PUNTI CHIAVE
- Gli esami preconcezionali sono controlli medici raccomandati prima di pianificare una gravidanza. Permettono di valutare lo stato di salute di entrambi i partner e di identificare eventuali condizioni da gestire prima del concepimento.
- Per la donna, la valutazione include tipicamente una visita ginecologica, un’ecografia pelvica, esami del sangue specifici e, in alcuni casi, soprattutto dopo i 35 anni, la valutazione della riserva ovarica con il dosaggio dell’AMH.
- Anche l’uomo può sottoporsi a una visita andrologica e ad alcuni esami del sangue. Lo spermiogramma può essere utile in caso di difficoltà di concepimento o come valutazione preventiva.
- L’anamnesi familiare è parte integrante della valutazione preconcezionale: include la presenza di malattie genetiche, anomalie cromosomiche o patologie con componente ereditaria può indicare la necessità di una consulenza genetica.
Prima di pianificare una gravidanza, un percorso di valutazione medica permette di partire con informazioni utili sulla propria salute e su quella del partner. Gli esami preconcezionali non sono obbligatori, ma possono aiutare a identificare condizioni che, se non note o non gestite, potrebbero influire sul concepimento o sull’andamento della gestazione. Conoscerle in anticipo offre la possibilità di intervenire prima che la gravidanza inizi, con più tempo e con meno urgenza. Scopriamone di più.
Che esami si fanno prima di rimanere incinta?
Non esiste un pacchetto di esami preconcezionali standard: i controlli più indicati dipendono dall’età, dalla storia clinica personale, dall’anamnesi familiare e da eventuali problemi di fertilità già emersi. In linea generale, la valutazione riguarda entrambi i partner, con percorsi diversi per la donna e per l’uomo, e può includere una componente condivisa rivolta alla coppia nel suo insieme.
Esami preconcezionali donna
Il punto di partenza è una visita ginecologica dedicata alla pianificazione della gravidanza: il ginecologo raccoglie l’anamnesi personale e familiare, valuta le condizioni generali della paziente e definisce quali approfondimenti sono più indicati in base al profilo individuale. In questa sede si verifica anche la necessità di aggiornare eventuali screening ginecologici di routine come il pap test.
L’ecografia pelvica permette di valutare l’anatomia dell’utero e delle ovaie, rilevare eventuali fibromi, polipi o cisti ovariche e osservare il numero di follicoli antrali, utile per una prima stima della riserva ovarica.
Per le donne che desiderano una valutazione più specifica della riserva ovarica – soprattutto dopo i 35 anni o in presenza di fattori di rischio come pregresso intervento chirurgico alle ovaie, familiarità per menopausa precoce o cicli mestruali irregolari – il dosaggio dell’ormone antimülleriano (AMH) nel sangue è l’esame più utilizzato, perché riflette la quantità di follicoli disponibili durante il ciclo.
Gli esami del sangue raccomandati in ambito preconcezionale possono includere:
- gruppo sanguigno e fattore Rh: indispensabili per valutare eventuali incompatibilità con il partner e il rischio di malattia emolitica del neonato
- emocromo: per valutare la presenza di anemia, frequente nelle donne in età fertile; in caso di sospetto si aggiungono ferro e ferritina
- glicemia e assetto metabolico: per escludere diabete o pre-diabete non diagnosticati
- funzionalità tiroidea: le alterazioni tiroidee possono interferire con la fertilità e con l’andamento della gravidanza se non trattate
- sierologie infettive: rosolia, toxoplasma, citomegalovirus (CMV), varicella-zoster, epatite B (HBsAg), epatite C (anti-HCV) e HIV; la presenza o assenza di immunità orienta su eventuali vaccinazioni o precauzioni igieniche in gravidanza
- esame delle urine: per escludere infezioni urinarie asintomatiche o alterazioni della funzionalità renale.
Esami preconcezionali uomo
Una visita andrologica può essere il punto di partenza di una valutazione preconcezionale maschile: permette di raccogliere la storia clinica, valutare lo stato di salute generale e identificare eventuali fattori – infezioni pregresse, varicocele, abitudini di vita – che possono influire sulla fertilità.
Gli esami del sangue raccomandati per l’uomo in ambito preconcezionale comprendono:
- gruppo sanguigno e fattore Rh: necessari per valutare la compatibilità con la partner in caso di Rh negativo
- sierologie infettive: HIV, epatite B (HBsAg) e epatite C (anti-HCV)
- assetto ormonale (FSH, LH, testosterone): indicato in caso di sospetta compromissione della fertilità maschile o su richiesta specialistica.
Lo spermiogramma, ovvero l’analisi del liquido seminale per valutare numero, motilità e morfologia degli spermatozoi, non è di routine per coppie senza difficoltà al concepimento, ma può essere proposto come approfondimento preventivo, soprattutto in presenza di fattori di rischio per la fertilità maschile quali:
- precedenti infezioni genitali
- interventi chirurgici allo scroto
- esposizione a sostanze tossiche o calore prolungato.
Esami preconcezionali coppia
Alcuni aspetti della valutazione preconcezionale riguardano la coppia nel suo insieme. La compatibilità Rh tra i partner è il caso più diretto: se la donna è Rh negativo e il partner è Rh positivo, il medico valuterà le precauzioni necessarie durante la gravidanza per prevenire la malattia emolitica del neonato.
Una consulenza genetica è indicata in presenza di situazioni specifiche:
- familiarità per malattie genetiche ereditarie (fibrosi cistica, talassemia, SMA e altre)
- precedenti aborti spontanei ricorrenti
- precedente figlio nato con anomalia cromosomica o malattia genetica
- consanguineità tra i partner
- età materna superiore ai 35-37 anni.
Il genetista valuta il profilo della coppia, definisce il rischio specifico e, se opportuno, propone un test del portatore, un esame del sangue che verifica se uno o entrambi i partner sono portatori di mutazioni genetiche che potrebbero essere trasmesse al bambino.
In assenza di fattori di rischio specifici, la consulenza genetica non è necessaria in modo sistematico, ma può essere richiesta dalla coppia come parte di una valutazione preconcezionale più approfondita.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
Quando è il momento giusto per fare gli esami preconcezionali?
L’ideale è iniziare la valutazione preconcezionale almeno tre-sei mesi prima di iniziare a provare ad avere un figlio. Questo intervallo permette di completare gli esami con calma, valutare gli eventuali risultati e, se necessario, impostare una terapia o modificare abitudini di vita prima del concepimento.
Gli esami preconcezionali sono a carico del SSN?
Dipende dall’esame e dalla Regione. In Italia il Servizio Sanitario Nazionale prevede alcune esenzioni per le donne in età fertile che programmano una gravidanza, ma la copertura varia: alcune Regioni offrono un pacchetto più ampio di esami gratuiti, altre si limitano a specifiche prestazioni.
Cosa succede se la riserva ovarica risulta bassa?
Un valore di AMH basso indica una riduzione della quantità di follicoli disponibili, ma non esclude la possibilità di concepire naturalmente. È un dato che il ginecologo interpreta nel contesto dell’età, del quadro clinico generale e degli obiettivi della coppia.
È necessario che anche il partner faccia degli esami prima di una gravidanza?
Non è obbligatorio, ma è consigliabile. Gli esami del sangue di base – gruppo sanguigno, fattore Rh, sierologie per HIV, epatite B e C – sono utili anche per l’uomo, soprattutto per valutare la compatibilità Rh con la partner e lo stato immunitario rispetto alle principali infezioni trasmissibili. Una visita andrologica può essere utile se si hanno dubbi sulla fertilità maschile o come valutazione preventiva.
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