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come combattere lo stress

Buoni propositi 2019: i consigli dello psicologo per evitare e combattere lo stress

La frenesia, le scadenze lavorative e i mille impegni quotidiani possono diventare così impegnativi e difficili da gestire da scatenare un forte reazione del nostro organismo: quante volte vi sentite sopraffatti e stressati, al limite delle vostre forze? Con l’aiuto del dottor Rolando Ciofi, psicologo e Responsabile Servizio Counseling Psicologico UniSalute Spa, cercheremo di capire quali meccanismi si innescano nel nostro corpo quando siamo stressati, per quale motivo accade, ma soprattutto come combattere lo stress ed eliminarne le fonti più pericolose, per prenderci cura del nostro benessere.

Che cos’è lo stress?

“Lo stress è una risposta aspecifica, assolutamente normale, dell’organismo a qualsiasi richiesta gli venga imposta dall’ambiente” – spiega il dottor Ciofi -, è una sorta di attivazione generale che prepara ad affrontare una situazione, talvolta anche improvvisa”. In condizioni normali, le tre fasi in cui questo meccanismo si articola si susseguono e si esauriscono senza che il corpo accusi degli effetti negativi.

“La prima è la fase di allarme, in cui si verifica la reazione agli stressors (gli agenti stressanti); nella seconda, detta di resistenza, le difese allertate sono in precario equilibrio. Nella terza fase vengono a esaurirsi le difese con il conseguente sviluppo di uno stato di esaurimento funzionale”. A questo punto il nostro organismo percepisce che il pericolo è passato, oppure non ha più energie per fronteggiarlo, e la risposta allo stimolo iniziale cessa, permettendoci di recuperare attraverso il riposo.

Lo psicologo sottolinea che si tratta di un “meccanismo delicato, che può ‘guastarsi’ già nella prima fase (per esempio generando risposte inadeguate nei confronti di un grave trauma) o nelle fasi successive. Quando l’organismo non è più in grado di rispondere adeguatamente all’evento stressante ed esso rimane costante nel tempo, si parlerà di stress cronico”. Vediamo di cosa si tratta.

rimedi contro lo stress

Diego Cervo/shutterstock.com

Lo stress è sempre negativo?

Possiamo distinguere lo stress secondo alcuni criteri:

  • a seconda della natura dello stimolo che ci sollecita possiamo classificare gli stressor, ovvero agenti stressanti, come fisici o psicosociali;
  • a seconda della durata dello stimolo, esso si qualifica come acuto o cronico;
  • in base alla piacevolezza/sgradevolezza dello stimolo, si definisce positivo o negativo.

Siamo abituati a una connotazione negativa del termine stress ma, come abbiamo già ricordato, questa risposta del nostro organismo è del tutto normale, dal momento che “lo stress è insito nella nostra esistenza e quando lo fronteggiamo con successo, raggiungendo gli obiettivi prefissati, diventa una spinta verso il benessere – spiega lo psicologo. – È presente anche quando pratichiamo uno sport o svolgiamo attività quotidiane che richiedono un certo livello di impegno: esso ci aiuta a raggiungere i nostri scopi e aumenta il nostro sentimento di autoefficacia facilitando i processi di benessere”.

Quali sono i campanelli d’allarme?

Purtroppo lo stress, soprattutto quando diventa cronico, può avere delle ripercussioni anche gravi sul nostro organismo, compromettendo ogni aspetto del benessere e delle interazioni sociali. “Quando il sentimento di soddisfazione si trasforma in stanchezza non appagata e in frustrazione – spiega l’intervistato – e quando le richieste ambientali superano di gran lunga le nostre capacità di risposta, lo stress incide negativamente sulla nostra vita e sulla salute”.

Molti dei disturbi collegati allo stress sono reversibili, ma è l’esposizione prolungata e continua alla fonte del problema ad essere nociva. Tra i campanelli d’allarme, ci sono alcuni sintomi:

  • fisici (mal di testa, crampi allo stomaco, contrazioni della mascella e in generale del corpo, dolori muscolari, ipertensione, sudorazione eccessiva, disturbi del sonno, accelerazione del battito cardiaco, malfunzionamento della tiroide, ulcera dello stomaco, diabete, colite, stanchezza costante);
  • psichici (ansia, difficoltà di concentrazione, umore variabile, apatia, tristezza, depressione, attacchi di panico, sensazione di noia nei confronti di ogni situazione, iperattività, confusione mentale, irritabilità);
  • comportamentali (reattività, impazienza, consumo abnorme di sostanze psicotrope, come tabacco, alcol, droghe).
sindrome del burnout

ESB Professional/shutterstock.com

Stress da lavoro e burnout

Molte delle situazioni che causano stress, mettendo in pericolo il nostro benessere, si possono ricondurre anche al lavoro. Come sottolinea lo psicologo, “le condizioni fisiche dell’ambiente lavorativo o la fatica fisica, il ruolo e le relazioni lavorative, la gestione del lavoro, la burocratizzazione sono tutte variabili capaci di causare negli operatori i sintomi della sindrome del burnout: apatia, perdita di entusiasmo e senso di frustrazione”.

Il burnout colpisce soprattutto chi lavora a contatto diretto con situazioni di sofferenza: “queste figure sono caricate da una duplice fonte di stress, quello personale e quello della persona aiutata – evidenzia l’intervistato. – Se non opportunamente trattati, questi soggetti cominciano a sviluppare un lento processo di ‘logoramento’ o ‘decadenza’ psicofisica”, perché non riescono più a fronteggiare la situazione di stress. “Nel mondo del lavoro c’è anche un’altra forma di stress che può essere molto peggiore – continua Ciofi – ed è lo stress che deriva da una vita senza scopi, senza stimoli e senza responsabilità. Per star bene, l’essere umano deve sentirsi utile, deve sentire che la sua vita ha delle prospettive. Paradossalmente, il disoccupato di lunga data che non può fare progetti per il futuro e che ha tutto il tempo libero del mondo, può sentirsi più stressato di un manager che non ha nemmeno il tempo per respirare o di una mamma con tre bambini piccoli”.

stress da lavoro

dokumore/shutterstock.com

Come combattere lo stress: consigli per vivere meno stressati

Spesso è difficile conciliare il lavoro e gli impegni con la cura della salute e l’attenzione al proprio benessere, tuttavia è impensabile trascurare questi aspetti, perché alimentarsi correttamente, fare attività sportiva, dormire il giusto numero di ore contribuiscono a uno “stato mentale dinamico, caratterizzato da un’adeguata armonia tra capacità, esigenze e aspettative di un individuo, ed esigenze e opportunità ambientali”.

Come fare, allora, per tenere sotto controllo gli stimoli che si riflettono negativamente su di noi? Ecco una lista di semplici consigli su come combattere lo stress che abbiamo stilato con l’aiuto del dottor Ciofi.

Strategie per ridurre lo stress connesso all’ambiente

  • Prendere consapevolezza dei propri limiti, magari anche imparando a dire dei no;
  • avere il coraggio di intervenire direttamente sull’ambiente che ci stressa cercando di renderlo più gradevole;
  • imparare a gestire con disinvoltura il proprio tempo;
  • evitare il perfezionismo. Pretendere che tutto sia sempre perfetto è grande fonte di stress;
  • imparare a delegare responsabilità quando diventano troppo pressanti.

Strategie per ridurre lo stress fisico

 Imparare le tecniche di rilassamento;

  • evitare l’uso eccessivo di alcool e altre sostanze che creano dipendenza;
  • praticare un regolare esercizio fisico.

Strategie per ridurre lo stress mentale

 Provare almeno 10 minuti al giorno a stare con i propri pensieri e a visualizzare immagini rilassanti;

  • ricercare e scrivere frasi che incrementino lo stato di benessere e ripetersele (ad esempio “oggi mi sento bene”, “non prendere le cose troppo sul serio”);
  • praticare la meditazione (che facilita la riduzione della frequenza cardiaca, della pressione sanguigna, etc.).
stress nei bambini

Lopolo/shutterstock.com

Lo stress nei bambini

Combattere lo stress è importante non solo per noi stessi, ma anche per il benessere di quelli che ci circondano, a maggior ragione se si tratta di bambini. “Lo stress è contagioso – ricorda lo psicologo – e se abbiamo dei figli dobbiamo tener presente che le loro difese nei confronti di questo disturbo sono molto basse. Più sono piccoli e più assorbono il clima familiare che respirano, senza possibilità di modifica. In questo caso, quindi, imparare a star bene non è solo un impegno per il nostro piacere, è anche un dovere nei loro confronti”.

Naturalmente, i fattori che possono influenzare negativamente i bambini non sono soltanto gli stimoli provenienti dall’ambito familiare. Anche il rientro a scuola, dopo le lunghe vacanze estive o dopo un periodo più breve, come quelle invernali, può causare ansia e stress nei più piccoli.

Come interviene lo psicologo sullo stress?

 Oltre agli utili consigli che abbiamo appena visto, per gestire e combattere lo stress può essere utile intraprendere un percorso con uno specialista. “Lo psicologo – spiega il dottor Ciofi – cerca di comprendere in che misura le reazioni allo stress dipendano dall’eccessivo impegno richiesto da un compito, e quando invece siano dettate da vulnerabilità specifiche dell’individuo. In pratica, numerosi fattori di stress connessi alle attività che le persone devono svolgere vengono percepiti dalla grande maggioranza come nocivi o patogeni, ma il grado di tolleranza varia da individuo a individuo e anche durante il corso della vita di una stessa persona.

Dunque, una volta comprese le cause che a livello soggettivo hanno portato quello specifico individuo a manifestare sintomi riconducibili ad eccesso di stress, lo psicologo cercherà di lavorare su quelle cause. Oltre al lavoro di interpretazione e consapevolizzazione particolarmente utile si dimostra in questi casi l’insegnamento di tecniche di rilassamento e/o di meditazione”.

Prendersi cura della propria salute e impegnarsi a vivere in modo sano, è uno dei migliori propositi per il nuovo anno. Stipulare una polizza assicurativa sanitaria, ad esempio, uno dei piani individuali di UniSalute, può aiutarci a raggiungere questo obiettivo, con importanti strumenti di prevenzione.

 

Avete vissuto anche voi dei periodi particolarmente stressanti? Come avete gestito il problema?

Erica Di Cillo
Erica Di Cillo vive e lavora a Bologna e da alcuni anni collabora con diverse testate online. Per il blog InSalute scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute.

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