La frutta secca è un alimento nutriente e ricco di grassi “buoni”, proteine, fibre, vitamine e minerali utili alla crescita dei bambini. Può sostenere lo sviluppo del sistema nervoso, del metabolismo e delle difese immunitarie, ma va introdotta con attenzione aspettando i 3-4 anni. I principali rischi riguardano allergie, soffocamento (se proposta intera nei più piccoli) ed eccesso calorico. È consigliabile confrontarsi con il pediatra per stabilire tempi e modalità di introduzione, privilegiando inizialmente forme tritate o in crema e porzioni adeguate all’età.
Golosa e salutare, la frutta secca piace a grandi e piccini perché coniuga la dimensione del gusto ad alcune preziose proprietà protettive per l’organismo. Per introdurla nella dieta dei bambini, tuttavia, è importante procedere con cautela poiché esistono dei rischi di cui tenere conto.
Abbiamo approfondito l’argomento grazie al contributo dei pediatri Andrea Pession, professore di Pediatria dell’Università di Bologna, e Giovanni Corsello, Ordinario di Pediatria all’Università di Palermo ed ex presidente della Società Italiana Pediatria.
Perché è importante la frutta secca nella dieta dei bambini
Le proprietà della frutta secca sono molto interessanti. Soprattutto le noci, ma anche le mandorle e le nocciole, possono contribuire a un corretto sviluppo dei bambini e quindi sono preziose in una dieta equilibrata. Svolgono infatti un’azione protettiva dal punto di vista del metabolismo, e sostengono la salute del sistema nervoso centrale, dei muscoli, del sistema immunitario e del fegato. Grazie al loro quantitativo di acidi grassi, inoltre, forniscono energia immediatamente utilizzabile, motivo per cui rappresentano un’ottima soluzione per uno spuntino, sia per i bambini che per gli adulti.
Nel dettaglio, la frutta secca:
- apporta grassi “buoni” (insaturi), che contribuiscono al corretto funzionamento del metabolismo e supportano la salute cardiovascolare
- è ricca di omega 3, nutrienti fondamentali per lo sviluppo del sistema nervoso e delle funzioni cognitive
- fornisce proteine vegetali, utili nei processi di crescita e nello sviluppo dei tessuti
- contiene fibre, che favoriscono la regolarità intestinale e contribuiscono al senso di sazietà
- è una fonte di vitamine del gruppo B e vitamina E, con funzione antiossidante e di supporto ai meccanismi energetici dell’organismo
- apporta minerali come magnesio, ferro, zinco e calcio, importanti per muscoli, ossa e difese immunitarie.
Frutta secca per i bambini: quali rischi?
Pur considerando i numerosi benefici nutrizionali, è importante osservare alcuni accorgimenti nell’introduzione della frutta secca nella dieta dei bambini. Esistono infatti alcuni potenziali rischi da valutare.
Il primo aspetto riguarda il rischio allergico. Noci, arachidi, mandorle e nocciole rientrano tra gli alimenti potenzialmente allergenici. La probabilità di reazioni aumenta in presenza di familiarità per allergie alimentari, motivo per cui è sempre opportuno confrontarsi con il pediatra prima dell’introduzione, soprattutto nei bambini più piccoli.
Un secondo elemento da considerare è il rischio di soffocamento. La frutta secca è tipicamente dura e, se proposta intera o in pezzi grossi, può essere pericolosa nei bambini che non hanno ancora sviluppato una masticazione efficace. È quindi fondamentale verificare che il bambino abbia acquisito adeguate capacità di deglutizione e, nei primi anni di vita, preferire, per esempio, forme tritate finemente.
Infine, non va sottovalutato l’apporto calorico di noci, nocciole, mandorle o arachidi. Si tratta di alimenti che, se consumati in quantità eccessive, possono innescare un aumento di peso del bambino e, in particolare, un accumulo di grasso a livello addominale, uno dei segnali che possono anticipare la comparsa di sovrappeso e, nei casi più gravi, di obesità infantile.

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Quando i bambini possono mangiare la frutta secca?
Secondo il professor Andrea Pession, è prudente attendere il compimento dei due anni prima di introdurre con maggiore serenità la frutta secca nella dieta del bambino. Un passaggio preliminare importante è un’attenta anamnesi allergica familiare, insieme alla valutazione delle abitudini alimentari. Nella pratica clinica, questi alimenti vengono spesso inseriti tra i 3 e i 5 anni, soprattutto nella loro forma intera.
Dopo il via libera del pediatra, l’introduzione dovrebbe avvenire in modo graduale e con porzioni contenute, così da evitare un eccesso calorico. Un esempio di merenda equilibrata può essere rappresentato da due fette biscottate integrali accompagnate da tre o quattro noci. Uno spuntino che farà sentire il bambino sazio e che gli fornirà delle sostanze utili dal punto di vista nutrizionale.
I pediatri, infine, ricordano ai genitori di non preoccuparsi: anche se la frutta secca viene inserita non prima del terzo anno di vita, ciò non significa che fino a quel momento gli stessi nutrienti siano assenti dall’alimentazione dei bambini. Si possono trovare anche nel pesce oppure nelle uova che vengono consigliate, nello svezzamento, già a partire dal primo anno di vita.
Proprio perché l’alimentazione nei primi anni di vita rappresenta una base essenziale per la salute futura e per la prevenzione di sovrappeso e obesità, è utile poter contare su un supporto qualificato. Per tutelare il benessere dei bambini e ricevere assistenza in ogni momento, è possibile affidarsi a soluzioni come My Family di UniSalute, un pian che include anche il servizio “Il pediatra risponde”, grazie al quale è possibile ottenere rapidamente chiarimenti su dubbi e quesiti legati alla salute e alla crescita.
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Le domande più frequenti dei pazienti
A che età si può introdurre la frutta secca?
In genere si consiglia prudenza nei primi anni di vita e di attendere i 3-4 anni.
La frutta secca può causare allergie?
Sì, rientra tra gli alimenti potenzialmente allergenici. Il rischio è maggiore in presenza di familiarità per allergie alimentari.
Qual è il rischio principale nei bambini piccoli?
Oltre alle possibili reazioni allergiche, il pericolo maggiore è il soffocamento se la frutta secca viene offerta intera o in pezzi grossi. Nei primi anni è preferibile proporla tritata finemente.
Quanta frutta secca può mangiare un bambino?
Le quantità devono essere moderate. Ad esempio, tre o quattro noci possono rappresentare una porzione adeguata nell’ambito di una merenda equilibrata.


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