Animale domestico: caneBenessereMamma e bambinoOsservatorio UnisaluteRagazza si allaccia le scarpe da corsaCoppia Terza EtàWelfare Aziendale Unisalute
crioterapia

Crioterapia: la terapia del freddo ha dei reali benefici?

La crioterapia è impiegata in dermatologia per trattare alcuni tipi di lesioni cutanee, come le verruche, in maniera rapida e poco invasiva. In genere, utilizza l’azoto liquido, un gas che raggiunge i 90 °C sotto zero: il freddo intenso, infatti, congela e quindi distrugge le cellule della lesione. La crioterapia, però, non ha soltanto questa applicazione: a ricorrervi sono anche la medicina estetica e la fisioterapia.

In questo articolo vedremo come funziona questo trattamento, quali sono le metodologie più comuni, e quali le eventuali controindicazioni.

Crioterapia, il “trattamento con il freddo”

Il termine “crioterapia” deriva dal greco “kryos” (freddo) e indica, appunto, un trattamento che si effettua “con il freddo”. Come abbiamo già ricordato, infatti, prevede l’impiego di sostanze – dette agenti criogeni – in grado di raggiungere temperature molto basse. Un esempio è l’azoto liquido, che abbiamo già ricordato essere il gas maggiormente impiegato in questo tipo di terapia, ma anche l’anidride carbonica e il protossido d’azoto possono arrivare a circa 80 o 90 °C sotto zero, sebbene il primo non dia risultati ottimali in termini di rapidità, e l’altro sia invece molto costoso. L’ustione da freddo provocata dall’agente criogeno agisce sulle cellule, causandone la morte per shock termico.

crioterapia

Kalinovskiy/gettyimages.it

In ambito dermatologico, la crioterapia è utile per intervenire in maniera mirata e rapida, nonché meno dolorosa, su alcuni inestetismi e lesioni, come:

  • verruche
  • cheratosi attiniche
  • cheratosi seborroiche
  • cicatrici
  • condilomi
  • molluschi
  • nei
  • tumori epiteliali superficiali.

Si può utilizzare anche sui bambini a partire dai 6 anni; di solito, in questo caso, è somministrato un anestetico locale per ridurre il fastidio.

Quali tecniche esistono in crioterapia?

Il trattamento crioterapico si effettua attraverso tecniche diverse. Quella più comune è la tecnica a spray: sulla lesione viene spruzzato dell’azoto liquido contenuto in una bomboletta, senza che ci sia un contatto diretto con la cute, con un rischio molto basso di infezione a seguito del trattamento. La metodica dipstick utilizza invece un bastoncino con un batuffolo di cotone idrofilo posizionato su una estremità: il tampone, imbevuto di una soluzione di azoto liquido, è messo a contatto con la lesione per provocare un’ustione da freddo. Infine, per il trattamento crioterapico si può usare una sonda, detta cryoprobe, la cui estremità è impregnata di azoto liquido.

crioterapia metodi

CasarsaGuru/gettyimages.it

Applicazioni estetiche e fisioterapiche della crioterapia

Abbiamo già ricordato che la dermatologia non è l’unica branca di applicazione della crioterapia. A livello estetico e fisioterapico, infatti, il suo utilizzo è ampio per via degli effetti e dei numerosi benefici che il freddo ha sull’organismo. In particolare:

  • migliora la circolazione sanguigna
  • rallenta il metabolismo dei tessuti
  • rallenta la trasmissione dei segnali nervosi e ha un leggero effetto anestetico
  • rilassa la muscolatura
  • favorisce la guarigione delle lesioni.

A cosa serve il freddo in fisioterapia?

I trattamenti che sfruttano temperature alte o basse sono molto diffusi in fisioterapia così come in medicina dello sport. La crioterapia, in particolare, è indicata nei pazienti che abbiano di recente subito un trauma dell’apparato muscolo-scheletrico o ne stiano affrontando i postumi, dopo un intervento chirurgico, nelle artropatie infiammatorie. Il freddo, infatti, come abbiamo già ricordato, rilassa i muscoli e coadiuva la guarigione, riduce l’infiammazione e l’edema. I trattamenti di cui parliamo vanno dall’applicazione del ghiaccio e l’utilizzo di macchinari appositamente ideati per intervenire su una parte del corpo, alla criocamera a due stanze e alla sauna crioterapica, usata anche in ambito estetico.

La crioterapia in SPA: sauna crioterapica

La crioterapia total body, inoltre, è praticata e apprezzata da molti personaggi del mondo dello spettacolo e ha visto una grande diffusione in particolare negli ultimi due decenni. Prevede l’esposizione dell’intero corpo a temperature molto basse, per sfruttare gli effetti positivi sull’organismo di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente.

crioterapia spa

jacoblund/gettyimages.it

Alcuni centri estetici e SPA hanno una cabina per la sauna crioterapica, in cui viene vaporizzato azoto liquido: con adeguate coperture per le estremità e il capo, si può trascorrere un breve tempo (massimo 3 minuti) a una temperatura tra i -120 °C e i -160 °C. Questo trattamento aiuta a mantenere il peso forma, favorisce l’eliminazione delle tossine e degli accumuli adiposi, migliora la tonicità della pelle e la qualità del sonno.

Controindicazione ed effetti collaterali della crioterapia

Crioterapia dermatologica

La crioterapia dermatologica, come abbiamo ricordato, è una procedura sicura che può, tuttavia, dar luogo a qualche complicanza, soprattutto delle discromie, ovvero delle differenze nella colorazione della cute. In corrispondenza della zona trattata, infatti, possono comparire delle macchie più scure: si tratta di un effetto riscontrato in pochi casi, ma per evitare che compaia è preferibile proteggere la pelle con una crema solare o evitare del tutto l’esposizione al sole per i due mesi successivi.

Crioterapia estetica

Per quanto riguarda la crioterapia estetica, invece, il discorso è più articolato poiché esistono delle vere e proprie controindicazioni. Infatti, chi soffre di diabete, di arteriopatie, della malattia di Reynaud e di qualunque patologia che riguardi il sistema nervoso non dovrebbe sottoporsi alla terapia total body. Ad ogni modo, è sempre meglio parlare con il proprio medico qualora si volesse intraprendere un percorso estetico di questo tipo.

Come abbiamo visto, si può ricorrere alla crioterapia per diversi scopi, anche per migliorare il proprio benessere fisico. Restare in forma è in salute è infatti una delle nostre maggiori preoccupazioni, che dovrebbero spingerci sempre più a prenderci cura di noi stessi sotto ogni aspetto, dalla dieta allo stile di vita, e quindi anche alla prevenzione delle patologie. Per essere certi di monitorare una serie di importanti parametri e di confrontarci con degli specialisti, può essere utile valutare una soluzione come i Piani Individuali di UniSalute, pensati per andare incontro proprio a queste esigenze. Avete preso in considerazione questa possibilità?

Erica Di Cillo
Erica Di Cillo vive e lavora a Bologna e da alcuni anni collabora con diverse testate online. Per il blog InSalute scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute.

COMMENTA