La tosse da reflusso è un sintomo della malattia da reflusso gastroesofageo causato dalla risalita dei succhi gastrici verso esofago, gola e vie respiratorie. Si presenta spesso come tosse cronica, che peggiora dopo i pasti, di notte o da sdraiati. Per diagnosticarla possono bastare visita medica e analisi dei sintomi, ma in alcuni casi servono esami specifici come gastroscopia o pH-impedenzometria. Il trattamento punta a controllare il reflusso con modifiche dello stile di vita, farmaci e, nei casi più complessi, chirurgia.
Una tosse che non passa, torna dopo i pasti, si intensifica di notte e non risponde ai comuni rimedi a volte può avere un’origine inaspettata: il reflusso gastroesofageo. In alcuni casi, infatti, la risalita dei succhi gastrici irrita gola e vie respiratorie, provocando una tosse secca e insistente.
Riconoscere questo legame è importante per intervenire nel modo corretto. In questo articolo vediamo come si manifesta la tosse da reflusso e quali strategie possono aiutare a ridurla.
Cos’è la tosse da reflusso gastroesofageo?
La tosse da reflusso è uno dei sintomi con cui può presentarsi la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), una patologia caratterizzata dalla risalita del contenuto dello stomaco (acidi, cibo, bile) attraverso l’esofago. Oltre a manifestazioni cliniche comuni come bruciore, localizzato nella parte alta dell’addome o dietro lo sterno, e rigurgito, possono comparire sintomi atipici, che non interessano l’apparato gastrointestinale ma il distretto orecchio-naso-gola, i polmoni e il cuore: tra questi rientra la tosse.
Ma perché il reflusso gastrico fa venire la tosse? La risalita di microparticelle presenti nel contenuto gastrico lungo l’esofago può raggiungere la laringe o i bronchi attivando il riflesso della tosse, uno strumento di difesa con cui l’organismo protegge le vie aeree in presenza di corpi estranei o di altri stimoli irritanti, favorendone l’espulsione.
Come capire se è una tosse da reflusso?
La tosse da reflusso è in genere una tosse cronica, che persiste per più di 8 settimane. Generalmente è secca, ma può essere anche grassa, e si accompagna spesso al respiro sibilante, soprattutto durante la notte. Non ci sono caratteristiche peculiari che distinguono la tosse associata al reflusso da quella legata ad altre patologie. La tosse da reflusso tende, tuttavia, a presentarsi in particolari situazioni e momenti della giornata, ovvero:
- dopo i pasti
- nelle ore notturne
- in posizione sdraiata, tale da favorire la risalita del contenuto gastrico verso l’esofago.
Come si diagnostica?
La tosse può essere ricondotta al reflusso se, oltre a essere cronica, si accompagna ad altri sintomi caratteristici di questo disturbo e non è riconducibile a cause diverse (raffreddore, influenza o asma bronchiale). In questi casi, l’esame clinico e la valutazione dei disturbi sono sufficienti per fare la diagnosi.
Quando, invece, i sintomi gastrici, che di solito sono prevalenti, sono assenti o lievi e la tosse è il principale fastidio lamentato dal paziente, per accertare la diagnosi di malattia da reflusso possono essere indicati esami specifici come:
- esofagogastroduodenoscopia (EGDS): attraverso un endoscopio (uno strumento a forma di tubo flessibile con una videocamera all’estremità) consente di valutare lo stato delle mucose dell’esofago e dello stomaco e di individuare eventuali alterazioni del tratto digestivo superiore
- pH impedenzometria esofagea: mediante un sondino posizionato nell’esofago misura e registra il livello di acidità nell’arco di 24 ore, consentendo di identificare un eventuale reflusso.

Sollevare la testa del letto è una strategia consigliata per minimizzare i sintomi del reflusso gastroesofageo.
Come far passare la tosse da reflusso?
Il trattamento della tosse da reflusso consiste nella cura della patologia a monte del sintomo, cioè la malattia da reflusso gastroesofageo. Include misure sullo stile di vita, assunzione di farmaci e, nei casi più severi e resistenti, trattamenti chirurgici.
Rimedi comportamentali
Il primo passo per combattere la tosse da reflusso è migliorare il proprio stile di vita adottando accorgimenti che aiutano a prevenire la risalita del contenuto gastrico. Ecco i principali:
- dopo i pasti, aspettare almeno 3 ore prima di coricarsi
- a letto, posizionare un cuscino dietro la schiena in modo da mantenerla leggermente sollevata
- evitare o limitare il consumo di cibi e bevande dalla forte acidità o che possono stimolare la produzione di succhi gastrici e irritare la mucosa esofagea (alcolici, caffè, bevande gassate, cioccolato, agrumi, fragole e kiwi, pomodoro crudo, aglio, cipolla e spezie, soprattutto piccanti)
- tenere sotto controllo il peso corporeo con una dieta equilibrata e una regolare attività fisica poiché obesità e sovrappeso, aumentando la pressione addominale, rendono più probabile soffrire di reflusso gastroesofageo
- evitare piatti troppo elaborati o ricchi di condimenti, che possono portare a un aumento di peso e rallentare lo svuotamento gastrico, favorendo il reflusso, e prediligere alimenti come frutta e verdura di stagione, cereali, carni magre e pesce
- fare 5 pasti al giorno (colazione, pranzo, cena e due spuntini a metà mattina e metà pomeriggio) per non sovraccaricare lo stomaco
- mangiare lentamente
- evitare l’attività sportiva subito dopo i pasti
- non indossare abiti troppo stretti che comprimono l’addome
- non fumare.
Farmaci e chirurgia
La terapia farmacologica include:
- inibitori della pompa protonica, utili a ridurre le secrezione gastrica
- antiacidi, che contrastano l’acidità
- procinetici, che facilitano lo svuotamento gastrico ed evitano che il cibo stazio nello stomaco.
Generalmente i farmaci antitussivi usati come sedativi della tosse non sono efficaci contro la tosse da reflusso. Sono controindicati anche gli antibiotici, poiché il disturbo non ha origine infettiva.
Quando le misure comportamentali e farmacologiche non sono risolutive e i sintomi del reflusso hanno un impatto severo sulla qualità della vita, si può considerare un trattamento chirurgico. L’approccio deve essere calibrato sulle condizioni del paziente e tenere conto dell’eventuale presenza di condizioni che favoriscono il reflusso, come un’ernia iatale. Tra le metodiche che possono essere impiegate c’è il posizionamento di plastiche antireflusso o di altri dispositivi a livello dell’esofago, con l’obiettivo di opporre una resistenza alla risalita del contenuto gastrico.
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Rimedi comportamentali e farmacologici sono di solito efficaci nel ridurre la tosse da reflusso.
Le domande più frequenti dei pazienti
Come capire se la tosse dipende dal reflusso?
La tosse da reflusso tende a durare a lungo, spesso oltre 8 settimane, e può peggiorare dopo i pasti, durante la notte o quando ci si sdraia. Spesso si associa a bruciore di stomaco, rigurgito, raucedine o sensazione di nodo in gola.
La tosse da reflusso è secca o grassa?
Nella maggior parte dei casi è una tosse secca e irritativa, ma in alcune persone può essere grassa.
Quanto dura la tosse da reflusso?
Può persistere per settimane o mesi se il reflusso non viene trattato adeguatamente. Migliorando la causa sottostante, la tosse tende a ridursi.
Quali rimedi aiutano a farla passare?
Sono utili piccoli cambiamenti quotidiani: evitare di coricarsi subito dopo i pasti, perdere peso se necessario, limitare cibi irritanti, smettere di fumare e dormire con il busto leggermente sollevato. In molti casi il medico può prescrivere farmaci specifici. Nei casi più gravi si può ricorrere alla chirurgia.
Glossario informativo
Reflusso gastroesofageo (GERD): condizione in cui il contenuto acido dello stomaco risale nell’esofago, causando sintomi come bruciore di stomaco e rigurgito.
Reflusso laringofaringeo (LPR): forma di reflusso in cui il contenuto gastrico risale fino alla laringe e alla faringe, causando sintomi come tosse e raucedine.
Esofago: tubo muscolare che collega la gola allo stomaco.
Laringe: organo della fonazione situato nel collo, contenente le corde vocali.
Faringe: parte del sistema digerente e respiratorio situata dietro il naso e la bocca.
Laringoscopia: esame che permette di visualizzare la laringe e le corde vocali.
pH-impedenzometria esofagea: esame che misura l’acidità e il reflusso nell’esofago.
Gastroscopia: esame endoscopico che permette di visualizzare l’interno dell’esofago, dello stomaco e del duodeno.
Inibitori di pompa protonica (PPI): farmaci che riducono la produzione di acido gastrico.
Anti-H2: farmaci che riducono l’acidità di stomaco bloccando i recettori dell’istamina.
Procinetici: farmaci che stimolano la motilità gastrointestinale.
Sfintere esofageo inferiore: muscolo che separa l’esofago dallo stomaco, prevenendo il reflusso del contenuto gastrico.


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