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Influenza 2020-2021: perché vaccinarsi è importante?

Con la stagione autunnale ormai alle porte è in arrivo anche l’influenza stagionale, che quest’anno porta con sé qualche incognita in più per via del momento delicato che l’Italia, come il resto del mondo, sta vivendo a causa della pandemia da Covid-19. È per questo che le raccomandazioni in vista della campagna vaccinale giungono con più di un mese di anticipo rispetto al solito: l’autunno 2020-2021, infatti, sarà cruciale sul fronte della gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19, soprattutto alla luce del nuovo aumento dei contagi registrato al rientro dalle vacanze in tutte le regioni. Quest’anno, al di là delle categorie di soggetti tradizionalmente più fragili e dunque più esposti al rischio di complicanze legate all’influenza, è fondamentale che la platea di vaccinati sia il più ampia possibile. Scopriamo insieme perché e ricapitoliamo tutto ciò che c’è da sapere sull’influenza e sulla profilassi vaccinale.

Influenza: incidenza, sintomi e complicanze

L’influenza è una malattia infettiva acuta, provocata da un virus che ha la capacità di mutare da una stagione all’altra. In genere ha un decorso di 5-7 giorni, che colpisce ogni anno mediamente 8 milioni di persone. Come riporta il Sistema di sorveglianza integrato dell’influenza (influNet) coordinato dall’Istituto superiore di Sanità, la stagione 2019-2020 è stata caratterizzata da una fase di bassa incidenza fino a dicembre 2019, mentre le prime settimane del 2020 hanno fatto registrare un intensificarsi dell’attività virale che ha raggiunto il picco tra fine gennaio e inizio febbraio con circa 13 casi per mille assistiti.

Sintomi influenza

BakiBG/gettyimages.it

Si manifesta con sintomi che includono:

  • febbre alta
  • tosse
  • dolori muscolari
  • mal di testa
  • brividi
  • perdita di appetito
  • affaticamento
  • mal di gola.

Nei bambini si verifica spesso l’insorgenza di nausea, vomito e diarrea.

Per numeri e portata del contagio l’influenza ha un impatto importante sulla salute della comunità, anche perché può comportare esiti molto gravi come la polmonite virale e la polmonite batterica secondaria.

Influenza e Covid-19: il rischio è la sovrapposizione diagnostica

L’aspetto che maggiormente preoccupa gli esperti in questo primo autunno post-pandemia è la concreta eventualità che si verifichi una co-circolazione di virus influenzali e nuovo Coronavirus. Aspetto  chiaramente evidenziato anche dalla Circolare del ministero della Salute “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2020 – 2021”. Il documento sottolinea come un’elevata copertura vaccinale faciliti la differenziazione diagnostica, evitando così che una sindrome influenzale o una polmonite da pneumococco vengano confuse con il Covid-19.

Sintomi a confronto

All’origine del rischio di sovrapposizione diagnostica c’è il fatto che i sintomi del Covid-19 sono poco specifici. In particolare, nei casi non gravi sono piuttosto simili a quelli dell’influenza stagionale. Riconoscere l’infezione da SARS-CoV-2 però è cruciale per poter effettuare una diagnosi precisa.

A questo proposito, è utile ricordare che le autorità sanitarie sono concordi nell’associare al Covid-19 sintomi come:

  • febbre
  • stanchezza
  • tosse secca
  • malessere generale.
Sintomi Coronavirus

AntonioGuillem/gettyimages.it

In alcuni pazienti sono stati riscontrati altri sintomi come:

Proteggersi dal virus: le norme igieniche

Proteggersi dal virus influenzale, come ricorda la circolare del Ministero della Salute, significa anche non abbassare la guardia rispetto alle misure igieniche basilari, le stesse prescritte per contrastare il diffondersi del Covid-19: dato che il virus influenzale, così come il nuovo Coronavirus, si trasmette per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, oltre che attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie, è fondamentale tenere bene a mente poche semplici regole:

  • lavarsi accuratamente le mani o igienizzarle con disinfettanti a base alcolica;
  • coprire naso e bocca quando si starnutisce o si tossisce;
  • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca;
  • isolamento volontario a casa in caso di malattie respiratorie febbrili in fase iniziale;
  • evitare il contatto stretto con persone ammalate mantenendo una distanza di almeno un metro da chi presenta i sintomi dell’influenza ed evitare posti affollati.

Vaccino 2020-2021: le linee guida del Ministero della Salute

Le linee guida del Ministero della Salute individuano i soggetti che preferibilmente dovrebbero sottoporsi a vaccino, come gli anziani, oltre a una platea di persone fragili o più esposte al rischio di complicanze. Per queste categorie di persone la profilassi antinfluenzale è raccomandata e gratuita:

  • donne in gravidanza o nel periodo post-partum;
  • soggetti dai sei mesi ai 65 anni di età affetti da malattie che aumentano il rischio di complicanze da influenza;
  • persone sane di età superiore ai 65 anni;
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico (l’influenza potrebbe esporli al rischio di contrarre la Sindrome di Reye);
  • chi è ricoverato in strutture per lungodegenti;
  • familiari di persone ad alto rischio di complicanze;
  • addetti ai servizi pubblici di primario interesse collettivo;
  • personale sanitario;
  • personale delle forze dell’ordine.
Donna incinta vaccino

Prostock-Studio/gettyimages.it

Tra le patologie che rendono necessaria una copertura vaccinale antinfluenzale:

  • malattie croniche dell’apparato respiratorio
  • malattie dell’apparato cardiocircolatorio
  • diabete mellito
  • malattie metaboliche,
  • insufficienza renale cronica
  • emoglobinopatie
  • tumori in corso di trattamento chemioterapico
  • malattie congenite o acquisite che provocano carente produzione di anticorpi
  • immunodepressione indotta da farmaci o da HIV
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
  • malattie per le quali sono in programma importanti interventi chirurgici
  • epatiti croniche.

Chi deve evitare la vaccinazione?

La circolare diffusa dal Ministero individua anche una serie di soggetti a cui il vaccino è sconsigliato:

  • lattanti al di sotto dei sei mesi;
  • soggetti che abbiano manifestato una reazione allergica dopo la somministrazione di una precedente dose o una reazione allergica grave a un componente del vaccino;
  • chi ha sviluppato la sindrome di Guillain-Barré entro sei settimane dalla somministrazione di una precedente dose antinfluenzale.

Chi somministra il vaccino?

La vaccinazione sarà offerta in maniera attiva: i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta proporranno ad anziani, bambini e adulti rientranti nelle categorie a rischio di sottoporsi al vaccino. La somministrazione di solito avviene negli ambulatori delle aziende sanitarie locali; molti pediatri hanno confermato la propria disponibilità a vaccinare i bambini nei propri studi.

Vaccino

Meyer & Meyer/gettyimages.it

Quando sarà possibile vaccinarsi?

Normalmente la campagna vaccinale inizia a metà ottobre e prosegue fino a metà dicembre; per quest’anno la data ufficiale non è ancora stata comunicata, ma in virtù del momento particolare legato alla pandemia le autorità sanitarie hanno annunciato che le attività potrebbero iniziare con un mese di anticipo. È possibile che ogni regione definisca il proprio calendario in base alla capacità di completare l’approvvigionamento delle scorte.

Chi non rientra nelle categorie che hanno diritto all’esenzione dal pagamento del vaccino e vuole provvedere alla profilassi antinfluenzale a proprie spese potrà acquistare il vaccino in farmacia e farselo somministrare dal proprio medico.

Obiettivi di copertura e previsioni

Come ogni anno gli obiettivi di copertura previsti dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale si attestano al 75% come obiettivo minimo perseguibile e al 95% come obiettivo ottimale rispetto ai gruppi di popolazione target. Quest’anno, proprio a causa della pandemia, gli italiani che intendono sottoporsi alla vaccinazione potrebbero essere più numerosi con una sensibile crescita del numero di dosi necessarie a soddisfare tutte le richieste. Ecco perché il Ministero della Salute, in accordo con le Regioni, ha predisposto l’approvvigionamento di circa 13-14 milioni di dosi di vaccino.

In attesa di un vaccino efficace contro il Coronavirus, norme igieniche e profilassi antinfluenzale rappresenteranno gli strumenti più preziosi per contrastare da un lato la sindrome influenzale, dall’altro le complicanze derivanti dalla sovrapposizione diagnostica rispetto ai sintomi del Covid-19. Cruciale, su questo fronte, sarà la comunicazione: le autorità sanitarie sono già al lavoro per sensibilizzare la popolazione rispetto all’importanza del vaccino. Ad affiancarli in questo compito saranno i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, i medici specialisti ospedalieri e le associazioni di malati e cittadini.

 

E voi avete già pensato alla protezione contro l’influenza?

 

Fonti

iss.it
fondazioneveronesi.it
trovanorme.gov

Mariangela Ciavarella
Pugliese di origine, vive e lavora a Bologna come giornalista televisiva. Ha collaborato con diverse testate curando format e rubriche dedicate a salute e politiche sanitarie. Per il blog di UniSalute scrive articoli di approfondimento dedicati a benessere e prevenzione.

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