I diverticoli sono piccole estroflessioni della mucosa intestinale, molto comuni dopo i 40 anni. La loro presenza asintomatica (diverticolosi) può evolvere in diverticolite, una condizione infiammatoria che può causare dolore addominale, gonfiore, febbre, nausea e nei casi più severi, sanguinamento rettale. L’alimentazione svolge un ruolo centrale nella prevenzione: aumentare le fibre, idratarsi adeguatamente, preferire cotture leggere e ridurre i grassi aiuta a mantenere un transito intestinale regolare. Alcuni alimenti con semi o fibre particolarmente dure andrebbero invece limitati. In caso di diverticolite acuta è necessario seguire una dieta liquida o semiliquida a basso contenuto di fibre, con una reintroduzione graduale degli alimenti sotto supervisione medica.
Con l’aumentare dell’età, purtroppo, spesso aumentano anche i fastidi con cui il corpo deve fare i conti. Tra questi, ci sono i diverticoli, piccole estroflessioni della mucosa intestinale che compaiono di frequente dopo i 40 anni e interessano oltre la metà degli over 60.
I diverticoli non rappresentano in sé una patologia, quanto piuttosto un’alterazione anatomica comune e, nella maggior parte dei casi, asintomatica. Il problema nasce quando si infiammano, dando origine alla diverticolite, una condizione che si manifesta con dolore addominale, febbre e perfino sanguinamento intestinale.
Si tratta di un disagio da non sottovalutare, che può essere tenuto sotto controllo soprattutto grazie a un buono stile di vita e a una dieta corretta: in quest’articolo, scopriamo allora cosa mangiare con i diverticoli per prevenirli.
Cosa sono i diverticoli?
I diverticoli sono delle estroflessioni della mucosa intestinale – simili a piccoli sacchetti – dalla forma arrotondata, che interessano soprattutto il sigma e il tratto discendente del colon. Di dimensioni variabili, possono presentarsi singoli, oppure, molto più spesso, multipli. Come si è detto, raramente compaiono prima dei 40 anni, mentre insorgono con più frequenza dopo i 60 anni, senza grosse distinzioni di sesso.
Nella maggior parte dei casi, la presenza dei diverticoli all’interno dell’intestino non dà alcun sintomo: infatti, pare che nell’80% dei casi la scoperta avvenga casualmente, attraverso esami e controlli radiologici o endoscopici eseguiti per altre ragioni.
Quali sono le cause dei diverticoli?
Una delle principali cause dei diverticoli è un’alterazione della motilità intestinale, associata in particolare all’invecchiamento. Con l’avanzare dell’età, il colon perde infatti la sua elasticità e si indebolisce: questo comporta un aumento della pressione interna che, durante l’espulsione delle feci, determina una fuoriuscita della mucosa laddove lo strato muscolare dell’intestino è meno resistente e tende a cedere.
Un’altra possibile causa sono senz’altro le abitudini alimentari “sbagliate”: un consumo eccessivo di cibi raffinati, a discapito di un consumo di alimenti ricchi di fibre, può rallentare il transito intestinale e favorire lo sviluppo dei diverticoli.
Qual è la differenza tra diverticolosi e diverticolite?
Il termine diverticolosi indica la semplice presenza di diverticoli all’interno dell’intestino, non associata a infiammazioni o ad altri sintomi.
La diverticolite rappresenta l’infiammazione dei diverticoli, accompagnata da sintomi più o meno dolorosi. Questa condizione, più rara, colpisce circa il 2-3% di chi è interessato da diverticolosi. L’infiammazione tende a svilupparsi quando, all’interno di queste piccole estroflessioni, ristagnano residui fecali per un periodo prolungato. Questo ristagno altera l’equilibrio della flora batterica locale, favorendo la proliferazione di batteri che innescano il processo infiammatorio.
Altri fattori che si ritiene possano aumentare il rischio di sviluppare diverticolite includono:
- elevato consumo di carne rossa
- fumo
- obesità
- uso di alcuni farmaci antinfiammatori.
Questi elementi, nel loro insieme, possono contribuire a rendere la mucosa intestinale più vulnerabile ai processi infiammatori.
Quali sono i sintomi della diverticolite?
La diverticolite si manfiesta principalmente con un dolore piuttosto acuto nei quadranti inferiori, localizzato in particolare a sinistra, zona in cui i diverticoli sono maggiormente presenti. Per questa ragione, si parla spesso di “appendicite al fianco sinistro”.
I sintomi comprendono:
- dolore addominale
- gonfiore addominale
- dolore associato a stipsi/diarrea
- meteorismo
- riduzione dell’appetito
- nausea
- sanguinamento rettale (nei casi più gravi).
La diverticolite può presentarsi con disturbi simili a quelli della sindrome da colon irritabile, motivo per cui le due condizioni possono essere confuse. Tuttavia, a differenza del colon irritabile, la diverticolite tende a provocare anche febbre, nausea e talvolta vomito, elementi che aiutano a distinguerle.

Diverticoli: cosa mangiare per prevenire l’infiammazione?
Purtroppo, una volta comparsi, i diverticoli non regrediscono, ma è possibile ridurre il rischio che si infiammino adottando abitudini alimentari adeguate. Gli esperti sottolineano infatti come la dieta giochi un ruolo centrale sia nella prevenzione della diverticolosi sia nel contenimento dell’infiammazione dei diverticoli già presenti. Per questo alcuni alimenti risultano più indicati di altri: l’obiettivo è favorire una funzionalità intestinale regolare, così da limitare il ristagno fecale e prevenire la comparsa di diverticolite.
Ecco le principali indicazioni:
- aumentare l’apporto di fibre: la dieta quotidiana dovrebbe includere circa 30-40 grammi di fibre, utili a favorire un transito intestinale regolare
- bere molti liquidi: si consiglia di bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno; soprattutto perché, se non si assumono abbastanza liquidi, le fibre possono creare costipazione
- ridurre i grassi: in particolare, quelli di origine animale e tutti gli alimenti e le bevande zuccherine, che possono rallentare la digestione e irritare l’intestino
- optare per una cucina magra: evitare l’aggiunta di grassi, privilegiando le cotture più leggere, come quelle al vapore, al forno, alla griglia o alla piastra, con la pentola a pressione o in padella antiaderente.
Gli alimenti consigliati includono in particolare:
- verdura: andrebbe consumata almeno due volte al giorno, variando il più possibile le tipologie e includendo una porzione cruda. Le verdure più indicate sono quelle più ricche di fibra, come agretti, asparagi, sedano, cavolfiori, funghi, broccoli, melanzane, cicoria, cavoli, patate, indivia e legumi. Altre, invece, aiutano ad aumentare il volume delle fibre perché trattengono più acqua, come lattuga, radicchio, sedano e carote, zucchine e cipolle. Sono indicati anche i centrifugati di verdure
- frutta: è preferibile mangiarla cruda, lontano dai pasti e con la buccia. Sono indicate anche la frutta cotta e le centrifughe filtrate. I frutti da prediligere sono: prugne, mele, mele cotogne, pere, albicocche, mandarini, arance e frutta secca
- cereali: andrebbero alternati i cereali raffinati (pasta, pane, riso) con quelli integrali.

Cosa non si deve mangiare per i diverticoli?
Ci sono alcuni alimenti che, pur contenendo molta fibra, sarebbe preferibile consumare in quantità ridotte, perché contengono dei semi, che potrebbero fermarsi nei diverticoli e infiammarli, come:
- fragole
- kiwi
- pomodori
- cetrioli
- uva
- fichi
- lamponi
- pane con semi di sesamo.
Inoltre, anche le verdure con fibre molto dure e filamentose andrebbero assunte con estrema moderazione, come finocchi, carciofi, fagiolini.
Da evitare o comunque limitare fortemente sono, invece, tutti quegli alimenti che rischiano di provocare un’irritazione dell’intestino, come:
- spezie piccanti, come pepe, peperoncino, curry
- cacao
- insaccati e salumi
- carne rossa
- bibite ricche di fruttosio o gassate
- alcolici e superalcolici
- latte
- tè e caffè (meglio se deteinato e decaffeinato).
Dieta diverticolite: cosa mangiare durante l’infiammazione?
In caso di diverticolite, è necessario cambiare il proprio regime alimentare e seguire una dieta liquida o semiliquida, a basso contenuto di fibre.
In seguito, quando l’episodio infiammatorio sarà migliorato, si passerà a una dieta a basso residuo e leggera:
- pasta di piccolo formato, riso, crema di riso, pane tostato e/o fette biscottate
- brodi di carne sgrassati o vegetali filtrati
- carni magre e poco fibrose, preferibilmente tritate o sminuzzate per essere più facilmente digeribili.
Latte e latticini vanno assunti in quantità ridotte, o ancora meglio, evitati per poi essere reintrodotti gradualmente dopo alcune settimane dalla remissione dei sintomi. Invece, frutta e verdura sono da evitare (al massimo, sono ammessi succhi di frutta o spremute filtrate).
Si tratta di misure drastiche che vanno osservate solo per periodi limitati di tempo, sotto controllo medico, fino a quando la situazione non sarà migliorata. È dunque fondamentale affidarsi sempre alle indicazioni del proprio medico curante.
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Le domande più frequenti dei pazienti
Cosa mangiare se si hanno diverticoli ma non sintomi?
È raccomandata una dieta ricca di fibre (frutta, verdura, cereali integrali) e povera di grassi, un’adeguata idratazione e cotture leggere.
Cosa evitare se si hanno diverticoli?
È bene limitare gli alimenti con semi difficili da digerire, le verdure molto filamentose, le spezie piccanti, gli alcolici, le bibite zuccherate, gli insaccati e i grassi animali. Anche caffè, tè e latte andrebbero limitati.
Qual è la dieta da seguire durante un episodio di diverticolite?
Nella fase acuta è indicata una dieta liquida o semiliquida a basso contenuto di fibre (brodi filtrati, creme di cereali, carni magre tritate). Frutta e verdura vanno temporaneamente evitate. Man mano che i sintomi migliorano, si procede con una dieta a basso residuo fino al completo recupero.
I diverticoli possono regredire?
No, una volta formati, i diverticoli non possono regredire. Tuttavia, con uno stile di vita sano e un’alimentazione ricca di fibre è possibile ridurre il rischio che si infiammino.


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