di flebite)
- alterazioni cutanee vicino alle caviglie (discromie, indurimento, ulcere)
- sanguinamento da una varice.
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Lo stile di vita gioca un ruolo chiave nel mantenimento della salute venosa.
Le domande più frequenti dei pazienti
Le vene varicose possono regredire da sole?
In alcuni casi sì, ma con una precisazione importante: le varici comparse durante la gravidanza possono ridursi o scomparire spontaneamente nelle settimane successive al parto, perché viene meno la pressione sul sistema venoso pelvico. Nelle altre circostanze, le vene già dilatate non regrediscono senza un trattamento specifico. I rimedi comportamentali aiutano a gestire i sintomi e a frenare la progressione, ma non fanno rientrare le varici già formate.
Esistono farmaci per eliminare le vene varicose?
No, i farmaci flebotonici possono alleviare sintomi come pesantezza, gonfiore e crampi, migliorando il tono venoso, ma non sono in grado di eliminare le vene già varicose. Per ottenere una riduzione o scomparsa visibile delle varici sono necessarie procedure locali: scleroterapia, ablazione endovenosa o chirurgia.
Le vene varicose sono pericolose?
Nella maggior parte dei casi le vene varicose sono un disturbo fastidioso ma non grave. Solo una minoranza di persone sviluppa complicanze, come la flebite superficiale, la dermatite da stasi o le ulcere venose. Il rischio di complicanze aumenta se le varici vengono trascurate a lungo senza alcuna forma di trattamento o controllo medico.
Dopo il trattamento le vene varicose possono tornare?
Sì, nonostante i trattamenti messi in atto, non è possibile rimuovere la predisposizione di base a formare nuove varici.
Glossario informativo
Vene varicose: vene dilatate, tortuose e visibili sotto la pelle, spesso di colore bluastro o violaceo.
Valvole unidirezionali: strutture all’interno delle vene che impediscono il reflusso del sangue.
Scleroterapia: procedura medica che prevede l’iniezione di una soluzione nelle vene varicose per chiuderle.
Terapia laser endovenosa: trattamento che utilizza l’energia laser per chiudere le vene varicose dall’interno.
Idroterapia: uso dell’acqua per scopi terapeutici.


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