anoressia nervosa

Anoressia nervosa: come riconoscerla e come curarla


L’anoressia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da una forte paura di ingrassare, da una percezione distorta del proprio corpo e da restrizioni alimentari severe. Colpisce soprattutto adolescenti e giovani donne, ma è in aumento anche tra gli uomini, e insorge sempre più precocemente. I sintomi possono essere sia psicologici che fisici. Nei casi più gravi, la malnutrizione può provocare complicanze importanti a carico di ossa, cuore, reni e sistema ormonale. Una diagnosi precoce e un trattamento multidisciplinare sono fondamentali per affrontare la malattia e ridurre il rischio di conseguenze permanenti.

L’anoressia nervosa è un disturbo alimentare molto serio, che colpisce soprattutto le donne in giovane età. Le persone che ne soffrono si sottopongono a forti restrizioni alimentari con l’intento di dimagrire, e la malnutrizione a cui vanno incontro può causare effetti collaterali gravi, anche fatali.

Cerchiamo quindi di capire che cos’è questa malattia, quali sono i suoi sintomi e in che modo intervenire in presenza di segnali sospetti.

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Che cos’è l’anoressia nervosa?

L’anoressia nervosa è una disturbo del comportamento alimentare che comporta una forte paura di ingrassare e una percezione distorta di sé e del proprio peso. Questo induce la persona a seguire rigide restrizioni dietetiche, a indurre il vomito per espellere quanto mangiato o a praticare una smodata attività fisica per dimagrire.

L’anoressia colpisce in prevalenza il sesso femminile con un picco tra i 15 e i 19 anni, sebbene si stia osservando un incremento dei casi a esordio precoce. In tempi recenti, il problema sta diventando comune anche nel sesso maschile.

Quali sono le caratteristiche dell’anoressia nervosa?

La malattia si manifesta con sintomi sia di tipo fisico che psichico. Non è sempre facile rendersi conto che una persona soffre di anoressia, perché chi ha questo problema cerca di nasconderlo camuffando la propria condizione fisica, ad esempio con abiti larghi che nascondano la magrezza, oppure mentendo su cosa mangia.

Secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5 2014), l’anoressia nervosa si distingue in due forme:

  • quella restrittiva dove la perdita di peso avviene attraverso dieta, digiuno ed eccessiva attività fisica;
  • quella con abbuffate e conseguenti condotte di eliminazione del cibo ingerito come induzione del vomito, uso di lassativi e diuretici.

Il secondo tipo presenta delle similitudini con la bulimia. A differenza dell’anoressia, però, in genere nella bulimia l’individuo ha un peso normale o superiore alla norma.

Segnali comportamentali

Tra i comportamenti che possono accompagnare l’anoressia ci sono:

  • limitare molto l’assunzione di cibo, saltare i pasti, evitare totalmente gli alimenti grassi
  • alzarsi da tavola per andare a vomitare
  • calcolare ossessivamente le calorie contenute nei cibi
  • mentire su quanto si è mangiato
  • pesarsi continuamente
  • fare un eccessivo esercizio fisico
  • usare farmaci che aiutano a eliminare i liquidi, come lassativi e diuretici, oppure farmaci che riducono il senso di fame.

Pesarsi, guardarsi continuamente allo specchio, misurarsi sono tutti comportamenti che rientrano nel cosiddetto “controllo corporeo”. Le persone che soffrono di anoressia, infatti, tendono a vedere nella magrezza un modo per essere maggiormente apprezzate e considerano la perdita di peso come un fatto positivo. Questo perché hanno una visione distorta di sé e si vedono grasse anche se sono magrissime.

L’anoressia, inoltre, è spesso associata a problematiche come:

anoressia nervosa sintomi

Tero Vesalainen/gettyimages.it

Sintomi fisici

Tra le manifestazioni fisiche dell’anoressia rientrano:

  • un’eccessiva diminuzione del peso corporeo
  • vertigini e svenimenti
  • cefalea
  • assottigliamento e caduta dei capelli
  • pelle secca
  • pallore alle estremità, dovuto alla lenta circolazione del sangue
  • irregolarità mestruale o, addirittura, assenza di mestruazioni (amenorrea)
  • bassa pressione sanguigna
  • forte stanchezza
  • sensazione di freddo
  • denti erosi a causa del vomito indotto.
Disturbi mentali giovani

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Quali sono le cause dell’anoressia nervosa?

All’origine dell’anoressia nervosa c’è una combinazione di più elementi di tipo psicologico, ambientale, biologico e genetico.

Tra i fattori psicologici rientrano:

I fattori ambientali comprendono:

  • esaltazione della magrezza, tipica della cultura occidentale
  • pressione scolastica
  • l’aver affrontato eventi stressanti e subito abusi

Anche aspetti biologici, genetici e familiari possono avere un ruolo: le persone con una storia familiare caratterizzata da disturbi alimentari, abuso di sostanze o depressione presentano un maggiore rischio di ammalarsi di anoressia. Un’ipotesi ancora da approfondire sostiene che possano incidere anche cambiamenti nelle funzioni cerebrali o nei livelli ormonali.

Covid-19 e anoressia nervosa

La pandemia di Covid-19 ha portato a un aumento sostanziale dei casi di disturbi del comportamento alimentare tra gli adolescenti: nel periodo tra febbraio 2020 e febbraio 2021 la crescita è stata in media del 30% rispetto al periodo 2019-2020.

Si è verificato soprattutto un incremento delle diagnosi di anoressia nervosa, accompagnato da un abbassamento della fascia d’età.

Tra i fattori scatenanti, causati dal lockdown:

  • isolamento sociale
  • paura di ammalarsi, spesso associata al timore di non avere la situazione sotto controllo
  • dispositivi e le regole anti-contagio
  • lunga e forzata convivenza con i familiari
  • minore possibilità di fare attività fisica
  • paura di prendere peso in seguito alla riduzione dell’attività fisica.
anoressia e pandemia

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Quali sono le possibili complicazioni dell’anoressia nervosa?

La malnutrizione indotta dall’anoressia può portare a complicanze gravi e, nei casi peggiori, causare la morte. Questo a causa del danneggiamento degli organi, talvolta irreversibile.

Tra le principali conseguenze ci sono:

  • osteoporosi (fragilità ossea) e indebolimento dei muscoli
  • effetti negativi sullo sviluppo fisico
  • amenorrea, infertilità e disfunzione erettile nell’uomo
  • problemi cardiocircolatori (insufficienza cardiaca, aritmia, malattia della valvola cardiaca, pressione bassa, edemi nel corpo)
  • difficoltà di concentrazione e memoria
  • problemi renali e al fegato
  • anemia
  • ipoglicemia.

Nelle donne incinte ci sono ulteriori gravi rischi come l’aborto e il parto prematuro.

Come si diagnostica e si cura l’anoressia nervosa

Proprio perché le complicanze dell’anoressia possono anche essere molto severe, è fondamentale diagnosticare e curare la malattia il prima possibile.

Il primo interlocutore è spesso il medico di medicina generale, che può indagare le abitudini alimentari del paziente e verificare elementi come peso, indice di massa corporea (BMI), pressione arteriosa, frequenza cardiaca, temperatura, nonché prescrivere eventuali esami del sangue. Se ritiene fondato il sospetto di anoressia, può indirizzare verso un centro o prefessionisti specializzati per una terapia idonea.

L’anoressia viene curata con un trattamento multidisciplinare che include psicologi, psichiatri, nutrizionisti e dietisti. Nei casi meno gravi è possibile trattare il paziente a livello ambulatoriale, altrimenti si può ricorrere al ricovero in day-hospital o al ricovero in regime ordinario. Se la persona è molto malata e rischia di non sopravvivere, ma rifiuta il ricovero, il medico può ricorrere al trattamento sanitario obbligatorio (TSO).

I principali aspetti su cui si interviene per curare l’anoressia nervosa sono i seguenti:

  • recupero del normale peso corporeo: il primo obiettivo è aiutare la persona a ristabilire il proprio peso attraverso un piano che indichi come aumentare gradualmente le quantità di cibo e che tenga sotto controllo le condizioni fisiche del paziente
  • psicoterapia: sono diversi approcci impiegati, tra cui la terapia cognitivo comportamentale, la psicoterapia interpersonale e gli interventi sulla famiglia
  • farmaci: una terapia farmacologica può essere usata insieme alla psicoterapia per affrontare quei problemi che, talvolta, accompagnano la malattia, come la depressione e il disturbo ossessivo compulsivo.

 

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Le domande più frequenti dei pazienti

Quali sono i sintomi dell’anoressia nervosa?

I sintomi includono perdita di peso marcata, restrizione alimentare, eccessiva attività fisica, vomito autoindotto, uso di lassativi, stanchezza, amenorrea, pelle secca, caduta dei capelli e forte sensazione di freddo. Possono essere presenti anche ansia, depressione e bassa autostima.

Quali sono le cause dell’anoressia?

L’anoressia dipende da una combinazione di fattori psicologici, genetici, biologici e ambientali. Tra i principali fattori di rischio ci sono bassa autostima, eccessivo perfezionismo, difficoltà nella gestione dello stress, pressione sociale verso la magrezza e familiarità per disturbi alimentari o depressione.

Quali sono le complicazioni dell’anoressia nervosa?

La malnutrizione può causare osteoporosi, anemia, problemi cardiaci, danni renali ed epatici, infertilità, amenorrea e difficoltà cognitive. Nei casi più gravi l’anoressia può diventare fatale.

Come si cura l’anoressia nervosa?

La cura prevede un approccio multidisciplinare con psicoterapia, supporto nutrizionale e monitoraggio medico. Nei casi più severi può essere necessario il ricovero ospedaliero o il trattamento in centri specializzati.

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