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Depressione post partum: cos’è e quali sono i sintomi da non trascurare

Quando nasce un bambino, nasce anche una mamma: inizia così un momento tanto bello quanto delicato nella vita di una donna, che si tratti del primo figlio o di una nascita successiva. La maternità, infatti, porta con sé un inevitabile cambiamento nell’identità della donna, che passa sia da trasformazioni fisiche che dal modificarsi del suo ruolo nelle relazioni sociali. Inoltre, nei primi mesi dopo la nascita di un bambino, la madre si troverà a sperimentare una relazione di dipendenza con il neonato, e dovrà comprendere come entrare nella nuova veste di mamma.

Comprendiamo quindi che questa fase può essere vissuta anche con fatica, a maggior ragione perché, nel post parto, nel corpo della donna si verificano alterazioni ormonali che possono incidere anche sull’umore. Non a caso, secondo i dati diffusi dalla Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia (SIGO), circa il 10-15% delle donne, dopo aver partorito, manifesta i sintomi della cosiddetta “depressione post-parto”, condizione patologica che può sopraggiungere fino a 5 o 6 mesi dopo la nascita del piccolo. Generalmente, la depressione dopo il parto esordisce quando il piccolo ha circa 3-4 settimane, e può aggravarsi a cavallo del quarto o quinto mese.

Questa problematica, se riconosciuta e affrontata per tempo, può essere affrontata senza lasciare strascichi. Se invece, purtroppo, viene negata e non si è in grado di intervenire in maniera adeguata e con il giusto supporto, la situazione può aggravarsi, incidendo non solo sulla salute della donna, ma anche sul benessere del bambino.

Ma di cosa si tratta, esattamente, e come si può riconoscere la depressione post-partum?

Oggi approfondiamo questo argomento, scoprendo anche come si può aiutare una mamma che sta vivendo una fase depressiva e quali attività e figure professionali possono esserle di supporto.

Cos’è la depressione post-partum?

Come accennato, la depressione post-partum è una condizione patologica che si manifesta quando è presente una concomitanza di sintomi che perdurano nel tempo. È frequente dopo l’arrivo del primo figlio, ma può verificarsi anche se la donna è a una gravidanza successiva.

Francesca Merzagora, Presidente O.N.Da, Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, che in un documento orientato alla corretta informazione sulla depressione femminile dopo il parto, afferma che “il periodo della gravidanza e il post-partum sono momenti in cui la donna è molto vulnerabile e può essere più soggetta a problemi di depressione. Per molti anni i medici hanno creduto che l’aumento degli ormoni in gravidanza proteggesse le donne dalla depressione ed è opinione comune pensare che ogni donna in gravidanza è felice per la formazione di una nuova vita. Per tale ragione in questi momenti così delicati della vita della donna stati depressivi transitori o permanenti non vengono riconosciuti, diagnosticati e quindi trattati adeguatamente. Nonostante i disturbi dell’umore in puerperio siano molto più frequenti della gestosi, del diabete gestazionale, del parto prematuro e si annoverino tra le principali cause della solitudine femminile, ancora troppo spesso vengono sottovalutati dalla medicina così come non vengono presi nella giusta considerazione neppure dai media e dall’opinione pubblica”.

Comprendiamo quindi che è davvero fondamentale riconoscere questa condizione e dare alla salute della neo mamma tutta l’attenzione che merita: proseguiamo quindi osservando più da vicino quali sono i segnali che possono far presagire uno stato depressivo.

depressione post natale

FatCamera/gettyimages.it

Riconoscere la depressione post-partum: a quali segnali fare attenzione?

Come segnalato dalla SIGO, si parla di depressione quando è presente la concomitanza di questi sintomi:

  • instabilità e sbalzi emotivi
  • pianto frequente
  • mancanza di energie
  • senso di inadeguatezza e pensieri pessimistici
  • dubbi e timori relativi alla capacità di prendersi cura del proprio bambino
  • senso di colpa
  • stati ansiosi
  • sentirsi prive di valore
  • disturbi del sonno e dell’alimentazione
  • timore e dei contatti esterni e chiusura verso le relazioni
  • perdita di interesse sessuale
  • pensieri frequenti su morte e suicidio.

Non è detto che questi elementi debbano manifestarsi tutti: la depressione si manifesta quando la maggioranza di essi è presente contemporaneamente, ma è fondamentale sottolineare che la diagnosi di depressione post natale può essere effettuata solo da un professionista esperto.

È però di primaria importanza che la donna e le persone a lei vicine siano consapevoli che la presenza di questi elementi può essere indicatore di una condizione depressiva. Proprio per questo è possibile effettuare un test chiamato “Scala di Edimburgo”, che aiuta la donna ad assegnare un punteggio alle sensazioni di difficoltà e disagio che sta provando. Il test è reperibile in questo documento diffuso dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, e può essere un primo valido alleato per una mamma in difficoltà.

Riconoscere la presenza di un problema è infatti il primo passo per iniziare a occuparsene: come vedremo successivamente, affrontare la depressione post parto e guarire completamente è infatti possibile, specialmente se i sintomi vengono trattati per tempo, e viene creato intorno alla donna un clima di aiuto, comprensione e cura.

Differenza tra depressione post-partum e baby (o maternity) blues

Per riconoscere adeguatamente la condizione di depressione post-partum, è importante essere a conoscenza anche della forma più lieve di malessere che può colpire le neomamme.

Si tratta del baby (o maternity) blues, un periodo transitorio che insorge dopo la nascita, e provoca una sensazione di tristezza diffusa, crisi di pianto, reazioni e difficoltà eccessive che possono perdurare per circa 7-10 giorni fino a tre settimane, senza però compromettere le attività quotidiane.

Pur essendo difficile fare delle stime esatte, perché le neomamme faticano molto a condividere ciò che provano, si ipotizza che circa il 70-80% delle donne, dopo aver partorito, manifestino episodi di baby blues.

È fondamentale sapere che, nel 20% dei casi, i sintomi del baby blues evolvono in una vera e propria depressione: ecco perché non bisogna sottovalutare nessuno dei segnali.

depressione post parto

nicoletaionescu/gettyimages.it

Conseguenze della depressione materna sul benessere del bambino

Un importante aspetto da considerare, è l’influenza che la depressione post-parto può avere anche sull’equilibrio e la serenità del bambino: uno studio apparso sulla rivista Jama Psychiatry ha evidenziato che, nei casi in cui la mamma abbia sofferto di depressione post natale, il bambino è esposto a disordini emotivi e relazionali anche con altri adulti, oltre che con i genitori. In particolare, lo studio sottolinea anche che, per aiutare i piccoli a ritrovare un equilibrio nei primi anni di vita, può essere utile fare riferimento a strutture educative che sappiano riconoscere e trattare eventuali problemi che si stanno manifestando.

Nei casi in cui i disordini che si manifestano nel bambino vengano trattati adeguatamente, è possibile ristabilire un equilibrio psichico e relazionale.

Possibili conseguenze della depressione non trattata: la psicosi post-parto

Purtroppo, una depressione non correttamente individuata e curata può degenerare anche in episodi psicotici molto gravi, che provocano uno stato di forte agitazione, allucinazioni, disorganizzazione estrema e pulsioni autolesioniste, di violenza verso il bambino e infanticide.

Qualora si manifesti quando condizione, è necessario un trattamento psichiatrico immediato, per aiutare la neomamma a riappropriarsi quanto prima della propria salute e del rapporto con il bambino.

È fondamentale sottolineare che prima di giungere a episodi di psicosi post parto si manifestano i sintomi della depressione: ecco perché viene ribadito l’invito a non sottovalutare nessuno dei segnali di allarme, invitando le neomamme e le persone a lei vicine a osservare con attenzione ciò che può far presagire uno stato di difficoltà e a chiedere aiuto a professionisti esperti.

Depressione post parto: da cosa può essere provocata?

Non è raro che una donna che sperimenta la depressione post parto e le persone a lei vicine, come il partner e la famiglia, si chiedano perché questa condizione si sta verificando. Le cause esatte non sono note, ma sono stati individuati diversi fattori di rischio che possono concorrere alla manifestazione di stati depressivi.

maternità

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Vediamo insieme i principali:

  • depressione durante la gravidanza
  • depressione post parto o gravidica durante una precedente maternità
  • episodi pregressi di tristezza o depressione e presenza di stati depressivi nell’anamnesi familiare
  • problemi correlati alla gravidanza, come gravidanze a rischio, parto pretermine, difetti congeniti, malattie croniche che hanno reso i 9 mesi faticosi e stressanti
  • situazioni di stress in famiglia, difficoltà relazionali con il partner
  • mancanza di sostegno da parte del partner o altri familiari
  • gravidanza non desiderata e difficoltà nell’accettare l’arrivo del bambino
  • parto difficoltoso o con complicazioni
  • distacco dal bambino appena nato, per esempio per motivi di salute del piccolo o della mamma
  • problemi legati all’allattamento
  • altri problemi di salute della donna o del bambino.

Se durante la gravidanza, in concomitanza del parto o nel periodo successivo si verifica una o più di queste situazioni, il consiglio è quello di porsi con sensibilità e attenzione nei confronti della mamma, per evitare – per quanto possibile – che un eventuale malessere degeneri in depressione, e aiutarla ad affrontare i sintomi depressivi, se già conclamati.

Depressione post natale: consigli per la neomamma e per chi le sta vicino

Curare la depressione post parto è possibile, ed è possibile anche che la neomamma si riprenda completamente. Perché ciò avvenga è però fondamentale che la donna e le persone a lei vicine sappiano bene che azioni e atteggiamenti di aiuto mettere in campo, e anche quali sono le figure professionali sanitarie di riferimento da contattare in caso di necessità. Vediamo insieme le principali indicazioni, tratte dalle linee guida elaborate dalla SIGO e dal progetto Depressione Post Partum della Fondazione O.N.Da, sempre ricordando che il percorso di cura può essere diverso da donna a donna, e va sempre scelto e calibrato secondo le specifiche esigenze di ogni persona.

mamma felice

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Affrontare la depressione dopo il parto: consigli per la mamma

Cosa può fare una donna che si rende conto di essere in difficoltà dopo aver partorito? Di seguito alcuni consigli che invitiamo a mettere in pratica:

  • innanzitutto, è importante cercare di aprirsi e parlare con il proprio partner, con altri familiari di riferimento, con altre mamme, professionisti della salute della donna e del bambino, con un terapeuta, e così via. Cercare confronto e dare un nome al proprio malessere è un passaggio fondamentale verso la guarigione.
  • Richiedere aiuto, e di conseguenza farsi aiutare, sia a livello emotivo che a livello pratico, delegando ad altri la cura della casa e delle attività quotidiane, e chiedendo supporto con il piccolo quando necessario.
  • Non appena si avverte che la propria condizione sta diventando difficoltosa, l’invito è quello di rivolgersi a un professionista o a un centro specializzato, che potrà fornire aiuto sanitario, psicologico e, se necessario, integrare la terapia con un supporto farmacologico.
  • Ritagliarsi tempo piacevole con il proprio bambino, mantenere un contatto con lui, guardandolo negli occhi e sorridendo.
  • Ricavare spazi per sé anche senza il bambino, a seconda delle proprie necessità e inclinazioni: può essere del tempo per un bagno caldo, per una passeggiata, per leggere un libro o per chiacchierare con un’amica. Ogni donna ha delle necessità specifiche, ed è importante che – anche a piccole dosi – il tempo per la cura di sé venga mantenuto.
  • Fare attività fisica, anche moderata: a seconda delle condizioni fisiche dopo la nascita del piccolo, alla neo mamma fa sicuramente molto bene ricominciare a muoversi. Ideali sono attività soft come yoga, pilates, camminata sportiva, o sport acquatici come l’acquagym. In generale, la mamma può riprendere a svolgere le attività sportive che ama e che svolgeva anche prima nella gravidanza nei modi e nei tempi indicati dal medico o dall’ostetrica di fiducia.
  • Cercare di riposare il più possibile, compatibilmente al ritmo sonno/veglia del neonato.
  • Seguire un’alimentazione equilibrata e ricca di nutrienti.
  • Porsi obiettivi semplici e percorribili in ogni giornata: un buon consiglio può essere quello di fissare un obiettivo per volta, e cercare di portarlo a termine senza stress.
  • Tenere un diario in cui si annotano pensieri, emozioni e paure, per scaricare la tensione.

Uno strumento utile per le mamme che stanno affrontando questo momento è l’opuscolo “Un sorriso per le mamme: consigli pratici sulla depressione post parto.

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Indicazioni per il partner e per i familiari

Le persone che stanno vicino alla neomamma possono fare molto per lei. Nello specifico, segnaliamo che può essere particolarmente importante:

  • aiutarla a non farsi sopraffare dalle incombenze familiari, domestiche e lavorative;
  • non sottovalutare né sminuire le manifestazioni di malessere esplicitate;
  • rivolgersi alla neomamma in modo garbato, accogliente e comprensivo, empatizzando con lei e facendo domande sulla sua condizione generale;
  • creare un clima di raccoglimento e intimità soprattutto nei primi giorni a casa dopo il parto;
  • agevolare i momenti di raccoglimento e self care della neomamma, a seconda delle sue specifiche necessità;
  • promuovere l’idea di cercare aiuto in un professionista o centro specializzato. 

A quali professionisti fare riferimento per ricevere aiuto nel post parto?

I professionisti che possono supportare la donna dopo che ha partorito sono diversi, e il loro ruolo può essere davvero determinante per mantenere, o ritrovare, una soluzione di  benessere ed equilibrio. Tra essi ci sono:

  • l’ostetrica, preziosa figura sanitaria che, secondo la definizione dell’International Confederation of Midwives, è “una professionista che lavora in collaborazione con le donne per fornire il supporto, la cura e la consulenza necessarie durante la gravidanza, il travaglio e il periodo postpartum (…). L’ostetrica ha un compito importante nella consulenza sanitaria e nell’educazione, non solo per la donna, ma anche all’interno della famiglia e della comunità”. L’ostetrica può quindi fornire supporto per affrontare difficoltà fisiche dopo il parto, accompagnare la mamma nel percorso di allattamento, e monitorare lo stato di salute generale, facendo riferimento a professionisti medici e altri terapeuti ogni volta che si dimostra necessario;
  • ginecologo e medico di base;
  • psicoterapeuta o, se necessario, psichiatra; 
  • counsellor o facilitatore delle dinamiche personali, familiari e di coppia.

Inoltre, come abbiamo accennato, può essere importante rivolgersi a uno specialista della nutrizione, che potrà accompagnare la mamma nello scegliere la dieta più adatta, e a professionisti sportivi, come personal trainer o specialisti di discipline specifiche, che possono fornire supporto dal punto di vista dell’attività fisica tenendo conto della situazione generale di salute della donna.

Come abbiamo visto, per quanto sia una condizione difficile, la depressione post parto può essere affrontata, e il modo migliore per farlo è favorire il dialogo e l’ascolto, e sapere a quali figure chiave fare riferimento in caso di necessità, nel pieno rispetto delle esigenze e inclinazioni di ogni neomamma.

 

Fonti

sigo.it
ondaosservatorio.it
depressionepostpartum.it
jamanetwork.com
internationalmidwives.org
msdmanuals.com

 

Silvia Bernardi
Bolognese, si occupa di comunicazione e scrittura, curando temi inerenti alla salute, al welfare e all'innovazione sociale.

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