PUNTI CHIAVE
- La cervicalgia è un dolore localizzato nella parte posteriore e laterale del collo che può essere causato da posture scorrette, sedentarietà e sforzi muscolari, sbalzi termici o condizioni patologiche sottostanti.
- I sintomi più frequenti includono dolore e rigidità al collo, mal di testa cervicogenico, formicolii alle braccia e, nei casi più gravi, vertigini.
- La correzione delle abitudini posturali è il primo intervento per ridurre il dolore e prevenirne le recidive.
- L’esercizio fisico mirato contribuisce a mantenere la colonna cervicale in salute nel lungo periodo.
- Quando il dolore persiste o si accompagna a sintomi neurologici come formicolii o vertigini, è indicato un consulto con uno specialista per un percorso diagnostico adeguato.
Il dolore cervicale è un disturbo molto comune, spesso legato a fattori meccanici o ambientali come tensioni o sovraccarichi muscolari, posture scorrette e sbalzi di temperatura. Nella maggior parte dei casi si tratta di un problema transitorio, che tende a risolversi in pochi giorni. Talvolta, però, il dolore può essere il segnale di una condizione sottostante che richiede un approfondimento.
Quali possono essere le cause della cervicalgia? Quali sono i sintomi a cui prestare attenzione e cosa si può fare per gestire il dolore e favorirne la risoluzione? Approfondiamo tutto quello che c’è da sapere.
Che cos’è e cosa può provocare la cervicalgia?
Con il termine cervicale ci si riferisce nel linguaggio comune a quella che più propriamente si definisce cervicalgia, un dolore localizzato nella parte posteriore e laterale del collo, all’altezza delle sette vertebre cervicali che collegano la base del cranio alla colonna vertebrale. Può insorgere per cause di diversa natura: ecco le principali.
Sovraccarichi meccanici
In molti casi, la cervicalgia è legata a posture scorrette e sovraccarichi muscolari. Trascorrere molte ore davanti allo schermo del computer, mantenere a lungo la testa inclinata per guardare lo smartphone o assumere una cattiva posizione durante il sonno può infatti sottoporre i muscoli e le strutture del collo a una tensione eccessiva.
Anche i disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) possono contribuire alla comparsa di dolore cervicale. Un’alterazione del funzionamento dell’ATM può infatti modificare l’assetto della mandibola e favorire una postura non simmetrica della testa. Questo squilibrio può ripercuotersi sul rachide cervicale, aumentando la tensione della muscolatura del collo e favorendo l’insorgenza di dolore e rigidità cervicale.
Tra le cause meccaniche rientrano infine i traumi. È il caso del colpo di frusta tipico dei tamponamenti: una lesione dei tessuti molli del collo provocata dal movimento repentino della testa in avanti e indietro, che provoca dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti del collo.
Sbalzi termici
Anche gli sbalzi di temperatura possono favorire la comparsa di dolore e rigidità nella zona cervicale. È una situazione frequente soprattutto nei mesi estivi, quando si passa ripetutamente da ambienti molto caldi a locali climatizzati o si rimane a lungo esposti al getto diretto dell’aria condizionata.
Il passaggio improvviso dal caldo al freddo può favorire una contrazione involontaria della muscolatura del collo e delle spalle, aumentando tensione e rigidità e contribuendo alla comparsa della cervicalgia. Per lo stesso motivo, anche uscire all’aperto dopo aver trascorso molto tempo in un ambiente fortemente climatizzato può accentuare la sensazione di tensione muscolare.
Distonia cervicale
La distonia cervicale, chiamata anche torcicollo spasmodico, è un disturbo neurologico caratterizzato da un aumento involontario del tono dei muscoli del collo. Può provocare movimenti anomali, con rotazioni o inclinazioni involontarie della testa, accompagnati da dolore e rigidità nella regione cervicale.
Spondilosi cervicale
La spondilosi cervicale è una forma di artrosi a carico del tratto cervicale della colonna vertebrale, che causa la progressiva degenerazione dei dischi intervertebrali e delle vertebre. Si manifesta più spesso con l’avanzare dell’età, soprattutto dopo i cinquant’anni.
Con il tempo possono formarsi escrescenze ossee (speroni) sulla superficie delle vertebre, che in alcuni casi arrivano a comprimere le strutture nervose. Oltre al dolore e alla rigidità del collo, possono quindi comparire disturbi che si irradiano verso il braccio e, nelle forme più avanzate, formicolio, torpore o sensazioni simili a scosse elettriche fino alle dita.
Ernia del disco cervicale
L’ernia del disco si verifica quando la parte interna e morbida di un disco intervertebrale fuoriesce attraverso l’anello esterno che la contiene e può comprimere le radici nervose vicine. Quando interessa il tratto cervicale, questa compressione può provocare soprattutto brachialgia, cioè dolore che si irradia lungo il braccio, associato talvolta a formicolio e riduzione della forza.
Stenosi del canale vertebrale
La stenosi spinale consiste in un restringimento del canale vertebrale che può essere dovuto, tra le altre cause, al rigonfiamento dei dischi, alla formazione di speroni ossei o all’ispessimento dei legamenti. Quando il restringimento interessa il tratto cervicale e determina una compressione del midollo spinale, può comparire la mielopatia cervicale, un’alterazione della struttura e della funzione del midollo.
I sintomi possono comprendere dolore e rigidità al collo, intorpidimento degli arti e difficoltà nei movimenti fini delle mani.
Artrite reumatoide
Tra le possibili cause di dolore cervicale rientra anche l’artrite reumatoide, una malattia infiammatoria cronica che può coinvolgere le articolazioni della colonna cervicale. L’infiammazione può provocare dolore e rigidità e, nei casi più importanti, interessare le strutture che stabilizzano le vertebre cervicali.
Spondilolistesi cervicale
La spondilolistesi cervicale consiste nello scivolamento di una vertebra rispetto a quella sottostante. Può alterare la normale stabilità della colonna e, in alcuni casi, determinare dolore cervicale o sintomi dovuti alla compressione delle strutture nervose.
Fibromialgia
Anche la fibromialgia può essere associata a dolore nella regione cervicale. È una condizione caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico diffuso, che può interessare anche collo e spalle e accompagnarsi ad altri disturbi, tra cui affaticamento e alterazioni del sonno.
Meningite
In alcuni casi, il dolore e la rigidità del collo possono essere associati a condizioni che non riguardano direttamente la colonna cervicale, come la meningite. Si tratta di un’infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono cervello e midollo spinale, che può manifestarsi anche con rigidità nucale, febbre, mal di testa e altri sintomi sistemici.
Tumori spinali
Più di rado, il dolore cervicale può essere legato alla presenza di tumori spinali, che possono svilupparsi all’interno o in prossimità della colonna vertebrale. In questi casi il dolore può avere caratteristiche diverse dal comune disturbo muscolare: per esempio, tende ad essere persistente o progressivo e non migliora con il riposo.
Quali sono i sintomi della cervicale?
Il dolore cervicale non si manifesta sempre allo stesso modo. I sintomi variano per intensità e localizzazione e possono presentarsi in forma acuta oppure in forma cronica, con un fastidio che tende a peggiorare in determinati momenti della giornata o in condizioni di stress.
I sintomi più frequenti includono:
- dolore e rigidità al collo che rendono più difficoltosi i movimenti e possono limitare le attività quotidiane
- mal di testa cervicogenico: un tipo di cefalea che origina dalla tensione muscolare del collo e si irradia verso la nuca, le tempie o la fronte
- formicolii e intorpidimento: quando il dolore si accompagna a sensazioni di “scariche elettriche” o perdita di sensibilità alle braccia e alle mani, può indicare una compressione nervosa
- vertigini e senso di instabilità: possono comparire nei casi in cui siano coinvolte le strutture vascolari o nervose della zona cervicale.
È importante non sottovalutare questi segnali, soprattutto quando persistono nel tempo o si accompagnano a sintomi neurologici. In questi casi, il consulto con il medico di base o uno specialista è il primo passo per una diagnosi corretta e un percorso di cura mirato.

Il dolore cervicale può essere dovuto ad abitudini posturali scorrette, come quella di tenere il capo chinato in avanti per utilizzare lo smartphone.
Come fare a far passare la cervicale?
Esistono diverse strategie che, combinate tra loro, possono ridurre il dolore cervicale e prevenirne le recidive. Vediamo i rimedi più efficaci.
Correggere la postura
Come primo intervento si può cominciare cercando di migliorare la postura nella vita quotidiana adottando alcuni semplici accorgimenti:
- tenere lo schermo del computer all’altezza degli occhi, con schiena e collo allineati
- evitare di tenere il telefono tra spalla e orecchio o di guardarlo a testa china per lunghi periodi
- scegliere un cuscino adatto alla propria posizione di sonno, che mantenga il collo in asse con la colonna.
Evitare gli sbalzi termici
Come si è visto, i cambiamenti marcati di temperatura possono predisporre a contratture muscolari. Per ridurre il rischio di questi disturbi, è quindi preferibile evitare differenze eccessive di temperatura e non esporsi direttamente al flusso dell’aria fredda, soprattutto a livello di collo e spalle.
Fare movimento
L’attività fisica è uno degli alleati più efficaci contro la cervicalgia. Alcuni esercizi specifici aiutano a sciogliere le tensioni muscolari e a rafforzare la muscolatura di supporto:
- rotazioni lente del collo e inclinazioni laterali, da eseguire con delicatezza
- stretching delle spalle e del trapezio
- esercizi di rafforzamento per i muscoli profondi del collo.
Fare movimento regolarmente – per esempio, praticando nuoto, yoga, pilates – contribuisce inoltre a mantenere la colonna vertebrale in salute nel lungo periodo.
Gestire lo stress
Poiché stress e tensione emotiva sono tra i principali responsabili delle contratture cervicali, lavorare sulla gestione dello stress è parte integrante della prevenzione. Apprendere tecniche di respirazione e meditazione o ritagliarsi momenti di pausa durante la giornata può contribuire a un migliore equilibrio quotidiano.
Quando rivolgersi a uno specialista?
Quando il dolore è acuto, persistente o accompagnato da sintomi neurologici, è fondamentale richiedere una valutazione medica. Il primo interlocutore può essere il medico di famiglia, che, a seconda del sospetto diagnostico, potrà indirizzare verso lo specialista più indicato.
A seconda della diagnosi, il percorso terapeutico può includere:
- farmaci antinfiammatori, per ridurre il dolore e l’infiammazione nella fase acuta
- fisioterapia, con esercizi finalizzati al recupero della mobilità e al rinforzo della muscolatura cervicale
- terapia manuale, tecniche di mobilizzazione e manipolazione eseguite da professionisti specializzati
- terapie infiltrative, iniezioni locali di farmaci antinfiammatori o anestetici nei punti di maggiore tensione o infiammazione
- chirurgia, nei casi più severi – come ernie discali importanti o stenosi significativa – si può ricorrere a interventi di decompressione per liberare le strutture nervose compromesse.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
La cervicale può causare mal di testa?
Sì, il mal di testa di origine cervicale nasce dalla tensione muscolare accumulata nella zona del collo e si irradia verso la nuca, le tempie e talvolta la fronte. Peggiora con determinati movimenti del collo e posture prolungate, e tende a essere monolaterale.
Quanto dura un attacco di cervicale?
La durata varia in base alla causa e alla gravità del disturbo. Un episodio acuto, scatenato ad esempio da un movimento brusco o da una notte in posizione sbagliata, può risolversi nel giro di qualche giorno con riposo. Quando invece il dolore cervicale ha origine posturale o è alimentato da stress cronico, tende a persistere settimane o mesi, alternando fasi di miglioramento a recidive.
La cervicale può causare vertigini?
Sì, le vertigini possono essere causate da alterazioni nella zona del collo che interferiscono con i segnali inviati al sistema nervoso centrale per mantenere l’equilibrio. Si manifestano con un senso di instabilità o di giramento di testa, spesso accompagnato da rigidità cervicale.
Quali specialisti si occupano della cervicale?
A seconda della causa e della gravità del disturbo, i professionisti più indicati sono: il medico di medicina generale come primo punto di riferimento, il fisiatra per una valutazione funzionale e la prescrizione di terapie riabilitative, il fisioterapista per il trattamento manuale e gli esercizi terapeutici, il neurologo nei casi in cui siano presenti formicolii, intorpidimento o vertigini, e l’ortopedico o il neurochirurgo quando si sospettano ernie discali o altre patologie strutturali.
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