bambina con pigiama celeste seduta sul letto che tossisce

Tosse nei bambini: a cosa è dovuta e come curarla?


La tosse nei bambini è un sintomo molto frequente perlopiù provocato da comuni infezioni respiratorie oppure da irritazioni dovute ad aria secca, allergie o inalazione di sostanze irritanti. Quando è persistente, stizzosa o si accompagna a febbre alta, respiro affannoso o difficoltà a dormire, richiede invece la valutazione del pediatra. 

La tosse nei bambini è uno dei motivi più comuni di consulto pediatrico, specialmente durante la stagione fredda. Nella maggior parte dei casi è un sintomo benigno che accompagna infezioni passeggere delle vie respiratorie. Tuttavia, quando persiste, cambia tono o si accompagna ad altri disturbi, può indicare una condizione più seria che merita di essere valutata del pediatra.

In questo articolo approfondiamo quali sono le cause più frequenti della tosse nei bambini, come riconoscere i diversi tipi di tosse, quando è necessario rivolgersi al pediatra e quali rimedi possono aiutare ad alleviarla.

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Quali sono le cause della tosse nei bambini?

La tosse è un meccanismo di difesa dell’organismo che nasce per espellere dalle vie aeree corpi estranei o secrezioni.

Nella maggior parte dei casi è provocata da infezioni virali delle alte vie respiratorie, che irritano la mucosa stimolando così il riflesso della tosse. Rientrano tra queste:

Talvolta, la tosse può essere invece il sintomo di cause non infettive, come la presenza di aria secca, inquinamento, fumo passivo o allergie. Nei bambini più piccoli, può essere dovuta all’inalazione accidentale di corpi estranei.

Più raramente, la tosse può essere sintomo di patologie meno comuni come:

bambina con raffreddore accudita dalla mamma

Nei bambini, la tosse è nella maggioranza dei casi un sintomo correlato a infezioni delle alte vie respiratorie.

Come capire che tipo di tosse ha il bambino?

Riconoscere il tipo di tosse aiuta a capire la causa del disturbo e orientare la cura. Nei bambini la tosse può presentarsi in forme diverse, che si distinguono per durata, caratteristiche e sintomi associati.

Una prima distinzione riguarda la durata del disturbo:

  • tosse acuta, con durata inferiore a 4 settimane, tipicamente legata a cause infettive
  • tosse cronica, con durata superiore a 4 settimane, correlata a disturbi persistenti come asma o reflusso gastroesofageo.

Una seconda classificazione si basa sulla presenza o assenza di espettorato:

  • tosse secca: è priva di catarro e caratterizzata da colpi brevi e ravvicinati, può diventare stizzosa. Spesso peggiora di notte o dopo uno sforzo e può essere legata a infezioni virali delle prime vie respiratorie, a un’infiammazione della laringe o a irritazioni da aria secca. In alcuni casi può essere psicogena, ovvero il segno di tensioni emotive
  • tosse grassa o produttiva: è accompagnata da catarro e rumorosa. È tipica delle infezioni respiratorie e ha lo scopo di liberare i bronchi dal muco.

Ulteriori definizioni riguardano il suono o le modalità particolari con cui il disturbo insorge: una tosse “abbaiante”, simile a un latrato, può essere il sintomo una laringite acuta; una tosse sibilante, che presenta cioè un sibilo o fischio durante la respirazione, può indicare asma, bronchite o bronchiolite.

Quando la tosse deve preoccupare nei bambini?

Nella maggior parte dei casi, la tosse nei bambini è un disturbo passeggero che si risolve in modo spontaneo. Quando, tuttavia, diventa persistente o si accompagna a sintomi marcati, merita un approfondimento. È consigliabile consultare il pediatra quando:

  • dura per più di quattro settimane o peggiora nel tempo
  • è accompagnata da febbre alta, affanno, sibilo, pallore o colore bluastro delle labbra, vomito o perdita di peso
  • compromette il sonno e le abitudini alimentare
  • compare in modo improvviso, dopo un gioco o un pasto, e il bambino fa fatica a respirare o parlare: si deve sospettare una inalazione di corpo estraneo e contattare prontamente il pronto soccorso.

Un’attenzione speciale va riservata ai lattanti, nei quali la tosse può essere segno di bronchiolite o pertosse: condizioni che richiedono una valutazione tempestiva e, talvolta, il ricovero ospedaliero.

Cosa fare per far passare la tosse ai bambini?

Il trattamento della tosse nei bambini dipende dalla causa e dal tipo di tosse. Nelle forme lievi e temporanee, legate a infezioni virali, può essere sufficiente alleviare i sintomi e favorire la guarigione naturale.

Per la tosse secca, è utile:

  • mantenere l’ambiente umido con un umidificatore
  • far bere spesso il bambino per idratare le vie respiratorie
  • aerare regolarmente le stanze
  • evitare l’esposizione al fumo di sigaretta.

Può essere d’aiuto tenere il bambino in posizione leggermente rialzata durante il sonno e indurre l’espettorazione con bevande tiepide o aerosol fisiologico, sempre su consiglio del pediatra.

I farmaci antitussivi o mucolitici devono essere somministrati solo se prescritti dal medico, poiché non sono indicati per tutti i bambini e possono avere effetti collaterali. Nei bambini molto piccoli, inoltre, l’uso di mucolitici può peggiorare la situazione, rendendo più difficile l’eliminazione del muco.

Anche i rimedi naturali, come miele o tisane, vanno usati con cautela e mai nei bambini sotto l’anno di età. 

Quando la tosse è causata da allergie, asma o reflusso gastroesofageo, il trattamento deve essere mirato al disturbo di base.

 

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madre porge bicchiere d'acqua a figlia che tossisce

Mantenere i bambini idratati è tra i primi rimedi naturali per alleviare la tosse.

Le domande più frequenti dei pazienti

Come si cura la tosse nei bambini?
La cura dipende dalla causa. Le forme virali si trattano con lavaggi nasali, aria umidificata e una buona idratazione. Se la tosse è dovuta a infezioni batteriche, il pediatra può prescrivere un antibiotico. Quando invece ha origine allergica, si ricorre a farmaci antistaminici o, nei casi indicati, a terapie specifiche per l’asma.

Cosa dare a un bambino per calmare la tosse?
Per lenire la tosse si possono offrire bevande calde, come latte e miele (solo dopo l’anno di età), che aiutano a fluidificare il muco. Anche l’aerosol con soluzione fisiologica può essere utile, ma va eseguito con moderazione. I farmaci, invece, devono essere somministrati solo su consiglio medico.

Come alleviare la tosse notturna nei bambini?
Per ridurre gli attacchi notturni, è consigliabile mantenere la stanza fresca e umida, alzare leggermente il materasso sotto la testa e assicurarsi che il bambino beva spesso. Evitare il fumo e gli ambienti troppo riscaldati contribuisce a ridurre l’irritazione delle vie respiratorie.

Quando preoccuparsi per una tosse che non passa nei bambini?
È bene consultare il pediatra se la tosse dura più di due o tre settimane, se si accompagna a febbre alta, difficoltà respiratoria, perdita di peso o peggiora nel tempo. Nei lattanti anche una tosse lieve ma persistente richiede attenzione medica, perché può nascondere una bronchiolite o una pertosse.

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