Accesso alle cure riproduttive e salute sessuale: disuguaglianze di genere e barriere culturali


La salute riproduttiva in Italia è messa a rischio da un accesso disomogeneo alle cure e alla prevenzione: persistono carenze informative, divari territoriali nell’educazione sessuale e scarso utilizzo di servizi come i consultori familiari. Le disparità di genere sono evidenti sul fronte maschile, dove controlli andrologici e urologici risultano ancora poco diffusi nonostante il fattore maschile sia coinvolto in circa metà dei casi di infertilità di coppia. Informazione corretta, visite periodiche ed esami sono essenziali per proteggere la salute riproduttiva in ogni fase della vita.

La salute riproduttiva tocca la vita di tutti, eppure rimane uno degli ambiti in cui le disuguaglianze – di genere, geografiche e socioeconomiche – si fanno sentire di più. Molte persone non hanno consapevolezza di come preservarla e monitorarla, né dei servizi a cui potrebbero rivolgersi. Altre faticano ad accedervi per ragioni culturali o pratiche.

Quali sono le principali barriere? E come incidono sul benessere? Ne parliamo in questo articolo.

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Cosa si intende per salute riproduttiva?

La salute riproduttiva è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come lo stato di benessere fisico, mentale e sociale correlato al sistema riproduttivo e alle sue funzioni. Si tratta di un concetto ampio che abbraccia la possibilità di avere una vita sessuale soddisfacente e sicura, così come la libertà di scegliere se e quando procreare.

Questa definizione vale per tutti, ma si declina in modo diverso a seconda del genere.

Per le donne, la salute riproduttiva riguarda aspetti come:

  • salute ginecologica
  • monitoraggio del ciclo mestruale
  • contraccezione
  • prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse
  • gravidanza
  • parto
  • menopausa.

Viceversa, negli uomini la salute riproduttiva interessa:

  • salute dell’apparato urogenitale
  • contraccezione
  • tutela dalle infezioni sessualmente trasmesse
  • monitoraggio della funzione erettile e della qualità del liquido seminale.

Salute riproduttiva nella donna e nell’uomo: tutela e prevenzione

Proteggere la salute riproduttiva significa adottare comportamenti preventivi validi per entrambi i sessi:

  • non fumare
  • limitare il consumo di alcol
  • mantenere un peso corporeo nella norma
  • praticare attività fisica regolare
  • utilizzare il preservativo per ridurre il rischio di infezioni sessualmente trasmesse.

A tutto questo si aggiunge la necessità di sottoporsi a controlli periodici.

Per le donne, la prevenzione passa soprattutto attraverso visite ginecologiche regolari, essenziali per verificare il buon funzionamento dell’apparato riproduttore e gestire eventuali disturbi come endometriosi, fibromi uterini, cisti ovariche, sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), irregolarità mestruali e sintomi della menopausa. A queste si aggiungono la consulenza sulle opzioni contraccettive e programmi di prevenzione ginecologica come Pap test e HPV test, fondamentali per individuare precocemente lesioni precancerose.

Sul fronte maschile, la salute riproduttiva può essere tutelata tramite controlli andrologici o urologici, che possono aiutare a intercettare per tempo condizioni come anomalie strutturali, varicocele, infezioni, alterazioni ormonali e problemi della fertilità.

gruppo di giovani uomini e donne sorridenti

La salute riproduttiva può essere messa a repentaglio dalla disinformazione e dagli stereotipi culturali, che pesano soprattutto sugli uomini.

Salute riproduttiva tra carenze informative e barriere sociali

Ma cosa accade nella realtà quotidiana? Nonostante l’importanza della prevenzione, la salute riproduttiva continua a essere trascurata da molti. Scarsa informazione, controlli mancati, imbarazzo nel parlare di sessualità e fertilità e difficoltà di accesso ai servizi sanitari sono ancora ostacoli diffusi.

Restituiscono la portata del fenomeno i dati del Progetto Studio Nazionale Fertilità (2019), un’indagine promossa dal Ministero della Salute e coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità. Lo studio, che ha coinvolto oltre 16.000 adolescenti, quasi 14.000 studenti universitari e più di 21.000 adulti tra i 18 e i 49 anni, ha rilevato conoscenze lacunose tra i più giovani, ma anche tra gli adulti, riguardo a temi centrali come:

  • infezioni sessualmente trasmesse
  • fattori che possono compromettere la fertilità
  • corretto utilizzo dei contraccettivi
  • tempi biologici della fertilità femminile e maschile.

Si tratta di aspetti che confermano il ruolo cruciale dell’educazione sessuale e affettiva, ancora oggi troppo spesso marginalizzata e distribuita in modo disomogeneo sul territorio. La partecipazione a incontri o corsi informativi nelle scuole raggiunge infatti il 78% al Nord, mentre scende al 33% al Sud, evidenziando un divario geografico che si ripercuote sulla consapevolezza e sui comportamenti preventivi.

Anche i consultori familiari, presìdi territoriali nati per offrire supporto su contraccezione, fertilità, gravidanza, prevenzione ginecologica e salute sessuale, risultano ancora poco conosciuti e sottoutilizzati rispetto al loro potenziale. Soprattutto tra i più giovani e tra gli uomini:

  • solo il 3% dei ragazzi adolescenti e il 7% delle ragazze ha dichiarato di aver fatto ricorso a un consultorio
  • tra gli studenti universitari maschi la quota sale appena al 13%, contro il 34% delle studentesse.

Salute riproduttiva maschile: il peso degli stereotipi

Le differenze di genere emergono anche nell’accesso ai controlli specialistici. Solo uno studente universitario su quattro si è rivolto a un andrologo, mentre il 75% delle studentesse ha fatto almeno una visita ginecologica. La distanza si conferma anche in età adulta: secondo un’indagine realizzata dal gruppo IVI con GfK, soltanto il 17,6% degli uomini effettua un controllo annuale dall’urologo.

Eppure, secondo il Ministero della Salute, un italiano su tre soffre di patologie andrologiche e il fattore maschile è coinvolto nel 50% dei casi di infertilità di coppia.

Accanto alle carenze informative, pesano ancora barriere culturali profonde. Il 66% degli uomini interpellati nello studio IVI-GfK ha dichiarato di parlare delle proprie difficoltà riproduttive solo con una cerchia ristretta di persone, oppure di preferire il silenzio. Vergogna, paura del giudizio, stereotipi legati alla virilità e tendenza a minimizzare i sintomi possono ritardare diagnosi e percorsi di cura, con conseguenze concrete sul benessere individuale e sui progetti di genitorialità.

Per questo investire in informazione corretta, prevenzione e controlli regolari resta essenziale. Sottoporsi a visite specialistiche ed esami diagnostici è un gesto concreto per prendersi cura della propria salute riproduttiva. Per agevolare l’accesso a queste prestazioni mediche, può essere vantaggioso affidarsi a servizi come le soluzioni UniSalute Per Te, che offrono tariffe agevolate e tempi brevi di attesa.

 

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uomo e donna durante consulto medico

Sottoporsi a visite specialistiche ed esami diagnostici è un gesto concreto per prendersi cura della propria salute riproduttiva.

Le domande più frequenti dei pazienti

Cos’è la salute riproduttiva?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la salute riproduttiva è uno stato di benessere fisico, psicologico e sociale legato al sistema riproduttivo e alle sue funzioni.

Perché l’educazione sessuale è importante per la salute riproduttiva?

L’educazione sessuale aiuta a conoscere il proprio corpo, prevenire infezioni sessualmente trasmesse, utilizzare correttamente i contraccettivi e riconoscere eventuali segnali da approfondire con uno specialista.

Come tutelare concretamente la propria salute riproduttiva?

Attraverso controlli periodici, stili di vita sani, attenzione ai sintomi, uso consapevole della contraccezione e accesso a visite specialistiche.

A cosa servono i consultori familiari?

I consultori familiari sono servizi socio-sanitari pubblici che offrono assistenza in ambito di salute sessuale e riproduttiva. Le prestazioni includono consulenza contraccettiva, supporto in gravidanza e allattamento, screening ginecologici, counseling psicologico e informazioni sulle infezioni sessualmente trasmesse.

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