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Frutta secca: quando introdurla nella dieta dei bambini?

Golosa e salutare, la frutta secca piace a grandi e piccini perché coniuga sia la dimensione del gusto che alcune preziose proprietà protettive per l’organismo. Sono in molti a consigliare di introdurre noci, nocciole, mandorle o arachidi nella dieta, tra cui anche Marco Bianchi, neo testimonial di UniSalute, come ci ha raccontato in un’intervista esclusiva. È importante, però, procedere con cautela. Esistono dei rischi di cui tenere conto per poter dare la frutta secca ai bambini in sicurezza. Per questo, abbiamo approfondito l’argomento grazie al contributo dei pediatri Andrea Pession, professore di Pediatria dell’Università di Bologna, e Giovanni Corsello, Ordinario di Pediatria all’Università di Palermo ed ex presidente della Società Italiana Pediatria.

quando introdurre la frutta secca bambini

Malivan_Iuliia/shutterstock.com

Frutta secca per i bambini: quali rischi?

Esistono alcuni potenziali problemi legati all’introduzione della frutta secca nella dieta dei bambini. Innanzitutto si tratta di alimenti che possono provocare allergie, rischio che si palesa più frequentemente quando almeno un altro componente della famiglia presenta lo stesso problema.

È importante, in secondo luogo, assicurarsi che il bambino abbia imparato a deglutire e masticare correttamente. La frutta secca, infatti, è tipicamente piuttosto dura e, se non sminuzzata correttamente, potrebbe comportare il rischio di soffocamento per i bimbi più piccoli.

Infine, non va sottovalutato l’apporto calorico di noci, nocciole, mandorle o arachidi. Si tratta di alimenti che, se consumati in quantità eccessive, possono innescare un aumento di peso del bambino e, in particolare, un accumulo di grasso a livello addominale, uno dei segnali che possono anticipare la comparsa di sovrappeso e, nei casi più gravi, di obesità infantile.

Perché è importante la frutta secca nella dieta dei bambini

Le proprietà della frutta secca, però, sono molto interessanti e preziose. Soprattutto le noci, ma anche le mandorle e le nocciole, possono contribuire a un corretto sviluppo dei bambini e quindi sono preziose in una dieta equilibrata. In particolare, spiegano i pediatri e gli esperti intervenuti durante il convegno “La salute si impara da piccoli” organizzato da UniSalute a Bologna, svolgono un’azione protettiva dal punto di vista del metabolismo, ma anche di sostegno per il sistema nervoso centrale, per i muscoli, per il sistema immunitario e per il fegato. Gli acidi grassi, inoltre, forniscono energia immediatamente utilizzabile, caratteristica che rende la frutta secca perfetta per uno spuntino,sia per i bambini che per gli adulti.

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Quando introdurre la frutta secca nella dieta dei bambini

Il professor Andrea Pession, ordinario di Pediatria all’Università di Bologna, suggerisce di aspettare il compimento dei primi due anni del bambino per poter introdurre in serenità la frutta secca nella dieta. Inoltre, raccomanda un’accurata anamnesi allergica della famiglia, ma anche le abitudini di consumo: nella sua esperienza, questi alimenti vengono inseriti tra i 3 e i 5 anni.

Una volta che il pediatra ha dato il via libera per la frutta secca, è bene introdurla gradualmente e senza esagerare, proprio per evitare il rischio di abusare con le calorie. Un esempio di merenda salutare, secondo gli esperti, è composta da due fette biscottate integrali e tre o quattro noci. Uno spuntino che farà sentire il bambino sazio e che gli fornirà delle sostanze utili dal punto di vista nutrizionale.

I pediatri, infine, ricordano ai genitori di non preoccuparsi: anche se la frutta secca viene inserita non prima del terzo anno di vita, ciò non significa che fino a quel momento gli stessi nutrienti siano assenti dalla dieta dei bambini. Si possono trovare anche nel pesce oppure nelle uova che vengono consigliate, nello svezzamento, già a partire dal primo anno di vita.

Proprio perché l’alimentazione dei bambini è fondamentale per poter assicurare un futuro in salute e prevenire l’insorgenza di sovrappeso e obesità, UniSalute propone una polizza assicurativa dedicata proprio ai più piccoli. Protezione Famiglia Ragazzi, infatti, prevede la possibilità di far seguire i propri figli dai 4 ai 17 anni da un’equipe medica eterogenea che saprà consigliare anche un piano alimentare e di stile di vita equilibrati e su misura. Una garanzia in più che i bambini possano crescere in maniera salutare, iniziando sin da oggi a prevenire le possibili malattie del domani.

 

Sapevate quando e come introdurre la frutta secca nella dieta dei bambini?

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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