Frattura al bacino negli anziani: cosa comporta e come funziona la riabilitazione

Con l’avanzare dell’età, alcuni rischi per la salute diventano più rilevanti, tra cui la possibilità di fratture, come quella al bacino. Questo tipo di infortunio, sebbene non esclusivo degli anziani, tende ad avere un impatto maggiore su di loro, influenzando aspetti come la mobilità e, di conseguenza, la qualità di vita. 

Nei prossimi paragrafi scopriremo quali conseguenze ha una frattura al bacino sugli anziani e l’importanza di una gestione attenta e di un processo di riabilitazione adeguato, per aiutare a mantenere il più possibile la loro indipendenza e benessere. 

Anziani e salute delle ossa: una sfida complessa

Con l’età, il corpo umano subisce naturali cambiamenti che influenzano diversi aspetti della salute, inclusa la densità e la resistenza delle ossa. Questo processo è noto come osteoporosi, una condizione che rende le ossa più fragili e quindi più suscettibili a fratture, anche a seguito di traumi di lieve entità. Gli anziani, in particolare, sono soggetti a un maggiore rischio di osteoporosi a causa di fattori quali la diminuzione dei livelli di calcio e di altri minerali nelle ossa, nonché di cambiamenti ormonali che possono influenzare la salute ossea.

La prevenzione delle fratture in età avanzata richiede un approccio olistico che include una dieta equilibrata, ricca di calcio e vitamina D, attività fisica regolare per mantenere la forza muscolare e l’equilibrio, e, dove necessario, trattamenti farmacologici. Il ruolo della prevenzione è fondamentale, poiché le fratture in età avanzata, come quella al bacino ma anche per esempio quella al femore, possono avere conseguenze serie, limitando non solo la mobilità ma anche l’indipendenza e la qualità di vita degli anziani.

Un altro aspetto chiave è la consapevolezza del rischio di cadute, che rappresentano una delle principali cause di fratture al bacino in questa fascia di età.

Misure preventive come l’assicurarsi che la casa sia priva di ostacoli, l’uso di dispositivi di assistenza alla deambulazione quando necessario, e una valutazione regolare della vista e dell’udito contribuiscono a ridurre questa eventualità. 

Cosa comporta la frattura del bacino in una persona anziana

La frattura del bacino negli anziani è un infortunio che va ben oltre il semplice dolore fisico e la convalescenza. Questo tipo di lesione può infatti avere effetti profondi e duraturi sul benessere e sulla capacità di condurre una vita indipendente.

Dal punto di vista fisico, la frattura del bacino richiede un periodo prolungato di immobilizzazione e riposo, il che ha conseguenze sulla salute generale dell’anziano. L’immobilità prolungata porta a complicazioni come la perdita di massa muscolare, il deterioramento della forza fisica e, in alcuni casi, a rischi aggiuntivi come trombosi venosa profonda o ulcere da pressione.

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Dal punto di vista psicologico, gravi lesioni pelviche possono influire sullo stato emotivo dell’individuo. Il dolore e la limitazione della mobilità sono alla base di sentimenti di frustrazione, dipendenza dagli altri e isolamento sociale. Inoltre, il timore di ulteriori cadute può ridurre la fiducia nell’ambiente circostante, limitando ulteriormente la libertà di movimento.

La riabilitazione da una frattura del bacino negli anziani è quindi essenziale per ripristinare la mobilità, ma anche per prevenire possibili complicazioni a lungo termine e mantenere una buona qualità di vita. Un percorso riabilitativo adeguato, che comprenda fisioterapia, supporto psicologico e, quando necessario, interventi chirurgici come l’osteosintesi, una procedura che implica l’utilizzo di viti, placche o chiodi per stabilizzare e allineare correttamente le ossa fratturate –, è fondamentale per una ripresa ottimale: ne parliamo nel dettaglio nei prossimi paragrafi. 

Il percorso di riabilitazione da una frattura al bacino 

Il processo di riabilitazione da una lesione pelvica in età avanzata va considerato in una prospettiva omnicomprensiva, che abbracci tanto le esigenze fisiche, quanto quelle emotive e sociali. 

Il percorso di recupero, pertanto, deve essere personalizzato, e coinvolgere un team multidisciplinare di specialisti che lavorino insieme per supportare non solo il recupero fisico, ma anche per aiutare a superare gli ostacoli emotivi e sociali associati alla lesione. Il percorso riabilitativo include:

  • fisioterapia: attraverso esercizi mirati, i fisioterapisti lavorano per rafforzare i muscoli indeboliti dall’immobilità, migliorare l’equilibrio e la coordinazione per prevenire future cadute, e aiutare gradualmente l’anziano a riacquistare la capacità di camminare. Questo processo varia in intensità e durata a seconda della gravità dell’infortunio e delle condizioni di salute preesistenti del paziente.
  • terapia occupazionale: questa terapia si concentra sul ripristino della capacità dell’individuo di svolgere le attività quotidiane. Gli specialisti in questa area lavorano con i pazienti per adattare le loro routine quotidiane e gli ambienti di vita in modo da massimizzare l’autonomia e l’indipendenza, nonché per suggerire modifiche ergonomiche utili a ridurre lo sforzo e il rischio di ulteriori lesioni.
  • gestione del dolore: un aspetto fondamentale della riabilitazione è la gestione efficace del dolore. Questo può includere l’uso di farmaci antidolorifici, ma anche tecniche non farmacologiche come appunto la fisioterapia, la terapia con calore o freddo, la stimolazione elettrica e metodi di rilassamento come la meditazione o la terapia cognitivo-comportamentale, che aiutano a gestire il dolore cronico e a migliorare la qualità generale della vita del paziente.

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Consigli per la guarigione e la gestione dell’anziano 

Affrontare una lesione pelvica richiede un approccio integrato che vada oltre il trattamento medico. È essenziale prestare attenzione a tutti gli aspetti della vita dell’anziano per facilitare un recupero completo e veloce. Alcuni dei fattori chiave includono:

  • nutrizione adeguata: una dieta equilibrata è cruciale. Il consumo di alimenti ricchi di calcio e vitamina D è essenziale per il mantenimento della salute delle ossa. Eventuali integratori alimentari possono essere consigliati per garantire un apporto sufficiente di questi nutrienti.
  • Prevenzione delle cadute: ridurre il rischio di ulteriori cadute è fondamentale. Questo comporta l’adattamento dell’ambiente domestico, come la rimozione di tappeti scivolosi, installare barre di sostegno nei bagni, e garantire un’illuminazione adeguata. La formazione e l’educazione sulle corrette tecniche di movimento sono altrettanto importanti.
  • Supporto psicologico: la gestione delle lesioni pelviche è emotivamente impegnativa. Il sostegno psicologico, sia attraverso la consulenza professionale sia tramite il supporto di gruppi, può aiutare a gestire i sentimenti di frustrazione, ansia o depressione che possono accompagnare il processo di recupero.

Mentre il percorso di riabilitazione e le strategie per la gestione del paziente sono cruciali, è altrettanto importante garantire che le persone anziane abbiano accesso a un supporto sanitario adeguato. In questo contesto, soluzioni assicurative specifiche per gli anziani, come UniSalute Over 65, svolgono un ruolo fondamentale.

Con questa polizza, le persone anziane hanno la possibilità di scegliere gratuitamente, una volta all’anno, un programma di prevenzione a scelta tra tre pacchetti: cardiovascolare, oncologico e dermatologico. UniSalute Over65 include anche il servizio per verificare la presenza di sindrome metabolica, così come l’accesso a prestazioni a tariffe agevolate presso le strutture sanitarie convenzionate con UniSalute.

 

 

Fonti: 

my-med.it

fisioterapiaitalia.com

ortopediciesanitari.it


Immagine in evidenza di Goodboy Picture Company/gettyimages.it

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