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stimolazione ovarica e tumori

Cure per l’infertilità e cancro: quale relazione?

Dal 25 luglio di 41 anni fa, data di nascita di Louise Brown, ad oggi sono oltre otto milioni i bambini venuti alla luce grazie alla procreazione medica assistita. Un’opportunità che ha cambiato la vita di molte donne che non potevano avere un figlio diversamente, ma che è stata a lungo accompagnata dal timore che questo tipo di cure potesse avere degli effetti collaterali anche gravi. In particolare, molte donne si chiedono se esista una correlazione tra questo tipo di cure che prevedono la stimolazione ovarica e i tumori alla mammella, al corpo dell’utero e all’ovaio. Gli esperti, tuttavia, trasmettono messaggi rassicuranti, sottolineando come attualmente non esista una prova del fatto che le cure per la PMA siano esse stesse un fattore di rischio per il cancro, ma che è necessario per le donne che soffrono di infertilità, più che nel resto della popolazione, prestare attenzione e non trascurare la prevenzione.

stimolazione ovarica

demaerre/istock.com

Stimolazione ovarica e tumori, cosa dicono gli studi

Trattandosi di un tema molto delicato, sono molti gli studi ancora in corso con l’obiettivo di comprendere quale sia la possibile relazione tra stimolazione ovarica e tumori. Il dubbio nasce, originariamente, dal fatto che la terapia per la PMA prevede la somministrazione di farmaci che modificano il livello degli ormoni femminili che, in una donna non fertile, già si trovano in una condizione di squilibrio. Queste cure, infatti, possono far aumentare il livello di progesterone ed estrogeni fino a 10 volte in più rispetto a quanto accade normalmente durante il ciclo mestruale.

Gli esperti, dunque, sottolineano come sia naturale domandarsi se questo tipo di terapie possano rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo dei tumori femminili. Tuttavia uno studio pubblicato sul British Medical Journal nel 2018 e i risultati di una ricerca svolta da un team di ricercatori del Rigshospitalet di Copenaghen, presentata sempre nello stesso anno al congresso della Società europea di riproduzione umana ed embriologia a Barcellona, rassicurano le donne che desiderano sottoporsi a questo trattamento.

Attualmente, infatti, non esistono dati scientifici che evidenziano una correlazione diretta tra la procedura di procreazione medicalmente assistita, la stimolazione ovarica e i tumori ginecologici. Si sottolinea, piuttosto, che quando si riscontra un cancro alla mammella, all’utero oppure all’ovaio sono presenti in concomitanza altri fattori di rischio.

farmaci fertilità

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I farmaci più utilizzati per la stimolazione ovarica

Questi studi sono stati realizzati osservando le donne che hanno fatto ricorso alla PMA per avere un figlio negli ultimi vent’anni. Si tratta, dunque, di ricerche che valutano gli effetti della stimolazione ovarica su un periodo di tempo lungo almeno due decenni e prendono in esame i farmaci più utilizzati. Da un lato, c’è il clomifene citrato utilizzato per la stimolazione ovarica, dall’altro le gonadotropine che sono utili, invece, come cura per la sindrome da ovaio micropolicistico e anche per indurre l’iperstimolazione ovarica.

In entrambi i casi si tratta di farmaci che agiscono sui livelli ormonali, stimolando l’aumento dei livelli di estrogeni e progesterone. Dosi e frequenza della terapia vengono sempre valutati da uno specialista, o un team di specialisti, e calibrati sulle esigenze e sulle caratteristiche della singola paziente. Inoltre, viene sempre monitorata la risposta ovarica in maniera tale che si possa procedere con i passaggi successivi – prelievo degli ovociti e procedura di fecondazione assistita – in sicurezza.

Come sottolinea il direttore dell’Oncologia medica uro-ginecologica dell’Istituto tumori di Napoli Sandro Pignata, intervistato da Airc.it, “Per quanto riguarda in modo specifico le donne che fanno ricorso a trattamenti per l’infertilità, non sembra esserci un aumento del rischio di tumore dell’ovaio, dell’endometrio, della cervice e della mammella. L’unico rischio è l’aumento molto contenuto del numero di tumori ovarici borderline.” Si tratta, in particolare, di forme tumorali molto rare, poco aggressive e curabili nella maggior parte dei casi. Sempre secondo i dati dell’Airc, solo l’1% dei tumori ovarici è di questo tipo e il 95% delle pazienti è in vita a cinque anni dalla diagnosi.

infertilità

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L’infertilità come fattore di rischio?

Ciò che emerge dagli studi, piuttosto, è che l’infertilità in sé possa essere un fattore di rischio per l’insorgenza di tumori femminili. Indipendentemente dalle cure per la stimolazione ovarica, infatti, nelle donne che soffrono di problemi di fertilità è più alto il rischio di sviluppare tumori femminili poiché i livelli ormonali sono già in condizione di squilibrio.

Gli stessi studi hanno inoltre, evidenziato come siano più frequenti le diagnosi di tumore ovarico in particolare nelle nullipare, ovvero le donne senza figli, oppure in chi ha avuto il menarca precoce, o ancora per chi entra in menopausa tardivamente. Questa tipologia di cancro è inoltre più frequente tra le donne che soffrono anche di disordini ovulatori ed endometriosi.

Complessivamente, gli esperti sottolineano come i principali fattori di rischio per i tumori femminili restino l’età, la predisposizione genetica, uno stile di vita scorretto, la familiarità con la patologia. Il consiglio, soprattutto per chi ha problemi di infertilità e desidera avere un figlio, è di non sottovalutare i programmi di screening che propongono la mammografia e il PAP test, né le visite periodiche con il ginecologo. Si tratta di pratiche di prevenzione che possono fare la differenza e permettere di vivere con serenità anche la procreazione medicalmente assistita, come tutte le fasi della vita.

Da questo punto di vista, un supporto può essere offerto anche dalla sanità integrativa che, attraverso piani assicurativi individuali come quelli proposti da UniSalute, mette a disposizione servizi sanitari a prezzi agevolati e la presenza costante di un team di specialisti multidisciplinare, disponibile per dubbi e visite. Conoscevate già l’effettivo rapporto tra stimolazione ovarica e tumori femminili?

 

Fonti:
Fondazioneveronesi.it
airc.it
fondazioneserono.org

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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