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Prevenzione tumori

Prevenzione tumori: quali sono gli screening oncologici più importanti?

La parola chiave per contrastare la mortalità per tumore è prevenzione. Se i dati presentati nel sesto report I numeri del cancro in Italia 2016 sottolineano come siano in calo i decessi determinati dal cancro, il merito è infatti probabilmente dovuto alla diagnosi precoce. Tuttavia, il cancro rimane la seconda causa di morte in Italia (29% di tutti i decessi), dopo le malattie cardio-circolatorie (37%). Ma non è tutto: stando a quanto dicono gli esperti, ogni giorno vengono diagnosticati circa 1.000 tumori di tipo maligno-infiltrante, un numero che continuerà a crescere da oggi al 2020.

Una tendenza preoccupante, che però può essere arginata grazie alla diffusione di una sana abitudine: i controlli periodici. Prevenzione, diagnosi precoce e progresso della ricerca sono infatti gli elementi fondamentali affinché l’incidenza della malattia si riduca: una visita e un’anamnesi tempestive permettono di riconoscere eventuali carcinomi alle primissime avvisaglie, ridurre i tempi di cura e allungare la prospettiva di vita.

Vediamo dunque quali sono le pratiche per un’adeguata prevenzione dei tumori, quali gli screening oncologici più importanti, e con quale frequenza è bene effettuarli, in base al sesso, all’età e allo stili di vita che seguiamo.

La prevenzione dei tumori come stile di vita

Stile di vta sano

I fattori di rischio rappresentano il punto di partenza su cui ciascuno di noi può agire nel quotidiano. Vi è un sostanziale accordo sul fatto che i tumori siano influenzati da cause di tipo ambientale, genetico, infettivo, legato agli stili di vita e a fattori casuali. Una dieta sbilanciata, il sovrappeso, l’abuso di alcool e una vita inattiva, ad esempio, stando al report “I numeri del cancro” sono causa del 33% delle sindromi tumorali negli Stati Uniti, cui si aggiungono gli effetti sulla salute del fumo da sigaretta.


Per cercare di arginare i rischi, quindi, è importante tenere uno
stile di vita sano, fondato su quattro principi cardine: alimentazione equilibrata, attività sportiva, evitare il fumo e monitoraggio costantemente della propria salute.

L’insieme di buone abitudini che possiamo introdurre nel quotidiano viene definito “prevenzione primaria”: molti studi confermano che ha un ruolo concreto nel contribuire ad evitare l’insorgere del cancro.

La “prevenzione secondaria”, invece, mira ad individuare i primi segnali della malattia ad uno stadio in cui si possano ancora curare. Il principale strumento, in questo caso, è lo screening oncologico, ovvero un esame che può individuare precocemente i tumori o i loro precursori.

Che cos’è uno screening oncologico?

Prevenire tumori

Si tratta di un esame rivolto, in generale, a persone apparentemente sane o a fasce specifiche di popolazione a rischio, con l’obiettivo di ridurre il rischio di sviluppo di patologie tumorali incurabili.

Gli esami di screening per essere efficaci devono però rispettare alcuni criteri. Devono essere:

  • Essere sicuri, cioè privi di effetti collaterali importanti

  • Accettabili da parte dei soggetti sottoposti all’esame, pertanto non devono risultare sgraditi, per le loro caratteristiche, alla popolazione di riferimento

  • Attendibili nel dare certezze sulla diagnosi

  • Sostenibili dal punto di vista economico

I tempi di attesa e i costi della prevenzione tumorale

Le Aziende Sanitarie Local di norma predispongono gli esami per le categorie considerate a rischio di sviluppare una determinata malattia, e le invita periodicamente ad effettuare uno screening gratuito.

Diverso è il caso di chi, pur non rientrando nella fascia d’età considerata a rischio, desideri fare degli accertamenti approfonditi sul proprio stato di salute, poiché – come abbiamo già nell’articolo sui costi della prevenzione spesso i tempi di attesa per l’esame nel pubblico si dilatano sino a raggiungere anche un anno d’attesa, mentre, privatamente, le liste di attesa si accorciano, ma lievitano i prezzi: una mammografia, per esempio, può costare tra 50 e 170 Euro.

I principali screening oncologici: chi deve farli e con quali frequenza

Gli screening oncologici proposti dalle ASl oggi in Italia sono tre e vanno ad influire sulle tre tipologie di tumore, le più diffuse: tumore al colon-retto, tumore al seno e tumore del collo dell’utero.

Il tumore al colon-retto

Colonscopia

Il tumore al colon e retto rappresenta la terza causa di morte tumorale per gli uomini e la seconda per le donne. Lo screening e una diagnosi tempestiva sono fondamentali per ridurne l’impatto.

Esistono due tipi di test attualmente in uso:

  • La ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF)
    L’esame consiste nella ricerca di tracce di sangue non visibili ad occhio nudo nelle feci, che potrebbero essere il segnale della presenza di polipi adenomatosi, principale causa del cancro al colon-retto o di un tumore vero e proprio. Il SOF è consigliato ogni 2 anni nelle persone tra i 50 e i 69 anni.

  • La colonscopia (la RSS è obsoleta)

Tale esame che esamina tutto il colon, dalla regione anale al ceco è consigliato alle persone tra i 58 e i 60 anni :e, se non si sono riscontrate neoplasie benigne o maligne che verranno asportate, non va ripetuto entro 10 anni.

Il tumore alla mammella

Per contrastare il tumore più diffuso tra le donne, lo screening oncologico più efficace è la mammografia. Il Ministero della Salute ha stabilito che tutte le donne tra i 50 e i 69 anni debbano sottoporsi al test ogni due anni. Secondo quanto hanno dimostrato moltissimi studi la partecipazione allo screening in questa fascia di età e con regolarità può ridurre del 40% la mortalità della malattia:.

In alcune Regioni d’Italia, tra cui l’Emilia Romagna, è stato deciso di offrire la mammografia gratuita ad un numero più ampio di donne: è consigliata e proposta con cadenza annuale tra i 45 e i 49 anni, e biennale dai 70 ai 74 anni.

Nei casi di familiarità, su indicazione del medico curante, è consigliato iniziare a sottoporsi al test già a partire dai 25 anni di età.

Il tumore del collo dell’utero

Screening oncologici

In Italia sono 2.200 le nuove diagnosi di tumore al collo dell’utero su base annuale. A differenza del tumore alla mammella, quello della cervice è più frequente nella fascia giovanile (0-49 anni) in cui rappresenta il 4% dei casi.

Si tratta di una neoplasia a decorso lento, fino a 20 anni, che deriva di norma da un’infezione persistente da Papillomavirus umano (HPV). Come abbiamo spiegato in un precedente articolo, esiste un vaccino specifico che ha elevata efficacia, soprattutto se somministrato alle bambine a partire dai 9 anni.

Oltre alla vaccinazione, la prevenzione di questa neoplasia avviene attraverso due screening consigliati che individuano il tumore fin dagli stadi iniziali:

  • PAP Test. Questo esame consiste nel prelievo di piccole quantità di muco dal collo dell’utero e dal canale cervicale, per mezzo di una spatola e un bastoncino cotonato. Da questo campione, in laboratorio, vengono cercate ed esaminate le cellule asportate dal tessuto, al fine di individuare cellule anomale che potrebbero mutare in carcinomi. Il PAP Test è consigliato alle donne dai 25 anni fino ai 65 anni di età con cadenza triennale.

  • HPV Test. In genere viene effettuato solo su quei soggetti che, a seguito del pap-test, sono risultati positivi al Papilloma Virus, ma in alcune regioni comincia ad essere utilizzato in alternativa al PAP test. L’esame rileva i tipi di virus papilloma ritenuti a rischio. Il consiglio degli esperti, a partire dai 30/35 anni le donne dovrebbero sottoporvisi ogni 5 anni.

Attualmente il cittadino ha diritto agli screening oncologici gratuiti sopra citati, previo invito ricevuto dall’Asl di competenza. Tuttavia si auspica che vengano presto incluse nei livelli essenziali di assistenza (Lea) anche la tac spirale per la diagnosi del tumore del polmone e il dosaggio del PSA, ovvero l’antigene specifico della prostata, rilevato in un semplice esame del sangue.

Prevenire i tumori è anche compito nostro

Gli sforzi delle Asl hanno permesso di offrire screening oncologici gratuiti a 11.137.502 italiani, ma l’Osservatorio Nazionale Screening rileva che solo 5,2 milioni di persone hanno effettivamente aderito all’iniziativa (dati 2013). Un dato che spinge gli esperti ad interrogarsi su cosa si possa migliorare nella strategia di prevenzione, primaria e secondaria, dei tumori, e su cosa si possa ancora fare per diffondere una cultura della prevenzione.

Un’informazione consapevole sui rischi di stili di vita non sani e sui vantaggi concreti dell’adesione agli screening oncologici, infatti, è fondamentale.

D’altro canto, come abbiamo già detto, è anche vero che ad incidere su una scarsa prevenzione tumorale siano talvolta i costi e i lunghi tempi d’attesa cui è sottoposto chi, pur non rientrando tra le fasce d’età considerate a rischio, volesse effettuare degli screening periodici. A darci una mano, in questi casi, può essere la sanità integrativa, che ci aiuta a trasformare le spese necessarie per la salute in un investimento futuro. Chi ha stipulato la polizza assicurativa Protezione Famiglia ha diritto, per esempio, alla copertura su alcuni accertamenti diagnostici in strutture convenzionate, così da poter tenere sempre la propria salute sotto controllo.

Se avete ancora dei dubbi su alcuni screening oncologici specifici, lasciate un commento a questo articolo: faremo del nostro meglio per rispondere in modo esaustivo.

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

19 Commenti

  1. Ballestrazzi Silvia ha detto:

    Davvero interessante!!! Complimenti

  2. Pinuccia Torlaschi ha detto:

    Il servizio è interessante anche se presenta alcuni errori di stampa, forse per una non corretta trascrizione.
    Sono dipendente Cariparma e godo della copertura assicurativa integrativa sottoscritta da Cariparma con UNISALUTE.
    Ho un quesito: se il medico di base prescrive MAMMOGRAFIA ed ECOGRAFIA al seno mettendo nella diagnosi ”PREVENZIONE ONCOLOGICA” (e non una specifica malattia o presenta malattia) il tiket viene rimborsato da Unisalute?
    Grazie

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Ciao Pinuccia, grazie per averci scritto. Ti ricordiamo che questo blog non offre un servizio di Customer Care come indicato nella nostra Policy che puoi leggere a questo link: https://blogunisalute.it/social-media-policy/. Se hai bisogno di supporto per la tua polizza puoi rivolgerti al numero verde indicato nella documentazione in tuo possesso, oppure puoi accedere alla tua area personale sul sito ufficiale UniSalute https://www.unisalute.it/
      Grazie ancora e buona serata.

  3. Dario ha detto:

    Quali esami e con che frequenza vanno effettuati per la prevenzione del tumore alla Prostata?

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Buonasera Dario, grazie per la domanda. Per risponderti un maniera seria ed esaustiva dovremmo preparare un approfondimento sull’argomento, cosa che molto probabilmente faremo a breve 😉 Continua a seguirci, e grazie ancora 🙂

  4. andrea ha detto:

    buonasera
    quali screening passate come unisalute?
    grz
    a.r.

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Ciao Andrea, grazie per averci scritto. UniSalute fornisce diverse coperture di prevenzione (cardiovascolare, oncologica ecc..) suddivise anche in base al sesso e all’età dell’assicurato. Tali coperture sono previste nell’ambito di molti piani sanitari collettivi che le aziende/ Fondi sanitarie/ Casse stipulano a favore dei propri dipendenti o iscritti. Se tu non sei già beneficiario di una polizza collettiva gestita da UniSalute che preveda prestazioni di prevenzione puoi comunque consultare i nostri piani individuali on line che trovi sul sito http://www.unisalute.it.
      In particolare il piano “Cuore InSalute” è stato studiato per la prevenzione dei rischi cardiovascolari e della sindrome metabolica. Effettui gli esami per conoscere il tuo stato di salute ed ottieni una consulenza medica personalizzata per migliorare il tuo stile di vita.
      Grazie ancora e buona serata.

  5. Laura Franchi ha detto:

    Ho già la polizza Unisalute ed ho appena prenotato una colonscopia ed una gastroscopia presso un centro con voi convenzionato. Il mio medico non riteneva opportuni questi esami non accusando particolari disturbi e voleva che effettuassi soltanto l’esame delle feci. Io, non desiderando fare questo tipo di esame perché soffro di stipsi, ho optato per gli altri due accertamenti nonostante non siano gradevoli. Ho fatto bene o è troppo presto avendo solo 51 anni e non 58 come da voi indicato?
    P.S.: mio padre è morto per cancro al fegato e mia madre per cancro alle vie biliari

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Buongiorno Laura, e scusaci per il ritardo: a causa di un piccolo problema tecnico non vedevamo la notifica relativa al tuo commento. Per la gastroscopia non vedo delle motivazioni e necessità particolari, a meno che non abbia qualche problema dispeptico o digestivo alto. Per la colonscopia passi, poiché non riesci a fare l’esame del sangue occulto nelle feci, ed un qualche esame preventivo per i tumori del colon lo dovresti pur fare. Per quanto riguarda l’ultimo punto, pur avendo una importante ereditarietà di neoplasie (in organi e con modalità diverse), quelle citate non hanno un vero rapporto con quelle del colon, che hanno tutt’altra origine.
      Fatte queste premesse, ci tengo però a sottolineare che solo il tuo medico curante, che conosce nel dettaglio il tuo quadro clinico, può avere una visione complessiva e dunque sapere cosa è giusto fare. I consigli che diamo nei nostri articoli e le nostre indicazioni, infatti, non possono in alcun modo sostituire le indicazioni di chi ha in cura un paziente.
      Grazie per averci scritto, continua a seguirci.

      Professor Pier Roberto Dal Monte.
      Comitato scientifico UniSalute

  6. claudia mauri ha detto:

    Buongiorno!
    I tempi di attesa sono troppo lunghi.
    In quanto tempo si sviluppa un nodulo/carcinoma alla mammella di 2 cm? Mia sorella fatta mammografia a ottobre da screening e non visto nulla, a maggio ha sentito qualcosa e ad agosto controlli rilevano 2 cm!!!!
    Si rileva lassismo in tutte le fasi!!!

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Buongiorno Claudia, perdona anzitutto il ritardo della risposta: purtroppo, a causa di un piccolo problema tecnico, non riuscivamo a visualizzare la notifica del tuo commento. Ci dispiace molto per tua sorella, purtroppo non si può dire con certezza se vi sia stata “malpratica” medica, poiché esistono anche i tumori intervallari. Può succedere che un tumore compaia tra una mammografia e l’altra, o dopo pochi mesi dall’ultima mammografia, e questo può dipendere anche dalla possibilità di un falso negativo (la mammografia non è infallibile anche nella sua lettura) o dall’aggressività del tumore: non so se sua sorella è giovane, ma bisogna anche valutare eventuale ereditarietà e, se esiste, se ha positività degli antigeni specifici, come la BCRA1 e 2.
      Grazie per averci scritto, continua a seguirci.

      Professor Pier Roberto Dal Monte.
      Comitato scientifico UniSalute

  7. Laura ha detto:

    Buonasera, ho 48 anni e facendo l’ultimo pap test e test virale mi hanno diagnosticato papilloma virus 56. Prima non avevo mai riscontrato nulla facendo i regolari controlli. E ora? Quali sono i rischi e le terapie?. Grazie per le eventuali indicazioni.

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Buonasera Laura, e scusa il ritardo della risposta: a causa di un piccolo problema tecnico non riuscivamo a visualizzare le notifiche relative ad alcuni commenti che ci sono arrivati. Come ogni virus, il papilloma virus 56 può essere contratto per contagio, da qualche portatore. Non esiste una vera terapia per il ceppo 56, che potrebbe andarsene da solo così come è venuto. Il consiglio che ti diamo è di intensificare i controlli, perché non si creino manifestazioni di tipo precanceroso. Stabilisci un programma con il tuo ginecologo: dal momento che ti segue e conosce nel dettaglio il tuo quadro clinico, è lui ad avere una visione complessiva e dunque sa cosa è giusto fare. I nostri consigli e le nostre indicazioni, infatti, non possono in alcun modo sostituire le indicazioni di chi ha in cura un paziente.
      Spero di esserti stato utile. Grazie per averci scritto e buona serata.

      Professor Pier Roberto Dal Monte
      Comitato medico Scientifico UniSalute.

  8. pamela ha detto:

    salve..grazie mille..molto interessante..di seguito il mio pensiero
    in riferimento:
    “Gli sforzi delle Asl hanno permesso di offrire screening oncologici gratuiti a 11.137.502 italiani, ma l’Osservatorio Nazionale Screening rileva che solo 5,2 milioni di persone hanno effettivamente aderito all’iniziativa (dati 2013).”
    vi chiedete come mai? ho 47 anni e non ho mai ricevuto dalla asl lettere per eventuali esami di prevenzione gratuiti o a pagamento..ecco..cominciamo a chiedere agli enti di competenza di scrivere agli utenti informandoli e soprattutto offrendo un percorso facile per effetture gli screening..lo sappiamo tutti che andare a pagamento ottieni il giorno dopo l’appuntamento ma chi non ha le possibilità? la prevenzione è rivolta a coloro che se la possono permettere..allora non facciamo troppo riflessioni sulla nostra mancanza di prevenzione e cominciamo a fare qualcosa affinché sia più facile per tutti arrivare a una sana prevenzione REALE e non a chiacchere
    grazie per l’attenzione

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Ciao Pamela, siamo felici che tu abbia trovato utile il nostro articolo 🙂 Il fatto che non abbia mai ricevuto alcun invito è molto strano. Le esperienze personali (dirette e indirette) di chi fa parte di questa redazione ci portano a dire che, dalla Sicilia al Friuli, in genere chi appartiene alle fasce anagrafiche interessate riceve puntualmente gli inviti ad effettuare gli screening antitumorali di cui parla l’articolo. Ti consigliamo quindi di rivolgerti alla tua ASL e di farlo presente, verificando magari che il domicilio a cui fa riferimento l’Azienda Sanitaria per la spedizione dell’invito sia quello corretto. Per quanto riguarda i costi della prevenzione e i tempi di attesa, siamo d’accordo con te: si tratta di un tasto dolente, che trattiene molto italiani dal fare periodici controlli sulla propria salute. Ne abbiamo parlato in questo articolo: https://blogunisalute.it/costo-esami-medici-prevenzione/
      Grazie per essere intervenuta Pamela, e buona giornata 🙂

  9. Orsola ha detto:

    Salve come screening cardiovascolare cosa intendete?

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Buonasera Orsola, per rispondere alla tua domanda ti invitiamo a leggere un altro articolo del nostro blog, in cui abbiamo trattato l’argomento in modo esaustivo: https://blogunisalute.it/prevenzione-cardiovascolare-programma-screening/
      Grazie per averci scritto, a presto 🙂

  10. Michela ha detto:

    Salve, mio padre è purtroppo mancato due anni fa. Era stato operato e trattato con successo per un tumore al colon ma poi il decesso è stato causato da un tumore al pancreas. Per noi figli c’è la possibilità di effettuare degli screening preventivi?

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Buongiorno Michela, ci dispiace molto per tuo padre. Come abbiamo spiegato in uno dei nostri articoli,la Divisione Prevenzione e Genetica dello IEO offre la possibilità di ricevere una consulenza personalizzata per la valutazione del rischio ereditario, a cui, se fosse necessario, seguirà la definizione di un programma per l’anticipazione diagnostica. Per avere un quadro più esaustivo sull’argomento, ti consigliamo di leggere il nostro approfondimento sui tumori ereditari: https://blogunisalute.it/tumori-ereditari-test/
      Speriamo di esserti stati d’aiuto. Grazie per essere intervenuta e buona giornata.

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