La sindrome dell’intestino o del colon irritabile è un disturbo cronico che interessa colon e intestino tenue e provoca dolore addominale, gonfiore, alterazioni dell’alvo (stipsi, diarrea o alternanza) e un’elevata sensibilità intestinale. Le cause sono multifattoriali: stress, emozioni intense, alimentazione, alterazioni della flora intestinale, infezioni pregresse e fattori neurovegetativi. I rimedi includono modifiche dello stile di vita, gestione dello stress, dieta mirata, farmaci sintomatici e, nei casi resistenti, supporto psicologico specializzato.
La sindrome dell’intestino irritabile, anche detta sindrome del colon irritabile, colpisce circa il 10-15% degli individui adulti, in prevalenza di sesso femminile e di età compresa tra i 20 e i 50 anni.
Pur essendo una malattia che non necessita di ricoveri ospedalieri o di interventi chirurgici, può compromettere in maniera rilevante la qualità della vita. Oltre il 20% di chi ne soffre lamenta, infatti, disturbi dell’evacuazione per lo più di tipo stitico, che sono, con il dolore, una frequente causa di malessere e possono compromettere anche la capacità lavorativa.
Abbiamo allora chiesto al prof. Pier Roberto Dal Monte, gastroenterologo, quali sono sintomi, cause e possibili rimedi di questo fastidioso disturbo.
Che cos’è la sindrome del colon irritabile o SII?
La sindrome dell’intestino irritabile (SII o IBS dall’inglese Irritable Bowel Syndrome) è un disordine cronico delle funzioni dell’apparato gastrointestinale. Interessa principalmente il colon e l’intestino tenue, ed è per questo che viene anche chiamata sindrome del colon irritabile. È caratterizzata da dolore e gonfiore addominale, da un’irregolarità dell’alvo e da un’alterazione della consistenza delle feci.
Un tempo veniva definita “colite spastica”, ma impropriamente: è importante infatti distinguerla dalle vere forme di colite, ovvero quelle infiammatorie, come le enterocoliti tossi-infettive, la colite ulcerosa e il morbo di Crohn, la colite da antibiotici, o altre più rare.
Perché l’intestino è definito “irritabile”? Nelle persone affette da questa sindrome, “i nervi che controllano i movimenti muscolari dell’intestino sono particolarmente attivi e le loro terminazioni sono inconsuetamente sensibili”. Il risultato è che l’intestino diventa suscettibile ai normali eventi che si svolgono al suo interno, come l’accumulo e il passaggio di aria e fluidi. Questo comporta alcuni sintomi caratteristici, dovuti a un’attività muscolare anomala che può arrestare i movimenti intestinali o, al contrario, stimolarli per espellere il materiale fecale e i gas.
Secondo i criteri di Roma IV del 2016 – dei criteri diagnostici stabiliti da una commissione internazionale per definire la diagnosi e guidare il trattamento dei disordini funzionali gastrointestinali, tra cui la SII – la sindrome può essere classificata in quattro sottotipi in base alla frequenza e alla consistenza delle feci.
SII con stipsi prevalente
Si tratta della variante più frequente, caratterizzata da stitichezza, associata a dolore addominale che si allevia con l’evacuazione o l’emissione di aria. I pazienti stitici evacuano meno di tre volte nell’arco di una settimana, in maniera dolorosa e difficile, con feci dure e disidratate. Per questo, spesso, ricorrono all’uso di lassativi.
SII con diarrea prevalente
Questo sottotipo è contraddistinto da diarrea, quindi dall’emissione di feci molli, dalla consistenza ridotta e acquosa, e di minor volume. A differenza della stipsi, il fenomeno diarroico è improvviso e la sua insorgenza è maggiore, arrivando persino a tre evacuazioni al giorno. Anche con la diarrea compare può comparire dolore addominale, che tendenzialmente si attenua dopo l’evacuazione.
SII mista
I pazienti che rientrano in questo sottogruppo alternano l’emissione di feci molli e dure. Ad episodi di diarrea, quindi, possono seguire episodi di stipsi per periodi più o meno lunghi.
SII non classificabile
Per questi pazienti non è possibile identificare con precisione una prevalenza o un’alternanza del tipo di alvo.

Perché ci si ammala di colon irritabile? Cause
Le cause del colon irritabile sono multifattoriali e non del tutto note. “Sappiamo che i soggetti affetti dal disturbo, oltre ad avere un alterato comportamento dei movimenti muscolari dell’intestino, mostrano una particolare e inconscia reattività intestinale a molti fattori, in particolare stress, specifici alimenti e violente emozioni, che appaiono strettamente correlati alla comparsa dei sintomi”. Spesso esiste anche una marcata sensibilità dolorosa in presenza di una normale quantità di cibo e di gas, oppure un’alterazione del sistema nervoso autonomo dovuta a un episodio di intossicazione alimentare acuta.
“Infine, il dolore intestinale che segue ai pasti può dipendere da un accentuato riflesso gastrocolico, specie se si consumano cibi grassi o ricchi di zuccheri composti”, che andrebbero mangiati con moderazione anche per mantenere il colesterolo nei parametri.
Analizziamo più da vicino alcune cause della sindrome del colon irritabile.
Il “secondo cervello”
“Il tubo digerente ha una innervazione propria, ricca e indipendente, chiamata il ‘secondo cervello‘ in costante comunicazione con il ‘primo cervello’, che regola i processi di digestione e di eliminazione delle scorie”. Questa comunicazione è detta asse cervello-intestino.
Pur funzionando in autonomia, l’intestino risponde ai segnali che arrivano dal cervello attraverso il sistema nervoso neurovegetativo, che non controlliamo volontariamente. In presenza di emozioni intense o stress, questa comunicazione può modificare il rilascio di sostanze neurochimiche – come la serotonina, l’ormone del buonumore che ha un’azione stimolante sulla muscolatura. Se questo sistema si altera, i movimenti intestinali possono rallentare o accelerare in modo improprio, generando uno stato di irritazione che si traduce nei tipici sintomi della sindrome del colon irritabile: gonfiore, dolore, crampi e irregolarità dell’alvo.
In sintesi, quando l’asse cervello-intestino perde il suo equilibrio, si verificano cambiamenti nella motilità e nella sensibilità dell’intestino, che contribuiscono alla comparsa o al peggioramento dei disturbi.
Intossicazioni e infiammazioni
Spesso tra le cause del colon irritabile può esserci un’infezione enterocolitica, in genere dovuta a un’intossicazione alimentare, che modifica la flora intestinale o fecale in flora patogena e irritante. In questi casi il disturbo perdura nel tempo e viene detto colon irritabile dismicrobico o postinfettivo.
Stress ed emozioni
“Sebbene ansia e depressione non siano la causa vera e propria della malattia, i disturbi intestinali tipici della sindrome del colon irritabile tendono ad aggravarsi nei momenti di maggiore tensione”. Si tratta di un fenomeno che interessa anche le persone non affette dalla malattia: si possono avere modificazioni nel funzionamento intestinale (associate a insonnia, tachicardia o cattiva digestione) a causa di eventi stressanti.
Cambiamenti ormonali
Talvolta il tubo digerente è molto sensibile ai cambiamenti degli ormoni sessuali femminili, per cui durante il ciclo alcune donne possono avere aggravamenti dei sintomi del colon irritabile.

Sindrome del colon irritabile: sintomi
Le manifestazioni principali della sindrome includono:
- dolore addominale o fastidiose sensazioni all’addome (movimenti intestinali, dolori di varia intensità, crampi addominali)
- diarrea
- stitichezza
- eccessiva emissione di aria dall’intestino (meteorismo o flatulenza)
- presenza di muco nelle feci
- stanchezza e mancanza di energia
- nausea
- stimolo frequente a urinare, sensazione di non svuotare completamente la vescica
- incontinenza fecale.
Il prof. Dal Monte spiega che “anemia, sanguinamento con le feci, febbre o perdita di peso non rientrano nel quadro di colon irritabile, ma possono essere causate da una malattia più seria”, per cui in presenza di tali sintomi bisogna sempre rivolgersi al medico.
Come capire se si ha la sindrome del colon irritabile?
La diagnosi viene posta sulla base dei criteri di Roma IV, secondo i quali il fastidio o dolore addominale deve essere ricorrente almeno un giorno alla settimana negli ultimi 3 mesi, in associazione a due o più dei seguenti sintomi:
- correlazione alla defecazione, con miglioramento dopo l’evacuazione
- modificazioni nella frequenza di evacuazione delle feci
- cambiamento nella forma in cui si presentano le feci.
Per procedere alla diagnosi, i sintomi devono persistere per almeno 6-9 mesi. È inoltre necessario escludere escludere altre malattie organiche che possono avere manifestazioni analoghe. Tra queste, il morbo celiaco da intolleranza al glutine.

Quali sono i cibi da evitare per il colon irritabile?
Anche gli alimenti ricchi di fibre, come il pane integrale, la crusca e i vegetali a foglia, non sono tollerati bene da alcuni soggetti, ma, aumentando il volume fecale, possono migliorare la funzione intestinale e allontanare i sintomi stessi.

Come curare la sindrome del colon irritabile?
“Nel trattamento del colon irritabile è fondamentale partire da una valutazione personale dell’esistenza di fattori emozionali, di stress o alimentari alla base del disturbo. Occorre distinguere inoltre le forme con stitichezza da quelle con diarrea, meteorismo o senza dolore”.
Fatta questa analisi, si può cercare sollievo adottando dei cambiamenti comportamentali: distendersi, dormire di più, fare esercizi fisici per diminuire la tensione. Anche una dieta ricca di fibre può essere di giovamento nelle forme con stipsi, tuttavia inizialmente può causare un fastidioso accumulo di aria e anche provocare diarrea nei soggetti che già ne soffrono.
Quando questi provvedimenti falliscono è consigliabile consultare il medico che potrà consigliare farmaci antispastici, antidepressivi o ansiolitici.
I pazienti che non rispondono positivamente né alle modifiche delle abitudini di vita né ai farmaci dovrebbero consultare specialisti nello studio dei disturbi gastrointestinali correlati allo stress o specialisti nella valutazione psicologica delle cause di malattie funzionali.
Riassumendo, ecco le regole generali che guidano il trattamento della sindrome:
- evitare i cibi che provocano malessere
- usare farmaci che possono evitare le crisi, per esempio degli antidiarroici (o anche disinfettanti) in caso di scariche o quando si esce di casa
- combattere la stipsi con cibi ricchi di fibre che aumentano il volume delle feci
- consultare il medico per valutare la possibilità di assumere farmaci che diminuiscono il dolore e migliorano le abitudini intestinali
- cercare di gestire le fonti di stress, anche con il supporto di professionisti
- praticare esercizio fisico, training autogeno, yoga, la meditazione per facilitare il rilassamento.
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Le domande più frequenti dei pazienti
Come si fa la diagnosi di sindrome dell’intestino irritabile?
Il medico valuta i sintomi e la loro ricorrenza nel tempo. Gli esami servono principalmente a escludere altre patologie come celiachia, malattie infiammatorie croniche intestinali o intolleranze alimentari.
Quali sono gli alimenti che peggiorano la sindrome del colon irritabile?
Non esiste una lista valida per tutti, ma molti pazienti riferiscono disturbi dopo l’assunzione di cibi grassi, latte e latticini (in caso di intolleranza al lattosio), alimenti ricchi di fibre non tollerate (crusca, vegetali a foglia) e cibi molto zuccherati.
Lo stress può causare colon irritabile?
Lo stress non è la causa primaria, ma può peggiorare in modo significativo i sintomi. L’intestino è collegato al cervello attraverso l’asse cervello-intestino, motivo per cui ansia, tensioni emotive o cambiamenti della vita possono influire sui movimenti intestinali e sulla sensibilità.
Esistono cure definitive per il colon irritabile?
Non esiste una cura definitiva, ma molti pazienti riescono a controllare i sintomi con modifiche dello stile di vita, gestione dello stress, dieta personalizzata e farmaci (antispastici, antidiarroici, lassativi, o – se indicati – antidepressivi). Nei casi più complessi può essere utile un supporto psicologico specializzato.


7 commenti
Ottimo articolo, sono davvero contento di leggere informazioni sane che possano aiutare a migliorare le condizioni di salute delle persone affette da Sindrome del Colon Irritabile.
Come in moltissime altre patologie anche l’alimentazione in questo caso è di primaria importanza. Complimenti ancora per il bellissimo articolo 🙂
Grazie Lorenzo 🙂
Salve.il dottore mi ha prescritto per il colon irritabile il normix tre volte al giorno e la sera prima di andare a letto una pastiglia di spasmonen.sarà sufficiente per curarmi?
Buongiorno Luana, purtroppo non possiamo rispondere alla tua domanda: per quanto i nostri medici siano preparati, infatti, solo chi ha in cura un paziente ed ha un’idea chiara e completa del suo quadro clinico può trovare la soluzione più adeguata al caso e valutare la terapia più adatta. Grazie per essere intervenuta, continua a seguirci e buona serata 🙂
Scusate ma se dopo l edizione non si prova sollievo anzi spossatezza generale e dolore addominale che vuol dire?
Salve sn mamma di Flavio 27anni a cui un bravo gastroenterologo dp accurati esami ha riscontrato la patologia del “colon irritabile”che gli causa veri e propri attacchi di diarrea i quali gli hanno condizionato la vita tanto da farlo rinchiudere in casa!Ora vi chiedo quale potrebbe essere un ansiolitico che gli possa calmare questo stato d’insofferenza che lo limita in tt la sua vita quotidiana …….grazie e complimenti x le delucidazioni che ci offrite!
buongiorno sono Sergio 71 anni a seguito di doloretti di stomaco tipo bruciore, difficolta’ di digestione specialmente quando mangio piu’ del solito, episodi di diarrea e stitichezza e analisi del sangue con esito valori globuli rossi un po bassi sotto elencati:
globuli rossi 3,95 ematocrito 37,00 emoglobina 12,8 mcv 93,7 mch 32,4 sideremia 65 ferritina 149 psa totale 4,23 colesterolo totale 125(altri valori nella norma) sangue occulto nelle feci negativo .
il medico curante mi ha sottoposto ad ulteriori esami diagnostici :
lattato deidrogenasi ldh 179 pt 12 ptt 32 fibrogeno 300 alfafetoproteina 1,46 ca 19-9( gica ) 3,6 ” cea ” 4.2 valore riferimento n.f <2.3
mi chiedo se il valore cea e' preoccupante visto il 4.2 e se si ritiene fare altri accertamenti . grazie