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Emicrania: quali sono le cause, come trattarla e prevenirla

L’emicrania è una delle forme più intense di mal di testa, con un dolore pulsante che interessa di solito un solo lato del capo e si aggrava con il movimento. Ne esistono quattro tipi. All’origine ci sono soprattutto l’eccitabilità della corteccia cerebrale, le oscillazioni ormonali e una predisposizione genetica. A innescare il singolo attacco intervengono poi fattori fisici, emotivi e ambientali, oltre ad alcuni medicinali come contraccettivi orali e vasodilatatori. Sul fronte della prevenzione risultano utili un diario degli episodi, terapie farmacologiche come topiramato, propranololo e tossina botulinica di tipo A, e approcci più recenti come le iniezioni mensili anti-CGRP e la stimolazione magnetica transcranica.

L’emicrania è la forma più grave tra i mal di testa e colpisce circa il 10% della popolazione mondiale. Il dolore coinvolge solitamente metà del capo – in alcuni casi entrambi i lati – e quando è molto acuto può impedire anche le più semplici attività quotidiane.

Vediamo quali sono le cause dell’emicrania, per prevenirle nel modo più efficace.

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Che cos’è l’emicrania?

L’emicrania è un disturbo neurologico caratterizzato da un dolore pulsante generalmente localizzato in un lato della testa: il termine deriva infatti dal greco emi, metà, e crania, testa. In alcuni casi, tuttavia, può coinvolgere entrambi i lati. A seconda dei sintomi specifici con cui insorge, può essere distinta in quattro categorie: con aura tipica, silente senza aura, emiplegica e retinica.

Si stima che questo disturbo colpisca il 10-12% della popolazione mondiale, con una prevalenza nelle donne, interessate in una percentuale quasi doppia rispetto agli uomini. In circa il 25% dei casi, il disturbo insorge già in fase prescolare.

emicrania

A cosa è dovuta l’emicrania?

Ci sono diverse cause che possono provocare un attacco di emicrania.

  • Eccitabilità della corteccia cerebrale: la corteccia è la parte più esterna del cervello e se viene sovraeccitata scatena impulsi che alterano il tronco encefalico e il nervo trigemino, le vie nervose che controllano la propagazione del dolore nel cranio. Quando la corteccia è infiammata, il dolore si espande attraverso altre fibre nervose e si scatena nel modo localizzato che caratterizza l’emicrania.
  • Alterazione dei livelli ormonali: la fluttuazione dei livelli ormonali può stimolare in modo eccessivo i nervi sensoriali, in particolare il trigemino, che circonda i vasi sanguigni della testa. Quando ciò accade, i vasi si restringono e alcune aree della testa non ricevono il giusto apporto di sangue, scatenando così l’attacco di emicrania. Questo spiega perché il disturbo colpisce prevalentemente le donne, per natura più soggette a sbalzi ormonali, e perché l’emicrania insorga soprattutto durante il periodo dello sviluppo per poi attenuarsi con la menopausa.
  • Predisposizione ereditaria: la componente genetica è considerata una delle cause di emicrania, in particolare di quella emiplegica.

Fattori scatenanti

I fattori scatenanti cambiano in base alla situazione in cui la persona si trova prima che l’attacco arrivi. Può trattarsi di motivi fisici, emotivi, ambientali o correlati all’assunzione di farmaci:

  • fattori fisici: possono essere di natura ormonale, come la presenza di ciclo mestruale, gravidanza, menarca e menopausa, oppure relativi a una postura scorretta che provoca tensioni al collo e alla spalla. Infine, anche l’ipoglicemia può provocare un attacco di emicrania
  • fattori emotivi: ansia, stress, eccitazione, depressione o tensione. Questi stati possono a loro volta causare disturbi del sonno, problematiche alimentari e tensioni fisiche, innescando un meccanismo di alterazione generale che può favorire un attacco di emicrania
  • fattori ambientali: esposizione a fonti di forte luce e rumore, a odori molto intensi, ad aria fumosa e a cambiamenti delle condizioni atmosferiche, come il passaggio a forti altitudini o l’esposizione a caldo e freddo intensi
  • farmaci: tra questi, i contraccettivi orali, la terapia ormonale sostitutiva che viene utilizzata in menopausa, alcuni sonniferi e vasodilatatori come la nitroglicerina.

mal di testa

Come si fa a far passare l’emicrania?

Il primo passo da fare è rivolgersi al medico che potrà chiarire se si tratta di emicrania.

Una volta accertata la natura del mal di testa, è fondamentale evitare i fattori scatenanti: per questo, è molto importante conoscere bene il proprio corpo e i sintomi che fanno presagire l’arrivo di un attacco, ed eventualmente intervenire anche con farmaci preventivi che aiutano a evitare l’episodio acuto. Vediamo insieme i principali metodi di prevenzione.

Riduzione dei fattori scatenanti

Per prevenire un attacco di emicrania, può essere utile fare riferimento a un diario del mal di testa, in cui siano annotate le fasi del dolore, la durata e la frequenza degli attacchi e i sintomi osservati, che cambiano a seconda della tipologia di emicrania. Sarà così possibile avere un quadro completo dei fattori scatenanti a cui porre attenzione e sapere se si stanno compiendo azioni – per esempio l’assunzione di farmaci – correlate alla manifestazione del dolore. In questo modo si comprenderanno meglio gli atteggiamenti preventivi da adottare.

Farmaci

Per tenere sotto controllo il disturbo, possono essere consigliate anche terapie farmacologiche: tra i più efficaci, topiramato, propanolo e tossina botulinica di tipo A.

Per prevenire l’emicrania correlata al ciclo mestruale, invece, è possibile assumere farmaci, ad esempio, quelli contenenti triptani o antinfiammatori.

Terapie innovative per l’emicrania

Negli ultimi anni si stanno sperimentando nuove terapie, tra cui un’iniezione mensile a base di anticorpi che intervengono sulla trasmissione del dolore, in particolare sul peptide correlato al gene della calcitonina (Cgrp).

Inoltre, è possibile affidarsi anche alla stimolazione magnetica transcranica che si basa sull’utilizzo di un piccolo dispositivo elettrico che, appoggiato alla base della testa, trasmette impulsi magnetici attraverso la pelle. Se la stimolazione avviene all’inizio dell’attacco, il dolore può diminuire sensibilmente.

Per prevenire e trattare adeguatamente un disturbo complesso come l’emicrania, con diversi fattori scatenanti e problematiche legate al dolore, è importante mantenere un corretto stile di vita ed effettuare controlli periodici.

A questo proposito può essere utile poter contare su un’assistenza continuativa, come quelle proposte nelle soluzioni UniSalute Per Te, che mette a disposizione un team di professionisti per rispondere a diverse esigenze di tipo sanitario.

 

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Le domande più frequenti dei pazienti

Che differenza c’è tra emicrania e mal di testa comune?

L’emicrania è un disturbo neurologico specifico, caratterizzato da un dolore pulsante e in genere localizzato a metà del capo, che peggiora con il movimento e si accompagna spesso a nausea, fastidio per luci e suoni e, in alcuni casi, alla fase dell’aura. La cefalea di tipo tensivo, la più diffusa, si manifesta invece come una pressione costante che interessa entrambi i lati della testa, ha un’intensità più contenuta e non tende ad aggravarsi durante l’attività fisica.

L’emicrania è ereditaria?

La predisposizione genetica rappresenta uno dei fattori che concorrono alla comparsa dell’emicrania, con un peso evidente nella variante emiplegica. Avere genitori o parenti stretti che ne soffrono aumenta la probabilità di svilupparla, anche se la familiarità da sola non basta a spiegare l’insorgenza degli attacchi: a fare la differenza sono lo stile di vita, l’equilibrio ormonale e i fattori scatenanti ai quali la persona è esposta nel quotidiano.

Quando è opportuno rivolgersi al medico per l’emicrania?

Un consulto medico è consigliabile quando gli episodi diventano frequenti, cambiano nelle caratteristiche abituali o non rispondono ai comuni antidolorifici. Meritano particolare attenzione i mal di testa che compaiono in modo improvviso e molto intenso, si accompagnano a sintomi neurologici come disturbi della vista, difficoltà nel parlare o debolezza a un arto, o si presentano dopo un trauma.

Cosa si può fare per alleviare un attacco di emicrania?

Durante un attacco può essere d’aiuto fermarsi in un ambiente buio e silenzioso, riducendo l’esposizione a luci, rumori e odori intensi che tendono ad amplificare il dolore. A seconda dei casi, il medico può indicare farmaci sintomatici, come analgesici o triptani, da assumere preferibilmente all’esordio dei primi sintomi per aumentarne l’efficacia.

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