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influenza 2018-2019

Influenza 2018-2019: quali sono i sintomi e come prevenirla?

Le ultime settimane d’autunno, con i primi freddi intensi, vedono come ogni anno l’arrivo dei sintomi influenzali. Secondo i dati del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, nel 2017-2018 l’influenza ha colpito il 15% degli italiani (una percentuale più alta di quella degli anni precedenti) e quest’anno gli esperti prevedono che saranno circa 3-5 milioni di persone a contrarla, con un picco tra fine dicembre e gennaio. In tutto il nostro paese si sono già verificati diversi casi, ma quali sono i sintomi dell’influenza 2018-2019, come si cura e cosa possiamo fare per prevenirla in modo efficace? Vediamolo insieme.

I sintomi dell’influenza 2018-2019

influenza sintomi

Africa Studio/shutterstock.com

I virus dell’influenza infettano le vie respiratorie, causando tosse, mal di gola e febbre più o meno alta, ma anche stanchezza e dolori articolari, che sono tra i sintomi più comuni.

I bambini sono certamente i soggetti più vulnerabili, mentre sono soprattutto gli anziani a rischiare la comparsa  di complicazioni:indeboliti dalla malattia, sono esposti anche ad altri virus e batteri.

Negli over 65, infatti, è piuttosto comune l’insorgenza di broncopolmoniti e polmoniti batteriche, ma l’influenza può anche peggiorare le condizioni di salute preesistenti, aggravando patologie croniche cardiache o respiratorie, così come il diabete.

Negli adulti in buona salute l’influenza non ha generalmente delle evoluzioni spiacevoli, ma è importante ricordare che quando ci sia ammala bisogna restare a riposo – i medici raccomandano almeno 6 giorni – per non stressare l’organismo e permettere il recupero ottimale. Stare in casa fin dalla comparsa dei primi sintomi febbrili, inoltre, permetterà di ridurre le possibilità di diffondere il virus.

Prevenire il contagio: le linee guida del Ministero e il vaccino

influenza contagio

Dirima/shutterstock.com

Il virus influenzale si diffonde per via aerea, tramite gocce di saliva e secrezioni respiratorie. Per questo motivo, per ridurre al minimo la diffusione, il Ministero della Salute sottolinea nelle sue linee guida che è fondamentale:

  • coprire bene bocca e naso quando si starnutisce o tossisce;
  • lavare spesso e accuratamente le mani; utilizzare delle soluzioni alcoliche quando non si ha a disposizione l’acqua;
  • seguire una dieta che rafforzi il sistema immunitario, seguendo i consigli che abbiamo dato in uno dei nostri articoli;
  • praticare attività fisica

Quest’ultimo punto contribuisce in maniera decisa al rafforzamento delle difese dell’organismo, riducendo uno dei fattori che indeboliscono il sistema immunitario: lo stress.

Il vaccino contro l’influenza 2018-2019

In Italia il periodo indicato per la vaccinazione antinfluenzale è l’autunno, dalla metà di ottobre fino alla fine di dicembre. Ogni anno, il Global Influenza Surveillance Network dell’OMS, in collaborazione con i National Influenza Centres (NIC), aggiorna la composizione del vaccino antinfluenzale, che per il Ministero della Salute e per l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è lo strumento più efficace e sicuro per prevenire la malattia e ridurne le eventuali complicanze. Per alcune categorie, la vaccinazione è gratuita:

  • persone con più di 65 anni
  • diabetici;
  • immunodepressi;
  • cardiopatici;
  • malati oncologici;
  • donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza;
  • operatori sanitari;
  • bambini tra i 6 e i 59 mesi.

Da quest’anno, anche il vaccino viene erogato gratuitamente anche ai donatori di sangue, per evitare che la diffusione influenzale metta in difficoltà gli approvvigionamenti di sangue, come è già accaduto in passato.

vaccino antinfluenzale

Africa Studio/shutterstock.com

Il vaccino antinfluenzale serve anche a proteggere la collettività, riducendo il numero dei malati e limitando quindi la circolazione del virus. Prima di vaccinarsi contro l’influenza 2018-2019, ad ogni modo, occorre sempre consultare il proprio medico, per accertarsi che non ci siano eventuali controindicazioni; i neonati al di sotto dei 6 mesi non possono essere vaccinati, così come i soggetti che hanno già manifestato una reazione allergica (a un altro vaccino antinfluenzale o a una delle sue componenti). La somministrazione va invece soltanto posticipata per chi si trova nella fase media o acuta di una malattia.

Infine, ecco alcuni miti da sfatare: il Ministero della Sanità ha infatti pubblicato sul proprio sito alcune false controindicazioni più diffuse riguardo il vaccino antinfluenzale:

  • allergia alle proteine dell’uovo con manifestazioni non anafilattiche;
  • malattie acute di lieve entità;
  • allattamento;
  • infezione di HIV e altre immunodeficienze congenite o acquisite.

Rispettare le buone pratiche quotidiane e seguire le linee fornite dal Ministero è il modo migliore per fare prevenzione contro il virus dell’influenza 2018-2019.

Per prendersi cura della propria salute a 360 gradi, un altro strumento utile è una polizza assicurativa in ambito sanitario, come i piani individuali proposti da UniSalute, una soluzione che permette di contare su un team di specialisti a disposizione a prezzi vantaggiosi.

E voi come combattete i malanni stagionali? Avete contratto il virus influenzale?

 

Fonti:

salute.gov.it
epicentro.iss.it
centronazionalesangue.it

Erica Di Cillo
Erica Di Cillo vive e lavora a Bologna e da alcuni anni collabora con diverse testate online. Per il blog InSalute scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute.

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