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Donare il sangue

8 motivi per donare il sangue

Donare il sangue è un semplice atto di generosità che può fare la differenza per qualcuno in difficoltà. Nel 2017, in Italia, sono state effettuate 3.006.726 di donazioni, circa 30.000 in meno rispetto all’anno precedente; inoltre, si stima che in Italia siano donatori di sangue circa il 2,5% della popolazione a fronte di una media europea che si assesta attorno al 4%. Di conseguenza, le associazioni di settore sottolineano come sia importante che sempre più persone si avvicinino al dono, che è anche una buona prassi di prevenzione.

I buoni motivi per donare il sangue, infatti, non mancano: vediamo quali sono e perché è così importante dedicare una piccola parte del tempo a questa attività.

Perché donare il sangue?

Donatore sangue

In occasione della giornata mondiale dei donatori di sangue che ricorre ogni anno il 14 giugno, riflettiamo sull’importanza di un atto che, prima di tutto, può salvare una vita, anzi addirittura più di una. Soprattutto se si sceglie di donare, oltre al sangue, anche il plasma.

È importante ricordare che, in Italia, donare il sangue è un’attività volontaria, anonima e non retribuita. Il donatore non sa a chi andrà il suo dono, il ricevente non saprà grazie a chi ha ricevuto la trasfusione ed è severamente vietata ogni compravendita su compenso economico.

La comunità dei donatori italiani fa sì che già da alcuni anni il Belpaese possa sopperire alle proprie esigenze ematiche, tuttavia ogni estate, complici le vacanze, assistiamo a un calo fisiologico che è importante contrastare.

Donare sangue prevenzione

Quali sono i requisiti per donare il sangue?

Una delle preoccupazioni che tende a frenare le persone dall’attività del dono è, come anticipato, il fatto di non rispondere a tutti i requisiti per poter donare il sangue. Vediamo quali sono:

  1. età compresa tra 18 e 60 anni. Oltre i 60 anni, è il medico responsabile della sezione di donatori di sangue a valutare lo stato di salute fino ai 70 anni;
  2. peso superiore a 50 kg;
  3. buono stato di salute.

Le associazioni pongono l’attenzione anche sullo stile di vita: non può donare chi attua comportamenti che possono mettere a rischio la propria salute e quella di chi riceve il sangue. La valutazione viene effettuata da un medico attraverso un colloquio, una valutazione clinica e alcuni esami.

Tutti i requisiti fisici nello specifico sono indicati nel Decreto del Ministero della Salute che specifica le “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”, che si può consultare online. Si possono anche chiedere informazioni al proprio medico di base, se si decide di diventare donatori.

Gruppi sanguigni e compatibilità

È stato il dottor Karl Landsteiner il primo, all’inizio del Novecento, ad individuare i gruppi sanguigni. Prima le trasfusioni avvenivano in maniera automatica da una persona all’altra provocando danni anche gravi per le persone coinvolte. Oggi è ormai riconosciuta l’importanza di conoscere il proprio gruppo sanguigno proprio per essere consapevoli anche della compatibilità tra donatori e riceventi.

Esitono, infatti, quattro gruppi sanguigni che si possono differenziare anche in base al fattore Rhesus, abbreviato in Rh, che può essere positivo (quando è presente) oppure negativo:

  • A
  • B
  • AB
  • 0.

In totale, dunque, ciascuno può appartenere a uno degli otto gruppi. Il Gruppo 0 è definito “donatore universale” poiché può effettuare trasfusioni verso qualsiasi altro gruppo, mentre il Gruppo AB è “ricettore universale”. Ma vediamo tutte le opzioni grazie alla tabella seguente elaborata da AVIS:

tabella gruppi sanguigni

Donare il sangue: le paure più diffuse

I requisiti per poter donare il sangue sono molto inclusivi e permetterebbero a molte più persone di partecipare a questa pratica volontaria e collettiva. Tuttavia ci sono molte paure, spesso personali, che rallentano la crescita del numero di donatori. C’è chi, appunto, è convinto di non avere uno stile di vita adeguato, chi teme che donare il sangue faccia male, ma anche chi ha la fobia degli aghi.

È l’AVIS a individuare le paure più diffuse: il prelievo, l’ago, la vista del sangue, svenimenti e mancanza di fiducia nel personale sanitario. Ma la stessa associazione rassicura gli aspiranti donatori: l’intero percorso di donazione è svolto in un ambiente sicuro e accogliente, con personale qualificato ed esperto che cercherà di mettere a proprio agio chi si avvicina a questa pratica. Inoltre, sottolinea come iscriversi a un’associazione non comporti alcun “prelievo coatto” periodico: nessun obbligo, dunque, solo la possibilità di affrontare una delle proprie paure attraverso un gesto che fa bene.

Donare il sangue: 8 motivi per farlo

Vediamo, dunque, alcuni motivi per cui donare il sangue è una buona scelta.

Aiuti molte persone

Donazione sangue

Una trasfusione è sì fondamentale per chi è vittima di un incidente o chi ha subito un intervento chirurgico, ma è utile quotidianamente per le migliaia di persone che soffrono di patologie che necessitano di frequenti trasfusioni, come in caso di anemia mediterranea major, oppure di farmaci derivati dal plasma.

Contribuisci all’autosufficienza

L’Italia è da alcuni anni autosufficiente dal punto di vista del fabbisogno di sangue e trasfusioni, tuttavia non si può considerare questa condizione come acquisita. Il sangue, come molte altre componenti organiche, ha una “data di scadenza”, si conserva infatti per circa 40 giorni dal momento del prelievo, e ancor meno se il ricevente è un bambino oppure un anziano. Di conseguenza, è importante ampliare costantemente il numero di donatori e, soprattutto, pianificare delle donazioni con cadenza regolare per mantenere stabile la quantità di sangue a disposizione.

Bastano pochi minuti

Donare il sangue è un’attività che non richiede un grande investimento di tempo. Il prelievo, infatti, dura pochi minuti. La legge regola anche la frequenza della donazione: quattro volte all’anno per gli uomini, due per le donne fertili, in ogni caso l’intervallo tra un appuntamento e il seguente non può essere inferiore a 90 giorni. Si può ripetere più spesso l’appuntamento se scegliamo di donare solo il plasma, in questo caso infatti si può prendere appuntamento anche dopo solo 15/30 giorni.

Donare il sangue fa male? È un falso mito

In molti sono preoccupati dal fatto che il prelievo possa fare male, ma ci pensa la vasta comunità di donatori a smentire questa paura. Infatti, è una procedura indolore, non è dannosa per la salute e tutto il materiale impiegato è monouso. Inoltre, il sangue donato, nel nostro organismo, si riproduce in breve tempo per cui non rischiamo scompensi o altre criticità.

Donare sangue materiale monouso

Il sangue non si produce artificialmente

Donare il sangue è importante anche per l’impossibilità di ricreare in laboratorio la stessa combinazione di globuli bianchi, rossi, piastrine e plasma. Solo la donazione volontaria responsabile permette a chi ne ha bisogno di accedere alle trasfusioni necessarie.

È un dovere, per tutti

Donare il sangue non è una semplice scelta, ma un gesto che ha delle conseguenze significative sulle vite delle persone. Per questo motivo, la FIDAS, Federazione italiana associazioni donatori di sangue, lo definisce come un vero e proprio “dovere sociale”, un gesto di altruismo e solidarietà che tutti possono realizzare. Infatti, come abbiamo approfondito precedentemente, per diventare donatori basta aver compiuto i 18 anni di età, pesare più di 50 kg ed essere sani.

Oggi tocca a lui oppure a lei e domani?

Un punto su cui le associazioni di donatori di sangue insistono molto è la reciprocità della donazione. Infatti, tutti potremmo avere bisogno di sangue in futuro e contribuire attivamente alla costruzione di una vasta comunità di persone disposte a donare aiuta anche noi stessi e i nostri cari se ci troveremo in difficoltà.

Donare sangue dovere

Donare è prevenzione

Infine, donare il sangue con cadenza regolare è una efficace strategia di prevenzione. In primo luogo perché si può accedere ad esami del sangue gratuiti e, per gli iscritti alcune associazioni regionali prevedono, una volta all’anno, una visita cardiologica per monitorare la salute del cuore, anche grazie ad elettrocardiogramma e ad una radiografia al torace.

In secondo luogo, ogni volta che scegliamo di donare il sangue veniamo visitati da un medico che si occupa di verificare il nostro stato di salute, misurando la pressione ed occupandosi di altri controlli di routine. In questo modo, soprattutto se doniamo regolarmente nello stesso centro, per cinque anni gli esami verranno conservati consentendoci di tenere monitorata la nostra salute nel tempo.

Donare il sangue non è l’unica buona pratica di prevenzione che possiamo attuare per tutelare il nostro sistema cardiovascolare. Stipulare una polizza assicurativa, da questo punto di vista, ci consente non solo di accedere a esami annuali gratuiti compreso l’Ecocardio Color Doppler, ma anche di usufruire di un sistema di prevenzione della Sindrome metabolica, di consulenza telefonica e sconti per accertamenti e visite specialistiche nei centri convenzionati.

 

Siete anche voi donatori? Lasciateci nei commenti altri buoni motivi per donare il sangue e far crescere una comunità solidale e generosa.

 

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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