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Caviglie gonfie: quali possono essere le cause?

Il gonfiore alle caviglie è un problema molto comune, che spesso può insorgere con il caldo, e che interessa soprattutto gli anziani, più soggetti, inoltre, a soffrire di gonfiore localizzato ai piedi. Tuttavia, anche le persone in sovrappeso e le donne in gravidanza, soprattutto alla fine della gestazione, a causa dell’aumento del peso corporeo, possono manifestare questo disturbo.

Anche lo stile di vita sedentario o alcune patologie mediche possono essere tra le cause delle caviglie gonfie: in questo articolo approfondiremo l’argomento, analizzando anche alcuni possibili rimedi per attenuare i sintomi di questo fastidioso disturbo. 

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Caviglie gonfie: le possibili cause 

La caviglia collega il piede alla gamba: la sua articolazione, mobile e a cerniera, è situata fra tibia, perone e un osso del piede chiamato astragalo. Questa articolazione, di forma cilindrica, è rivestita da un tessuto connettivo che al suo interno contiene la membrana sinoviale, capace di produrre un liquido che consente alle ossa di scorrere una sull’altra. La struttura della caviglia è molto sollecitata dalle numerose attività quotidiane che svolgiamo, per cui nel corso del tempo può  subire traumi, come tendiniti o distorsioni. 

Per quanto riguarda il gonfiore, il primo aspetto da tenere in considerazione è se interessa entrambe le caviglie o soltanto una. Nel primo caso viene definito gonfiore monolaterale e spesso può essere associato a un trauma, come quelli a cui abbiamo accennato, o a una patologia che interessa solo quel distretto corporeo (come per esempio una malattia vascolare o delle articolazioni). Il gonfiore bilaterale, invece, può essere causato da un problema sistemico, come una malattia reumatica. 

I fattori che possono incidere sono, quindi, numerosi: vediamo insieme quali sono i principali disturbi e le patologie che hanno tra i propri sintomi le caviglie gonfie.

Ritenzione idrica

Una delle principali cause è la ritenzione idrica, ovvero un ristagno di liquidi nel nostro organismo, che si accumulano maggiormente in alcune zone come pancia, fianchi, gambe e caviglie.

Questo problema colpisce principalmente le donne, ma ci sono alcuni semplici rimedi che si possono adottare per contrastarla e che vanno dall’auto-massaggio a una dieta ricca di cibi che aiutano la diuresi e l’eliminazione dei liquidi in eccesso, come frutta e verdura. 

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Cirrosi biliare 

Tra le patologie che possono essere connesse al gonfiore alle caviglie c’è la cirrosi biliare, una malattia cronica dei piccoli dotti biliari (i canali che trasportano la bile dal fegato all’intestino). Questa patologia autoimmune può colpire maggiormente le donne in età compresa tra i 40 e i 60 anni e si manifesta quando i linfociti, le cellule che difendono l’organismo dalle infezioni, per errore aggrediscono le cellule dei dotti biliari e ne provocano l’infiammazione e la cicatrizzazione. 

Tra i sintomi che si possono riscontrare, il gonfiore alle caviglie e piedi è uno dei principali, insieme all’ittero (colore giallastro della pelle) e alla diarrea. 

Artrite e artrite reumatoide

La comparsa di gonfiore all’articolazione della caviglia può essere la spia di un’artrite, ovvero di un’infiammazione dell’articolazione stessa, che può avere anche origine autoimmune (artrite reumatoide). Oltre al gonfiore, ha come ulteriori sintomi la stanchezza e la limitazione del movimento. Con il passare del tempo, l’infiammazione può portare a un danno alle articolazioni e diventare invalidante.

Scompenso cardiaco

Quando il cuore non riesce a pompare sufficientemente sangue nei vari organi, ci troviamo di fronte a uno scompenso cardiaco. I meccanismi di compenso, come la maggiore ritenzione di acqua e sodio da parte dei reni per provocare un aumento del volume di sangue, inizialmente aiutano il cuore nell’affrontare l’affaticamento, ma con il tempo possono causare alcuni sintomi, tra cui l’edema (il gonfiore) alle gambe e alle caviglie. 

Insufficienza renale 

L’insufficienza renale è una condizione clinica in cui i reni non riescono più a svolgere la loro funzione, ovvero la regolazione dell’equilibrio idrico-salino, l’eliminazione di acidi e scorie dall’organismo e la produzione di ormoni. Tra i sintomi di questa patologia, la ritenzione idrica è uno dei principali.

Insufficienza venosa cronica

Questa è una delle patologie più comuni che si può ricondurre alla presenza di caviglie gonfie e interessa soprattutto le donne anziane. Nelle persone che ne soffrono, il sangue venoso torna con difficoltà al cuore, provocando un affaticamento delle vene e un aumento della pressione sanguigna

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Vene varicose, tromboflebite e trombosi venosa profonda 

Problemi legati alle vene e al sistema circolatorio potrebbero essere la causa del gonfiore alle caviglie, come in caso di vene varicose, tromboflebite e trombosi venosa profonda. 

La presenza di vene varicose è un disturbo molto comune, che consiste nella dilatazione permanente delle vene (chiamate varici). Tra i sintomi principali c’è anche il gonfiore della caviglia, insieme a gambe dolenti e crampi muscolari. La tromboflebite, invece, è un’infiammazione della parete della vena superficiale, che può portare all’occlusione del lume interno a causa di un coagulo di sangue. La trombosi venosa profonda è una condizione molto grave in cui un trombo (coagulo di sangue) ostruisce una vena: può essere una complicanza delle vene varicose e in questo caso il gonfiore si presenta in genere a una sola caviglia, accompagnato da dolore, cute arrossata e senso di pesantezza. 

Linfedema

Questa patologia porta a un ristagno di linfa nei tessuti, causato dal blocco o dalla compromissione del sistema linfatico. Gli arti interessati da linfedema si gonfiano e l’entità del gonfiore dipende da quanto è compromesso il sistema linfatico

Farmaci e alterazioni ormonali

Ci sono, infine, alcuni farmaci che, tra gli effetti collaterali, possono favorire la comparsa di ritenzione idrica e gonfiore alle caviglie, come per esempio gli alfa-bloccanti (utilizzati per il trattamento dell’ipertensione arteriosa), i calcio-antagonisti e i corticosteroidi. Anche i farmaci a base di ormoni, utilizzati per esempio in caso di patologie tiroidee, così come normali alterazioni ormonali dovute a fenomeni fisiologici come menopausa o ciclo mestruale, possono portare alla comparsa di ritenzione idrica, dal momento che interferiscono sui tempi di riassorbimento dei liquidi. 

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Alcuni consigli di prevenzione

Come abbiamo visto, le cause che possono determinare la comparsa di gonfiore alle caviglie possono essere molte: la prima cosa fondamentale è comprendere attraverso una visita specialistica l’origine del problema per poterne definire la cura più efficace. Soprattutto chi, a causa del lavoro, è costretto a trascorrere molte ore seduto alla scrivania, è bene che pratichi molta attività fisica e adotti un’alimentazione sana, escludendo cibi salati, per limitare la ritenzione idrica nell’organismo. Per i pazienti affetti da malattie croniche, il gonfiore può essere alleviato anche utilizzando calze elastiche a compressione graduata o attraverso alcune terapie specifiche come il linfodrenaggio, da concordare con il proprio medico. 

Nel caso il gonfiore persista nel tempo e sia accompagnato da dolore, è indispensabile rivolgersi a uno specialista per escludere la presenza di patologie cardiovascolari o circolatorie. Non dimenticate di valutare anche l’eventualità di una polizza sanitaria, come Protezione Famiglia di UniSalute, che prevede un piano di consulenza personalizzata sullo stile di vita, oltre ad esami diagnostici e consigli per attività fisica e alimentazione, affinché il paziente venga aiutato nell’assumere un corretto e completo stile di vita.

 

E voi, avete mai sofferto di gonfiore alle caviglie?

 

Fonti:

humanitas.it
gavezzeni.it
fondazioneveronesi.it 

Greta Esposito
Greta Esposito vive a Bologna e si occupa di comunicazione, ufficio stampa e PR. Per il blog InSalute scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute.

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